Copertina
Autore Michele Marzulli
Titolo Open Office 2.0 che funziona
EdizioneApogeo, Milano, 2006 , pag. 266, ill., cop.fle., dim. 148x198x14 mm , Isbn 978-88-503-2476-7
LettoreCorrado Leonardo, 2006
Classe informatica: applicazioni
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Indice


Introduzione - Come usare questo libro                XI

A che cosa serve un manuale?                         XII
Il lettore ideale di questo libro                    XII
OpenOffice.org 2.0: la svolta                       XIII
Si tratta forse di un miracolo?                      XIV
Una svolta necessaria                                XIV
Piccola guida di OpenOffice.org 2.0 che funziona     XVI

Capitolo 1 - Che cosa fare con OpenOffice.org 2.0      1

Un software aperto                                     2
    OpenOffice.org parla tutte le lingue               3
    Aperto o chiuso?                                   3
Le caratteristiche dei moduli                          5
    OpenOffice.org 2.0 Writer                          5
    OpenOffice.org 2.0 Calc                            6
    OpenOffice.org 2.0 Impress                         6
    OpenOffice.org 2.0 Base                            6
    OpenOffice.org 2.0 Draw                            7
    OpenOffice.org 2.0 Formula                         7
Compatibilità con Microsoft Office                     8

Capitolo 2 - L'ambiente di lavoro:
             le funzioni comuni                        9

La finestra principale                                 9
    La barra del titolo                               11
    La barra di stato                                 11
La barra dei menu                                     12
    Il menu File                                      12
    Il menu Modifica                                  19
    Il menu Visualizza                                20
    Il menu Inserisci                                 22
    Il menu Formato                                   25
    Lo stilista (F11)                                 26
    Il menu Strumenti                                 27
    I menu Finestra e ?                               29

Capitolo 3 - Il formato di OpenOffice.org 2.0         33

Le nuove estensioni                                   33
    Altri formati di OpenOffice.org 2.0               34
OpenDocument: un formato XML                          36
    Esercizio: apriamo un archivio                    37
    Un formato per l'Europa                           39

Capitolo 4 - Le principali novità della versione 2.0  41

L'abito fa il monaco                                  42
    Le novità: OpenOffice.org Base                    43
    Cambiamenti in tutta la suite                     43
    Le nuove caratteristiche dei singoli moduli       45

Capitolo 5 - I principali problemi                    47

Diversi ordini di problema                            47
    Limiti di carattere psicologico                   47
    Cambiare sì: ma quanto costa?                     49
    Elementi di tipo tecnologico                      50
    Sopravvivere in un mondo ostile                   51

Capitolo 6 - OpenOffice.org 2.0 Writer:
             i documenti di testo                     53

Primi passi                                           54
L'ambiente di lavoro                                  56
    Il menu file                                      56
    Diverse versioni                                  56
    Lavoro più veloce                                 58
Modificare il formato di un documento                 64
    Strumenti per la formattazione di un testo        64
Testi sempre corretti                                 65
Inserire oggetti nei documenti                        67
    Usare le tabelle                                  71

Capitolo 7 - Calcoli, conti, elenchi:
             Calc, il foglio elettronico              73

Primi passi: celle, righe e colonne                   73
    Compatibilità                                     74
    L'ambiente di lavoro                              75
    Riferimenti esterni alla tabella corrente         81
Funzioni e formule                                    81
    Tirare le somme                                   82
    Le principali funzioni di Calc                    84
    Diagrammi e grafici                               85
    Stampare le tabelle                               86
    La tabella come area di dati                      87
    DataPilot:le tabelle pivot di Calc                87

Capitolo 8 - Creare presentazioni con Impress         91

Per iniziare                                          93
    L'ambiente di lavoro                              96
    Visualizzare le diapositive                       96

Capitolo 9 - OpenOffice.org 2.0 Base                 103

Che cos'è un database?                               103
    Le relazioni                                     105
    L'ambiente di lavoro                             111
Creare nuove Tabelle                                 115
    La gestione degli errori                         121
Creare nuove Ricerche                                123
    La procedura guidata per la creazione di Ricerche123
Creare nuovi formulari                               127
Creare nuovi Rapporti                                128

Capitolo 10 - Disegnare con OpenOffice.org 2.0 Draw  131

Primi passi con Draw                                 131
L'ambiente di lavoro                                 132
    La barra del disegno                             135
    Operazioni fondamentali: inserire e modificare   136
Manipolazione avanzata delle immagini                140
    Oggetti 3D                                       145
    Esportare in formati d'immagine                  147

Capitolo 11 - Formule matematiche

              con OpenOffice.org 2.0 Formula         149
Primi passi con Formula                              150
    Primo esercizio: digita e osserva                152
L'ambiente e gli strumenti di lavoro                 154
    La barra dei menu                                154
    La barra delle funzioni (Standard)               157
Metodi di input dei comandi                          157
    Usare il box dei comandi                         158
    Digitare i comandi in modo diretto               160
    Usare il tasto destro                            162
Formattazione delle formule matematiche              163
    Formattare formule complesse                     165
    Modificare dimensioni, colore e carattere        166

Capitolo 12 - Creare pagine per il Web               169

Writer per pagine Web                                169
    Creare semplici documenti HTML                   170
    Creare documenti complessi                       173
    Usare il wizard per costruire siti Web           174
Creare pagine Web con gli altri moduli               178

Capitolo 13 - Il progetto OpenOffice.Org             183

Le localizzazioni                                    183
Un programma, molti sistemi operativi                185
    Qualche cenno di storia                          185
    I progetti di OpenOffice.org                     186

Capitolo 14 - Perché usare OpenOffice.Org?           189

L'utente medio                                       189
    Un caso interessante: Mozilla Firefox            190
Passare ad OpenOffice.org 2.0                        191
    Documentazione e supporto                        192
    Convivere con altri formati                      193
Perché OpenOffice.org?                               195
    Perché è gratuito                                195
    Perché è libero                                  196
    Perché è sicuro                                  198
    Casi di successo                                 199

Capitolo 15 - Come ottenere OpenOffice.org 2.0

              e Java Runtime Environment             201
Problemi frequenti e possibili soluzioni             204
Verificare il download                               205
    Verificare l'MD5 sotto Windows                   207
    Verificare l'MD5 sotto Linux                     211
Perché Java in OpenOffice.org                        212
    Requisiti di sistema per Java                    212
    Ottenere Java (JRE) via Internet                 213
    Installare JRE in ambiente Windows               214
    Installare JRE in ambiente Linux                 218

Capitolo 16 - La licenza LGPL                        221

Alcune definizioni preliminari                       221
    FSF                                              221
    GNU e GPL                                        222
Che cosa si può fare e che cosa no                   225
    Dove trovare il testo della LGPL                 226

Capitolo 17 - Installare OpenOffice.org 2.0          227

Requisiti per i sistemi Windows                      228
Requisiti per i sistemi Linux                        230
Installazione in ambiente Windows                    230
    Decompressione dei file di installazione         231
    Installazione del software                       234
Installazione in ambiente Linux                      245
    Altri pacchetti per le distribuzioni Linux       247
Il primo avvio: la registrazione del prodotto        249
Riparare l'installazione in ambiente Windows         250
    Rimuovere OpenOffice.org 2.0                     252

Capitolo 18 - Oltre questo libro: risorse online     253

Il sito ufficiale OpenOffice.org                     253
Risorse esterne al sito ufficiale                    254
    La comunità online                               255
Software libero                                      256
    Open Source                                      258
    Licenze, brevetti, copyright                     260

Indice analitico                                     263

 

 

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Pagina XIII

OpenOffice.org 2.0: la svolta

In molti osservatori è ormai radicata la convinzione che con l'uscita della versione 2.0 OpenOffice.org abbia fatto il grande salto di qualità. La compatibilità con altri formati, in particolare con quelli di Microsoft Office, è stata migliorata e anche l'interfaccia grafica è molto più gradevole. L'obiettivo degli sviluppatori sembra dunque quello di attrarre chi oggi usa altre suite per l'ufficio (o, meglio, altri strumenti di office automation).

Rimane, però, come una pesante zavorra, l'idea che OpenOffice.org sia uno strumento per utenti particolarmente competenti, esperti e patiti dell'informatica, che lavorano in un modo che per molte persone è davvero difficile da comprendere. Naturalmente noi siamo convinti che si tratti di un'idea superata e molti degli sforzi degli sviluppatori di OpenOffice.org ci sembrano indirizzati a far sentire a proprio agio esattamente coloro che hanno questa sensazione.

ovvio, infatti, che in un mercato dominato in buona parte da altre suite (prima tra tutte Microsoft Office, nelle sue molteplici versioni), per farsi spazio bisognava tenere conto anche delle abitudini e delle consuetudini consolidate.

Con la versione 2.0, però, crediamo che siano stati fatti enormi passi avanti in questa direzione. La nostra convinzione è ogni giorno confermata dal dibattito tra gli esperti: proprio in questi giorni OpenOffice.org 2.0 sta contendendo a Firefox il titolo di software open source dell'anno. Il confronto con Firefox, il browser per navigare su Internet, ci sembra particolarmente efficace: il passaggio dalla versione 1.x di OpenOffice.org alla versione 2.x può avere lo stesso successo che la nascita di Firefox ha avuto per Mozilla.

Fino a pochi anni fa esisteva un ottimo browser per navigare sul Web che si chiamava Mozilla. Poi gli ideatori del progetto hanno pensato di usare quella tecnologia, che pure funzionava benissimo, per confezionare un nuovo strumento, chiamato Firefox, che avesse anche altre caratteristiche, come una migliore presentazione, una nuova interfaccia grafica, più leggerezza e così via. Il risultato è oggi un successo che per rapidità di diffusione non ha quasi eguali nella storia dei software.

La versione 2.0 di OpenOffice.org ha seguito una strada molto simile: realizzando alla fine uno strumento che funziona e che è anche molto più gradevole da vedere. Uno strumento che, grazie all'inserimento di OpenOffice.org Base, ha raggiunto una completa capacità di sostituire gli altri strumenti usati fino a oggi.

E questa strada della compatibilità con altri applicativi è forse la chiave di volta della versione 2.0: è evidente cioè lo sforzo degli sviluppatori di OpenOffice.org di mettere a loro agio gli utenti di altri software, tra tutti quelli di Microsoft Office.


Si tratta forse di un miracolo?

Anche se siamo ovviamente convinti che questa suite sia davvero eccellente, non vogliamo nascondere limiti e difetti. Non vogliamo far credere a nessuno che tutto sarà semplicissimo. In linea generale, abbiamo cercato di indicare gli strumenti e le funzioni che ci sembrano funzionare e quelle che invece non ci convincono appieno, sia nei capitoli dedicati ai singoli moduli di OpenOffice.org sia in apposite sezioni.

Il nostro intento è contribuire a sviluppare una consapevolezza maggiore negli utenti meno esperti. Sarebbe semplice dire che basta un clic, espressione ormai valida, all'apparenza, per qualsiasi applicazione. Ma non è sempre così semplice. Per questo motivo, cerchiamo anche, dove possibile, di suggerire soluzioni e scorciatoie per evitare i problemi più frequenti.

La nostra idea insomma non è quella di chi accetta in maniera acritica uno strumento perché sembra migliore, senza riconoscere i problemi.


Una svolta necessaria

Ma ci si potrebbe chiedere per quale motivo passare da altri applicativi a OpenOffice.org. Crediamo di poter dire che ci sono ottime ragioni.

Alcune di queste le prendiamo dalle riflessioni e dai ragionamenti fatti da chi ha già operato questa migrazione, anche in grande scala.

In primo luogo possiamo dire che a nessuno conviene dipendere da un unico produttore di software. Questo concetto vale un po' per tutti: il giorno in cui il nostro fornitore decidesse di aumentare in maniera esagerata i prezzi, noi non potremo che adeguarci, dato che attuare una migrazione in emergenza non sarebbe possibile. Se poi per caso un'azienda produttrice di software proprietario dovesse avere qualche problema e chiudere una linea di produzione, o peggio fallire, ci troveremmo nella condizione di rischiare di perdere il materiale del nostro lavoro a causa del mancato aggiornamento, che è sempre necessario. Questo discorso vale soprattutto in ambito professionale, ma riguarda anche le amministrazioni pubbliche. E per questo che molte di queste ultime stanno studiando strategie di migrazione ad OpenOffice.org.

Si potrebbe obiettare che passare da un monopolio all'altro è una contraddizione. vero, ma in questo caso ci viene in aiuto la struttura culturale del software OpenOffice.org: si tratta infatti di una tecnologia aperta (cioè il codice sorgente è disponibile per chiunque lo desideri).

Inoltre il formato dei file di OpenOffice.org è basato sul linguaggio XML, il più aperto, modificabile, adattabile che la tecnologia abbia prodotto negli ultimi decenni. Il formato di OpenOffice.org si chiama OpenDocument e si tratta di un formato aperto creato da un consorzio di cui fanno parte un numero rilevante di grandi aziende del software e dell'hardware. Se aziende del calibro di IBM, Sun, Novell, Corel e Red Hat hanno deciso di investire risorse in questo formato, significa che vedono in esso una delle possibili soluzioni al grande problema di oggi: la compatibilità dei formati e lo scambio delle informazioni.

Oggi il formato OpenDocument non è utilizzato solo in OpenOffice 2.0 ma anche in StarOffice, KOffice, AbiWord e Workplace Managed Client 2.6 di IBM. Detto questo, non possiamo non dire che cambiare le proprie abitudini non è mai facile. Bisogna tenere conto infatti di questioni di carattere psicologico, ma anche economico.

E qui accenniamo a una delle questioni più dibattute in questi anni: quanto costa migrare? OpenOffice.org 2.0 viene distribuito in maniera gratuita senza limiti del numero di copie. Quindi possiamo risparmiare tutti i costi di cessione della licenza d'uso dei software proprietari, che possono ammontare a qualche centinaia di euro per ogni installazione, contando anche gli aggiornamenti necessari. Per fare una battuta, come abbiamo letto in una discussione accesa in un forum su Internet: per queste cifre pretendo che il word processor mi legga nel pensiero e stenda da solo la lettera al mio posto. A parte questa considerazione, divertente ma che contiene anche una grande verità, possiamo ricordare che in caso di migrazione comunque si dovrà provvedere adeguatamente all'aggiornamento degli utenti.

Su questi argomenti torneremo in maniera più ampia nel corso del volume, soprattutto nei capitoli conclusivi.

Vogliamo però ricordare un fatto importante: il software chiuso è il bersaglio preferito di chi fabbrica virus, anche perché costituisce il veicolo ideale per la sua propagazione, magari nella forma delle macro inviate per posta elettronica. Il software aperto invece è paradossalmente più difficile da attaccare. A dirlo sono i numeri dei virus individuati fino a oggi. Inoltre in caso di attacco di virus o software simili, la sterminata popolazione degli sviluppatori volontari sparsi per i cinque continenti rappresenta il più efficace dei rimedi: in poche ore possiamo disporre di patch e aggiornamenti.


Piccola guida di OpenOffice.org 2.0 che funziona

Per far capire meglio lo spirito del testo, vogliamo chiarire innanzitutto che pur essendo unitario, è stato pensato in tre parti.

Una prima parte va dal Capitolo 1 al Capitolo 5, ed è rivolta soprattutto all'utente alle prime armi. Non solo il cosiddetto utente entry level, in linguaggio informatico, ma anche chi usa altri strumenti di questo tipo e ha sentito parlare di questo software senza mai averlo usato. per questo che ci addentriamo anche nel merito di formati ed estensioni, di sigle cioè con cui si deve entrare in confidenza. A questo utente genericamente interessato presentiamo anche le novità principali della versione 2.0. Infine affrontiamo alcuni problemi tecnologici e psicologici che l'uso di un software nuovo comporta. Dal Capitolo 6 al 12, invece, presentiamo i diversi moduli (che si chiamano Writer, Calc, Impress, Base, Draw e Formula). questa la parte più tradizionale del volume, con procedure passo a passo, esempi, consigli. In questa fase ipotizziamo il possesso di alcune competenze di base: come le operazioni più semplici di un word processor (dalla tecnica del copia e incolla in avanti). Sappiamo anche, però, che alcuni moduli saranno assolute novità, come quello per la grafica, Draw, o l'editor di formule matematiche, Formula. Per non parlare del nuovo strumento per la manipolazione di database, chiamato OpenOffice.org Base. Negli ultimi capitoli (dal 13 al 18) diamo, infine, alcune informazioni di contorno, che però ci sembrano utili. Innanzitutto per quale motivo si debba abbandonare la vecchia strada per la nuova. E poi che differenze esistono tra i software aperti e quelli chiusi. Non mancheranno poi informazioni di servizio: come ottenere OpenOffice.org e i software accessori, come installarlo e così via. In particolar modo l'intero capitolo 17 sarà dedicato all'illusrazione passo passo della procedura di installazione in ambiente Windows e Linux.

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Capitolo 5

I principali problemi


Il software aperto di OpenOffice.org 2.0 può essere usato come degno sostituto di qualsiasi applicativo proprietario. Ne siamo convinti da un punto di vista culturale, ma anche pratico: la produttività d'ufficio può passare benissimo attraverso l'uso di questa suite.

Tuttavia, non vogliamo nascondere i problemi che si possono incontrare nell'uso di OpenOffice.org 2.0: se ne possono individuare diversi, ma nessuno tale da pregiudicare il suo utilizzo. Ne vogliamo parlare per almeno due buone ragioni: da una parte riaffermiamo la massima lealtà nei confronti di chi legge, dall'altra proviamo ad anticipare alcune questioni e a risolvere i relativi problemi.


Diversi ordini di problema

Prima di tutto è importante distinguere i diversi ordini o tipologie di problemi. Infatti, si possono indicare i limiti di carattere tecnologico, per capire che cosa sia possibile fare o meno con OpenOffice.org 2.0. E soprattutto chiarirsi se le potenzialità del programma soddisfano le esigenze proprie dell'utente. Però, non si può non ricordare il problema più grande: oggi usare OpenOffice.org 2.0 significa quasi sempre migrare da altri applicativi (per esempio Microsoft Office, ma non solo) verso questa suite.


Limiti di carattere psicologico

In un mondo ideale ogni utente dovrebbe accingersi al mercato dei software in maniera paritetica nei confronti dei vari attori e senza alcun pregiudizio: prima ne proverebbe uno, poi un altro e infine, dopo aver soppesato pro e contro dei due, farebbe la sua scelta. Il software scelto, non sarebbe necessariamente il migliore, ma quello più capace e idoneo a rispondere alle sue esigenze e aspettative.

Questo, purtroppo, succede solo nel mondo ideale: in quello reale, la situazione è molto diversa. Ogni utente arriva a utilizzare un sistema operativo, un applicativo o un altro in seguito a una serie di scelte sulle quali ha poco controllo e pochissima possibilità di intervenire.


Cambiare è difficile

Se per anni si è usata una certa tecnologia con caratteristiche precise (icone, colori o espressioni lessicali), dover cambiare è davvero difficile. L'impressione per l'utente è quella di non trovare più le funzionalità utilizzate in precedenza.

una questione psicologica, certo, ma qualcuno potrebbe legittimamente chiedersi perché cambiare e complicarsi così la vita.

Cercheremo più avanti di spiegare alcune buone ragioni per farlo (si veda il Capitolo 14): possiamo già anticipare però che non esiste quasi nulla di quello che oggi si fa con altri software che non si possa fare anche con OpenOffice.org.

L'esperienza ci insegna, e molte ricerche scientifiche lo confermano, che 1'80% degli utenti usa circa il 20% delle funzioni di un software di office automation. In questa osservazione non vogliamo fare emergere una critica agli utenti. Semmai ai programmatori: forse anziché aggiungere funzionalità, si potrebbe pensare a migliorare quelle esistenti. Per esempio, dare la possibilità all'utente finale di formattare il testo in moltissimi modi diversi è spesso una sciagura per impaginatori e grafici, o per chi trasporta i testi su Internet.


La cattiva fama

Il software free, libero, e open, a codice aperto, gode ancora di una cattiva fama. Per molti utenti, se un prodotto è gratuito, significa che non è all'altezza di quello che invece si paga e caramente, aggiungiamo.

Il software libero, poi, viene spesso identificato come una fissazione da patiti dell'informatica, geeks, come si chiamano in America, o "smanettoni" nel gergo informatico nostrano: giovani brufolosi, non molto puliti, geniali nell'uso del loro computer ma inadatti a qualsiasi relazione sociale. Lo stereotipo (falso) dell'utente Linux o comunque di chi ha più confidenza con una macchina che con le persone.

In effetti, questo elemento di valutazione gioca molto a sfavore di OpenOffice.org: perciò è ancora più apprezzabile lo sforzo di migliorare l'interfaccia grafica e le icone e su un altro versante il sito Web di supporto e riferimento (http://www.openoffice.org) nel passaggio dalle versioni 1.x alla 2.0.

In realtà, chi fino a ieri ha usato un qualsiasi altro strumento di office, potrà usare con profitto OpenOffice.org 2.0.


Cambiare sì: ma quanto costa?

Non abbiamo certo la pretesa di dire la nostra in maniera forte in un dibattito che ha visto scontrarsi i giganti mondiali del software e della comunicazione. Vale la pena però citare i passaggi fondamentali della querelle che ha visto contrapporsi Microsoft all'uso di GNU/Linux.

L'azienda di Redmond, infatti, ha commissionato degli studi d'approfondimento sui costi del software: i risultati mostrano come il sistema GNU/Linux, la cui licenza è gratuita, in realtà comporti una spesa maggiore dei sistemi Windows, che hanno, come noto, una licenza a pagamento. L'iniziativa, di cui si può trovare ampia documentazione in Rete è nota con il titolo Get the Facts. Il ragionamento che ha portato a tali conclusioni mette sotto accusa i costi di manutenzione e amministrazione. I difensori del software libero hanno ribattuto mettendo in discussione la pretesa neutralità degli autori della ricerca ed esibendo dati differenti.

Ora a noi non interessa valutare quale dei due sistemi costi di più. Diventa molto più interessante capire quanto costa migrare da una piattaforma all'altra. evidente che se si trattasse di partire da zero (il famoso utente ideale che inizia in condizioni di partenza paritetiche) non ci sarebbero dubbi: si potrebbe utilizzare OpenOffice.org senza problemi. Poiché invece si va a incidere sulle abitudini delle persone, il discorso è ben diverso, perché il cambiamento può comportare una perdita di tempo e di produttività che va valutata con grande attenzione.

Esiste poi un serio problema per chi gestisce aziende, soprattutto piccole: se si cercano esperti di Microsoft Office se ne trovano molti, se si cercano esperti di software alternativi, la scelta è molto minore.

Le esperienze di maggior successo nella migrazione sono state quelle in cui aziende di grandi dimensioni o le pubbliche amministrazioni hanno imposto un cambiamento su vasta scala, accollandosi i costi di aggiornamento del personale. In questo senso, ha fatto scuola l'esperienza della municipalità di Vienna, che ha raccolto in un documento, facilmente rintracciabile su Internet, i costi e i benefici della migrazione.

Torneremo anche su questi argomenti, ma crediamo che non sia inutile sottolineare ancora una volta come alla fine potrebbero essere fattori esterni a consigliare la migrazione: le politiche sulla proprietà intellettuale piuttosto che la questione della sicurezza. Il mondo degli utenti GNU/Linux e del software libero vive serenamente senza nemmeno sapere che cosa siano i virus. Ed è legittimo sospettare che anzi siano le politiche di chiusura del software a rendere più difficile l'individuazione rapida delle falle e la produzione di opportune patch, le pezze aggiuntive di software che vanno a colmare una lacuna o a risolvere un problema.


Elementi di tipo tecnologico

Ma non si tratta solo di convincere gli utenti a fare una scelta di tipo filosofico. Si tratta anche di capire quali siano i limiti propri della tecnologia di OpenOffice.org 2.0.

Uno degli elementi che ha sempre scoraggiato l'uso di OpenOffice.org era l'estrema lentezza, soprattutto all'avvio. In effetti si tratta di una suite pesante. Anche con macchine con hardware di ultima generazione, l'avvio è un po' troppo lento. Con il tempo però è davvero migliorata, e se continuerà su questa strada crediamo di poter dire che diventerà presto accettabile.

Una delle grandi novità degli ultimi anni, poi, è stata l'alleanza con Sun Microsystems. Questo ha di certo dato alcune garanzie: per molti utenti sapere che dietro il progetto OpenOffice.org c'era anche un grande produttore di software ha significato una sicurezza in più. Qualcuno, però, si chiede se questo non sia un limite alla libertà e all'apertura del codice: per ora, non ci sono motivi per dubitarne. L'unico lato negativo è che il matrimonio ha avuto come conseguenza necessaria l'integrazione obbligatoria della tecnologia Java: non è più possibile utilizzare OpenOffice.org senza installare qualche versione di Java (che, naturalmente, è gratuita). E questo si avverte anche in termini di velocità dell'applicazione e di spazio occupato su disco.

Rimangono poi alcuni "buchi neri" rispetto a specifiche applicazioni: per esempio, non siamo certi che gli utenti di Corel Draw possano essere soddisfatti dall'uso di OpenOffice.org 2.0 Draw.

Lo stesso discorso vale per Impress, modulo che vorrebbe essere il sostituto di Microsoft PowerPoint: sappiamo per esperienza che gli utenti di quest'ultimo continuano a preferirlo.


Sopravvivere in un mondo ostile

Anche se siamo convinti che si possa usare OpenOffice.org come suite di riferimento per qualsiasi uso, domestico o professionale, non per questo non vediamo il problema di convivere in un ambiente in cui di solito si usano altri applicativi e altri formati. Se tutti gli utenti usassero OpenOffice.org è evidente che il problema non si porrebbe. D'altra parte si dovrà aspettare per capire se l'adozione di OpenDocument come formato standard da parte dell'Unione Europea avrà conseguenze reali.

In questa sede, però, è importante capire che per sopravvivere in un mondo come quello dell'informatica, in continua, costante e velocissima evoluzione, è necessario rendersi autonomi dalle tecnologie.

Questo significa essere capaci di passare da un sistema operativo a un altro, da un'applicazione a un'altra, senza vivere con ansia questi mutamenti. E lo diciamo per esperienza personale: dai primi anni Novanta segnati dall'utilizzo di macchine Apple (i bellissimi e piccolissimo MacIntosh Classic) siamo passati con il tempo al mondo di Windows, e successivamente di Linux. In un tempo così breve, abbiamo cambiato almeno quattro sistemi operativi: possiamo soltanto immaginare che cosa accadrà in futuro. Per adattarci, quindi, possiamo utilizzare alcune strategie di sopravvivenza.

In primo luogo ricordiamo che con OpenOffice.org 2.0 possiamo aprire file in moltissimi formati, per esempio tutti quelli della suite Office di Microsoft. Questo consente agli utenti di ricevere file realizzati con quei software. possibile dunque aprire, modificare e salvare file in formati esterni a OpenOffice.org. Naturalmente questa non può essere la soluzione definitiva ma è un indubitabile vantaggio competitivo.

In secondo luogo possiamo stabilire di utilizzare un formato standard, adatto a tutti i sistemi. Per moltissimi testi possiamo limitarci al più semplice, leggero e universale che esista: il semplice testo o TXT. Di certo perderemmo le formattazioni, ma non le informazioni, e saremo sicuri che anche sotto attacco di virus difficilmente un semplice testo può essere distrutto (anche se in realtà esistono minacce anche per questo tipo di file).

L'altro formato che si può usare per i testi è naturalmente RTF (Rich Text Format), un formato standard sulla cui stabilità non si hanno dubbi. Possiamo per esempio scambiare file RTF tra OpenOffice.org Writer e Microsoft Word.

Infine non dobbiamo dimenticare il formato PDF: con un semplice colpo di clic gli utenti di OpenOffice.org possono salvare i propri documenti in un formato che ormai leggono quasi tutti (basta procurarsi un reader, il software per la lettura, gratuito) e quindi conservarne copia nei propri archivi.

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