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| << | < | > | >> |Indice
Questo libro V
L'autore V
Ringraziamenti VI
MEMORIA DEL FUOCO. IL SECOLO DEL VENTO
1900. San José de Gracia Il mondo continua 5
1900. Orange, New Jersey Edison 6
1900. Montevideo Rodó 6
1900. New York Questa è l'America, e a sud il nulla 7
1901. America Latina
Le processioni salutano il secolo che nasce 8
1901. Amiens Verne 8
1902. Quezaltenango
Il governo decide che la realtà non esiste 9
1902. Città del Guatemala Estrada Cabrera 10
1902. Saint Pierre Si salva solo il condannato 11
1903. Città di Panama Il canale di Panama 11
1903. Città di Panama
In questa guerra muoiono un cinese e un asino 12
1903. La Paz Huilka 12
1904. Rio de Janeiro Il vaccino 13
1905. Montevideo L'automobile 14
1905. Montevideo I poeti decadenti 15
1905. Ilopango Miguel a una settimana 15
1906. Parigi Santos Dumont 16
1907. Sagua La Grande Lam 17
1907. Iquique Bandiere di vari paesi 17
1907. Rio Batalha Nimuendaju 18
1908. Asunción Barrett 19
1908. Alto Paraná Le piantagioni di mate 19
1908. San Andrés de Sotavento
Il governo decide che gli indios non esistono 20
[...]
1978. La Paz Cinque donne 325
1978. Managua Il Porcile 326
Il brillante pensiero di Tachito Somoza 327
1978. Città di Panama Torrijos 327
1979. Madrid Le intruse disturbano
una tranquilla digestione del corpo di Dio 328
1979. New York Il banchiere Rockefeller
si congratula col dittatore Videla 329
1979. Siuna Ritratto di un operaio in Nicaragua 330
1979. In tutto il Nicaragua Brontola la terra 330
1979. In tutto il Nicaragua Nessuno resti solo 331
Dall'agenda di Tachito Somoza 331
1979. Managua «Bisogna incentivare il turismo» 332
1979. Managua Il nipote di Somoza 332
1979. Granada I comandanti 333
1979. In tutto il Nicaragua Nascendo 334
1979. Parigi Darcy 334
1979. Santiago del Cile Fede ostinata 335
1979. Chajul Un'altra lezione
di educazione politica in Guatemala 336
I Maya seminano ogni bambino che nasce 336
1980. La Paz La cocainocrazia 337
1980. Santa Ana de Yacuma
Ritratto di un imprenditore moderno 338
La dea bianca 339
1980. Santa Marta La marihuana 339
1980. Santa Marta San Agatón 340
1980. Città del Guatemala In cronaca 341
1980. Uspantán Rigoberta 342
1980. San Salvador L'offerta 342
1980. Montevideo Il popolo dice no 343
1980. In tutto il Nicaragua In marcia 344
1980. Asunción del Paraguay Stroessner 344
1980. In tutto il Nicaragua Scoprendo 345
1980. New York
La statua della Libertà sembra colpita dal vaiolo 346
1980. New York Lennon 346
1981. Surahammar L'esilio 347
1981. Canton Celica «Sfortuna, errore umano, maltempo» 347
1982. Isole Georgias del Sud Ritratto di un valoroso 348
1982. Isole Malvinas La Guerra delle Malvinas 349
1982. Strade della Mancia Maese Trotamundos 350
1982. Stoccolma Il romanziere Gabriel Garcia Marquez
riceve il Nobel e parla delle nostre terre
condannate a cent'anni di solitudine 350
1983. Saint George's
La riconquista dell'isola di Granada 351
1983. La Bermuda Marianela 352
1983. Santiago del Cile
Dieci anni dopo la riconquista del Cile 353
1983. Sui monti, tra Cabildo e Petorca La televisione 354
1983. Buenos Aires Le nonne investigatrici 355
1983. Lima Tamara vola due volte 355
1983. Buenos Aires
E se il deserto fosse mare, e la terra cielo? 356
1983. Altopiano del Pedimento
Il teatro messicano dei sogni 357
1983. Fiume Tuma Realizzando 357
1983. Managua Sfidando 358
1983. Mérida Il popolo mette Dio in piedi 359
1983. Managua In cronaca 360
1984. Vaticano Il Sant'Uffizio dell'Inquisizione 361
1984. Londra I Re Magi non credono ai bambini 361
Sinfonia circolare per paesi poveri,
in sei movimenti periodici 362
1984. Washington «1984» 362
1984. Washington Siamo tutti ostaggi 363
1984. San Paolo
Vent'anni dopo la riconquista del Brasile 364
1984. Città del Guatemala
Trent'anni dopo la riconquista del Guatemala 364
1984. Rio de Janeiro Disavventure
della memoria collettiva in America Latina 365
1984. Città del Messico Contro l'oblio 366
1984. Città del Messico La resurrezione dei vivi 366
1984. Estelí Credendo 367
1984. L'Avana Miguel a settantanove anni 368
1984. Parigi Vanno gli echi in cerca della voce 368
1984. Punta Santa Elena L'abbraccio per sempre 369
1984. Sobborgo Violeta Parra Il nome rubato 370
1984. Tepic Il nome trovato 370
1984. Bluefields Volando 371
1986. Montevideo Una lettera 372
FONTI 375
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| << | < | > | >> |Pagina 5Ci fu chi sperperò i risparmi di varie generazioni in una sola grandiosa gozzoviglia. Molti insultarono chi non avrebbero potuto e baciarono chi non avrebbero dovuto, ma nessuno volle affrontare senza confessione il passo estremo. Il prete del paese diede la precedenza alle donne incinte e a quelle che avevano appena partorito. Con grande abnegazione il sacerdote passò tre giorni e tre notti inchiodato al confessionale, finché non svenne per indigestione di peccati. Quando giunse la mezzanotte dell'ultimo giorno del secolo, tutti gli abitanti del paese di San José de Gracia si prepararono a morire degnamente. Dalla creazione del mondo Dio aveva accumulato molta ira, e nessuno dubitò che fosse arrivato il momento dell'esplosione finale. Trattenendo il respiro, a occhi chiusi, denti stretti, la gente ascoltò i dodici rintocchi della chiesa, l'uno dopo l'altro, profondamente convinta che non ci sarebbe stato più un seguito. E invece ci fu. Da poco il ventesimo secolo si è messo a camminare e continua come se niente fosse. Gli abitanti di San José de Gracia stanno ancora nelle stesse case, vivono o sopravvivono tra le stesse montagne del centro del Messico, con somma delusione delle beghine, che aspettavano il Paradiso, e con grande sollievo dei peccatori, che trovano che in fin dei conti questo paesino, al confronto, non è poi tanto male. (200) | << | < | > | >> |Pagina 6Il secolo che nasce riceve luce e musica dalle sue invenzioni. La vita quotidiana porta il marchio di Thomas Alva Edison. La sua lampadina elettrica illumina le notti e il suo fonografo custodisce e diffonde le voci del mondo, che mai più si perderanno. Si parla al telefono grazie al microfono che Edison ha aggiunto all'apparecchio di Graham Bell e si vede il cinema per mezzo del proiettore con cui ha completato l'invenzione dei fratelli Lumière. All'ufficio brevetti si mettono le mani nei capelli ogni volta che lo vedono apparire. Edison non lascia passare un minuto senza inventare qualcosa. Succede così fin da quando era un bambino che vendeva giornali sui treni, e un bel giorno decise che avrebbe ben potuto farli oltre che venderli - e mise mano all'opera. (99 e 148) | << | < | > | >> |Pagina 11Anche nell'isola di Martinica esplode un vulcano. Si ode un rombo come se il mondo si spaccasse in due e la montagna Pelée sputa un'immensa nube rossa che nasconde il cielo e cade, incandescente, sulla terra. In un battibaleno la città di Saint Pierre viene annientata. Spariscono i suoi trentaquattromila abitanti: meno uno. Il sopravvissuto è Ludger Sylbaris, l'unico detenuto della città. Le pareti del carcere erano state fatte a prova di fuga. (188) | << | < | > | >> |Pagina 11Il passaggio fra i due mari era stato un'ossessione dei conquistatori spagnoli. Furiosamente lo cercarono; e lo trovarono troppo a sud, laggiù nella remota e gelida Terra del Fuoco. E quando qualcuno ebbe l'idea di tagliare il vitino di vespa dell'America Centrale, il re Filippo II ordinò di fermarsi: proibì lo scavo del canale, sotto pena di morte, perché l'uomo non deve separare ciò che Dio ha unito. Tre secoli dopo un'impresa francese, la Compagnia Universale del Canale Interoceanico, cominciò i lavori a Panama. L'impresa avanzò per trentatré chilometri e fece rumorosamente bancarotta. Da allora gli Stati Uniti hanno deciso di portare a termine il canale e di tenerselo. C'è un inconveniente: la Colombia non è d'accordo e Panama è una provincia della Colombia. A Washington, il senatore Hanna consiglia di aspettare, data la natura degli animali con i quali stiamo trattando, ma il presidente Teddy Roosevelt non crede nella pazienza. Roosevelt manda un pugno di marines e fa l'indipendenza di Panama. E così questa provincia diventa un paese a sé stante, per opera e grazia degli Stati Uniti e delle loro navi da guerra. (240 e 423) | << | < | > | >> |Pagina 37Di tutti i capi del nord che hanno portato Madero alla presidenza del Messico, Pancho Villa è il più amato e il più amatore. Gli piace sposarsi e lo fa ogni momento. Con una pistola alla nuca, non c'è prete che rifiuti né ragazza che resista. Gli piace anche ballare il tapatío al suono della marimba e cacciarsi tra le sparatorie. Le pallottole gli rimbalzano sul cappello come gocce di pioggia. Si era dato al deserto molto precocemente: - Per me la guerra cominciò quando nacqui. Era quasi un bambino quando vendicò la sorella. Delle molte morti di cui è debitore, la prima gli servì da modello; e dovette mettersi a fare il ladro di bestiame. Alla nascita si chiamava Doroteo Arango. Pancho Villa era un altro, un compagno della banda, un amico, il più amato: quando le guardie rurali uccisero Pancho Villa, Doroteo Arango ne raccolse il nome e se lo tenne. Passò a chiamarsi Pancho Villa, contro la morte e l'oblio, perché il suo amico continuasse a esistere. (206) | << | < | > | >> |Pagina 37non era morto, ma era addormentato. Il fiume Urubamba, spumeggiante, ruggente, rovesciava da secoli il suo potente respiro sulle pietre sacre, e quei vapori le avevano ricoperte di un manto di fitta selva che ne sorvegliava il sonno. Così era rimasto segreto l'ultimo baluardo degli incas, l'ultima dimora dei re indios del Perú. Tra montagne di neve che non figurano nelle carte geografiche, un archeologo nordamericano, Hiram Bingham, trova Machu Picchu. Un bambino del posto lo porta per mano lungo i precipizi fino all'alto trono nascosto dalle nubi e dalla vegetazione. Bingham scopre le bianche pietre vive sotto il verde e le svela, ridestate, al mondo. (53 e 453) | << | < | > | >> |Pagina 94Quattro aerei Corsair bombardano la fortezza di Sandino sulla montagna di El Chipote, accerchiata e tormentata dal cannoneggiamento dei marines. Per notti e giorni tuona e trema tutta la regione, finché gli invasori inastano le baionette e si lanciano all'attacco contro le trincee di pietra irte di fucili. L'eroica azione si conclude senza morti né feriti, perché gli attaccanti trovano soldati di paglia e fucili di legno. Subito i giornali nordamericani danno notizia della battaglia di El Chipote. Non dicono che i marines hanno sgominato una legione di pupazzi dai grandi cappelli e dai fazzoletti rossoneri. Assicurano, invece, che lo stesso Sandino figura tra le vittime. Nel lontano paese di San Rafael del Norte, Sandino ascolta cantare la sua gente alla luce dei falò. Qui riceve la notizia della propria morte: - Dio e le nostre montagne sono con noi. E in fin dei conti, la morte non è altro che un attimo di dolore. Negli ultimi mesi forze nuove, trentasei navi da guerra e altri sei mila marines, sono arrivate in Nicaragua. Di settantacinque battaglie e battagline, le hanno perse quasi tutte. La preda gli è sfuggita varie volte, nessuno sa come, di tra le mani. Piccolo esercito pazzo chiama la poetessa cilena Gabriela Mistral le truppe di Sandino, questi cenciosi guerrieri maestri del coraggio e della diavoleria. (118, 361 e 419) | << | < | > | >> |Pagina 102La stampa dà notizia dei recenti avvenimenti nella zona bananifera. Le fonti ufficiali fanno un bilancio degli eccessi degli scioperanti: quaranta piantagioni incendiate, trentacinquemila metri di fili del telegrafo distrutti e otto operai morti mentre tentavano di aggredire l'esercito. Il presidente della repubblica accusa gli scioperanti di tradimento e fellonia. Hanno trafitto col loro pugnale avvelenato il cuore amoroso della Patria, dichiara. Con un decreto, il presidente nomina il generale Cortés Vargas capo della polizia e annuncia promozioni e ricompense per gli ufficiali che hanno partecipato ai noti avvenimenti. Con un clamoroso discorso, il giovane deputato liberale Jorge Eliécer Gaitán contraddice la versione ufficiale e denuncia che l'esercito colombiano ha compiuto una carneficina per conto di un'impresa straniera. La United Fruit Company, che secondo Gaitán ha diretto la strage degli operai, ha diminuito il salario giornaliero dopo la repressione dello sciopero. La United Fruit paga i salari con tagliandi e non con denaro. Il deputato sottolinea che l'impresa sfrutta terre avute in regalo dal governo colombiano ed è esentata dalle imposte. (174 e 464) | << | < | > | >> |Pagina 103Il dittatore di Cuba, Gerardo Machado, lo fa ammazzare. Julio Antonio Mella non è altro che uno studente esiliato in Messico, che sfoga i suoi fervori correndo la cavallina e pubblicando articoli, per pochissimi lettori, contro il razzismo e il colonialismo mascherato; ma il dittatore non sbaglia nel considerarlo il più pericoloso dei suoi nemici. Machado lo ha preso di mira da quando gli scintillanti discorsi di Mella hanno cominciato a scuotere gli studenti dell'Avana. Mella si infiammava denunciando la dittatura e burlandosi della decrepita università cubana, fabbrica di professionisti con mentalità da convento spagnolo dei tempi coloniali. Una notte, mentre Mella sta passeggiando al braccio della sua compagna Tina Modotti, gli assassini lo fanno fuori a fucilate. Tina grida, ma non piange davanti al corpo caduto. Tina piange dopo, quando arriva a casa all'alba, e vede sotto il letto le scarpe di Mella, vuote, che sembrano aspettarlo. Fino a qualche ora fa, questa donna era così felice che provava invidia per se stessa. (290) | << | < | > | >> |Pagina 104Il governo di Cuba non c'entra niente, affermano i giornali messicani di destra. Mella è stato vittima di un delitto passionale, checché ne dicano le cricche del bolscevismo moscovita. La stampa rivela che Tina Modotti, donna di dubbi costumi, è rimasta impassibile davanti al tragico episodio e in seguito, nelle sue dichiarazioni alla polizia, è caduta in contraddizioni sospette. Tina, fotografa italiana, ha saputo penetrare a fondo nel Messico, nei pochi anni che è stata qui. Lo specchio delle sue fotografie riflette la grandezza delle piccole cose di ogni giorno e delle persone semplici che qui lavorano con le mani.
Ma lei è rea di libertà. Viveva sola quando scoprì Mella, mescolato tra la
folla che manifestava per Sacco e Vanzetti e per Sandino, e si unì a lui senza
nozze. Prima era stata attrice a Hollywood e modella e amante di artisti; e non
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