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| << | < | > | >> |Pagina 7 [ inizio libro ]Dopo Slitscan, Lancy ricevette una proposta di lavoro da Rydell, il guardiano notturno allo Chateau. Rydell era uno di quei tipi grossi e tranquilli del Tennessee, con un sorriso triste e timido, occhiali da sole a buon mercato e un walkietalkie perennemente collegato a un orecchio. - Paragon-Asia Dataflow - disse Rydell, verso le quattro del mattino, mentre tutti e due se ne stavano seduti su un paio di vecchie poltrone. Le travi di cemento sul soffitto erano dipinte a mano in maniera da assomigliare vagamente a rovere biondo. Le poltrone, come tutto il resto dell'arredamento nella hall dello Chateau, erano talmente grandi che chiunque ci si sedesse sembrava fatto in miniatura. - Davvero? - chiese Laney, dando corda a Rydell, come se uno come lui fosse davvero in grado di procurargli un lavoro. - Tokyo, Giappone - disse Rydell, succhiando un latte ghiacciato con la cannuccia. - Un tizio che ho conosciuto a San Francisco l'anno scorso. Yamazaki. Lavora per loro. Dice che hanno bisogno di un net-runner che ci sappia fare. Net-runner. Laney, che preferiva considerarsi un ricercatore, represse un sospiro. - Un lavoro a contratto? | << | < | > | >> |Pagina 294 [ fine libro ]Chia non l'aveva mai indossata, e non l'aveva mai neppure fatta vedere a nessuno. Era appesa nel suo armadio, sotto un copriabito di plastica della lavanderia. Negli ultimi tempi non si era fatta vedere molto nella sua sezione. (Kelsey era sparita del tutto.) Chia aveva la sensazione che nessuno nella sezione avrebbe capito, se lei avesse cercato di raccontare quello che era successo, fatte salve tutte quelle cose che comunque non poteva raccontare.Ma più che altro era la Città a occupare il suo tempo, perché Rez e Rei erano lì, ombre fra le altre ombre, ma distinguibili. Al lavoro sul loro Progetto. C'erano molti a cui l'idea non piaceva, ma a molti altri si. All'Etrusco, per esempio. Diceva che era la cosa più folle da quando avevano rivoltato quel kill-file. Qualche volta Chia si chiedeva se non fosse tutto uno scherzo, perché sembrava impossibile che qualcuno potesse fare una cosa del genere. Costruire quella cosa, su un'isola nella baia di Tokyo. Ma l'"aidoru" diceva che era lì che loro volevano vivere, adesso che erano sposati. Perciò l'avrebbero fatto.
E se lo faranno, pensò Chia, sentendo il sibilo
dell'Espressomatic, io ci andrò.
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