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| << | < | > | >> |Indice
IL CONTENUTO DEL CD
1. Staccia Buratta 3:28
2. Lune la fune 6:09
3. Trentatré trentini 3:30
4. Primo intermezzo. 1:13
Centocinquanta la gallina canta
Seta moneta
Giro giro tondo
Moscon d'ore
5. Sator Arepo - La storia del gambero 3:09
6. Oh, che bel castello 4:37
7. Tre cinesi con il contrabbasso 2:57
8. C'era una volta un re 4:06
9. Secondo intermezzo. 1:27
Ucci ucci cavallucci
Din don campanon
10. Cecco Velluto - La giostra gira 3:25
11. Terzo intermezzo. 1:16
Nella città di Mantova
Quando e tempo delle ciliegie
Guarda là quella vecchiona
12. Schiarazule Marazule 4:30
13. Bergamasca. Le ae te - Sic hac 2:35
14. Cara-oche 4:07
15. Quarto intermezzo. 1:45
Madamadoré
È arrivato l'ambasciatore
16. Apelle figlio di Apollo - Ti che te Cachet i tacch 3:32
17. Fra' Martino campanaro - Dess ca so ca si -
Din don campanon - Chi lo sa se sa chi sa 3:00
18. Quinto intermezzo. Al castello 0:51
19. Sopra la panca la capra campa - Ambarabà ciccì coccò 1:23
Durata totale 57:13
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| << | < | > | >> |Pagina 2La filastrocca è un breve componimento con rime o assonanze, sillabe e fonemi che si susseguono e si ripetono senza produrre un significato letterale coerente, logico. In altre parole è una breve poesia o una canzone fatta di puri suoni, quasi un assolo di percussioni e vocalizzi (o meglio: di consonanti e di vocali) che solo di rado si strutturano in una comunicazione diretta.
La comprensione rimane affidata esclusivamente all'orecchio, il
significante è confinato nella dimensione sonora. A volte le
filastrocche si prestano a una lettura simbolica o allegorica o danno
luogo a doppi sensi; a volte sono talmente strampalate che sembrano
formule magiche: come le nenie dell'ipnotista o dello sciamano, vanno
direttamente in profondità mentre la loro musicalità aggira e sopisce
le difese della mente. 'Incantesimo' è ciò che si 'canta dentro', mentre
l' 'incanto' è una musica (ma non solo) che pervade e obnubila la
coscienza per scacciare i demoni e la malattia. Nessuna meraviglia
se tornano a galla nel nostro immaginario anche quando le crediamo
dimenticate e sepolte.
Nella tradizione popolare le filastrocche, anche attraverso il gioco, avevvano una funzione educativa (di informazione o di addestramento alla vita). In generale, esistono filastrocche di tre tipi (o di diverse combinazioni di tre tipi): * esercizi di pronuncia (scioglilingua); * esercizi di movimento (conte o canti di gioco); * ginnastica mentale (nonsenses). A quest'ultima specie appartengono i giochi di memoria, elasticità, numerazione, nonché le filastrocche evidentemene composte per associazione di idee.
Nonostante siano rivolti a un pubblico infantile, non mancano testi tragici
o paurosi, come succede anche per le ninne nanne. La cosa si spiega nello stesso
modo: il reportorio di ninne nanne e filastrocche deve trasmettere utili
informazioni sulla vita, quindi nessun argomento può essere bandito, nemmeno la
morte. Con testi tristi o paurosi, poi, le donne informavano mariti e figli
maschi della durezza della condizione femminile o quantomeno del loro personale
disagio.
Questa compilation di filastrocche (in italiano, in tedesco, in parlate dialettali) è stata realizzata per tramandare, con arrangiamenti attuali e variati, un repertorio tradizionale. Ma non solo: serve anche a fornire materiali di gioco e apprendimento. Gli stili musicali degli arrangiamenti sono estremamente differenziati: ci sono brani classici, new age, antichi, popolari e folk-rock, ispirati agli stili di gruppi come Ten Years After, Dire Straits, Canzoniere del Lazio, Steel Eyes Span, Fairport Convention, Chieftains, Penguin Cafè Orchestra e dei musicisti Miles Davis, Piero Milesi, Arvo Pärt, Caetano Veloso, Frank Zappa. I brani denominati Intermezzo sono brevi e arrangiati in modo essenziale e rilassante: alcuni sono costituiti di pochissime note e sono stati inseriti come pause di riposo, quasi di riflessione e meditazione. Essi hanno inoltre valore documentario: i testi sono a volte solo dei frammenti o dei pre-testi, ma contengono suoni e parole o strofe intere in comune con altre filastrocche, trattate diversamente. | << | < | > | >> |Pagina 41. Staccia buratta (Toscana)È un nonsense toscano con riferimenti ad altri canti (notare la somiglianza fra Maremma stacca la penna e il famoso verso Maremma Maremma amara, l'uccello che ce va lascia la penna).
Veniva usato per far dondolare ('abburattare' vuole anche dire 'scuotere,
agitare') i bambini piccoli sulle ginocchia, come fossero
grossi setacci, fingendo di lasciarli cadere sui versi conclusivi.
Staccia buratta,
Martino è dalla gatta;
la gatta va al mulino
per fargli un bel tortino,
con l'olio, con il sale,
con la pipì del cane;
buttalo in mare, buttalo in mare.
Mare, maremma,
stacca la penna;
staccala bene,
Gesù bambino viene;
viene da Roma,
ti porta una corona,
d'oro e d'argento,
che costa millecento.
Centocinquanta,
la gallina canta;
canta lo gallo,
s'affaccia Menichina
alla finestra,
con tre cavalli in testa;
bianca è la sella,
bianco il servitore,
Gesù ci mandi
una spera di sole;
sole, solaio,
la festa di febbraio,
febbraio e febbraietto,
gli è corto e maledetto.
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