Copertina
Autore Franco Brera
Titolo Filastrocche
SottotitoloCanti tradizionali per giocare arrangiati in stile moderno
EdizioneRed, Milano, 2007 , pag. 14, cd, dim. 13,5x19x1,3 cm , Isbn 978-88-7447481-43
LettoreSara Allodi, 2007
Classe bambini
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Indice

    IL CONTENUTO DEL CD
 1. Staccia Buratta                                      3:28
 2. Lune la fune                                         6:09
 3. Trentatré trentini                                   3:30
 4. Primo intermezzo.                                    1:13
    Centocinquanta la gallina canta
    Seta moneta
    Giro giro tondo
    Moscon d'ore
 5. Sator Arepo - La storia del gambero                  3:09
 6. Oh, che bel castello                                 4:37
 7. Tre cinesi con il contrabbasso                       2:57
 8. C'era una volta un re                                4:06
 9. Secondo intermezzo.                                  1:27
    Ucci ucci cavallucci
    Din don campanon
10. Cecco Velluto - La giostra gira                      3:25
11. Terzo intermezzo.                                    1:16
    Nella città di Mantova
    Quando e tempo delle ciliegie
    Guarda là quella vecchiona
12. Schiarazule Marazule                                 4:30
13. Bergamasca. Le ae te - Sic hac                       2:35
14. Cara-oche                                            4:07
15. Quarto intermezzo.                                   1:45
    Madamadoré
     arrivato l'ambasciatore
16. Apelle figlio di Apollo - Ti che te Cachet i tacch   3:32
17. Fra' Martino campanaro - Dess ca so ca si -
    Din don campanon - Chi lo sa se sa chi sa            3:00
18. Quinto intermezzo. Al castello                       0:51
19. Sopra la panca la capra campa - Ambarabà ciccì coccò 1:23

                                        Durata totale   57:13
 

 

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Pagina 2

FILASTROCCHE
Canti tradizionali per giocare
arrangiati in stile moderno



La filastrocca è un breve componimento con rime o assonanze, sillabe e fonemi che si susseguono e si ripetono senza produrre un significato letterale coerente, logico. In altre parole è una breve poesia o una canzone fatta di puri suoni, quasi un assolo di percussioni e vocalizzi (o meglio: di consonanti e di vocali) che solo di rado si strutturano in una comunicazione diretta.

La comprensione rimane affidata esclusivamente all'orecchio, il significante è confinato nella dimensione sonora. A volte le filastrocche si prestano a una lettura simbolica o allegorica o danno luogo a doppi sensi; a volte sono talmente strampalate che sembrano formule magiche: come le nenie dell'ipnotista o dello sciamano, vanno direttamente in profondità mentre la loro musicalità aggira e sopisce le difese della mente. 'Incantesimo' è ciò che si 'canta dentro', mentre l' 'incanto' è una musica (ma non solo) che pervade e obnubila la coscienza per scacciare i demoni e la malattia. Nessuna meraviglia se tornano a galla nel nostro immaginario anche quando le crediamo dimenticate e sepolte.


Nella tradizione popolare le filastrocche, anche attraverso il gioco, avevvano una funzione educativa (di informazione o di addestramento alla vita). In generale, esistono filastrocche di tre tipi (o di diverse combinazioni di tre tipi):

* esercizi di pronuncia (scioglilingua);

* esercizi di movimento (conte o canti di gioco);

* ginnastica mentale (nonsenses).

A quest'ultima specie appartengono i giochi di memoria, elasticità, numerazione, nonché le filastrocche evidentemene composte per associazione di idee.

Nonostante siano rivolti a un pubblico infantile, non mancano testi tragici o paurosi, come succede anche per le ninne nanne. La cosa si spiega nello stesso modo: il reportorio di ninne nanne e filastrocche deve trasmettere utili informazioni sulla vita, quindi nessun argomento può essere bandito, nemmeno la morte. Con testi tristi o paurosi, poi, le donne informavano mariti e figli maschi della durezza della condizione femminile o quantomeno del loro personale disagio.


Questa compilation di filastrocche (in italiano, in tedesco, in parlate dialettali) è stata realizzata per tramandare, con arrangiamenti attuali e variati, un repertorio tradizionale. Ma non solo: serve anche a fornire materiali di gioco e apprendimento.

Gli stili musicali degli arrangiamenti sono estremamente differenziati: ci sono brani classici, new age, antichi, popolari e folk-rock, ispirati agli stili di gruppi come Ten Years After, Dire Straits, Canzoniere del Lazio, Steel Eyes Span, Fairport Convention, Chieftains, Penguin Cafè Orchestra e dei musicisti Miles Davis, Piero Milesi, Arvo Prt, Caetano Veloso, Frank Zappa.

I brani denominati Intermezzo sono brevi e arrangiati in modo essenziale e rilassante: alcuni sono costituiti di pochissime note e sono stati inseriti come pause di riposo, quasi di riflessione e meditazione. Essi hanno inoltre valore documentario: i testi sono a volte solo dei frammenti o dei pre-testi, ma contengono suoni e parole o strofe intere in comune con altre filastrocche, trattate diversamente.

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1. Staccia buratta (Toscana)


un nonsense toscano con riferimenti ad altri canti (notare la somiglianza fra Maremma stacca la penna e il famoso verso Maremma Maremma amara, l'uccello che ce va lascia la penna).

Veniva usato per far dondolare ('abburattare' vuole anche dire 'scuotere, agitare') i bambini piccoli sulle ginocchia, come fossero grossi setacci, fingendo di lasciarli cadere sui versi conclusivi.

        Staccia buratta,
        Martino è dalla gatta;
        la gatta va al mulino
        per fargli un bel tortino,
        con l'olio, con il sale,
        con la pipì del cane;
        buttalo in mare, buttalo in mare.

        Mare, maremma,
        stacca la penna;
        staccala bene,
        Gesù bambino viene;
        viene da Roma,
        ti porta una corona,
        d'oro e d'argento,
        che costa millecento.

        Centocinquanta,
        la gallina canta;
        canta lo gallo,
        s'affaccia Menichina
        alla finestra,
        con tre cavalli in testa;

        bianca è la sella,
        bianco il servitore,
        Gesù ci mandi
        una spera di sole;

        sole, solaio,
        la festa di febbraio,
        febbraio e febbraietto,
        gli è corto e maledetto.

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