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| << | < | > | >> |Indice
I. IL LINGUAGGIO pag. 7
II. IL SACRO 11
III. IL SACRO NELL'ANTICO EGITTO 15
IV. LA SEDUZIONE DEL FARAONE 25
V. LA PIRAMIDE SACRA 43
VI. GLI ANTICHI GRECI 59
VII. LA FISICA CLASSICA 67
VIII. LA FISICA MODERNA 71
IX. LA FISICA RARA 89
X. L'OSSERVATORE 101
BIBLIOGRAFIA 115
| << | < | > | >> |Pagina 7L'uomo crea il mondo attraverso il linguaggio; il linguaggio determina la logica e la visione del mondo dell'osservatore. L'osservatore descrive il mondo attraverso il linguaggio che comunque deve sottostare ai propri vincoli, così ogni descrizione del mondo è già determinata dal linguaggio dell'osservatore. Il linguaggio dell'osservatore crea la cultura della società in cui vive. Ogni osservatore è capace di usare il proprio linguaggio per esprimere e comunicare la propria cultura, ovviamente diversa da quella di un altro osservatore perché costituisce una costellazione unica ed irripetibile dei valori di quella cultura. Ogni cultura è una visione del mondo diversa dalle altre perché rappresenta il particolare prisma di rifrazione con cui quella civiltà interpreta l'Universo. | << | < | > | >> |Pagina 89L'osservatore decide che nella propria rappresentazione lo spazio e il tempo siano misurati nelle stesse unità, così la forma dell'evento è data da due triangoli generatori. Quando un osservatore non accelerato, dal suo punto presente, riesce a far convergere tutte le informazioni contenute nel suo cono del passato accessibile ad una velocità uguale ai 4/5 di quella della luce, significa che impiega un tempo uguale a tre e crea l'impulso che genera il cono del futuro accessibile. L'evento nasce quando il cono del passato assume la forma impulsiva del triangolo generatore 3,4,5.
L'osservatore che osserva se stesso come un evento sa
che la forma del suo essere è quella di due coni di luce a
45°, che la sua storia è fatta dal cono del passato
accessibile e dal cono del futuro accessibile e che dal suo
punto presente li può vedere entrambi contemporaneamente.
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