Copertina
Autore Philip K. Dick
Titolo Illusione di potere
EdizioneMondadori, Milano, 1993, Urania 1216
OriginaleNow Wait for Last Year [1966]
TraduttoreGabriele Tamburini
LettoreRenato di Stefano, 1997
Classe fantascienza
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Pagina 3 [ inizio libro ]

L'edificio apteriforme emanava la luce bigia consueta. Inclinando il suo disco per atterrare nel piccolo box personale, Eric Sweetscent pensò tetramente che, alle otto di mattina, il padrone, il signor Virgil L. Ackerman, metteva già al lavoro gli uffici della TF&D. Un uomo col cervello sveglissimo alle otte a.m.! Com'è possibile, rimuginava il dottor Sweetscent, è contro natura! Con la scusa della guerra, che bel mondo ci propinano! Tutte le aberrazioni umane, anche quella del capo, diventano lecite.

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Pagina 21

L'ombelico di Wash'-35, il casamento di cinque piani in mattoni in cui Virgil aveva vissuto da bambino, comprendeva un appartamento modernissimo, con tutte le comodità dell'anno 2055 che Virgil poteva procurarsi in quel periodo di guerra. Alcuni isolati più in là c'era Connecticut Avenue, con i negozi che Virgil ricordava. Ecco la bottega di Gammage, dove Virgil comperava i fumetti di Tip Top e lo zucchero d'orzo da un centesimo. Dopo di questo Eric scorse la nota sagoma del People's Drugstore. Il vecchio, da bambino, vi aveva acquistato un accendino e alcuni ricambi per la sua scatola numero 5, del "Piccolo Chimico".

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Pagina 87

Contro ogni legge della logica e della natura, si era fatto giorno. E il taxi automatico sapeva che questo era impossibile; la sua voce risuonò stridula, dolorosa, quando esclamò rivolto a Kathy: - Sull'autostrada qui sotto, signorina! Una vecchia auto che non può esistere! - Scese più in basso. - Guardi lei stessa!

Kathy scrutò ben bene, e dovette convenire. - Sì. È una Ford Modello A, del 1932. Sono d'accordo con te: non ci sono più Ford Modello A da diverse generazioni. - Kathy riflettè rapidamente, poi disse: - Voglio atterrare.

- Dove? - Era chiaro che al taxi quest'idea non piaceva.

- Quel villaggio davanti a noi. Atterra là su un tetto. - Kathy si sentiva calma, ma nella sua mente dominava una convinzione: era la droga. E soltanto la droga. Tutto ciò sarebbe durato solo finché la droga avesse influito sul ciclo del suo metabolismo cerebrale; il JJ-180 l'aveva portata lì senza preavviso, e il JJ-180 l'avrebbe, alla fine, riportata al suo tempo, sempre senza preavviso.

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Pagina 184 [ fine libro ]

- Perché la vita è una realtà che deve essere accettata così com'è. Se lei abbandonasse sua moglie, sarebbe come se dicesse: "Io non posso sopportare questo tipo di realtà. Devo avere delle condizioni speciali, più favorevoli".

- Credo di essere d'accordo - mormorò Eric dopo un po'. - Penso che rimarrò con lei.

- Dio la benedica, signore - esclamò il taxi. - Vedo che lei è un brav'uomo.

- Grazie - replicò Eric.

Il taxi cominciò a scendere verso il palazzo della TF&D.

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