Copertina
Autore Erich von Däniken
Titolo Il giorno del giudizio è già cominciato
SottotitoloL'attesa del Messia e gli extraterrestri
EdizioneTea, Milano, 2000 [1998], Tea Due 858 , pag. 266, dim. 128x198x16 mm , Isbn 88-7818-702-X
OriginaleDer jüngste Tag hat längst begonnen
EdizioneBertelsmann, München, 1995
TraduttoreLidia Perria
LettoreRenato di Stefano, 2001
Classe fantascienza , scienze improbabili , religione
PrimaPagina


al sito dell'editore

per l'acquisto su IBS.IT

per l'acquisto su BOL.COM

 

| << |  <  |  >  | >> |

Indice


La pietra di san Berlitz                      5

La confusione dei testi                      23

Testi originali?                             24
Contraddizioni a non finire                  26
Un dono del cielo                            28
Eva e l'UFO                                  33
Nient'altro che leggende?                    34
Baruffe in cielo                             37
Lo zoo di Frankenstein                       43
Una luce per l'arca                          47
Il problema del diltivio                     49
Principianti e progrediti                    50
L'altro pensiero                             52
Gli angeli affamati di sesso                 56
Scienza e teologia                           58
La scelta giusta                             61
Selezionare sì, ma in modo corretto          65
Torna alla ribalta Enoch                     68
Un testimone oculare racconta                70
Quando gli angeli si ribellano               71
Ascesa al cielo con inconvenienti            74

Incontro al vertice                          77

Il ritorno degli dei                         89

Apocalisse... ma quando?                     91
Profeti dei tempi nostri                     94
Credenti e non credenti                      95
Gesù era davvero il Messia?                  98
Un regno per Davide                         100
Il Messia islamico                          103
Sian lodate le stelle!                      106
L'età dell'oro                              109
Guerra stellare                             110
La sapienza nell'antichità                  112
Le cifre impossibili                        114
Il karma è eterno                           117
L'attesa del Superbuddha                    122
Tattica di mimetizzazione psicologica       127
Semi dal cielo                              130
Dèi di ieri... dèi di domani                134
Chi dovrà venire?                           137
Addio, papà                                 139
Esegesi attraverso i secoli                 145
Il rovesciamento dei valori                 147
Una semina dà frutto                        150
Il ritorno sotto altre fonne                153

Rapporto dell'osservatore Yaxlippo
al suo pianeta di origine                   157

La via della conoscenza                     163

Il messaggio genetico                       165
Macchine per gli uomini lucenti             169
Non di questo mondo                         172
Passero giurassico                          174
L'intelligenza artificiale                  177
Non è chiaro?                               180
Eppure è chiaro                             184
Gli esseri umani marcati                    188
Un cavallo di Troia                         189
Ibridi del futuro                           193
Un errore di programmazione?                195
SETI senza Europa                           197
Accordo per la censura                      201

Appendice sulle ultime ricerche

La grande disillusione                      205

« Colui che apre le vie »                   213
La scoperta sensazionale viene
    messa a tacere                          216
La sapienza degli antichi                   219
Misurazioni sprecate                        221
Come si scredita un uomo                    225
L'errore erudito                            229
Perdita di credibilità                      237

Note                                        243
Fonti iconografiche                         251
Indice analitico                            253
Nota dell'Autore                            261

 

 

| << |  <  |  >  | >> |

Pagina 5

LA PIETRA DI SAN BERLITZ


Nell'abbazia di San Berlitz i ragazzi iniziavano il noviziato all'età di soli quindici anni. Quell'anno, per la precisione, i giovani aspiranti che dovevano partecipare alla cerimonia di iniziazione erano otto maschi e dieci femmine, e l'abate parlò con una certa preoccupazione di un'«annata poco propizia per le nascite». I giovani erano cresciuti per la maggior parte nell'abbazia e i loro genitori lavoravano nel territorio di San Berlitz; non c'erano solo monaci e monache, ma anche cercatori di bacche, cacciatori, artigiani di ogni sorta, oltre che levatrici e «operatori sanitari». Su tutti incombeva lo straordinario dovere di mettere al mondo il maggior numero possibile di esseri umani, facendoli crescere sani e forti. Dopo il «grande annientamento» esistevano solo pochi gruppi di esseri umani, anzi l'abate aveva addirittura il sospetto che i loro avi fossero gli unici sopravvissuti.

Nessuno sapeva che cosa fosse accaduto allora, neppure il coltissirno abate e il suo «Consiglio dei saggi». Alcuni ritenevano che i loro avi avessero posseduto armi terribili che avevano usato per annientarsi a vicenda, ma questa tesi godeva di scarso favore presso il Consiglio dei saggi: era impossibile immaginare armi così terribili, tanto più che, secondo l'opinione dei dotti, gli uomini dell'era precedente erano stati molto felici ed erano vissuti in un mondo di abbondanza. Per quale motivo, dunque, avrebbero dovuto farsi la guerra? Era una spiegazione illogica e priva di senso, quindi nel Consiglio dei saggi era stata discussa la tesi che una misteriosa infezione avesse sterminato il genere umano. Anche quella teoria, però, era stata respinta perché contraddiceva le tradizioni della prima generazione di padri scampata al «grande annientamento».

Infatti i tre progenitori e le quattro progenitrici avevano raccontato ai loro figli che la catastrofe si era abbattuta sul genere umano in una pacifica serata estiva. Quelle tradizioni inviolabili erano conservate nel sacro Libro dei patriarchi, scritto dai figli dei progenitori. Ogni giovane ospite dell'abbazia di San Berlitz conosceva il Canto del tramonto, che l'abate cantava ogni anno nella triste «notte del ricordo». Era l'unica testimonianza autografa di uno dei progenitori che si fosse conservata.

«Io, Erich Skaja, nato il 12 luglio 1984 a Basilea, mi trovavo nell'Oberland bernese insieme con mia moglie e con i miei amici Ulrich Dopatka e Johannes Fiebag, accompagnati dalle loro mogli e dalla figlia Silvia, per fare una gita in montagna.

«Visto che erano già passate le sei di sera, scendendo dal monte Jungfrau prendemmo una scorciatoia, imboccando il tunnel della funicolare. A quell'ora, a causa di lavori in corso sulla cima del monte Jungfrau, non c'erano più corse fino a valle.

«Tutt'a un tratto il terreno sussultò, e caddero sui binari alcuni frammenti della volta di granito. Ci spaventammo a morte, e Jobannes, che era geologo, ci spinse al riparo in una nicchia nella parete di roccia. Poco dopo, quando già credevamo che la scossa fosse finita, si levò un rombo spaventoso. Il terreno sotto di noi sembrava tremare, accompagnato da tuoni terrificanti: anche se non avevamo sentito alcun temporale. Trenta metri più avanti, tutta la parete del tunnel si sbriciolò. Poi tutto ridivenne tranquillo.

«Johannes pensava che si trattasse o dell'eruzione di un vulcano (fenomeno tuttavia molto improbabile in quella regione), o di un terremoto. Avremmo dovuto arrampicarci in fretta per raggiungere l'uscita superiore della galleria.

«A pochi metri dafl'uscita, cominciò il rumore. Mi mancano le parole adatte per descrivere lo strepito della natura. Da principio il vento faceva turbinare neve e blocchi di ghiaccio, poi fu la volta di alberi interi, rocce e tetti di alberghi che sorgevano nella valle. Il frastuono raggiungeva un livello così assordante da sfondare i timpani, quale nessuno prima di noi aveva mai sperimentato. Il vento ululava e infuriava, strideva e mugghiava: tutto vorticava nell'aria, innalzandosi per un migliaio di metri e più prima di roteare come in un mulinello. Il terreno tremava, gli elementi rumoreggiavano, le pareti di granito si abbattevano l'una sull'altra come se fossero di cartone. Noi riuscimmo a scampare a quella tempesta spaventosa solo perché eravamo al riparo in un tunnel, con l'estremità inferiore bloccata. Sia lodato e ringraziato Dio Onnipotente!

«Il fragore dei venti durò trentasette ore. Ormai eravamo privi di forze, sprofondati nell'apatia e abbracciati gli uni agli altri nella nicchia. Il nostro unico desiderio era che la montagna si abbattesse su di noi: nessuno può capire quello che abbiamo sofferto.

«Poi fu la volta dell'acqua. In mezzo alle urla e allo strepito dei venti, riuscimmo a udire lo scroscio e i tuoni. Era come se l'immenso oceano si fosse svuotato. Enormi getti d'acqua gorgogliavano e ribollivano, sibilavano e ricadevano sulle pareti di roccia. Come nelle tempeste di mare, si formavano in continuazione onde alte come montagne, che si rovesciavano l'una sull'altra, scendevano rumoreggiando a valle, si raccoglievano in un gorgo enorme e travolgevano con la velocità di una trottola tutta la fauna radunata a fondovalle. Si aveva l'impressione che tutte le acque della terra fossero confluite insieme. Non avevamo più voglia di vivere e lasciammo libero sfogo alla paura gridando a perdifiato.

«Per otto ore l'acqua continuò a scrosciare, poi i venti calarono, gli ululati scesero di intensità e tornò a regnare il silenzio. Sfiniti da quella tortura, ammutoliti per il dolore, ci guardammo negli occhi. Infine Johannes strisciò carponi verso il piccolo varco che ancora era rimasto aperto, allo sbocco della galleria verso l'alto. Sentendolo singhiozzare da spezzare il cuore, mi sforzai di raggiungerlo, e lo spettacolo mi lasciò ammutolito. I miei sentimenti più profondi furono travolti, e piansi, amaramente: il nostro mondo non esisteva più.

«Le vette dei monti erano mozze, come se qualcuno le avesse smussate con una lima gigantesca. Non c'erano più né ghiaccio né neve, e tutta la vegetazione era scomparsa. Sotto un chiarore scialbo e bruniccio, le pareti di roccia umida scintillavano: il sole non si vedeva e in fondo alla valle, dove prima c'era la località climatica di Grindelwald, ora si stendeva un lago.

«Tutto questo accadde nell'anno 2016 dell'era cristiana. Non possiamo sapere se siamo gli unici sopravvissuti al 'grande annientamento', e non sappiamo neppure che cosa sia successo. Che Dio Onnipotente ci assista!»

Gli otto giovani e le dieci fanciulle intonarono con rispetto il Canto del tramonto, che l'abate Ulrich III aveva recitato con la sua voce sonora e potente. Dopo una breve pausa di riflessione, l'abate si rivolse ai novizi: «Ora entrate nella Sala dei ricordi e contemplate con reverenza le reliquie dei progenitori. Siete stati prescelti per venerare e comprendere queste reliquie, insieme con gli altri fratelli e sorelle».

| << |  <  |  >  | >> |

Pagina 23

LA CONFUSIONE DEI TESTI


            « Chi il pensier non sa attaccare,
            attacca il pensatore »
            Paul Valéry (1871-1945)


Le tradizioni dell'umanità, frutto di compilazioni che risalgono ormai a migliaia di anni fa, rappresentano una miniera inesauribile di assurdità e stravaganze. Pullulano, per esempio, di storie di tipo fantastico, che sono classificate in parte come racconti mitologici, in parte come leggende, ma talvolta sono anche considerate «libri sacri», o «sacre scritture». Molte di queste storie fantasiose accampano pretese di assoluta veridicità, dal momento che, come si dice: «... sta scritto». Le versioni originali sarebbero state dettate da Dio in persona e, se non da lui, perlomeno da arcangeli, spiriti celesti, santi terrestri o uomini ispirati in senso gnostico. (Con il termine «gnosi» s'intende, nell'uso linguistico odierno, una filosofia, una concezione del mondo o una religione di tipo esoterico; la parola in sé deriva dal greco e significa «conoscenza».)

È indiscutibile che questi testi contengano una quantità di idiozíe, o almeno di pii desideri. Per esempio, condottieri ammirati vengono trasfigurati e glorificati, sogni a occhi aperti trasformano castelli in aria in segni del cielo, oppure fatti della vita quotidiana come la morte vengono descritti come viaggi nell'oltretomba. Quel che è peggio, i nostri progenitori avidi di sapere, sorretti dalla vera fede e ansiosi di comprenderne il contenuto, hanno falsato i testi, seminandovi lo scompiglio.

[...]

Di fronte a questa insalata mista di commenti al materiale tramandato, sostengo che il tanto decantato metodo scientifico della ricerca, dell'analisi e del confronto non ci ha fatto fare molti passi avanti, nonostante i brillanti ingegni che vi si sono cimentati. Secoli di riflessioni e di profondo filosofeggiare non hanno prodotto alcuna risposta cogente, per non parlare poi di prove dell'esistenza di Dio, degli dèi, degli angeli o delle legioni celesti. La scienza dell' esegesi, ossia dell'interpretazione, è in grado di riempire biblioteche intere, ma non per questo ci aiuta a vedere meglio. Nella migliore delle ipotesi, i risultati corrispondono all'opinione dominante nella scuola in questione, e cambiano con i tempi: ieri era così, dopodomani sarà diverso. Non importa se le generazioni successive non sanno e non vogliono sapere che cosa ne pensava il nonno.

| << |  <  |  >  | >> |

Pagina 51

Credo di poter dare per scontato il fatto che sono un sostenitore della teoria secondo la quale molti millenni fa gli extraterrestri avrebbero visitato la nostra terra, visto che su questo argomento ho scritto venti libri e ho girato una serie televisiva in venticinque puntate. Anche sul motivi e sulle modalità tecniche di questa visita mi sono soffermato in modo esauriente. Questa non è la sede adatta per riprendere il discorso, e tanto meno per riepilogare gli innumerevoli indizi archeologici che sono stati individuati in tutto il mondo.

Questa volta intendo esporre una vera e propria filosofia, che ho battezzato «filosofia PALEO-SETI», dalla radice del greco palaios, che significa «antico», e dal termine SETI, Suche nach außerirdischer Intelligenz, ossia ricerca di intelligenze extraterrestri. Si tratta cioè di una concezione, che mette in evidenza il senso - o

[...]

 


Pubblicata scheda parziale con 10000 bytes di citazioni.
Scheda completa con 33144 bytes di citazioni.
Scheda con Riferimenti bibliografici.
Pubblicazione completa in attesa di autorizzazione dell'editore.

| << |  <  |