Copertina
Autore William Gibson
Titolo Giù nel ciberspazio
EdizioneMondadori, Milano, 1992, Urania 1179
OriginaleCount Zero [1986]
TraduttoreDelio Zinoni
LettoreRenato di Stefano, 1992
Classe fantascienza
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Copertina

... William Gibson, alfiere del "Cyberpunk", descrive questo mondo supertecnologico quanto decadente: l'atmosfera che si respira in questo romanzo è quella di film come "Blade Runner", un universo popolato da avventurieri e lottatrici, prostitute e mercenari, tutti dispposti a qualsiasi compromesso pur di emergere. In questa umanità composita, schiava del sistema televisivo Simstin quanto della droga, emerge una nuova razza di eroe, anarchico e scanzonato, il cowboy della consolle. ...

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Pagina 16 [ cowboy, ciberspazio ]

Era arrivato a casa e si era messo subito all'opera, aveva inserito il rompi-ICE che Due-al-giorno gli aveva affittato e si era collegato, battendo il codice del database che aveva scelto come primo vero obiettivo. Aveva pensato che era quello il sistema giusto: se vuoi farlo, allora dacci dentro. Aveva solo da un mese il piccolo Ono-Sendai, ma già sapeva che voleva essere qualcosa di più di un qualsiasi cowboy dilettante di Barrytown.

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Pagina 66 [ religione, scientology, vudu ]

Beauvoir si tolse gli occhiali e guardò una delle stanghette. - Non ho detto questo. Ho detto solo che non dovevi preoccuparti che fosse una religione o no. È solo una «struttura». Ci permette di discutere di alcune cose che stanno succedendo, altrimenti non avremo le parole necessarie, i concetti...

- Ma parla come se quei, come si chiamano, «loi», fossero...

- «Loa» - lo corresse Beauvoir, appoggiando gli occhiali sul tavolo. Sospirò, prese una sigaretta cinese dal pacchetto di Due-al-giorno, e l'accese con il teschio di peltro. - Plurale uguale al singolare. - Inspirò profondamente, soffiò due sbuffi di fumo dalle narici. - Parlando di religione, a cosa pensi esattamente?

- Be', la sorella di mia madre, per esempio, fa parte di Scientology, davvero ortodossa, capite? Poi c'è una signora sul pianerottolo che è cattolica. La mia vecchia... - Si interruppe, il cibo era diventato privo di sapore nella sua bocca. - Mi metteva degli ologrammi nella stanza qualche volta, Gesù o Hubbard o stronzate del genere. Credo di pensare a quello.

- Il vudu non è così - disse Beaaauvoir. - Non si occupa della salvezza e della trascendenza. Si occupa di «fare» delle cose. Mi segui? Nel nostro sistema ci sono molti dèi, molti spiriti. Parte di una grande famiglia, con tutti i vizi, tutte le virtù. C'è una tradizione rituale di manifestazioni comuni, capisci? Il vudu dice che c'è un Dio, sicuro, Gran Met, ma è Grande, troppo Grande e lontano per occuparsi se sei povero o se non trovi da scopare. Avanti, ragazzo, lo sai come funziona, è una religione della «strada», venuta fuori da un posto povero e sporco un milione di anni fa. Il vudu è come la strada. Se qualche drogato ti fa fuori la sorella, non vai a stenderti di fronte alla porta degli Yakuza, giusto? Vai da qualcuno che possa sistemare tutto, giusto?

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Pagina 76 [ ibridomazione, biochip ]

Si chiese cosa stesse facendo Mitchell, cosa provasse. I laboratori della Maas North America erano scavati nel cuoreeee di una mesa, un tavolato di roccia che si sollevava dalla superficie del deserto. Il dossier biosoft aveva mostrato a Turner la faccia della mesa, punteggiata da finestre illuminate, di sera; galleggiava sulle braccia sollevate di un mare di cactus come il castello di poppa di una nave gigantesca. Per Mitchell era stata una prigione e una fortezza, la sua casa per nove anni. Nelle sue viscere, aveva perfezionato le tecniche di ibridomazione che avevano eluso altri ricercatori per quasi un secolo. Utilizzando cellule cancerogene umane e un modello di DNA-sintesi trascurato e quasi dimenticato, aveva prodotto le immortali cellule ibride che erano gli strumenti produttivi di base della nuova tecnologia, minuscole fabbriche biochimiche che riproducevano senza fine le molecole artificiali utilizzate nei biochip. Da qualche parte, nell'arcologia della Maas, Mitchell trascorreva le sue ultime ore come loro ricercatore prodigio.

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Pagina 104 [ ciberspazio, cowboy ]

È andata così, - cominciò Finn, e per Bobby era infinitamente interessante, ancora più che ascoltare Beauvoir o Lucas, - Wigan Ludgate era da cinque anni un professionista di prima classe, che non è male per un cowboy del ciberspazio. Dopo cinque anni di solito un cowboy è ricco, oppure ha il cervello fuso, oppure ancora finanzia una scuderia di scassinatori più giovani, su base manageriale. Wig, nella foga della giovinezza e della gloria, aveva preso d'assalto i settori sparsamente occupati della matrice che rappresentano le zone geografiche un tempo conosciute come Terzo Mondo. Il silicio non si consuma; i microchip sono praticamente immortali. Wig meditò sulla cosa. Come ogni altro bambino della sua età, tuttavia, sapeva che il silicio diventa obsoleto, il che è molto peggio. Questo per Wig era una triste realtà, come la morte o le tasse, e in effetti era più preoccupato che la sua roba rimanesse indietro rispetto alle ultime novità, di quanto lo fosse della morte (aveva ventidue anni) o delle tasse (non le pagava, anche se pagava a un'impresa di strozzinaggio di Singapore una percentuale annuale più o meno equivalente alle tasse che avrebbe dovuto pagare se avesse dichiarato i suoi introiti).

Wig arrivò alla conclusione che tutto il silicio obsoleto doveva finire da qualche parte. E venne a sapere che andava in posti molto poveri che lottavano per impiantare

[...]

 


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