Copertina
Autore Adriana Lanza
Titolo Le cartoline di foquita
SottotitoloFilastrocche per grandi e piccoli
EdizioneTullio Pironti, Napoli, 2011 , pag. 120, ill., cop.fle., dim. 17,2x23,7x1,5 cm , Isbn 978-88-7937-569-6
CuratoreAngela Lanza
LettoreDavide Allodi, 2012
Classe narrativa italiana , bambini , natura , illustrazione
PrimaPagina


al sito dell'editore


per l'acquisto su IBS.IT

per l'acquisto su BOL.IT

per l'acquisto su AMAZON.IT

 

| << |  <  |  >  | >> |

Indice


  7 Prefazione


 11 Premessa


 13 Prime cartoline di foquita:
    dalle isole Galapagos alla Sicilia

 35 Dove si racconta dell'arrivo di saltincielo
    e della sua vita straordinaria

 57 Saltincielo e il Grande Gioco della Creazione

 75 Foquita, altri animali e il bipede Charles Darwin


101 Lezioni di matematica per foquita e i delfini cuccioli


 

 

| << |  <  |  >  | >> |

Pagina 15

10 giugno '97

dalle isole Galapagos


Come puoi vedere, sono una foca-cucciolo-otaria di circa tre anni e mezzo. La foto mi è stata scattata da uno strano bipede della tua stessa razza che non avevo mai visto, di passaggio dalle nostre parti (isole Galapagos).

Il mio nome è foquita alcazar e mia madre, che presto ti farò conoscere, si chiama fernandina.

Io adoro stare in acqua dove posso fare mille giochi meravigliosi, per non dire piroette. E poi, l'acqua fa diventare la mia pelliccia lucida e lucente, come puoi vedere dalla foto.

Sono molto fiera della mia pelliccia e dei miei baffetti. E, appunto, ti mando tre baffetti — che sono i vostri bacetti,

tua foquita

| << |  <  |  >  | >> |

Pagina 17

20 giugno '97


Come puoi vedere dalla seconda cartolina, qui sono in tenero colloquio con mamma fernandina: felice nell'acqua, il mio elemento naturale.

Mi diverto un mondo a sguazzare e fare mille piroette.

Mamma dice che così non imparerò mai a stare con le pinne a terra... ma io odio la terraferma perché a terra sono goffa e impacciata, mentre in acqua, vedessi! Sono leggera e agile come una ballerina, e poi la mia pelliccia in acqua è lucida e lucente e fa la sua figura mentre a terra si sporca e perde il suo splendore.

Ti mando un baffetto,

sempre tua foquita

| << |  <  |  >  | >> |

Pagina 19

22 giugno '97


Oggi ti voglio raccontare come mai mi chiamo foquita. Il mio nome è di origine spagnola.

Quando mamma mi aspettava, mio padre alonso alcazar si trovava in alto-oceano per le sue scorribande interminabili e solitarie.

A un certo punto si è imbattuto in un galeone spagnolo affondato. Dentro uno scrigno c'erano meravigliosi gioielli di Siviglia, Granada e Cordoba! Così li ha portati in dono alla mamma, la sua adorata fernandina che ne andava pazza e, ancora oggi, se ne vanta con le amiche.

Mamma allora ha deciso di chiamarmi foquita, che in spagnolo significa "focanina". Io di questa Spagna non so niente; mi dicono che è dalle tue parti.

Papà alonso mi ha promesso che quando sarò più grande mi porterà con lui nelle sue scorribande in alto-oceano, e così potrò andare anche nel mare di Spagna; ma io per ora sto attaccata alla pelliccia di mamma perché sono ancora piccola. Da grande si vedrà!

Ti mando tre baffini,

sempre tua foquita

| << |  <  |  >  | >> |

Pagina 30

7 luglio '97


In una notte buia buia, mentre ero arrotolata e stretta alla pelliccia di mamma fernandina, non so perché mi sono venuti pensieri tristi.

E se noi cuccioli – mi dicevo – fossimo soli al mondo senza i grandi? E se i grandi fossero soli al mondo senza i cuccioli? E questo tristissimo pensiero non mi abbandonava...

            e il mare bofonchia-bofonchia
            e il vento sibila-sibila
            e il fuoco crepita-crepita
            e il lampo saetta-saetta
            e il tuono rimbomba-rimbomba

E, improvvisamente, mi sono calmata mentre sentivo battere il cuore di mamma fernandina. Ho immaginato che noi cuccioli scorrazzavamo felici, liberi, beati mentre i grandi, un po' più lontani, sbrigavano le loro faccende. Ma c'eravamo tutti e sono caduta in un sonno profondo mentre le onde, piccole come sempre, mi cullavano.

Ti mando due baffini,

sempre tua foquita

| << |  <  |  >  | >> |

Pagina 27

10 luglio '97


Trallarallero - trallarallà,

saltincielo presto è qua.

Sono emozionantissima, non sto nella pelliccia, figurati che dopo circa un anno che era partito da Galapagos sta per tornare saltincielo soprannominato anche

delfinunicum-saltadoregno

grande amico e adorato da tutti i cuccioli acquatici dell'arcipelago a cui racconta meravigliose storie:

viste—mai—viste

raccolte da tutte le parti del mare.

Saltincielo ha visitato:

fondali e grotte
anfratti e antefatti
abissi neri e bui

Brrr!!... Mi viene il freddo, o se preferisci la pelle di foca!

Ha incontrato tutta, dico tutta la fauna marina.

Ha conversato con le tartarughe marine di Tai-wan.

Si è intrattenuto con le balene e i capodogli di Schin-schin.

Ha raccolto le confidenze delle orche di capo Palomar.

Ha ascoltato le storie buffe dei pesci-luna e palla dei fondali di Schera-din,

ha consolato le piovre giganti di Rhe-fris,

che sono spesso tristi e depresse.

E, infine, ha ascoltato storie di amori e passioni delle

stelle marine - sirene - meduse
dell'isola sperduta di Scaramanga

e potrei continuare per ore...

Č conosciuto come l'ilare giullare del mare perché racconta meravigliose storie di posti sperduti e inaccessibili.

Tutti rispettano saltincielo ed è amatissimo. Insomma, da noi è considerato una vera celebrità.

Tutti gli abitanti dell'isola gli stanno andando incontro sulla riva e dal lontano orizzonte si riconosce per i suoi guizzi che arrivano fino al cielo!

| << |  <  |  >  | >> |

Pagina 47

15 luglio '97


Saltincielo, nei quattro mesi che passa alle Galapagos, oltre che con noi cuccioli, vive molto del suo tempo con la nostra amata

zia - cantastorie - foca - sibilla

soprannominata da noi cuccioli zia scintilla!

Perché, quando dà la stura alle sue storie, non si fermerebbe più, come le scintille scoppiettanti del fuoco: una incalza l'altra.

Lui e la zia si vedono alla forgia vecchia, detta anche "baia dei castori", dove si trova una speciale alga di cui i castori sono ghiottissimi.

Saltincielo e foca sibilla fanno lunghe passeggiate marine al lume di luna: c'è del tenero fra loro e, comunque, una grande amicizia, perché sono due tipi solitari-liberi-fantasiosi. Le mamme delfine, che di queste cose se ne intendono, dicono:

            «Saltincielo è lo scoglio avventuroso
            dell'anima di lei,
            foca sibilla è lo scoglio favoloso
            dell'anima di lui».

| << |  <  |  >  | >> |

Pagina 62

6 agosto '97


Per il grande Gioco della Creazione ho scelto una cartolina che rappresenta le dune-oceano... Potrei guardarla sempre, senza stancarmi mai.

Qui tacciono e sono quiete e immobili. Poi inizia il loro:

            perpetuo movimento
            a questo pensa il vento
            infatti le dune-oceano
            volano – incalzano
            corrono – avanzano
            precipitano – ondeggiano
            piroettano – indietreggiano
            e poi... si fermano

Percorrono infinite miglia senza stancarsi mai perché sono portate dalle ali del vento. Forse, in natura, soltanto le balene percorrono spazi altrettanto sconfinati.

Chissà quante cose si raccontano le dune, mentre sono trasportate dal vento. E chi le ha udite racconta di

            fragori e silenzi
            improvvise impennate
            e... lamenti

Sarei voluta rimanere sveglia tutta la notte, pensando alle dune-oceano, ma il sonno mi ha vinto.

Ti mando due baffini,

sempre tua foquita

| << |  <  |  >  | >> |

Pagina 72

Ballata per il quarto e l'ottavo comandamento
sulla Libertà e il Movimento


            Certo vivere a Palermo
            non deve essere un inferno
            e vicina c'è Mondello
            per non dire di Scopello —
            non ne posso proprio più
            me ne vado a Cefalù.
            Se la vita mi va stretta
            poi ripasso per Mistretta,
            Barcellona di Sicilia
            la attraverso con l'aprilia,
            Barcellona di Gaudì
            per la rambla a mezzodì.
            Rocca di Caprileone
            c'è davvero il solleone,
            vado al Capo di Milazzo
            mi comporto come un pazzo.
            No, io rimango a Gibilmanna
            per nascondermi a Marianna.
            Fai la spesa tu a Gratteri?
            Io, a Gratteri?
            No, di certo vado a zonzo
            ... quale rima trovo in onzo?
            Ho trovato: raperonzo(lo)!
            Scaccia le malinconie
            l'aria delle Madonie.
            Cosa dici di Martino?
            Là si beve del buon vino.
            San Martino di Castrozza
            io noleggio una carrozza...
            San Martino delle Scale
            chi le scende e chi le sale,
            me ne vado poi a Isnello
            dove resta un asinello
            e un tiranno dominò
            a Gualtieri di Sicaminò.
            Poi c'è Gliaca di Piraino
            elegante come un daino
            per non dire di Altofonte
            no, non dirlo a Rodomonte:
            meglio stare a Spadafora
            non andar tutti in malora!
            Forse a Termini Imerese
            puoi conoscere un marchese?
            Solo a Rocca di Valdina
            puoi incontrarlo, madamina.
            No, non vado a Partinico
            allattar devo il "nutrico".
            Restar devo qui a Randazzo
            dove vivo un amorazzo.
            Poi ritorno ad Agrigento
            la paura può far cento.
            La paura può far cento?
            La paura fa novanta
            (certo tu non sei una santa!)
            Si sta bene solo a Patti.
            Meglio sola a conti fatti...
            Tu sei di Castelvetrano?
            Via, stringiamoci la mano.
            Mentre resto qui a Catania
            in balia son di una smania
            — forse è di Caltanissetta
            ma non usa la borsetta
            — a Contesa Entellina
            io fui punto da una spina,
            mentre poi a Pace del Mela
            veglio al lume di candela.
            E alle grotte d'Alcantara
            tromba, piffero e fanfara...
            ..............................

            Questo è un fiume di parole
            senza senso come fole.
            Ora termino il mio detto
            quatta quatta torno a letto
            sono proprio una monella
            pepe, zucchero e cannella,
            prima voglio salutare
            i paesi in riva al mare,
            di montagna e di collina:
            ho trovato una perlina.

            Così io prima di lasciarvi
            voglio sì comunicarvi:
            queste sono, in verità,
            le parole in libertà.
Il gioco delle "parole in libertà" è meraviglioso, perché rimbalza da una parola all'altra, e si potrebbe continuare all'infinito, come nel moto perpetuo che, come sai, è l'ottavo comandamento del nostro decalogo.

Avrai notato che, per questo gioco, abbiamo scelto paesi, città e contrade della tua isola. Anche noi cuccioli abbiamo i nostri informatori!

Ma... a quando una tua cartolina?

Sempre tua foquita

| << |  <  |  >  | >> |

Pagina 77

10 settembre '97

... ancora dalle isole Galapagos


Ballata dedicata a george
"il solitario"


            Ieri ho visto una testuggine
            che di nome fa tetraggine
            mi è venuta l'allegria
            nel vederla andare via.
            Cento metri fa in un'ora:
            «Non ha fretta la signora?».
            L'ho pregata poi di darmi
            qualche cenno su Charles Darwin
            E lei fa la smemorata:
            «Ben più tardi sono nata
            solo george fu testimone
            della nota spedizione!».
            Ora george io vo cercando
            per aver la spiegazione
            della nostra evoluzione

Sono infatti sulle tracce di george "il solitario", come lo ha battezzato Charles Darwin: una tartaruga gigante di circa duecento anni che ha avuto la ventura di conoscere il grande naturalista.

George e saltíncielo sono i più noti acquatici dell'arcipelago delle Galapagos e non c'è cucciolo che non li conosca. Saltincielo ci racconta le storie di oggi.

George, invece, ci racconta cose memorabili dei tempi passati. Ha una memoria più resistente dello scoglio, che neanche la sua veneranda età ha scalfito. Ricorda ogni fatto delle Galapagos come lui stesso dice:

            Matrimoni e dipartite
            storie nuove storie antiche
            ogni tipo di migrazione
            dal delfino all'airone
            vecchie liti nuove risse
            siete come le clarisse
            le clarisse del convento
            così passan il lor tempo,
            ogni isola ha una storia
            annotata nella memoria
            ogni cosa vi racconto
            tutto gratis non dò il conto
            e noi siam le tartarughe
            lente goffe e pien di rughe
            alle isole il nome diamo
            Galapagos le chiamiamo
            e, per questo, più le amiamo

Il nostro amato george non si fa vedere da circa un anno, è:

            un vagabondo futurista
            solitario e fatalista
            per tutto ciò che ha visto
            non basta una sola lista
            inoltre è indipendente
            e anche diffidente
            ne ha viste troppe come lui stesso dice:
            «Per cento anni ho vegliato
            per cento anni ho sognato
            quante cose ho capito
            quante cose ho scordato».

E noi cuccioli, in coro, cantiamo:

            Ti sei divertito
            ti sei addolorato
            ti sei innamorato
            hai molto vissuto
            hai molto sognato
            quante cose hai capito
            quante cose hai scordato

Di noi cuccioli si lamenta, perché sostiene che non abbiamo rispetto per niente e nessuno e siamo ignoranti. Noi, però, gli siamo affezionati.

Ormai george non lavora più e la comunità lo mantiene per tutto il tempo che non è in letargo. In cambio lui fa piccoli trasporti a dorso di guscio da un atollo all'altro. E, ogni tanto, si sente biascicare:

            chi va piano
            va sano
            e va lontano

Qui all'arcipelago lo aspettiamo con trepidazione perché per noi è un'istituzione.

Ti darò presto sue notizie e ti mando due baffini.

Sempre tua foquita

| << |  <  |  >  | >> |

Pagina 96

... ancora dal monte Gibilmanna (Sicilia)

5 ottobre '97


Cara foquita,

l'estate è finita e bisogna tornare in città. I grandi fanno le valigie e io ti mando questa ballata autunnale, perché già c'è aria di scuola...

            ... Per cercare le castagne
            noi scaliamo le montagne
            e un mucchietto di pinoli
            difendiamo dai mariuoli

            e dei funghi prelibati
            siamo sempre innamorati -
            la raccolta delle more
            poi solleva un poco il cuore.

            Quindi, stanchi e frastornati,
            alle case siamo tornati,
            mentre poi la luna a oriente
            già si affaccia sorridente.

            Č volato un barbagianni:
            lunga vita per cent'anni.
            Quando passa la Befana
            soffia il vento a tramontana.

            Ma per dirla con Capuana
            io ci credo alla befana,
            la befana nera e adunca
            sulla scopa un po' sbilenca:

            "A cavallo di una scopa
            nella notte si riposa???"
            Mi ritorna l'allegria
            nel vederla volar via.

            Per finir gioiosamente
            dico i versi lentamente
            — sono versi di Capuana
            poi ritorno nella tana:

            "Larga la soglia, stretta la via,
            dite la vostra che ho detto la mia".
            Tutti in coro noi cantiamo
            e in tal modo concludiamo.


fine

| << |  <  |