Copertina
Autore Pasquale Di Palmo
CoautoreBreton, Eluard, Aragon, Péret, Artaud, Soupault, Desnos, Daumal, Gilbert-Lecomte, Bataille, Char, Queneau, Leiris, Prassinos, Duprey, Mayoux, Césaire, Mansour
Titolo I surrealisti francesi
SottotitoloPoesia e delirio
EdizioneNuovi Equilibri, Viterbo, 2004, , pag. 384, cop.fle., dim. 175x240x23 mm , Isbn 978-88-7226-825-4
CuratorePasquale Di Palmo
LettoreFlo Bertelli, 2005
Classe poesia francese , citta': Parigi
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Indice


Il delirio surrealista, tra Eros e Thànatos

di Pasquale Di Palmo                                      3

PICCOLO ALBUM ICONOGRAFICO                               15



I GRANDI CHIERICI                                        31


André Breton traduzione di Flavio Santi                  33

Une maison peu solide Una casa poco solida               34
Au regard des divinités Quanto alle divinità             36
Tournesol Girasole                                       38
«Ma femme à la chevelure de feu de bois»
    «La mia donna: capelli di fuoco di legna»            40
Les attitudes spectrales Atti spettrali                  44
Toutes les écolières ensemble Tutte le scolare insieme   48
Le sphinx vertébral La sfinge vertebrale                 50
Vigilance Vigilanza                                      52
«Le marquis de Sade a regagné l'intérieur du volcan
    en eruption»
    «Il marchese de Sade ha riguadagnato l'interno
    del vulcano in eruzione»
    (traduzione di Pasquale Di Palmo)                    54
«Il vont tes membres déployant autour de toi
    des draps verts»
    «Vanno le tue membra spiegando intorno a te
    lenzuola verdi»
    (traduzione di Pasquale Di Palmo)                    56

Paul Eluard traduzione di Gianni Priano                  59

Pour vivre ici Per vivere qui                            60
L'amoureuse Donna in amore                               62
[...]

Louis Aragon traduzione di Massimo Gezzi                 85

La force La forza                                        86
[...]

Benjamin Péret traduzione di Carmine Mangone            109

Immortelle maladie Immortale malattia                   110
[...]


I RIBELLI                                               131


Antonin Artaud traduzione di Pasquale Di Palmo          133

Première neige Prima neve                               134
[...]

Philippe Soupault traduzione di Federico Italiano       157

Rag-Time Rag-Time                                       158
[...]

Robert Desnos traduzione di Pasquale Di Palmo           181

21 heures le 26-11-22 26-11-'22, ore 21                 182
[...]


GLI ERETICI                                             205


René Daumal traduzione di Pasquale Di Palmo             207

Il suffit d'un mot Basta una parola                     208
[...]

Roger Gilbert-Lecomte
traduzione di Maurizio Casagrande e Pasquale Di Palmo   227

Formule palingénésique Formula palingenetica            228
[...]

Georges Bataille traduzione di Andrea Ponso             243

L'aurore L'aurora                                       244
Le vide Il vuoto                                        256


GLI IRREGOLARI                                          259


René Char traduzione di Stefano Strazzabosco            261

Les soleils chanteurs I soli canori                     262
[...]

Raymond Queneau traduzione di Marco Munaro              281

Texte surréaliste Testo surrealista                     282
[...]

Michel Leiris traduzione di Pasquale Di Palmo           297

Les aruspices Gli aruspici                              298
[...]


CONTINUATORI                                            313


Gisèle Prassinos traduzione di Paola Turroni            315

[...]

Jean-Pierre Duprey traduzione di Pasquale Di Palmo      327

De derrière les loups Da dietro i lupi                  328
[...]

Jehan Mayoux traduzione di Carmine Mangone              339

«J'aime une femme plus belle qu'un débarcadère»
«Amo una donna più bella di un imbarcadero»             340
[...]

Aimé Césaire traduzione di Marco Dotti                  347

Le griffon Il grifone                                   348
[...]

Joyce Mansour traduzione di Danni Antonello             359

«Ne mangez pas les enfants des autres»
«Non mangiate i bambini degli altri»                    360
[...]

Bibliografia                                            371

Schede bibliografiche dei poeti surrealisti             371

Riferimenti bibliografici essenziali                    376

 

 

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Pagina 3

Il delirio surrealista, tra Eros e Thànatos


                        La scrittura è tutta una porcheria.
                                             Antonin Artaud



Piccola cronistoria del surrealismo

Affrontare un argomento complesso come quello che concerne le opere surrealiste, a distanza di quasi quarant'anni dalla morte del suo indiscusso leader André Breton, è un'impresa oltremodo ostica, considerati i numerosi contributi che autori spesso molto dissimili tra loro apportarono in seno a un movimento che ha cambiato la concezione moderna dell'espressione artistica. Su ammissione di Breton la data d'inizio del surrealismo si può far risalire al 1919, data in cui lo stesso Breton e Philippe Soupault cominciarono a rendere pubblici alcuni brani, composti sotto l'influsso dell' écriture automatique, che confluiranno nella fondamentale raccolta di prose e versi Les Champs magnétiques che uscì nel 1920 per i tipi di Au Sans Pareil di Parigi. Com'è noto i due autori, che insieme ad Aragon animarono la rivista di orientamento dadaista "Littérature" che nel numero di dicembre del 1919 anticipò i tre primi capitoli del libro, si proponevano di scardinare le porte tradizionali delle percezioni sensoriali attraverso il ricorso a un flusso verbale liberatorio che prorompesse dal subcosciente, come sosterrà Breton nei suoi Entretiens con André Parinaud: «Incontestabilmente si tratta della prima opera surrealista (e niente affatto dada) poiché è il frutto delle prime applicazioni sistematiche della scrittura automatica. Quest'opera è già compiuta da molti mesi. La pratica quotidiana della scrittura automatica ci è capitato di consacrarci a essa per otto o dieci ore consecutive ha comportato da parte nostra osservazioni di grande portata, ma che non si coordineranno e non arriveranno pienamente alle ultime conseguenze se non in seguito. Non è meno vero che in quel momento viviamo nell'euforia, quasi nell'ebbrezza della scoperta. Siamo nella condizione di chi ha trovato un filone prezioso».

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Pagina 9

La poesia surrealista

Il surrealismo continuò stancamente la sua attività fino alla morte del suo ideatore, avvenuta nel 1966. Ma era chiaro che si trattava di una brutta copia di quello straordinario movimento che aveva imposto all'attenzione critica, prima del secondo conflitto mondiale, alcune delle figure più interessanti del Novecento e che aveva avuto diramazioni in parecchi paesi stranieri, dalla Cecoslovacchia al Belgio, dagli Stati Uniti al Messico, finanche in Perù e in Giappone (si vedano al riguardo le ultime sezioni dell'esauriente catalogo I surrealisti, curato da Arturo Schwarz per Mazzotta nel 1989, dedicate appunto agli sviluppi internazionali del surrealismo). Lo stesso Breton aveva fatto terra bruciata intorno a sé e aveva finito paradossalmente per arroccarsi intorno a un nucleo di irriducibili fedelissimi, a causa dei suoi atteggiamenti considerati troppo intransigenti, come ammette il diretto interessato nelle sue interviste radiofoniche succitate con Parinaud: «[...] non è senza rammarico che nel Seconde manifeste me la prendo con molti di coloro su cui ho contato, con cui ho fatto più o meno a lungo la strada insieme. Una delle più gravi contropartite dell'attività intellettuale impegnata sul piano collettivo è la necessità di subordinare le considerazioni di simpatia umana al proseguimento, a ogni costo, di questa attività. In quel momento c'è per me il bisogno imperioso di reagire contro vari ordini di deviazioni». Il dogmatismo ideologico che caratterizzerà la seconda fase del surrealismo contiene in nuce quelli che saranno i motivi che porteranno il gruppo a dipendere sempre più dall'indirizzo etico e politico assunto da Breton, con conseguente progressivo allentamento delle proprie file.

La poesia surrealista si proponeva di sondare il mondo dell'inconscio attraverso la tecnica degli accostamenti analogici casuali propugnata da Breton. indicativo a questo riguardo l'esempio coniato sulla scorta di una reminiscenza ducassiana in cui si asserisce che il bello può nascere «dall'incontro fortuito di una macchina da cucire e di un ombrello su una tavola anatomica» che aprirà la strada alle sperimentazioni analogiche più ardite, in cui l'humour gioca un ruolo di fondamentale importanza (si pensi anche alla famosa Anthologie de l'humour noir di Breton in cui vengono recuperate figure fino ad allora sottovalutate come quelle dei poeti simbolisti Tristan Corbière, Charles Cros, Germain Nouveau, oltre naturalmente a quelle di Lautréamont e Rimbaud, che anticiparono certe soluzioni verbali tipiche del surrealismo come il ricorso al verso libero in un contesto allucinatorio e fortemente visionario).

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Pagina 41

André Breton

«La mia donna: capelli di fuoco di legna»

La mia donna: capelli di fuoco di legna
Pensieri di lampi di calore
Vita di clessidra
La mia donna: vita di lontra tra i denti della tigre
La mia donna: bocca da coccarda e fascio di stelle
                               di ultima grandezza
Denti a impronta di topo bianco sulla terra bianca
Lingua d'ambra e vetro lucidati
La mia donna: lingua d'ostia trafitta
Lingua di bambola che apre e chiude gli occhi
Lingua di pietra incredibile
La mia donna: ciglia di aste di scrittura infantile
Sopracciglia a bordo di nido di rondine
La mia donna: tempie d'ardesia di tetto di serra
Vapore sui vetri
La mia donna: spalle di champagne
Fontana con teste di delfini sotto ghiaccio
La mia donna: polsi di fiammiferi
La mia donna: dita d'azzardo e d'asso di cuori
Dita di fieno tagliato
La mia donna: ascelle di martora e faggiola
Notte di San Giovanni
Ligustro e nido di scalari
Braccia di schiuma marina e di chiusa
Miscuglio di grano e mulino
La mia donna: gambe di missile
Movimenti d'orologeria e disperazione
La mia donna: polpacci di midollo di sambuco
La mia donna: piedi a iniziale
Piedi a mazzi di chiavi, piedi di calafati che bevono
La mia donna: collo d'orzo imperlato
La mia donna: gola di Val d'Or
Appuntamenti persino nel letto del torrente
Seni notturni
La mia donna: seni di monticelli di talpa marina
La mia donna: seni di crogiolo di rubini
Seni di spettro della rosa rugiadosa
La mia donna: ventre spiegato di ventaglio dei giorni
Ventre d'artiglio gigante
La mia donna: schiena d'uccello che fugge verticale
Schiena d'argento vivo
Schiena di luce
Nuca a sasso levigato e gesso bagnato
Caduta di bicchiere nel quale si è bevuto
La mia donna: anche di navicella
Anche a lampadario e penne di freccia
Nervature di piume di pavone bianco
Bilancia insensibile
La mia donna: natica di arenaria e amianto
La mia donna: natica a dorso di cigno
La mia donna: natica primaverile
Sesso di gladiolo
La mia donna: sesso di giacimento aurifero e di ornitorinco
La mia donna: sesso d'alga e vecchie caramelle
La mia donna: sesso di specchio
La mia donna: occhi pieni di lacrime
Occhi di panoplia violetta e ago magnetizzato
La mia donna: occhi di savana
La mia donna: occhi d'acqua da bere in prigione
La mia donna: occhi di legno sempre sotto l'ascia
Occhi dei livelli d'acqua d'aria di terra e fuoco

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Pagina 71

Paul Eluard

Nessuno mi può conoscere

Nessuno mi può conoscere
Come tu mi conosci

I tuoi occhi dove dormiamo
Tutti e due
Hanno dato ai miei fanali umani
Una sorte migliore che alle notti del mondo

I tuoi occhi dove viaggio
Hanno offerto ai gesti delle strade
Un senso tolto alla terra

Nei tuoi occhi che ci svelano
La nostra infinita solitudine
Niente è più ciò che credevamo

Chi ti può conoscere
Meglio di me.

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Pagina 103

Louis Aragon

Per te

Io mi ricordo di una prigione
Completamente senza ragione
Io mi ricordo di un cimitero
Che somigliava alla patria intera
Io mi ricordo di un po' di sangue
In piazza ai piedi dei passanti
Io mi ricordo di questa stazione
In cui scrutavamo stravolte persone
Io mi ricordo soldati grigi
Nel bel deserto di Parigi
Io mi ricordo di mille cose
Si direbbe che un morto riposi
I viaggiatori si sono affrettati
Incrociavamo il treno rovesciato
Del paese bruciato la sera
Non rimaneva che un quadro nero
Io mi ricordo alla fine dei campi
Di tre povere tombe toccanti
Io mi ricordo io mi ricordo
E a ridirlo non vale un soldo
Della radio che si ascolta
Di un amico di un passo per strada
E il ricordo forse che mente
Tutto suona così banalmente
La fiamma sola può comprendere
Ciò che un tempo fu la cenere
Elsa è per te che sto dicendo
Questa memoria di incendio

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Pagina 285

Raymond Queneau

«L'erba: sull'erba non ho niente da dire»

L'erba: sull'erba non ho niente da dire
ma ancora che sono queste botte
queste botte del giorno e della notte
Il vento: sul vento non ho niente da dire

La quercia: sulla quercia non ho niente da dire
ma chi dunque canticchia a mezzanotte
chi dunque rosicchia il piede del letto
Il topo: sul topo non ho niente da dire

La sabbia: sulla sabbia non ho niente da dire
ma cos'è che cigola? è l'uscio
chi dunque ansima? se non lui
La roccia: sulla roccia non ho niente da dire

La stella: sulla stella non ho niente da dire
è un suono agro come un frutto
è un mormorio che vuole tutto
La luna: sulla luna non ho niente da dire

Il cane: sul cane non ho niente da dire
è un sospiro è un grido
è uno spasimo uno strido
La città: sulla città non ho niente da dire

Il cuore: sul cuore non ho niente da dire
del silenzio per sempre fatto a pezzi
il sordo scopa via i resti
Il sole: o mostro, o Gorgone, o Medusa
o sole.

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