Copertina
Autore Franco Brera
Titolo Ninne nanne
Sottotitoloclassiche e popolari
EdizioneRed, Milano, 2006 , pag. 14, ill., cd, dim. 135x190x14 mm , Isbn 978-88-7447-445-5
LettoreSara Allodi, 2007
Classe musica , bambini
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Questo CD raccoglie musiche d'autori classici, ninne nanne popolari e carillon da proporre all'ascolto di bambini nei primi due anni di vita; è un tentativo di rispondere a una delle domande che più spesso le mamme rivolgono a chi fa musica (strumentista, compositore o musicologo che sia): «Che cosa si può far ascoltare a un bambino appena nato?», domanda che a dire il vero ha molte risposte, tante quante sono le scuole di pensiero. Proviamo a elencarne alcune.

La scuola di pensiero evoluzionista (per la serie: «L'ontogenesi ripete la filogenesi»). Il bambino ripercorre passo passo l'evoluzione musicale della specie umana, quindi può capire e apprezzare le musiche più primitive della tradizione musicale sia europea sia di tutto il resto del mondo: quelle che salmodiano attorno a un centro intonativo, le nenie ipnotiche su due note, la musica pentafonica, basata cioè su una scala di soli cinque suoni (per intenderci: i tasti neri del pianoforte). A sostegno di questa tesi, al di là di eventuali riserve di carattere filosofico generale, c'è da dire che moltissime filastrocche infantili sono davvero costruite su poche note, e ci sono conferme sperimentali di un'effettiva predilezione dei bambini per la pentafonia.

La scuola di pensiero spiritualista (quella di Rudolf Steiner). Quanto detto in precedenza è valido più per la pratica musicale 'attiva' che per l'ascolto (pratica 'passiva'); si riferisce forse ai bambini più grandicelli. Ai neonati invece è meglio far ascoltare la musica barocca, che pur non essendo del tutto priva di tensioni le risolve sempre in modo prevedibile e non inquietante. La scuola di Steiner giunge inoltre a indicare nell'arancione-rosato il colore più rilassante per velare la culla: anche in questo caso, al di qua di questioni teoriche generali, ci sono conferme sperimentali.

La scuola di pensiero positivista. Per i bambini è rilassante e bello l'ascolto di ciò che già conoscono, ovvero il battito del cuore della mamma, la sua voce, i suoni del suo corpo, lo sciacquio del liquido amniotico, le voci e i suoni esterni filtrati dall'acqua (dentro la pancia arrivano solo determinate frequenze sonore). Da queste concezioni deriva l'importanza dell'ambiente acustico in cui la mamma ha trascorso la gravidanza, della musica che ascoltava (e ascolta) di preferenza. Sempre di qui derivano opposte tendenze di pedagogia musicale:

una libertaria, secondo cui ai bambini va fatto ascoltare ciò che sicuramente piace ai genitori; così come i bambini imparano a nuotare prima, se vedono i genitori che fanno il bagno con gioia, ascoltando la musica che dà gioia ai genitori impareranno prima ad apprezzarla;

la seconda tendenza pedagogica ha portato al contrario a esperimenti vicini al lavaggio del cervello e al condizionamento pavloviano, con scale di violino eseguite a ore fisse davanti alla pancia della signora in attesa. La sintesi è in un detto del grande compositore e didatta ungherese Zoltàn Kodàly (1882-1967): «L'educazione musicale comincia nove mesi prima della nascita», ovvero comincia dall'educazione musicale della madre.

Alla luce di tutto ciò, questo CD resta un tentativo pratico: una raccolta di musiche con tutte queste caratteristiche e un sottofondo di suoni naturali che possa piacere a un bebè e anche alla sua mamma. Si tratta di una proposta artistica che come tale si può sostenere in ambito suo proprio, e assai meno in ambito scientifico (la semanticità della musica essendo a tutt'oggi una questione più evitata che risolta). Lasciando un attimo da parte le disquisizioni dotte, la scelta dei brani è fondata anche sull'osservazione di pratiche secolari o addirittura millenarie.

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