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| << | < | > | >> |CopertinaIl nostro volume include quello che io sento come il miglior racconto di Chesterton, che ordisce con una lunga strada bianca, ussari bianchi e cavalli bianchi, una bella partita a scacchi. Mi riferisco a "The Three Horsemen of Apocalypse". In "The Queer Feet" si inventa un nuovo modo di travestirsi; in "The Honour of Israel Gow" il tetro castello scozzese è parte essenziale di un mistero apparentemente insolubile; in "The Eye of Apollo" il culto di un antico dio serve all'esecuzione di un crimine; il titolo di "The Duel of Dr Hirsch" - non voglio essere troppo esplicito - è già una petizione di principio. La letteratura è una delle forme di felicità; forse nessuno scrittore mi ha dato tante ore felici come Chesterton. Non condivido la sua teologia, come non condivido quella che ispirò la Divina Commedia, ma so che emtrambe furono imprenscindibili per la concezione dell'opera. Jorge Luis Borges| << | < | > | >> |Pagina 33Ma le riflessioni del sergente, come quasi tutte le riflessioni degli uomini che non sono soliti riflettere, avevano la loro radice in qualche tensione subconscia sui suoi nervi e sulla sua intelligenza pratica.| << | < | |