Copertina
Autore Giuseppe De Arcangelis
Titolo Economia internazionale
EdizioneMcGraw-Hill, Milano, 2005, Istruzione scientifica , pag. 270., cop.fle., dim. 170x240x22 mm , Isbn 978-88-386-6232-4
LettoreRiccardo Terzi, 2005
Classe economia
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Indice

Prefazione                                              XIII

Capitolo 1
Introduzione                                               1

1.1 Dieci domande per l'economia internazionale            1
1.2 Una semplificazione della realtà: paesi grandi
    e paesi piccoli                                        5
1.3 I fatti dell'economia internazionale                   5


PARTE I
CONCETTI DI BASE                                           7


Capitolo 2
Le istituzioni economiche internazionali                   9

2.1 Introduzione                                           9
2.2 Perché le Istituzioni Economiche Internazionali?      10
2.3 Il Fondo Monetario Internazionale                     13
2.4 La Banca Mondiale                                     16
2.5 L'Organizzazione Mondiale del Commercio               18
2.6 Altre Organizzazioni Economiche Internazionali        20
2.7 Sommario                                              22
Focus: la riforma dell'architettura finanziaria
internazionale                                            22
Per saperne di più                                        24

Capitolo 3
La bilancia dei pagamenti                                 27

3.1 Introduzione                                          27
3.2 Il documento contabile                                27
    3.2.1 I principi contabili                            28
    3.2.2 Classificazione delle transazioni e dei saldi   29
3.3 Deficit e surplus della bilancia dei pagamenti        32
3.4 Alcune importanti relazioni economiche                34
    3.4.1 Un'interpretazione intertemporale               35
    3.4.2 La variazione nelle riserve ufficiali e il saldo
          economico della bilancia dei pagamenti          36
    3.4.3 Risparmio, investimento e i deficit gemelli     37
3.5 La bilancia dei pagamenti nella teoria pura
    del commercio internazionale                          39
3.6 Sommario                                              40
Focus: il puzzle di Feldstein e Horioka                   41
Per saperne di più                                        42


PARTE II
COMMERCIO INTERNAZIONALE                                  43


Capitolo 4
Commercio internazionale e tecnologia                     45

4.1 Introduzione                                          45
4.2 Le ipotesi                                            46
4.3 Vantaggi assoluti, vantaggi comparati e modello
    di specializzazione                                   46
4.4 Specializzazione completa dei paesi                   49
4.5 Salari reali e commercio internazionale               50
4.6 Ma come si determina la ragione di scambio            50
    internazionale?                                       50
4.7 La dimensione dei paesi e i guadagni
    del commercio internazionale                          51
4.8 Alcune considerazioni conclusive                      53
4.9 Sommario                                              54
Focus: come si misurano i vantaggi comparati?             54
Per saperne di più                                        57

Capitolo 5
Commercio internazionale e dotazioni fattoriali           59

5.1 Introduzione                                          59
5.2 Alcuni richiami sulle funzioni di produzione          60
5.3 Le ipotesi del modello                                62
5.4 L'esempio                                             64
5.5 Il teorema di Heckscher-Ohlin                         65
5.6 Il teorema del pareggiamento dei prezzi dei fattori
    produttivi                                            66
5.7 Il teorema di Stolper-Samuelson                       67
5.8 Il teorema di Rybczynski                              68
5.9 E se i fattori non si possono immediatamente
    riconvertire da un settore all'altro?                 70
5.10 Quanto è rilevante l'intuizione di Heckscher-Ohlin
     nella realtà?                                        72
5.11 Alcune importanti considerazioni                     73
5.12 Sommario                                             74
Focus: il modello di Heckscher-Ohlin è verificato
       nei dati?                                          75
Per saperne di più                                        78

Capitolo 6
Commercio internazionale in concorrenza perfetta          81

6.1 Introduzione                                          81
6.2 Elementi di teoria della produzione                   82
    6.2.1 La curva di trasformazione per le funzioni
          di produzione ReSCo                             82
    6.2.2 Concorrenza perfetta su tutti i mercati         84
    6.2.3 Equilibrio per le imprese                       85
6.3 Elementi di teoria del consumatore                    86
    6.3.1 Equilibrio dei consumatori                      88
6.4 Equilibrio generale in economia chiusa                89
    6.4.1 Equilibrio nello spazio dei beni                89
    6.4.2 Equilibrio nello spazio quantità-prezzi         90
6.5 Equilibrio generale in economia aperta                92
    6.5.1 Equilibrio nello spazio dei beni per un paese
          piccolo                                         92
    6.5.2 La legge di Walras in economia aperta           93
    6.5.3 Equilibrio nello spazio quantità-prezzi
          per due paesi grandi                            94
6.6 I vantaggi del commercio internazionale               97
    6.6.1 La crescita che impoverisce: perdita
          di benessere per un paese grande                99
6.7 Un caso particolare: commercio internazionale
    e differenza nelle preferenze                        101
6.8 Considerazioni conclusive e relazione con i
    capitoli successivi                                  102
6.9 Sommario                                             103
Focus: apertura commerciale, crescita e istituzioni      104
Per saperne di più                                       105

Capitolo 7
Commercio internazionale, rendimenti di scala crescenti
e mercati non concorrenziali                             107

7.1 Introduzione                                         107
7.2 Ancora richiami di microeconomia                     108
    7.2.1 Economie interne di scala                      109
    7.2.2 Forme di mercato imperfettamente concorrenziali110
    7.2.3 Economie esterne di scala                      111
    7.2.4 La differenziazione del prodotto               112
7.3 Economie interne di scala: gli effetti dell'apertura
    commerciale                                          113
    7.3.1 Un semplice modello di sintesi                 116
7.4 Oligopolio e commercio internazionale                120
7.5 Economie esterne di scala e commercio internazionale 124
    7.5.1 Un semplice modello di esempio                 126
7.6 Vecchie e nuove teorie a confronto                   130
7.7 Sommario                                             131
Focus: la nuova geografia economica                      132
Per saperne di più                                       135

Capitolo 8
Commercio internazionale e movimenti
nei fattori produttivi                                   139

8.1 Introduzione                                         139
8.2 Gli investimenti diretti esteri                      140
    8.2.1 Economie interne di scala a livello
          di impresa e di impianto                       142
    8.2.2 La teoria eclettica OLI                        143
    8.2.3 Investimenti diretti esteri, economie di scala
          e mercati non concorrenziali                   145
    8.2.4 Multinazionali, benessere e crescita economica 147
8.3 Migrazioni e commercio internazionale                148
8.4 Commercio nei beni e movimento dei fattori:
    complementi o sostituti?                             149
8.5 Conclusioni                                          151
Focus: la frammentazione internazionale nella produzione
della bambola Barbie e i salari dei lavoratori americani 151
Per saperne di più                                       153

Capitolo 9

Strumenti e obiettivi della politica commerciale         157
9.1 Introduzione                                         157
9.2 Gli strumenti della politica commerciale             158
    9.2.1 L'intervento sui prezzi: dazi e sussidi        158
    9.2.2 L'intervento sulle quantità: contingentamenti
          su esportazioni e importazioni                 159
    9.2.3 Le barriere non tariffarie                     160
    9.2.4 Il dumping                                     161
    9.2.5 Le misure ritorsive                            162
9.3 Gli effetti della politica commerciale               162
9.4 Motivazioni e obiettivi finali della politica
    commerciale                                          166
    9.4.1 Il dazio ottimo                                167
    9.4.2 Ritorsioni e guerre commerciali                168
    9.4.3 Distorsioni sui mercati nazionali              169
    9.4.4 Industria nascente                             170
    9.4.5 Motivi politici                                172
    9.4.6 Altre motivazioni per il protezionismo         173
9.5 L'integrazione commerciale                           173
    9.5.1 Forme di integrazione commerciale              174
    9.5.2 Creazione e diversione di commercio            176
9.6 Libero scambio o protezionismo?                      178
9.7 Sommario                                             179
Focus: la politica commerciale dell'Unione Europea       180
Per saperne di più                                       182

Capitolo 10
Politica commerciale in concorrenza perfetta             183

10.1 Introduzione                                        183
10.2 Dazi sulle importazioni                             183
     10.2.1 Paese piccolo                                183
     10.2.2 Paese grande                                 186
     10.2.3 Il dazio ottimo                              187
10.3 Sussidi alle esportazioni                           188
10.4 Contingentamenti e RVE                              190
10.5 Cosa cambia in equilibrio economico generale?       192
10.6 Alcune considerazioni                               193
10.7 Sommario                                            194
Focus: la protezione del settore tessile: dagli Accordi
Multifibre alla liberalizzazione del 2005                194
Per saperne di più                                       195

Capitolo 11
Politica commerciale e mercati non concorrenziali        197

11.1 Alcune importanti considerazioni introduttive       197
11.2 Politica commerciale ed effetto procompetitivo:
     l'effetto relativo di dazi e contingentamenti       199
     11.2.1 Un'analisi grafica                           201
11.3 Politiche commerciali strategiche                   202
11.4 Protezionismo come incentivo alle esportazioni      205
11.5 Politica commerciale, concorrenza monopolistica
     e differenziazione del prodotto                     206
11.6 Sommario                                            207
Focus: chi riceve i sussidi all'export, Airbus o Boeing? 207
Per saperne di più                                       209


PARTE III
ECONOMIA E POLITICA MONETARIA INTERNAZIONALE             213


Capitolo 12
Il mercato dei cambi                                     215

12.1 Introduzione                                        215
12.2 I tassi di cambio                                   216
     12.2.1 Convenzioni                                  216
     12.2.2 Mercati finanziari internazionali            217
     12.2.3 Tassi di cambio bilaterali e tassi di cambio
            incrociati                                   217
     12.2.4 Tassi di cambio a pronti e a termine         220
     12.2.5 Tassi di cambio reali e nominali             223
     12.2.6 Tassi di cambio multilaterali                224
12.3 Equilibrio di flussi nel mercato dei cambi          226
     12.3.1 Domanda e offerta di valuta estera           227
     12.3.2 Cambi fissi e cambi flessibili               229
12.4 Il tasso di cambio come attività finanziaria        231
12.5 Regimi di cambio                                    234
12.6 Sommario                                            236
Focus: regimi di cambio de jure e de facto               237
Per saperne di più                                       238

Capitolo 13
Tassi di cambio, prezzi e tassi di interesse             243

13.1 Introduzione                                        243
13.2 Tassi di cambio e prezzi                            243
     13.2.1 La legge del prezzo unico                    243
     13.2.2 Parità dei poteri di acquisto                244
     13.2.3 Produttività, prezzi e tasso di cambio reale 247
13.3 Tassi di cambio e tassi di interesse                251
     13.3.1 Condizione di parità coperta sui tassi
            di interesse                                 252
     13.3.2 Condizione di parità scoperta sui tassi
            di interesse                                 254
     13.3.3 Parità coperta e scoperta di interesse
            a confronto                                  255
     13.3.4 Alcune considerazioni sul rischio            255
13.4 Conclusioni                                         256
13.5 Sommario                                            257
Focus: panini, cappuccini e il tasso di cambio
di equilibrio                                            257
Per saperne di più                                       260

Capitolo 14
Bilancia commerciale, tassi di cambio e ripercussioni
internazionali                                           263

14.1 Introduzione                                        263
14.2 Bilancia commerciale e variazioni del tasso di
     cambio                                              264
     14.2.1 Alcune ipotesi importanti                    264
     14.2.2 Deprezzamento del cambio: miglioramento
            o peggioramento della bilancia commerciale?  265
     14.2.3 La condizione delle elasticità critiche
            (o di Marshall-Lerner): l'intuizione         267
     14.2.4 Un esempio per la condizione delle
            elasticità critiche                          268
     14.2.5 La curva a J (o a S)                         270
14.3 Reddito di equilibrio e bilancia commerciale:
     le ripercussioni internazionali                     272
     14.3.1 Contabilità nazionale e relazioni di
            equilibrio in un modello a due paesi         272
     14.3.2 Le ipotesi di comportamento e l'equilibrio
            internazionale                               274
     14.3.3 Politiche economiche e ripercussioni
            internazionali                               276
     14.3.4 Chi innesca la ripresa mondiale?             278
14.4 Ma il mondo funziona in modo così semplice?         279
14.5 Sommario                                            279
Focus: la trasmissione internazionale del ciclo economico280
Per saperne di più                                       281

Capitolo 15
Equilibrio macroeconomico e politiche
di stabilizzazione del reddito                           283

15.1 Introduzione                                        283
15.2 Le ipotesi                                          284
15.3 Gli agenti e i settori dell'economia                284
15.4 Il mercato dei beni                                 286
     15.4.1 Caratteristiche grafiche della curva IS      287
15.5 Il mercato della moneta                             289
     15.5.1 Caratteristiche grafiche della curva LM      290
15.6 Il mercato dei cambi e la bilancia dei pagamenti
     con perfetta mobilità dei capitali                  291
     15.6.1 Caratteristiche grafiche della curva BP      294
15.7 Equilibrio e politica economica in cambi flessibili 295
     15.7.1 Come avviene l'aggiustamento verso
            l'equilibrio?                                295
     15.7.2 Politica fiscale                             296
     15.7.3 Politica monetaria                           297
15.8 Equilibrio e politica economica in cambi fissi      298
     15.8.1 Politica fiscale                             301
     15.8.2 Politica monetaria                           302
     15.8.3 Il "trio inconciliabile"                     304
15.9 Alcune considerazioni importanti                    305
15.10 Sommario                                           306
Focus: reddito, tasso di interesse e tasso di cambio
in Argentina nel 2001-2002                               306
Per saperne di più                                       308

Capitolo 16
Il tasso di cambio e i mercati monetari e finanziari     311

16.1 Introduzione                                        311
16.2 L'approccio monetario al tasso di cambio            311
16.3 Il modello monetario semplice (MM1)                 312
     16.3.1 Le ipotesi                                   312
     16.3.2 L'intuizione del modello MM 1                313
     16.3.3 Il mercato della moneta nazionale
            e della moneta estera                        314
     16.3.4 Il mercato dei cambi                         314
     16.3.5 Il tasso di cambio di equilibrio             315
16.4 Il modello monetario complesso (MM2)                316
     16.4.1 Le ipotesi                                   316
     16.4.2 L'intuizione del modello MM2                 317
     16.4.3 Il mercato della moneta nazionale
            e della moneta estera                        318
     16.4.4 Il mercato dei cambi                         319
     16.4.5 Il tasso di cambio come attività finanziaria 320
     16.4.6 Risolvere per il tasso di cambio di
            equilibrio                                   321
16.5 L'overshooting del tasso di cambio                  324
16.6 Cenni sul modello di portafoglio del tasso di cambio329
16.7 Sommario                                            329
Focus: chi prevede meglio il tasso di cambio futuro?     330
Per saperne di più                                       331
 

 

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Pagina 1

Introduzione



1.1 Dieci domande per l'economia internazionale

Il modo migliore di interessare un lettore è convincerlo che quello che sta per apprendere è importante per capire la realtà. Di seguito riportiamo dieci domande che presentano fatti e questioni intriganti dell'economia internazionale.


Domanda 1. Qual è il volume del commercio internazionale? Quanto è importante per l'economia mondiale?

Nel 2001 il volume delle esportazioni mondiali (merci e servizi) è stato pari a poco meno di 7.500 miliardi di dollari. Il commercio internazionale ha riguardato non solamente beni fisicamente trasportabili, ma anche servizi (soprattutto servizi assicurativi, bancari e turistici) e fattori produttivi (ovvero capitale e lavoro). I servizi rappresentano ormai il 20% del commercio mondiale, mentre gli investimenti diretti esteri (ovvero le acquisizioni e dismissioni di imprese all'estero) hanno superato il 5% delle esportazioni mondiali.

Il commercio internazionale e la produzione mondiale sono correlati in termini di tassi di variazione. Nella Tabella 1.1 si nota come il tasso di crescita del commercio mondiale ha superato il tasso di crescita della produzione in ogni decennio (in media) dopo la Seconda Guerra Mondiale.

------------------------------------
Tabella 1.1 La crescita del prodotto
            e del commercio mondiale
------------------------------------
Periodo     Commercio mondiale   PIL
            (solo merci)
------------------------------------
1951-1960         7,8            4,5
1961-1970         8,6            5,4
1971-1980         5,4            3,9
1981-1990         4,0            3,2
1991-2000         6,5            2,3
------------------------------------
Fonte: OMC.

Non esiste una relazione unidirezionale di causalità, ma una complementarietà che spinge a prestare molta attenzione a cosa accade al commercio mondiale per il benessere di tutti i paesi.


Domanda 2. Quali paesi commerciano di più tra loro? E perché?

Il volume del commercio internazionale è maggiore per i paesi più grandi e per i paesi più ricchi. I paesi più grandi sono quelli con maggiore disponibilità di risorse; quindi, anche quelli che scambiano di più con l'estero in termini assoluti. I dati mostrano due caratteristiche riguardo alla grandezza delle economie. Primo, paesi più grandi scambiano di più in termini assoluti, ma meno in proporzione al loro reddito; ovvero, il grado di apertura dei paesi (definito come la somma di esportazioni e importazioni in rapporto al PIL) decresce con l'aumentare della dimensione dei paesi. Secondo, se si guarda alle esportazioni settoriali, le economie che esportano di più un certo prodotto sono anche quelle in cui la dimensione del mercato interno per quello stesso bene è maggiore. Le teorie che verranno considerate di seguito dovranno tener conto di questa regolarità.

Infine, i paesi più ricchi sono i paesi che commerciano di più. Si calcola che i paesi industrializzati, ovvero a maggior reddito pro capite, generano quasi i 2/3 del commercio mondiale. Circa il 45% del commercio mondiale è costituito da scambi tra i soli paesi industrializzati.


Domanda 3. Cosa determina la struttura delle esportazioni e delle importazioni di un paese?

Uno dei compiti dell'economia internazionale è spiegare da cosa sono determinati i modelli di specializzazione dei paesi, ovvero la struttura delle loro esportazioni e importazioni. I paesi esportano i beni che sanno fare meglio e a costi più bassi, ma che cosa determina la capacità di "far meglio" microchip piuttosto che magliette?

L'osservazione della realtà mostra ancora una regolarità importante. Quando si guarda alla struttura delle esportazioni e delle importazioni, si nota che i paesi industrializzati, oltre a commerciare quasi esclusivamente in beni manufatti tra loro, esportano macchinari e importano materie prime negli scambi con i paesi meno avanzati. Esportare e importare beni manufatti dello stesso tipo (per esempio, automobili in cambio di automobili) è noto come commercio intraindustriale (o intrasettoriale) ed è tipico delle economie sviluppate. Scambiare manufatti contro materie prime, ovvero beni completamente diversi, è noto come commercio interindustriale (o intersettoriale). Una sfida per le teorie è proprio spiegare questa regolarità.


Domanda 4. L'apertura al commercio internazionale abbassa i salari e provoca disoccupazione? Sono i lavoratori non qualificati a esserne maggiormente danneggiati?

Negli ultimi anni si è assistito a un divario crescente tra il salario dei lavoratori qualificati e quello dei lavoratori non qualificati in gran parte dei paesi industrializzati. Una parte dell'opinione pubblica tende ad attribuirne la colpa all'apertura commerciale (alla "globalizzazione"): l'importazione di prodotti a più basso costo (in particolar modo, dai paesi emergenti) spinge le imprese nazionali a chiudere o a ridurre i salari per rimanere sul mercato. Allo stesso tempo, si afferma che l'apertura di filiali di imprese occidentali nelle economie emergenti o lo spostamento verso quei paesi di alcune fasi della produzione, comporta un'"esportazione di posti di lavoro". Sarà interessante vedere che cosa le teorie del commercio internazionale avranno da dire al riguardo (Capitolo 5 e Capitolo 8).


Domanda 5. Perché alcuni governi intervengono negli scambi internazionali? Il benessere è più alto in caso di libero scambio o di protezionismo?

Tassare le importazioni è stato storicamente un modo conveniente per i governi di "fare cassa". Si danneggiano le imprese estere, ovvero produttori senza diritto di voto. Si favoriscono le imprese nazionali, i cui proprietari e lavoratori invece votano. Si cerca di rassicurare i consumatori (gli unici nel paese a dover sopportare il costo del dazio, ma con scarsa capacità di coordinamento e pressione politica), talvolta con un po' di retorica nazionalista.

Nonostante queste ciniche osservazioni, la tendenza dei paesi a ricorrere ai dazi è andata diminuendo progressivamente nel tempo: i dazi medi sono passati dal 27,6% nei paesi in via di sviluppo e 9,8% nei paesi industrializzati nel 1980, a 11,3% e 5% rispettivamente nel 1999. Lo stesso è avvenuto per le barriere non tariffarie (ovvero ostacoli meno espliciti al commercio internazionale).

L'intervento dei governi si è realizzato anche utilizzando in modo selettivo l'apertura dei propri mercati, privilegiando alcuni paesi (generalmente vicini), ma continuando a impedire gli scambi con altri. Dai primi anni '90, il numero degli accordi regionali di commercio è aumentato esponenzialmente: si è passati dai 31 accordi nel 1990 ai 179 della fine del 2003.

Nel Capitolo 9 si discuteranno le scelte di politica commerciale dei governi e il loro effetto sul benessere.


Domanda 6. Com'è possibile stabilire se una moneta è apprezzata o deprezzata? Si può fare qualcosa per correggere tale squilibrio?

Le ampie fluttuazioni dell'euro ci hanno abituato a frasi del tipo "la moneta europea è eccessivamente apprezzata e le nostre imprese perdono competitività; la Banca Centrale Europea deve agire". L'idea che una valuta sia eccessivamente apprezzata o deprezzata implica che esiste un valore di equilibrio del tasso di cambio, ma nessuno degli autori delle frasi riportate sopra effettivamente specifica come lo calcola.

Vedremo che la determinazione di un tasso di cambio di equilibrio è tutt'altro che banale e rappresenta una delle sfide maggiori dell'economia internazionale, sia da un punto di vista teorico che empirico. Ma vedremo anche a quale nozione semplicistica di equilibrio si riferiscono i vari commentatori.


Domanda 7. Chi determina il tasso di cambio tra due valute? Cosa possono fare le Banche Centrali?

Come visto sopra, coloro che denunciano l'eccessivo apprezzamento della valuta nazionale generalmente hanno anche un bersaglio per le loro critiche, ovvero le Banche Centrali. Queste sono colpevoli di "aver lasciato" apprezzare il cambio e di non intervenire per favorirne il deprezzamento.

Le Banche Centrali intervengono nei mercati dei cambi attraverso le riserve di valuta estera in loro possesso. Tuttavia, se tali riserve vengono quantificate, si scopre che il volume di una settimana di transazioni sui mercati dei cambi è maggiore della somma delle riserve ufficiali di tutte le Banche Centrali del mondo.

Questo evidenzia la limitata possibilità di influire direttamente sul corso dei cambi. Come vedremo nei capitoli successivi, le autorità monetarie devono necessariamente impiegare strumenti alternativi per riuscire (quando possibile) a influenzare i corsi dei cambi.


Domanda 8. Perché i cambi fluttuano così rapidamente?

L'euro è stato introdotto nei primi giorni di gennaio 1999 e ha registrato un tasso di cambio pari a circa 1,17 dollari dopo pochi giorni. Un anno e mezzo più tardi il suo valore è sceso sotto i 0,90 dollari, ma a novembre 2004 ha raggiunto 1,30.

Questa altalena non è specifica del cambio dollaro-euro. Se si guarda al cambio marco-dollaro o yen-dollaro dalla metà degli anni '70, si notano fluttuazioni ugualmente molto ampie.

sorprendente notare che nessuna delle variabili macroeconomiche degli USA e dell'Area dell'Euro ha mostrato un andamento così instabile. Che cosa può spiegare allora la volatilità dei cambi?


Domanda 9. Perché alcuni paesi fissano il tasso di cambio e altri lo lasciano fluttuare liberamente?

Accanto alla citata esperienza del cambio dollaro-euro, fluttuato di circa il 30% in pochi mesi, nella realtà notiamo che alcune valute presentano dei tassi di cambio a flessibilità limitata o, addirittura, nulla.

Per esempio, prima dell'introduzione dell'euro le valute europee hanno trascorso lunghi periodi in cui la variabilità dei loro tassi di cambio reciproci era limitata a meno del 5% della parità (2,25%). In modo più estremo, l'Argentina ha mantenuto un regime di cambio fisso con il dollaro (1 peso per 1 dollaro) dal 1991 al 2001.

Nientemeno l'Ecuador, nel 2000, ha deciso di abolire il corso legale della propria moneta e adottare il dollaro come valuta locale. Il Capitolo 17 mostrerà perché ciò avviene e perché talvolta, come per l'Argentina, queste esperienze di cambi fissi terminano in modo improvviso ed economicamente doloroso.


Domanda 10. (A cosa) Servono le istituzioni economiche internazionali?

Il Fondo Monetario Internazionale, La Banca Mondiale, l'Organizzazione Mondiale del Commercio, sono istituzioni che operano da molto tempo nell'economia internazionale. Recentemente sono state oggetto di critica da due diverse tipologie di oppositori. Da una parte, coloro che ne hanno criticato la scarsa democraticità e di essere istituzioni al servizio delle economie più ricche. Dall'altra, le obiezioni hanno riguardato la loro efficacia, soprattutto rispetto al loro costo di gestione: come giustificare gli ingenti fondi che devono confluire verso queste organizzazioni dagli Stati Uniti a chi paga le tasse in quel paese? Sono istituzioni veramente efficaci oppure, come avvenuto nelle crisi degli anni '90, intervengono intempestivamente? Non vale la pena abolirle?

Il prossimo capitolo presenta proprio il funzionamento di queste istituzioni, la loro ragion d'essere, il loro modo di intervenire.


---------------------------------------------------------------
Tabella 1.2 I principali avvenimenti del sistema monetario
            internazionale
---------------------------------------------------------------
Periodo     Avvenimenti
---------------------------------------------------------------
1870-1914   I cambi fissi del regime di Gold Standard;
            la prima globalizzazione contemporanea.
1918-1939   Cambi flessibili e svalutazioni competitive.
1944-1950   La Conferenza di Bretton Woods e il nuovo sistema
            monetario internazionale (Gold Exchange Standard).
1950-1960   II ritorno alla piena convertibilità.
1960-1970   La carenza di liquidità internazionale;
            prime tensioni nel regime di cambi fissi;
            nasce il mercato dell'eurodollaro.
1971-1973   Dai cambi fissi ai cambi flessibili;
            la crisi petrolifera e l'esplosione del mercato
            dei petrodollari.
1974-1979   Primi tentativi di cambi fissi in Europa
            (il Serpente Monetario).
1981-1987   Le ampie oscillazioni del dollaro USA.
1979-1992   Il Sistema Monetario Europeo prima maniera (SME1).
1992-1998   Le crisi finanziarie e di cambio: la fine dello
            SME1, le crisi in Messico, Asia, Russia e Brasile.
1999        L'Unione Economica e Monetaria in Europa e lo SME2.
2004        L'allargamento dell'UE e i regimi di cambio
            con i paesi entranti.
---------------------------------------------------------------


1.2 Una semplificazione della realtà: paesi grandi e paesi piccoli

Quando si analizza un'economia aperta, occorre definire che tipo di relazione intercorre tra l'economia nazionale e il resto del mondo. Nei modelli esposti in questo testo si adottano due ipotesi semplificatrici estreme e alternative:

ipotesi di paese piccolo, secondo la quale l'economia in considerazione non è in grado di influenzare le variabili internazionali (come il prezzo internazionale di un bene o il tasso di interesse internazionale); tali variabili sono assunte come esogene per l'economia nazionale e sono quindi per essa immutabili;

ipotesi di paese grande, secondo la quale un paese è in grado di influenzare le variabili internazionali attraverso l'interazione con altri paesi; si considererà sempre il caso più semplice, ovvero quello con due soli paesi.


1.3 I fatti dell'economia internazionale

Nel corso del libro si farà continuo riferimento a eventi accaduti negli ultimi decenni. Gran parte di essi sono riportati nella Tabella 1.2, in cui si riassumono i principali avvenimenti del sistema monetario internazionale. Lungi dall'essere un elenco completo, la Tabella 1.2 ha lo scopo di fornire un riferimento sintetico per collocare temporalmente gli eventi citati nel testo.

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