Copertina
Autore Philip K. Dick
Titolo Divina invasione
EdizioneMondadori, Milano, 1986, Urania 1031
OriginaleDivine Invasion [1981]
TraduttoreVittorio Curtoni
Classe fantascienza
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Pagina 3 [ inizio libro ]

Arrivò il momento di affidare Manny a una scuola. Il governo aveva una scuola speciale. La legge decretava che Manny non poteva frequentare una scuola normale a causa delle sue condizioni, ed Elias Tate non poteva farci niente. Non poteva aggirare i regolamenti dei governo perché quella era la Terra e la zona maligna avvolgeva tutto. Elias la sentiva, e probabilmente la sentiva anche il bambino.

Elias capiva cosa significasse la zona, ma ovviamente il ragazzo non comprendeva. All'età di sei anni, Manny era adorabile e forte ma sembrava dormire per metà del tempo, come se - rifletté fra sé Elias - non fosse ancora completamente nato.

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Pagina 160 [ fine libro ]

Più tardi salirono sul tetto per guardare i resti di Belial. Ma con sua sorpresa Herb Asher non vide la carcassa di una cosa-capra rinsecchita; vide invece quelli che sembravano i resti di un grande aquilone luminoso che si fosse abbattuto sul tetto.

Composti, lui e Linda restarono a guardare quei frammenti, grandi e belli e distrutti. Ridotti in pezzi, come una luce frantumata.

- Un tempo lui era così - disse Linda. - Era questa la sua forma originale. Noi lo chiamavamo la Falena. La Falena che cade lentamente, per migliaia di anni, intersecando la Terra, come una forma geometrica che scende pian piano finché non ne resta più nulla.

Herb Asher disse: - Era bello.

- Era la stella del mattino - disse Linda. - La stella più luminosa dei cieli.

- Quanto è caduto.

- E ogni altra cosa con lui.

Insieme, tornarono in casa per chiamare la città. Perché la macchina venisse a portarlo via.

- Lo rivedranno mai com'era un tempo? - chiese Herb Asher.

- Forse - disse lei. - Forse noi tutti saremo di nuovo visti come eravamo un tempo. - Poi cantò per Herb Asher una delle canzoni di Dowland. Era la canzone che la Fox cantava il giorno di Natale, per tutti i pianeti. La più tenera, la più struggente fra quelle che lei aveva adattato dai vecchi libri per liuto.


    Il povero storpio in riva all'acqua
    Per molti anni giacque in miseria e
                              [dolore;
    Ma appena i suoi occhi si posarono
                              [sul Cristo,
    Si sentì bene, e tornò la gioia.

- Grazie - disse Herb Asher.

Sopra di loro, la macchina della città lavorava, raccoglieva i resti di Belial. Raccoglieva i frammenti spezzati di ciò che un tempo era stata luce.

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