Autore John Lennon
CoautoreYoko Ono
Titolo imagine john yoko
Sottotitolocon i ricordi di chi c'era
EdizioneL'ippocampo, Milano, 2018 , pag. 320, ill., cop.rig., dim. 24,7x31,5x3 cm , Isbn 978-88-6722-362-6
OriginaleImagine John Yoko
EdizioneThames & Hudson, London, 2018
TraduttorePaolo Bassotti
LettoreElisabetta Cavalli, 2018
Classe musica , paesi: Gran Bretagna












 

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Indice



 14  prefazione di yoko ono

 16  wonsaponatime

 18  indica

 24     imagine

 42  tittenhurst

 89     crippled inside

 92  recording imagine

126     jealous guy

148     it's so hard

164     i don't wanna be a soldier mama

        i don't wanna die

182     gimme some truth

188  l'artwork dell'album

202     oh my love

212     how do you sleep?

220  filming imagine

274     how?

278  this is not here

296     oh yoko!

302  legacy

314  crediti fotografici
315  fonti
317  ringraziamenti
318  indice



 

 

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Pagina 3

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Pagina 15

prefazione

di yoko ono


Il mondo si divide in due grandi industrie: l'industria della guerra e l'industria della pace. Coloro che fanno parte dell'industria della guerra sono d'accordo su tutto. Vogliono fare la guerra, uccidere e fare soldi. C'è poco da discutere, si limitano a seguire i propri obiettivi. Pertanto, in quel senso, sono incredibilmente potenti.

Le persone dell'industria della pace invece sono come me: idealiste e perfezioniste. Per questo non riescono a mettersi d'accordo. Sono sempre alla ricerca dell'idea "perfetta". Si interrogano e sì confrontano: "Qual è il modo migliore per ottenere la pace? Il MIO, ovviamente. Nel TUO metodo c'è qualcosa di sbagliato...".

Invece di comportarci così, dobbiamo provare ad accettarci, a dimenticarci delle differenze e apprezzarci a vicenda, in quanto siamo tutti parte dell'industria della pace.

Ci sono aspetti dell'industria della guerra dei quali potremmo servirci, non dobbiamo dimenticarlo. E ricordiamoci anche che se al mondo un miliardo di persone penseranno alla pace, allora otterremo la pace.

Potreste domandarvi: "Come facciamo a portare un miliardo di persone a pensare alla pace?". Ognuno ha il potere di cambiare il mondo, non dimenticatelo.

Il potere opera in modi misteriosi. Non dovete far molto. Visualizzate l'effetto domino e cominciate a pensare alla PACE.

tempo di agire. Agire significa PACE.

Tutte le persone che hanno lavorato a IMAGINE sono persone di pace, ed essere una di loro è stato sempre emozionante e di grande ispirazione.

Grazie, grazie, grazie.

Siamo una famiglia,

Imagine...

I love you!

Yoko Ono Lennon

New York City

18 febbraio 2018

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Pagina 16

wonsaponatime

Ceranunavolta due Palloncini che si chiamavano Jock e Yono. Erano legati stretti stretti in un amore come ce n'è uno ogni milione di anni. Cari miei, erano proprio uniti. Purtroppissimamente, a quanto pare, certe esperienze dal passato trovavano sempre il modo di rifarsi vive (sai comecchevà). Ma combatterono contro ogni assurda difficoltà, compresi i loro peggiomigliori amici. A forza di amarsi finirono per stringersi l'un l'altro ancora di più, ma certi mostriveleno lanciamerda continuavano a dar noie, al punto da costringerli talvolta a tornare in lavanderia. Per fortuna la cosa non li ammazzò e non vennero banditi dalle Olimpiadi. Vissero speranzosi, felici e contenti, e come dar loro torto.

John Lennon (1968), Skywriting by Word of Mouth (1986)

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Pagina 25

imagine


Imagine there's no heaven
It's easy if you try
No hell below us
Above us only sky
Imagine all the people living for today

Imagine there's no countries
It isn't hard to do
Nothing to kill or die for
And no religion too
Imagine all the people living life in peace

You may say I'm a dreamer
But I'm not the only one
I hope someday you'll join us
And the world will be as one

Imagine no possessions
I wonder if you can
No need for greed or hunger
A brotherhood of man
Imagine all the people sharing all the world

You may say I'm a dreamer
But I'm not the only one
hope someday you'll join us
And the world will live as one

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Pagina 26

imagine


John: Imagine è una canzone nata nella mia testa senza melodia. La prima strofa mi è venuta facile, come una filastrocca da bambini: "da da da da dadee dee da dee da ee a eeeh". L'intro di piano ce l'avevo in testa da anni, e gli accordi e la melodia l'hanno seguito in modo naturale. Il middie eight è stato "ideato" per completare la canzone. Penso che come brano funzioni. Certo, si può sempre fare di meglio, altrimenti non scriverei più canzoni. La terza strofa mi è venuta mentre mi trovavo in un piccolo aereo privato. una canzone per bambini.

Yoko: Frammento della nuvola: "Immagina le nuvole che cadono. Scava un buco in giardino per mettercele dentro". Questo non è un frammento di poesia. Le poesie per me sono sostantivi o aggettivi. Qui si tratta di verbi. Verbi che devi seguire. Sono delle istruzioni che puoi capire nel momento in cui le segui.

John: Imagine è stata ispirata da Grapefruit di Yoko. Contiene molti frammenti che dicono "Immagina questo" o "Immagina quello". Se sfogli una copia di Grapefruit puoi renderti conto di come mi abbia influenzato. Non avrei mai potuto scrivere Imagine senza di lei. Mi ha aiutato con molti versi, ma non ero abbastanza uomo da accreditarla. Gli autori di quella canzone erano John e Yoko, ma ero ancora tanto egoista e inconsapevole da appropriarmi del suo contributo senza riconoscerlo. La canzone stessa parla di quanto ho imparato stando con Yoko e di quel che provo al riguardo. Avrei dovuto attribuirla a "Lennon/Ono", perché il suo contributo è stato davvero grande.

Yoko: John e io eravamo due artisti che vivevano insieme, perciò ci ispiravamo a vicenda. La canzone Imagine incarnava le nostre convinzioni dell'epoca. John e io ci siamo incontrati - lui dall'Ovest, io dall'Est - e siamo ancora assieme. Credevamo nell'unità e nel fatto che il mondo "prima o poi sarebbe stato una cosa unica", saremmo diventati tutti color caffellate, felici di vivere insieme. Sono istruzioni su come passare l'eternità, visto che abbiamo tanto tempo a nostra disposizione.

John: Se riesci a immaginare un mondo pacifico, se riesci a immaginare un mondo nel quale le religioni non siano definite - non un mondo senza religione, di qualunque religione si tratti - ma senza quella roba del tipo "il mio dio è più grande del tuo", che ci mette l'uno contro l'altro... se puoi immaginarlo, può diventare realtà.

Yoko: John era una persona molto religiosa che però non apparteneva a nessuna confessione. Si immaginava come una sorta di scaltro sacerdote: un sacerdote che credeva che per tutti potessero esserci divinità, giustizia e libertà, e lo faceva con un gran senso dell'umorismo. Potete figurarvelo mentre ammicca. La nostra relazione però la prendeva sul serio. Sono stata fortunata a poter vivere con lui.

John: Io sono pagano - un pagano zen, per la precisione - ma questa è un'altra storia! Ho avuto un'educazione cristiana, col catechismo alla domenica e tutto il resto. Non ho nulla in contrario al riguardo, a parte il fatto che sia tutto organizzato come un business: la Chiesa. Mi piace che i cristiani parlino della possibilità di essere perfetti. Cristo lo era. Da bambino mi hanno insegnato che per la maggior parte degli occidentali è Cristo a incarnare la bontà. Essere cristiani vuol dire fare quello che fece Cristo, essere come lui. E io cerco di vivere come Cristo. dura, credimi. Non so se una persona come me, che mette in discussione anche il colore dei propri calzini, sia in grado di credere in un vecchio che sta in cielo. Senz'altro credo in qualcosa. So che opera una forza che non si può fisicamente spiegare.

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Pagina 165

i don't wanna be a soldier

mama i don't wanna die


Well, i don't wanna be a soldier mama, I don't wanna die
Well, I don't wanna be a sailor mama, I don't wanna fly
Well, i don't wanna be a failure mama, I don't wanna cry
Well, I don't wanna be a soldier mama, I don't wanna die

Oh no oh no oh no oh no

Well, I don't wanna be a rich man mama, I don't wanna cry
Well, i don't wanna be a poor man mama, i don't wanna fly
Weli, I don't wanna be a lawyer mama, I don't wanna lie
Well, I don't wanna be a soldier mama, I don't wanna die

Oh no oh no oh no oh no oh no

Well, I don't wanna be a soldier mama, I don't wanna die
Well, I don't wanna be a thief now mama, I don't wanna fly
Well, I don't wanna be a churchman mama, I don't wanna cry
Well, I don't wanna be a soldier mama, I don't wanna die

Oh no oh no oh no oh no oh no oh no

Well, I don't wanna be a soldier marna, I don't wanna die
Well, i don't wanna be a sailor mama, I don't wanna far
Well, I don't wanna be a failure marna, I don't wanna cry
i don't wanna be a soidier mama, I don't wanna die

Oh no oh no oh no oh no oh no oh no oh no oh no

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Pagina 166

i don't wanna be a soldier mama i don't wanna die

John: L'ho iniziata all'epoca di Working Class Hero e l'ho praticamente finita in studio. (Ovviamente) si tratta di un altro pezzo in cui è stata "buona la prima". Come jam session è fenomenale: c'è un ritmo molto divertente - non rimane sincopato, sembra andarsene altrove - con Jim Keltner che suona la batteria alla grande e consente al tutto di stare in piedi e di essere perfino ballabile. A volte le parole sono sbagliate o mancano del tutto, e inoltre canto in tonalità differenti! Ma il feeling è comunque gradevole, mi piace o meno a seconda di come mi sento. Yoko è una sua fan (ogni canzone quando viene completata acquisisce una propria personalità, e ne diventiamo perfino possessivi!). piena di eco, e negli assali ci sono tre King Curtis sovrapposti: l'abbiamo registrato tre volte per ogni assolo, è davvero una cosa fuori di testa.

da quando ho dodici anni che ricordo vignette del tipo "La fine del mondo è vicina". La nostra generazione è venuta su con la Bomba H e Bertrand Russell. Da ragazzini ci dicevano in continuazione quanto fossimo fortunati per via di quella guerra del cazzo. Beh, quella guerra è finita, cari miei. La guerra è finita, i Sessanta sono finiti, i Beatles sono finiti, e niente cambia. I maschi in Inghilterra venivano educati a difendere la patria. Un ragazzo veniva programmato perché fosse un duro e entrasse nell'esercito. Non dovevi piangere o mostrare alcuna emozione. Secondo l'etica calvinista protestante anglo-sassone non devi "toccare, reagire, sentire". Ecco che cosa ha portato a questo disastro. Penso che sia ora di cambiare.

Io non combatterei. Non per la Regina, la patria o tutto il resto. Fino ai 18 anni c'era ancora la leva, e mi ricordo le prime voci sull'esenzione per i nati dal 1940 in poi. Ringraziai Dio, visto che avevo sempre pensato di fuggire in Irlanda del Sud. Non sapevo di preciso che cosa avrei fatto una volta giunto in Irlanda del Sud, ma di sicuro non avevo intenzione di combattere. Non potevo certo ammazzare qualcuno, non credi? Non potevo partire all'assalto del nemico. Se in questa stanza qualcuno stesse provando a uccidermi, non so se sarei in grado di ammazzarlo. Non potrei uccidere qualcuno per la mia nazione e poi arrivederci e grazie, eccoti la tua medaglia.

Non riesco a capire come certe persone con una buona educazione, prevalentemente della classe media, siano tanto ingenue da pensare che si tratti solo di protestare in strada, visto che ci sono in ballo molte più cose di quanto possano immaginare. questo che intendo quando entra in ballo il petrolio del Biafra. In che modo un manifestante può risolvere la situazione? Come si può combattere il grande mondo degli affari? Solo attaccando gli azionisti o la loro immagine. Penso che in realtà dovremmo parlare della violenza della nostra società, non di quella in Vietnam, ma di quella che è proprio qui, in Inghilterra o nell'Irlanda del Nord. Mi sembra un argomento ben più importante di "come porti l'orlo della gonna?" o "sei andato a letto con qualcuno a quattordici o quindici anni?". Penso che la gente parli di certe sciocchezze perché non vuole parlare della realtà, dei cittadini e soldati britannici che vengono ammazzati in Irlanda del Nord.

Se non continuiamo a urlare PACE, può esserci la guerra. La pace è grande. La guerra è un grande affare. C'è chi ama la guerra perché gli consente di restare grasso e felice. Io sono contro la guerra, per questo cercano di tenermi alla larga dagli USA. Ma devo riuscire a entrarci perché devo sostenere in pubblico che loro sono contro la pace. Siamo tutti responsabili della guerra. Dobbiamo tutti fare qualcosa, non importa cosa - farci crescere i capelli, stare su una sola gamba, parlare alla stampa, fare dei Bed-in - per cambiare le cose. La gente deve sapere che è un loro dovere.

Voglio capire qual è il progetto. Se c'è di mezzo la violenza, non contate su di me. Non aspettatevi che mi unisca alle barricate, se non con i fiori. Questo comportamento non viene apprezzato o capito da chi è stato portato a credere che la violenza è inevitabile, che l'uomo è un animale che uccide, e che non può essere altrimenti.

Yoko: John e io siamo figli della guerra. Lui è nato durante i bombardamenti di Liverpool, mentre io mi trovavo a Tokyo in un rifugio. In una guerra (che è solo sinonimo di strage organizzata) chi soffre di più sono i civili. Non lasciatevi ingannare da eufemismi come "l'attacco è stato sferrato con precisione chirurgica".

Nelle guerre del Ventesimo Secolo sono morti circa 62 milioni di civili e sono stati uccisi quasi 43 milioni di soldati. I soldati sono al secondo posto nella lista dei morti. Ci si deve però ricordare delle famiglie dei soldati. Di come affrontano i cambiamenti dovuti al loro lutto: emotivamente, fisicamente e finanziariamente.

Chi trae beneficio dalla guerra è forte, perché gli consentiamo di confonderci e di metterci l'uno contro l'altro. Divide et impera. La loro politica fatta di raggiro, manipolazione e intimidazione, funziona bene. Se trovi la pace nel tuo cuore si diffonderà nel mondo. Ha un effetto forte e immediato. Trova il tuo centro d'equilibrio e invece di batterti, resisti in nome della pace. Possiamo farcela.

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