Copertina
Autore Mel Gooding
Titolo Will Alsop
SottotitoloUn'architettura sociale
EdizioneMarsilio, Venezia, 2006, Universale architettura 166 , pag. 96, ill., cop.fle., dim. 120x190x9 mm , Isbn 978-88-317-8927-1
CuratoreLaura Stecich
TraduttoreLaura Stecich
LettoreLuca Vita, 2006
Classe architettura
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Indice


  7 Larger than life di Laura Stecich

  8 Gli anni della formazione: un breve resoconto

 20 Gli elementi di una filosofia

 46 Il processo creativo

 52 Progetti: edifici e Piani Regolatori



 

 

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Pagina 20

2. Gli elementi di una filosofia


Will Alsop è un artista per il quale teorizzare e praticare l'architettura sono attività che hanno costantemente coinvolto considerazioni non architettoniche, a tratti anche anti-architettoniche.

Se l'architettura è definita come il processo di progettare degli edifici, tenendo a mente la loro funzione e secondo una serie di principi e di regole, sarebbe corretto affermare che, per certi aspetti, il giovane Alsop ha opposto resistenza all'architettura, fin dagli esordi, e continua tuttora. La «storia dell'architettura», come ogni trattato su questo tema confermerà, è la narrazione descrittiva, più o meno critica, delle successive reiterazioni, ridefinizioni e sviluppo dei principi architettonici, della testimonianza cronologica dell'applicazione, in realizzazioni ideali o concrete, di quelle «regole» e della successione di stili che questa genera. Alsop è profondamente perspicace nella lettura di quella «storia», sebbene la sua conoscenza della storia della disciplina, come avviene per molti artisti e architetti, sia parziale e selettiva, soggetta a circostanze storiche, predilezione personale e convenienza professionale.

Fin dalla sua fondazione, lo studio di Alsop ha costantemente sfidato le modalità ortodosse di approccio all'architettura. rifuggito dalla teoria e ha evitato quanto è ordinario. Più significativamente, fin dagli esordi della sua carriera, egli ha negato l'importanza dello stile, sia che questo sia considerato la manifestazione di un qualche astratto «spirito di un'epoca», o l'espressione della personalità dell'architetto, o la concretizzazione di una filosofia architettonica o di un insieme di norme, o come l'applicazione di formule di soluzioni tecnologiche. Con ammirevole rigore e perseveranza, e straordinaria fiducia in se stesso, Alsop si è concentrato invece sullo sviluppo concreto di una poetica dell'architettura che comprenda un' estetica della vita quotidiana.

Questo teorema quasi filosofico, e alquanto provvisorio, di idee e in- tuizioni, non differisce molto, per certi versi, dalle caratteristiche pro- poste di Alsop per progetti architettonici. Con questo, intendo dire che si tratta di un pensiero non strutturato, essenzialmente propositi- vo, soggetto a rapide alterazioni, presentato in maniera del tutto non accademica, con elementi fantasiosi e immaginifici, che intendono sorprendere il lettore o l'ascoltatore per la loro estraneità a modi di pensiero convenzionali o prevedibili. L'articolazione delle attività di Alsop, sotto forma di lezioni, articoli, film, seminari, contributi e conversazioni, ha come scopo principale quello di provocare la riflessione e promuovere un dibattito creativo e costruttivo.

Si tratta di una filosofia in cui funzione, poetica ed estetica sono trattenute in una struttura flessibile e speculativa di pensieri e sentimenti. Certamente non si tratta di una costruzione grandiosamente formale, dal momento che Alsop non è né un teorico intellettuale, né un idealista sistematico. Il suo approccio, alle idee in generale e alla pratica architettonica in particolare, è intuitivo, esplorativo e sperimentale. Amante dei paradossi, i suoi estremi sono spesso intenzionalmente opposti. Egli concepisce l'architettura in forme organiche e immagini poetiche, piuttosto che in termini di espressioni ortogonali e norme logiche. Le sue riflessioni sono abitualmente assiomatiche, preferendo tra queste espressioni apoftegmatiche.

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Pagina 46

3. Il processo creativo


Ci volgiamo ora brevemente al metodo di lavoro di Alsop, agli strumenti con cui opera verso il fine ultimo di un'architettura socialmente attenta e responsabile. La sua metodologia può essere desunta dalla sua attività personale di pittore, disegnatore e scrittore, dalla scherzosa collaborazione e interscambio di idee con amici scrittori e artisti, dallo sviluppo di nuovi metodi di dialogo con il cliente e di collaborazione sociale, dalle procedure di progettazione che coinvolgono la conoscenza e l'abilità di un gruppo di professionisti progressivamente più ampio del suo studio, e dall'effettiva relazione con imprese edilizie e imprenditori immobiliari.

Ognuno di questi elementi è interrelato a tutti gli altri che partecipano al processo complessivo, e ognuno è contemporaneamente attivo come elemento a sé stante. I diversi approcci di Alsop sono volti intenzionalmente a eliminare l'elemento programmatico e a dissolvere quanto è consolidato e percepito come «noto», al fine di scoprire l'imprevisto. Se, come già indicato, Alsop «concepisce l'architettura in forme organiche e immagini poetiche», è nell'attività pittorica che questo ha origine; è nella condizione intuitiva del «pensare a nulla» che idee e soluzioni a particolari problemi si rivelano. Dipingere rappresenta per Alsop un gesto fondamentale della creazione architettonica e lo strumento principale della progettazione. «...schizzi, dipinti e scarabocchi al computer», ha scritto recentemente, «confluiscono tutti nell'idea di ciò che chiamo "scoprire" l'architettura». Tale «architettura» non appare, nel suo iniziale concepimento, in termini di forme costruite, di oggetti nello spazio: è piuttosto un'idea di spazio, ricco di luce, colore e suggestioni, traiettorie di movimento, orientamento, un'idea di relazioni tra oggetti e spazio, e tra oggetti e altri oggetti nello spazio.

Alsop può giungere in fretta all'idea di una forma o del rapporto tra forme e volumi che perdurerà attraverso tutte le altre fasi del corso progettuale fino alla formalizzazione di una proposta, al progetto e alla realizzazione, ma in questo processo egli ha davvero poco in comune con la caricatura dell'architetto geniale, che schizza un edificio sul retro di una busta e spende poi il resto del percorso progettuale e costruttivo impegnato in dimostrazioni di «ingegnosità tridimensionale» per generare una forma oggettiva, allestita secondo lo stile per interni prediletto, per rispondere alle indicazioni funzionali. Per Alsop, ogni aspetto dello sviluppo di una proposta, dal primo dipinto o disegno fino alla scelta dei materiali e alla costruzione dell'edificio, è soggetto a commenti e consultazioni con le altre parti coinvolte. In ogni caso, resta corretto affermare che, per Alsop, l'iniziale risposta pseudo-bizzarra a un possibile incarico, su una tela o una pagina del suo blocco da schizzi, è un elemento vitale nel processo progettuale complessivo. E i suoi soci e colleghi dello studio-ufficio sono esperti a formulare le proprie reazioni alle sue proposte iniziali, mediante i loro stessi schizzi, scarabocchi, sogni, disegni CAD, modelli fisici, progettazione ingegneristica, trattative con i clienti ecc.

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