Copertina
Autore Jonathan Franzen
Titolo Forte movimento
EdizioneEinaudi, Torino, 2004, Supercoralli , pag. 556, dim. 140x220x30 mm , Isbn 88-06-16097-4
OriginaleStrong Motion [1992]
TraduttoreSilvia Pareschi
LettoreAngela Razzini, 2004
Classe narrativa statunitense
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Pagina 3 [ inizio libro ]

A volte, quando le chiedevano se avesse fratelli o sorelle, Eileen Holland doveva pensarci un po' prima di rispondere.

Alle elementari Eileen giocava ai quattro cantoni con le amiche durante l'intervallo, e quando scoppiava una rissa nell'angolo opposto del cortile, di solito a restare con la faccia schiacciata contro l'asfalto era il fratello minore di Eileen, Louis. Eileen e le sue amiche continuavano a far rimbalzare la palla da un quadrato all'altro. Stavano saltando la corda, il giorno in cui Louis fece a pugni con un bambino in cima al vecchio castello di tubi infestato dal tetano e riportò una lesione diversa per ognuno dei tubi che urtò durante la caduta: rottura di un incisivo al livello tre, costole contuse al livello due, commozione cerebrale e colpo di frusta al livello uno e schiacciamento del diaframma contro l'asfalto. Le amiche di Eileen corsero a vedere il potenziale cadavere. Eileen invece rimase a reggere la corda, sentendosi come se fosse stata lei a cadere e nessuno fosse corso in suo aiuto.

Eileen era un fedele e grazioso ritratto della madre, con gli occhi scuri stupefatti e le sopracciglia cosi sottili da sembrare disegnate, la fronte alta, le guance paffute e i capelli scuri e lisci. Aveva il corpo flessibile come un salice, e a volte, quando era cosi felice di trovarsi con le amiche da dimenticarsi della loro presenza, si metteva a ondeggiare a occhi chiusi, proprio come un salice.

Louis, come il padre, era meno decorativo. Dall'età di dieci anni portava occhiali da aviatore con una montatura di metallo vagamente intonata ai suoi capelli, che erano ricci e del colore delle vecchie viti di ottone, e che avevano cominciato a diradarsi alla fine delle superiori. Anche il torace ampio e rotondo era un dono del padre ai cromosomi di Louis. Alle medie e alle superiori le nuove amiche di Eileen si aspettavano di sentirsi rispondere «No, nessuna parentela» quando le chiedevano se Louis Holland fosse suo fratello. Per Eileen queste domande erano come iniezioni di vaccino, alle quali seguiva, come un confortante batuffolo intriso di alcol, l'affermazione delle amiche che suo fratello non le somigliava affatto.

- Già, - conveniva Eileen, - siamo molto diversi.

I giovani Holland crebbero a Evanston, Illinois, all'ombra della Northwestern University, dove il padre era professore di storia. Ogni tanto, di pomeriggio, Eileen scorgeva Louis in un séparé di McDonald's, circondato dai disadattati con cui bazzicava, da pietanze degradanti, da sigarette e facce pallide e abiti militari. La negatività che emanava da quel séparé le faceva venir voglia di stringersi ancora di piú al braccio delle coetanee. Lei era, si diceva, molto diversa da Louis. Ma non era mai completamente al sicuro da lui. Persino al centro di un sedile posteriore gremito di persone e di risate, le capitava di lanciare un'occhiata dal finestrino giusto in tempo per vedere suo fratello procedere a grandi passi lungo il lurido ciglio di una strada suburbana a sei corsie, con la camicia bianca grigia di sudore e gli occhiali bianchi per il riflesso degli abbaglianti. Sembrava sempre che fosse lí solo per lei, un'apparizione da quel mondo privato e parallelo in cui Eileen aveva smesso di vivere quando aveva cominciato a farsi degli amici, ma nel quale Louis evidentemente abitava ancora: il mondo della solitudine.

Un giorno, l'estate prima di andare al college, Eileen ebbe improvvisamente bisogno della macchina dei genitori per andare dal suo ragazzo, Judd, che viveva un po' piú a nord lungo il lago Michigan, a Lake Forest. Quando Louis le fece notare di aver prenotato la macchina una settimana prima, Eileen si infuriò con lui come si sarebbe infuriata con un oggetto inanimato che continuasse a sfuggirle di mano. Infine mandò la madre a chiedergli di essere generoso, solo per quella volta, e di lasciarle usare l'auto per andare a trovare il fidanzato. Quando arrivò a casa di Judd, Eileen era ancora cosi furiosa che dimenticò le chiavi nell'accensione. La macchina venne subito rubata.

La polizia di Lake Forest non fu particolarmente gentile con lei. Sua madre, al telefono, lo fu ancora meno. E Louis, quando finalmente Eileen arrivò a casa, scese le scale con indosso una maschera da sub.

- Eileen, - disse sua madre. - Tesoro. La macchina è finita nel lago. Non è stata rubata. Mi ha appena chiamato la signora Wolstetter. Non hai tirato il freno a mano e non hai inserito la marcia. Ha attraversato il prato dei Wolstetter ed è finita nel lago.

- Park, Eileen? - La voce di Louis suonava ovattata e adenoidale. - La piccola «P» all'estrema sinistra? N come Neutral? P come Park?

- Louis, - disse la madre.

- O forse è N come No e P come... Procedi? D come Desisti?

Dopo quel trauma Eileen non riusd piú a tenere a mente alcuna informazione riguardante Louis. Sapeva che andava a scuola a Houston e si stava specializzando in qualcosa tipo ingegneria elettrica, ma quando sua madre lo nominava al telefono, magari per dire che aveva cambiato specializzazione, la stanza in cui Eileen si trovava diventava di colpo rumorosa. Non riusciva a ricordare ciò che la madre le aveva appena detto. Doveva chiedere: «Quindi adesso si sta specializzando in... cosa?» E la stanza diventava di nuovo rumorosa! Non riusciva a ricordare cosa le stesse dicendo nemmeno mentre lo diceva! E cosi non capí mai in cosa si stesse specializzando Louis. Quando lo vide durante le vacanze di Natale del secondo anno di università - stava seguendo un MBA ad Harvard - dovette tirare a indovinare su cosa avesse fatto dopo essersi laureato a Rice: - La mamma dice che ti occupi, come dire, della progettazione di microchip?

Louis sgranò gli occhi.

Lei scosse la testa come per dire no no no no, cancella. - Dimmi cosa fai, - chiese umilmente.

- Ti sto guardando meravigliato.

Piú tardi sua madre le disse che Louis lavorava per una radio FM di Houston.

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Pagina 68

In quel momento Louis provò un senso di vera solitudine. Si sedette sopra una roccia, con il mento appoggiato a una mano. Il mare respirava come una persona malata; il tempo si allungava, fra l'impatto di un'onda e la rassicurazione della successiva. I frangenti erano scuri, imbrattati di sabbia in sospensione e materia organica. Tutto ciò che Louis riusciva a scorgere nella direzione in cui era fuggito il cane era sabbia, acqua, foschia.

Benché fosse scoppiato a ridere, Louis non si era sorpreso nel sentire che Eileen aveva già cercato di attingere alle nuove risorse della madre. Eileen aveva acquisito prestissimo la capacità di chiedere l'elemosina a Melanie senza entrare in conflitto con la propria coscienza. Negli anni dell'adolescenza, a Louis capitava spesso di incrociarla sulle scale mentre ripiegava uno o due pezzi da venti, e di trovare poi ulteriori prove della transazione in sala da pranzo, il borsellino materno in una posizione diversa sopra il tavolo e la sua proprietaria visibilmente intenta a darsi un contegno, con un messaggio per lui negli occhi: Il portafoglio è stato rimesso via, perciò non provare a chiedermi qualcosa anche tu. E questo era interessante, perché Louis non chiedeva mai nulla, nemmeno quando aveva un bisogno piú impellente di quello manifestato da Eileen per un altro capo primaverile della Benetton o per il biglietto di un concerto. Non chiedeva mai, perché chissà come sembrava sempre che Eileen lo battesse sul tempo. Eppure non era una questione di tempismo, perché ogni volta che gli veniva in mente di chiedere, si sentiva in dovere di aspettare un po' perché Eileen aveva appena chiesto, e mentre lui aspettava, Eileen andava a chiedere di nuovo e veniva accontentata. Era evidente che, se davvero Eileen era arrivata al denaro della madre prima di lui, lo aveva fatto in un lontano passato, una volta per tutte.

Era inevitabile che arrivasse il giorno in cui si sarebbero incontrati in corridoio e non avrebbero taciuto. Accadde nell'estate in cui Eileen fece finire la macchina nel lago. Louis aveva appena smesso di falciare l'erba, e nel corridoio al piano di sopra vide Eileen con i soliti pezzi da venti, piegati in quattro e maneggiati con la disinvoltura del cane vittorioso che si allontana da una rissa con il pezzo di brasato conteso fra i denti. Il risentimento aggravatosi nel tempo, e l'oscenità di quelle dita strette intorno alle banconote, lo spinsero a dire: - Quanti soldi hai lí? - Eileen replicò: - Quanti soldi ho dove? - E Louis: - In mano. Magari potresti darmi venti dollari -. Lei lo guardò come se le avesse proposto di togliersi la camicia. - Neanche per sogno! Vai a chiederli per conto tuo. Questi li ho chiesti per me -. Louis disse: - Già, be', glieli hai appena chiesti tu, e adesso io cosa dovrei fare? - Eileen rispose: - Io li ho chiesti per me. Tu puoi andare a chiederli per te -. E Louis disse: - Non ho voglia di chiedere. I soldi mi piace guadagnarli.

Fu come se Eileen avesse sempre saputo che quel momento sarebbe arrivato. Arrossí violentemente, gettò le banconote avvelenate ai piedi di Louis e si chiuse in camera sbattendo la porta. Piú tardi, dalla sua stanza, Louis senti la madre dire: - Eileen? Eileen, tesoro, ti sono caduti i soldi qui fuori.

Melanie, in effetti, avrebbe preferito essere piú imparziale, soprattutto se ciò non avesse comportato un aumento delle elargizioni. Senza dubbio le richieste di Eileen le fornivano l'occasione di rimproverarla per il suo egoismo e di additare come esempio Louis e il suo spirito indipendente. Ma se uno dei figli non avanzava nessuna pretesa, diventava non solo possibile dal punto di vista economico, ma anche piú conveniente dal punto di vista personale, dare semplicemente all'altra figlia tutto ciò che voleva. Eileen riusciva a essere silenziosa e perfida in modo soprannaturale, quando le veniva negato qualcosa. Sedeva a tavola e fissava i vestiti e i gioielli di Melanie cosí a lungo e intensamente da avvelenare il piu semplice dei piaceri di sua madre. Non cedeva finché non le veniva offerto del denaro o il suo equivalente in merce. Era triste, quella cospirazione tra madre e figlia, ma funzionava. Lo scopo della cospirazione era di evitare che il denaro diventasse veleno, e per raggiungere quello scopo occorreva soltanto aggirare Louis, perché il padre poteva

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