Copertina
Autore Manuela Fugenzi
Titolo Il mito del benessere 1981-1990
EdizioneEditori Riuniti, Roma, 1999, Storia fotografica della società italiana , pag. 192, dim. 170x220x8 mm , Isbn 978-88-359-4688-5
LettoreRenato di Stefano, 2001
Classe storia contemporanea d'Italia , fotografia , storia sociale , paesi: Italia: 1980
PrimaPagina


al sito dell'editore


per l'acquisto su IBS.IT

per l'acquisto su BOL.IT

per l'acquisto su AMAZON.IT

 

| << |  <  |  >  | >> |

Indice


        5      Gli anni Ottanta

       21      Politica e immagine

       37      Lo Stato ferito

       65      La protesta

       81      Il lavoro

       93      Emergenza ambiente

      105      Profondo Nord

      121      Deserto Sud

      143      Altri da noi

      155      Anime italiane


      184      Foto simbolo

      186      Cronologia
      190      Letture consigliate
      191      Referenze fotografiche
 

 

| << |  <  |  >  | >> |

Pagina 5

La parabola socialista


Gli anni Ottanta si aprono in Italia in una situazione di instabilità economica e di crisi sindacale, aggravate dai colpi di coda del terrorismo e dall'attacco della mafia, dalle tragedie della stazione di Bologna e dell'incidente di Ustica, e dai sospetti sul ruolo ambiguo e inquietante dell'organizzazione massonica P2. E si chiudono tra le polemiche sulle riforme istituzionali, le «picconate» del presidente della repubblica Francesco Cossiga, le aspirazioni separatiste della Lega Nord e l'imminente esplosione di Tangentopoli.

Bettino Craxi governerà il paese per quasi una legislatura dal 1983 al 1987, ma si puo dire che tutto il decennio, sebbene abbia visto succedersi nove governi, è profondamente segnato dalla sua presenza e dalla sua leadership.

Eppure, nella nostra memoria, è il decennio del dilagare dei consumi e dei successi dell'esportazione, dell'orgoglio del made in Italy che, come sintomo di un processo di sprovincializzazione, andrà progressivamente modificando l'immagine tradizionale del nostro paese. In un contesto di laicizzazione della società e della politica, in cui scompaiono chiese e ideologie, si assiste all'enfatizzazione di nuovi valori. Le regole della comunicazione esercitano un'influenza anche sui contenuti, ma non riescono ad eliminare alcune tematiche «tradizionali», che vengono riscoperte e riproposte da alcuni strati della società civile che si confronteranno tenacemente e drammaticamente con le emergenze di quegli anni (mafia, ambiente, droga).

Lo stile che caratterizzerà il decennio è già visibile nella campagna elettorale del Psi per le elezioni politiche dell'83: il volto e l'abbigliamento informali del leader socialista, gli slogan («Psi, l'ottimismo della volontà», «Rinnovare l'Italia, governare davvero» simbolo del garofano, che con evidente riferimento all'Europa, suggerisce una ridefinizione dei confini della sinistra italiana. Accostando l'immagine di Craxi proposta dai manifesti con il ritratto commissionato al noto fotografo Giuseppe Pino per le elezioni politiche anticipate dell'87, appare chiaro perché quest'ultimo non sia stato utilizzato: ancora oggi è un'immagine che comunica un senso di disagio e suggerisce una lettura dissacrante. La postura, lo sguardo riconducono all'immobilismo politico generato dalla partitocrazia e alla grave e incolmabile distanza tra la politica e le esigenze della società civile.

«Innovazione», «riformismo», «governabilità» sono le parole d'ordine del nuovo partito voluto da Craxi, mentre aggressiva e spregiudicata è la gestione della comunicazione mediatica.

Nella campagna elettorale per le elezioni politiche dell'83, il Psi propone candidati nuovi che si rivolgono a ben identificati settori della società: le donne, i giovani, gli anziani, gli emarginati, i vecchi e nuovi poveri, i lavoratori. Settori che non otterranno in realtà molti benefici né dalle scelte di governo, né dalle politiche locali, e che fìniranno per non assecondare le aspettative della pronosticata «onda lunga» socialista, come si vedrà dall'esito delle politiche dell'87 e soprattutto del '92.

| << |  <  |  >  | >> |

Pagina 7

L'Italia ferita


Negli «anni del benessere», come emerge anche dai giornali e dalle analisi sociologiche di quel periodo, si registra un livello estremamente alto di conflittualità tra Stato, politica e società.

Uno dei nodi fondamentali sembra essere la gestione del denaro pubblico: i governi si ritrovano in eredità un sistema fiscale assolutamente iniquo, che grava prevalentemente sul lavoro dipendente e garantisce ancora un forte margine di evasione, a fronte di un'amministrazione pubblica gravemente inefficiente. un contesto che negli anni Ottanta finirà per garantire soprattutto gli interessi degli uomini di potere, del mondo imprenditoriale, della mafia.

A farne le spese sono i cittadini e lo stesso territorio nazionale. Non ci riferiamo tanto alle emergenze di tipo ambientale, che pur si verificano con una scansione preoccupante, ma alle realtà locali, che divengono teatro di interessi che tendono a ignorare le esigenze della collettività. La risposta della socíeta civile riesce comunque a trovare espressione, piú o meno consapevolmente, e in modi diversificati a seconda della collocazione geografica. Durante tutto il decennio, giungeranno nella capitale gli echi delle reazioni e degli umori di un'Italia sfruttata e dimenticata.

| << |  <  |  >  | >> |

Pagina 14

L'edonismo italiano tra identità e consumo

I mass media sono impegnati in questi anni a costruire lo stile degli italiani, puntando soprattutto sulla dilatazione dei consumi.

Per spiegare lo spirito individualista e edonista che caratterizza l'italiano medio degli anni Ottanta, cosí come lo raccontano gli articoli di costume della stampa quotidiana e periodica, occorre analizzare le conseguenze sul piano sociale e culturale del crollo dei modelli pedagogici (e ideologici) rappresentati dai partiti, dai sindacati, dalla Chiesa. Il cittadino italiano non riconosce piú i precedenti riferimenti culturali, e ha perso l'esigenza di un'identificazione collettiva. La famiglia si trova cosí a essere la principale struttura garante della solidarietà: dalla famiglia-impresa alla famiglia organizzata (familiari delle vittime delle stragi, della droga, dei malati di mente). Di contro, il vuoto generato a vari livelli da un diffuso senso di incertezza, e dalla mancanza di progettualità (un esempio è la crisi della natalità che porterà l'Italia di questi anni a una «crescita zero»), produce un nuovo soggetto sociale, antitetico alla famiglia: è il «single», che investe solo su se stesso e si misura individualmente con l'esterno.

Se alla categoria dei «valori» andrà sostituendosi quella degli «interessi», da difendere con accanimento contro lo Stato e persino contro la stessa famiglia, il delitto compiuto da Pietro Maso a Verona (un figlio che uccide i genitori benestanti per poter attingere liberamente al patrimonio familiare), seppur di qualche anno successivo al periodo preso in esame, è emblematico dell'incubazione di una nuova psicologia generata dai mutamenti degli anni Ottanta.

All'italiano degli anni dello sviluppo non viene piú chiesto di risparmiare, ma di investire. Innanzitutto sulla propria immagine, che viene corredata di accessori (dal Rolex all'automobile) opportunamente proposti dal mercato e ossessivamente rinnovati, quale che sia il loro costo. Questa nuova attitudine all'acquisto reiterato sembra far leva sull'esigenza di dotarsi di segni di riconoscimento, in un'epoca di confusione non solo esteriore, e spiega ad esempio il successo della linea di orologi Swatch, dove l'intelligenza, la creatività e l'ironia del suo ideatore giocano su un camaleontico esibizionismo, in questo caso per tutte le tasche.

| << |  <  |