Copertina
Autore William Gibson
Titolo La notte che bruciammo Chrome
EdizioneMondadori, Milano, 1989, Urania 1110
OriginaleBurnung Chrome [1986]
TraduttoreDelio Zinoni
LettoreRenato di Stefano, 1995
Classe fantascienza
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Indice


  4 Prefazione di Bruce Sterling
  7 Johnny mnemonico
 23 La notte che bruciammo Chrome
 41 Il continuum di Gernsback
 51 Frammenti di una rosa olografica
 57 Hinterland
 73 New Rose hotel
 84 Il mercato d'inverno
103 La razza giusta
    con John Shirley
115 Stella rossa, orbita d'inverno
    con Brice Sterling
132 Duello
    con Michael Swanwick

 

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Pagina 7 [ inizio libro ]

Misi il fucile di caccia in una borsa Adidas e la imbottii con quattro paia di calze da tennis. Tutto il contrario del mio stile abituale, ma era proprio questo il mio scopo: se ti credono rozzo, fai il raffinato; se ti credono raffinato, mostrati rozzo.

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Pagina 23

Faceva caldo, la notte ch ebruciammo Chrome. ...

- Congratulazioni - sentii dire Bobby. - Siamo appena diventati una sonda di ispezione dell'Ente Fissione della Costa Orientale... - significava che stavamo scivolando lungo le linee fibro-ottiche con innestato l'equivalente cibernetico di una sirena d'emergenza, ma nella matrice di simulazione correvano dritti verso il database di Chrome. Non potevo vederlo ancora, ma già sapevo che quelle mura ci attendevano. Mura di ombra, mura di ICE.

Chrome: una graziosa faccia da bambina liscia come acciaio, occhi che sembravano nati in qualche fossa oceanica, occhi freddi e grigi sotto una pressione terribile. ...

Bobby era un cowboy, e l'ICE era il suo campo di azione: Ice significava "Contromisure Elettroniche d'Intrusione". La matrice è una rappresentazione astratta delle relazioni fra i sistemi di dati. I programmatori autorizzati si inseriscono nel settore della matrice appartenente ai loro datori di lavoro e si trovano circondati da luminose forme geometriche che rappresentano i dati della società.

Torri e campi si dispiegano nel non-spazio incolore della matrice, questa allucinazione collettiva elettronica che facilita il trattamento e lo scambio di grandi quantità di dati. I programmatori autorizzati non vedono mai le pareti di ICE dietro cui lavorano, le mura d'ombra che nascondono le loro operazioni a occhi indiscreti, agli artisti dello spionaggio industriale, ai truffatori come Bobby Quine.

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Pagina 58

Io rimasi lì a dondolare sull'amaca a pensare alla "Collocazione di Toby Halpert nell'Universo". Non essendo egocentrico, misi il sole in mezzo, il lume, la sfera del giorno. Attorno ci feci roteare minuscoli pianeti, il nostro accogliente sistema solare. Ma in un punto fisso

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