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| << | < | > | >> |Pagina 9 [ inizio libro ]Immagine composita, codificata otticamente dall'apparecchio di scorta della nave aerea trans-Canale Lord Brunel: veduta aerea dei sobborghi di Cherbourg, 14 ottobre 1905. Una villa, un giardino, un terrazzo.| << | < | > | >> |Pagina 405 [ fine libro ]"Non è" Londra... ma piazze riflesse nel più limpido cristallo, i viali lampi atomici, il cielo un gas super-freddo, mentre l'Occhio dà la caccia al suo sguardo attraverso il labirinto, saltando gli intervalli quantici che sono la causalità, la contingenza, il caso. Fantasmi elettrici vengono gettati nell'essere, esaminati, sezionati, infinitamente itinerati.Nel centro di questa Città, una "cosa" cresce, un albero auto-catalitico, quasi vivo, che si nutre attraverso le radici del pensiero nella decomposizione delle immagini da lui stesso scartate, e si ramifica, attraverso miriadi di lampeggianti propaggini, su, su, verso la luce nascosta della visione. Morendo per nascere. La luce è forte. La luce è chiara; L'Occhio alla fine deve vedere se stesso Me stesso... Io vedo: Io vedo, Io vedo Io |