Copertina
Autore Laszlo Legeza
Titolo Tao magico
SottotitoloLa magia del tao. Il linguaggio segreto dei diagrammi e della calligrafia
EdizioneNuovi Equilibri, Viterbo, 2005, , pag. 128, ill., cop.fle., dim. 213x240x11 mm , Isbn 978-88-7226-854-4
OriginaleTao []
EdizioneThames and Hudson, London, 1975
TraduttoreCarla Muschio
LettoreLuca Vita, 2005
Classe arte , filosofia , religione , scrittura-lettura , illustrazione , paesi: Cina , classici cinesi
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Indice


Un'arte magica                            7

Le fonti segrete                          8
Eterno mutamento                         10
Alito vitale                             13
Yin-Yang del corpo e alchimia            15
Il mondo degli spiriti                   16
Il potere magico della calligrafia       18
Le arti grafiche mistiche                21
La fattura dei talismani                 24
La lingua dei talismani                  27
La visione taoista                       30


LE TAVOLE                                31


Le figure                               108

Diagrammi per meditazione e talismani   109
Incantesimi per evocare gli spiriti     114
Talismani preventivi                    116
Talismani protettivi                    119
Talismani curativi                      124
Strumenti per la magia                  125

Note sul Tao-Tsang                      128
Cronologia                              128
Bibliografia                            128

 

 

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UN'ARTE MAGICA


Questa scelta di diagrammi, talismani e amuleti magici taoisti rappresenta un aspetto dell'arte cinese quasi del tutto sconosciuto in Occidente. La storia dell'arte anche in Oriente con il suo dedicarsi primariamente a questioni di tecnica artistica piuttosto che ai significati, ai problemi del "come" piuttosto che al "perché", li ha ampiamente ignorati. Tuttavia la calligrafia taoista, come mi appresto a dimostrare, è stata estremamente importante in Cina fin dall'antichità, sia come vettore artistico di verità spirituali che come mezzo privilegiato di comunicazione con gli spiriti.

La grafica taoista era in primo luogo una magia pratica, che permetteva all'uomo di comunicare con il mondo degli spiriti e di influenzare a proprio vantaggio l'azione delle invisibili forze della natura. Era sintonizzata sui suoi bisogni quotidiani, legati all'alternarsi delle condizioni atmosferiche e delle stagioni, essenziali per seminare, raccogliere e costruire. A un altro livello della vita quotidiana, diagrammi e talismani avevano lo scopo di curare le malattie, benedire i matrimoni, facilitare il parto, proteggere le case dagli incendi, liberarsi dalle pestilenze e dalle disgrazie, evitare le calamità. In breve, dovevano semplificare la vita quotidiana delle persone. Più avanti in questo testo esamineremo i vari modi in cui questi diagrammi magici sono stati costruiti e usati nei secoli.

A un livello filosofico più profondo i diagrammi possono essere intesi come personificazioni dei concetti della filosofia taoista. Hanno lo scopo di aiutarci ad armonizzare le polarità sessuali, lo yin e lo gang, in noi stessi, mettendoci in sintonia con le turbolente energie che agiscono sulle nostre vite e sull'universo. Al livello più profondo essi indicano la strada per raggiungere l'essenza del misticismo cinese. Possiamo intuire la verità secondo cui la realtà non è una successione di momenti separati con un numero infinito di "oggetti" separati, ma una rete ininterrotta di eterni cambiamenti, come correnti in un fiume o nuvole spinte dal vento; che "essere" e "non-essere" sono complementari, proprio come le pietre decorate che vediamo raffigurate nei diagrammi si sono formate per erosione, e la musica prende forma dal silenzio che la circonda. Nelle arti visive cinesi lo spazio vuoto non ha minor importanza della linea. Lo scopo finale della mistica taoista è quello di spingersi oltre la comune "realtà" così da diventare consapevoli della pace finale, che è al di là del tempo e dei mutamenti, il Grande Estremo, il Tutto, il "mistero oltre ogni mistero" che cinesi denominano Tao.

Dal punto di vista artistico va detto che oggi per "arti cinese" si intendono solo le produzioni artistiche imperiali, ma c'è un'arte cinese astratta sviluppatasi al di fuori di questo ambiente, e i diagrammi ne sono affascinanti esempi. Essi appartengono al patrimonio dell'arte cinese tanto quanto i celebrati bronzi rituali e le giade Shang e Chou, le figurine tombali in terracotta Han e T'ang, i dipinti accademici Sung e i rotoli calligrafici, o le ceramiche delle dinastie Ming e Ch'ing.

Si vede l'influsso dei diagrammi nelle astrazioni simboliche di queste altre arti visive. Le loro tracce sono chiaramente osservabili anche nelle tecniche di varie scuole e società segrete taoiste attive in Cina a partire dal periodo Han. Esse comprendono l'astrologia, la chiromanzia, la fisionomica, la geomanzia, l'alchimia, l'erboristeria, l'agopuntura e le arti del movimento (t'ai-chi chan e kung fu).

Il segreto che circonda la dottrina taoista deriva in parte da un tabù sul sacro la comunicazione mistica va protetta dagli occhi dei non iniziati o non rispettosi e in parte dallo storico bisogno di proteggere i vari culti dall'ostlità delle autorità. Anche oggi, un non-taoista non-cinese che chieda un talismano può andare incontro a un rifiuto.


LE FONTI SEGRETE

Questa antologia di diagrammi, talismani e amuleti magici taoisti è tratta dalla più esoterica tra le 1.464 opere conservate nel Tao-tsang, l'edizione del 1436 (inizio della dinastia Ming) del canone taoista e altri manuali delle dinastie Ming e Ch'ing. Il Tao-tsang, pubblicato per la prima volta attorno al 1190, in origine, prima che il Kublai Khan della dinastia mongola (Yan) ne ordinasse il rogo nel 1281, era una raccolta ancora più vasta.

Nella forma attuale (inizio della dinastia Ming) la collezione consiste di sette sezioni diverse ("caverne") con vari supplementi, che contengono più di cinquanta milioni di caratteri di testo e alcune migliaia di diagrammi. Nel periodo Ming vennero aggiunti dei diagrammi supplementari, ma quelli riprodotti qui sono quasi tutti antiche forme canoniche appartenenti a una tradizione di arte occulta bimillenaria, le cui radici affondano nelle pratiche sciamaniche del primo e secondo millennio avanti Cristo.

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Non solo. La calligrafia dei talismani comprendeva altri mezzi di contatto simbolico con le potenze soprannaturali: prima di tutto gli elementi della danza magica. Come arte del movimento, la danza simboleggiava il principio del cambiamento. La danza magica del leggendario imperatore zoppo Y è spesso citata nella composizione dei talismani. I movimenti che gli spiriti celesti avevano insegnato a Y gli permettevano di comandare gli spiriti della natura; la rappresentazione originaria era una sorta di danza saltellante che i maghi sciamani taoisti spesso eseguivano durante la trance. Ma ai taoisti interessava sopratutto il potere magico della calligrafia; essi ritenevano che la sua efficacia fosse dovuta soprattutto alla linea tracciata dai piedi del mago nella danza, linea che riproduceva un vortice, una spirale magica, frequentemente rinforzata dalle costellazioni.

Quali sono i principali meriti di questa arte grafica taoista?

Per prima cosa, vediamo che forniva una base per l'alto livello di astrazione presente in generale nell'arte cinese, grazie alla creazione di forme di natura primariamente grafica per i concetti base della dottrina taoista, che erano metafisici più che etici, incarnando concetti quali il Mutamento, il Movimento e l'Energia. Il fatto che nell'antica Cina mancasse una tradizione epica garantiva un terreno fertile a questo simbolismo astratto. Esso compenetrava la vita artistica non solo visiva, influenzando le arti del movimento, ad esempio, e la musica. Siccome l'arte grafica taoista non riconosceva linee divisorie tra il reale e l'immaginario, essa poteva rivolgersi indifferentemente a tutti, dalla mente filosofica a quella meno sofisticata, pur se a livelli molto diversi. L'uso attivo dell'immaginazione per interpretare l'astrazione era un punto fondamentale di questo tipo di arte taoista e sopravvive ancora in molti campi dell'arte e della letteratura cinese. Nell'opera tradizionale cinese, ad esempio, è la fantasia dello spettatore a riempire il palcoscenico, quasi del tutto spoglio.

Oltre a questo, gli artisti occulti taoisti hanno sviluppato la grammatica di base di un linguaggio artistico straordinariamente ricco studiato per simboleggiare e incarnare la continuità della forma (cioè la realta materiale) nello spazio (cioè l'immaginazione). Attraverso l'osservazione del moto delle nuvole e delle nebbie, delle onde fluttuanti, dell'ascesa del fumo e del vapore fenomeni tra i meno tangibili essi stabilivano rappresentazioni lineari del cambiamento, del Movimento e dell'Energia. La grammatica di base di questo linguaggio artistico costituiva una forma unica di linearità ritmica, che univa il percettibile la pulsazione del corpo umano con l'etere invisibile del respiro e degli spiriti. Questa linearità astratta ispirata dal taoismo è già visibile nelle arti decorative del tardo periodo Chou: nei bronzi del VI e III secolo a.C.; nelle lacche di Chang-sha del III secolo a.C., nelle decorazioni su seta e porcellana del periodo Han.

Nell'arte popolare occulta le linee curve, che inizialmente permettevano all'uomo di mettersi in contatto con il mondo degli spiriti, assunsero funzione opposta: divennero l'unico modo per sviare gli spiriti maligni, che sono in grado di muoversi solo in linea retta!

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CRONOLOGIA
Shang-Yin       circa  1600 - 1027 a.C.
Chou                   1027 - 221
Ch'in                   221 - 207
Han                     206 - 220 d.C.
Tre Regni               221 - 265
Sei Dinastie            265 - 580
Sui                     581 - 618
T'ang                   618 - 906
Cinque Dinastie         907 - 960
Sung                    960 - 1279
Yan (Mongoli)         1280 - 1368
Ming                   1368 - 1644
Ch'ing (Manchus)       1644 - 1912
Repubblica             1912 - 1949
Repubblica Popolare    1949 -

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