Copertina
Autore Giandomenico Ardizzone
CoautoreAndrea Belluscio, Massimiliano Lipperi
Titolo La nuova guida al Seawatching
SottotitoloMare aperto e coste
EdizioneMuzzio, Roma, 2006 , pag. 188, ill., cop.ril., dim. 9x19,5x1,3 cm , Isbn 978-88-7413-096-2
LettoreSara Allodi, 2007
Classe mare , natura
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Indice

Introduzione                         4
  L'ambiente marino                  5
  Le coste: cenni di ecologia       12
  sugli ambienti bentonici

La classificazione binomiale        17
Le aree marine protette italiane    18
Le Alghe                            19
Le Spugne                           20
I Cnidari                           21
I Ctenofori                         22
I Vermi                             22
I Molluschi                         23
I Crostacei                         25
I Briozoi                           26
Gli Echinodermi                     26
I Tunicati                          28
I Pesci                             28

Tavole                              30

Alghe verdi                         30
Alghe rosse                         32
Alghe brune                         34
Fanerogame marine                   36
Poriferi                            38
Cnidari                             44
Vermi                               56
Molluschi                           60
Crostacei                           76
Briozoi                             86
Echinodemi                          88
Tunicati                            96
Condroitti                         100
Pesci ossei                        108
Rettili: Cheloni                   156
Uccelli: Procellariformi           158
Uccelli: Pelacaniformi             160
Uccelli: Caradriformi              160
Mammiferi: Cetacei                 164
Mammiferi: Carnivori pinnipedi     166

Glossario                          168
Bibliografia                       180
Indice delle specie                181

 

 

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Pagina 4

INTRODUZIONE


Il Mediterraneo ha una profondità media di 1500 m, ma raggiunge i 5000 m nello Ionio antistante il Peloponneso (Grecia). un mare formatosi 10 milioni di anni fa ed è il più grande bacino chiuso del mondo. Le maree sono deboli, circa 30 cm, e superano il metro solo nel nord Adriatico e nel golfo di Gabes (Tunisia) perché, essendo le zone meno profonde, l'acqua defluisce lentamente. Nello stretto di Messina, invece, le maree creano forti correnti. Il clima è subtropicale arido.

Una peculiarità del Mediterraneo è l'omeotermia (temperatura costante) in inverno a tutte le profondità, intorno ai 13C, contrariamente a quanto avviene nel vicino Atlantico, dove, oltre i 200 m si raggiungono anche i 2C. Ruolo determinante nel creare questa condizione è svolto dallo stretto di Gibilterra, che essendo poco profondo (350 m), permette l'entrata dell'acqua atlantica superficiale calda, ma non di quella profonda fredda.

In estate, invece, si instaura un termoclino (salto brusco di temperatura) di qualche grado centigrado, dovuto al surriscaldamento stagionale delle acque superficiali. Lo spessore dello strato superficiale di acqua dipende dall'intensità del vento. Più il vento soffia, più il mare si agita e più spesso sarà lo strato superficiale. Ciò riduce però la sua temperatura poiché le acque calde si mescolano con le acque sottostanti fredde. Nel Mediterraneo il termoclino si instaura tra i 15 ed i 20 metri di profondità. Non è solo il subacqueo ad accorgersi del repentino abbassamento di temperatura: la densità delle acque aumenta notevolmente(picnoclino) e si crea uno sbarramento per i nutrienti e per i movimenti verticali degli animali planctonici.


Il Mediterraneo è anche un bacino di "evaporazione": se non ci fosse l'apporto costante di acqua dall'Atlantico attraverso lo stretto di Gibilterra, oltre che dal mar Nero e dal mar Rosso, il Mediterraneo sarebbe destinato al prosciugamento, situazione già verificatasi in passato, oggi ricordata come "crisi messiniana", avvenuta, come suggerisce il nome, nel Messiniano, e causa della scomparsa di molti organismi. L'evaporazione incide sulla salinità che è piuttosto elevata (38-39 per mille, cioè 38-39 grammi di sale in 1000 di acqua).


Sono presenti correnti profonde che spazzano via tutti i nutrienti (azoto e fosforo), trasportandoli oltre lo stretto di Gibilterra, e riversandoli in atlantico.

Di conseguenza il Mediterraneo è un mare povero, oligotrofico. Le acque, quindi, sono particolarmente trasparenti e consentono la presenza di organismi vegetali bentonici fino alle profondità di 40-50 m, come la Posidonia oceanica.


Una catena montuosa sotterranea, tra la Sicilia e la Tunisia, divide il Mediterraneo in due settori: occidentale ed orientale, distinti sia da un punto di vista climatico che biologico. Il bacino orientale nella parte meridionale acquista particolare interesse per la presenza di organismi provenienti dal Mar Rosso, evento conosciuto come migrazione lessepsiana, dovuta alla povertà di organismi endemici di quel bacino ed alla tropicalizzazione del Mediterraneo stesso.


L'AMBIENTE MARINO

L'ambiente marino viene tradizionalmente suddiviso in dominio bentonico e dominio pelagico. Per dominio bentonico si intende l'ambiente dove vivono tutti gli organismi legati più o meno direttamente ai fondali. Al contrario, il dominio pelagico comprende le acque libere, che si estendono dalla superficie fino agli abissi delle fosse oceaniche e nelle quali vivono tutti gli organismi che conducono una vita non vincolata in maniera esclusiva al fondale.

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