Copertina
Autore Stefano Panzarasa
Titolo L'orecchio verde di Gianni Rodari
EdizioneNuovi Equilibri, Viterbo, 2011, Ecoalfabeto I libri di Gaia , pag. 232, cd, ill., cop.fle., dim. 17x24x1,5 cm , Isbn 978-88-6222-187-0
LettoreSara Allodi, 2012
Classe biografie , scuola , bambini , ecologia
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Indice


Prefazione
di Pino Boero                                                 5

Premessa
di Stefano Panzarasa                                          9
Un libro, una storia
di Stefano Panzarasa                                         12

OMAGGIO A GIANNI RODARI                                      17

CHI ERA GIANNI?                                              33

Autobiografia breve
di Gianni Rodari                                             33
Discorsi ribelli. Gianni Rodari e alcune citazioni
a cura di Stefano Panzarasa                                  35
Gianni Rodari
di Marcello Argilli                                          40
Gianni Rodari, orecchio verde pacifista
di Mariagrazia Pelaia                                        41
La pedagogia di Rodari: con fantasia e democrazia
di Mario Di Rienzo                                           54
Il maestro Rodari
di Antonio Pascazi                                           59
Il futuro in scatola. Attualità dell'ecologismo rodariano
di Mariarosa Rossitto                                        60
Il pensiero ecologico in Rodari
di Federica Pirero (con una nota di Stefano Panzarasa)       63
Intervista a Maria Teresa Ferretti Rodari
a cura di Stefano Panzarasa e Roberto Pietrosanti            66

UN ORECCHIO CHE SERVE PER ASCOLTARE                          71

Come nasce l'orecchio acerbo
di Francesco Tonucci                                         71
Ascoltare è... una forza creativa.
Il Programma GENS e Ragazzi del Parco
di Anna Maria Cervoni                                        74
L'orecchio verde. Come Gianni Rodari provò a cambiare
il mondo con una filastrocca
di Stefano Panzarasa                                         76

FRA I BANCHI CON GIANNI                                      79

All'insegna della creatività e della fantasia
di Giorgio Diamanti                                          79
La TV e i mostri
di Giorgio Diamanti                                          83
La bambina dai capelli d'oro
a cura di Giorgio Diamanti                                   86
Rodari, un maestro con la vocazione di educatore
di Maria Luisa Bigiaretti                                    92
E ora cantiamo... la natura
di Maura Tozzi                                               97
"La parola ai poeti e ai bambini".
Convegno dedicato a Gianni Rodari
di Stefano Panzarasa                                        101
Gianni Rodari. Un maestro indispensabile
di Lisa Roberti                                             106
Ricordando Gianni Rodari.
Un incontro a scuola con Maria Teresa Ferretti Rodari
di Floriana D'Antonio                                       107
Un pranzo vegetariano con Gianni Rodari
di Stefano Panzarasa                                        110

DA PARCO A PARCO                                            115

Un'esperienza rodariana al Parco della Fantasia
di Mauro Caldera                                            115
Il Parco dei Monti Lucretili
di Stefano Panzarasa                                        117

LE CANZONI DELL'ORECCHIO VERDE                              123

L'ecologia acustica negli scritti di Gianni Rodari
di Mario Piatti                                             123
Orecchioverde. Un cd ecopacifista dedicato a Gianni Rodari
di Stefano Panzarasa                                        125
Le Canzoni dell'Orecchio Verde.
Testi, commenti, aneddoti e... la pratica della fantasia
di Stefano Panzarasa                                        128
Come ho arrangiato le canzoni
di William Urbinati (con una lettera di Roberto D'Ambrosio) 150
Orecchioverde. Omaggio a Gianni Rodari
di Silvia Irti                                              152
Piccoli critici
di Pia Sgueglia e i suoi alunni e alunne                    154
La solidarietà, la pace e la natura.
Una piccola ricerca sulle poesie e filastrocche ecopacifiste
di Gianni Rodari
di Stefano Panzarasa                                        156

PICCOLA ANTOLOGIA DI ISPIRAZIONE ECOPACIFISTA RODARIANA     161

Lo scaffale dell'ecologia. Libri per salvare la natura
di Gianni Rodari (con una nota di Stefano Panzarasa)        161
Per un bimbo che deve ancora nascere
di Marta Letizia                                            164
Ho un amico di nome...
di Vito Consoli                                             166
Il paesaggio è uno stato d'animo.
Le lacrime degli animalisti
di Luciana Marinangeli                                      169
Saper fare il pane. Un laboratorio
di educazione ambientale dedicato a Gianni Rodari
di Giuseppina Lodovisi                                      171
La filastrocca della sirena
di Enxhi Mandija (con una nota di Stefano Panzarasa)        173
Rosso, Giallo, Verde
di Giuseppe Arena                                           174
Come nasce una filastrocca.
Gli errori creativi, la molecola dell'azoto e Gianni Rodari
di Cris Didavide                                            178
Il favoloso Gianni. La Biblioteca Gianni Rodari di Roma
di Piera Costantino                                         183

DUE MAESTRI PER UN MAESTRO
di Walter Fochesato                                         189

DISEGNI DI MAURO MAULINI                                    193

DISEGNI DI EMANUELE LUZZATI                                 201

POSTFAZIONE                                                 209

Gianni Rodari e la consapevolezza ecologica
di Stefano Panzarasa                                        209

BIBLIOGRAFIA                                                213

Filastrocche e poesie di Gianni Rodari a sfondo ecopacifista
a cura di Giorgio Diamanti                                  213
Bibliografia generale                                       220

RINGRAZIAMENTI                                              223


 

 

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Pagina 5

Prefazione


Non è facile immaginare, dopo le ricorrenze rodariane del 2010 (novant'anni dalla nascita, quaranta dalla "consacrazione" del Premio Andersen, trenta dalla scomparsa), nuovi percorsi critici dedicati a un autore che se dal punto di vista stilistico è stato "leggero e ridente come un Pierrot di Queneau ", da quello contenutistico ha affrontato temi nodali non solo nel territorio della formazione e della letteratura per l'infanzia, ma anche in campo civile. Ho sempre ritenuto, infatti, che Rodari sia stato un autore "completo" e se la definizione di "classico" affibbiatagli da Tullio De Mauro aveva risvegliato il suo spirito autoironico (il giorno della definizione girava per gli uffici di "Paese Sera" con un cartello che si era attaccato alla schiena con la scritta "Sono un classico"), probabilmente quella di "intellettuale" (non "scrittore per bambini" o "giornalista") nella sua semplicità e naturalezza l'avrebbe meglio soddisfatto; voglio dire che occorre togliere allo scrittore quella patina di comodo che lo vede divertente autore per bambini, capace di semplici giochi combinatori delle parole, padrone, al più, di tanti temi da declinare in favole spensierate, e restituirgli, invece, la complessità dell'invenzione e della scrittura, la rara dote di non aver mai disgiunto la fantasia dalla razionalità, il gioco dalla solidità dei valori morali e dal senso della partecipazione civile.

Leggere e far leggere Rodari in modo completo è stata, dunque, opera meritoria portata avanti negli anni da molti critici; il ristagno, il rischio della ripetizione, però, erano dietro l'angolo e occorreva trovare strade nuove, inediti percorsi e chi meglio di un artista poteva farlo? Stefano Panzarasa, di cui apprezziamo qui Le canzoni dell'Orecchio Verde, ci confessa in apertura che la storia di questo libro rappresenta anche la sua "storia di questi ultimi anni, sia professionale e scolastica, sia relativa alla vita quotidiana nel luogo dove vive e lavora" ed è proprio questa capacità di mescolare storie personali e storie fantastiche che mi ha colpito fin dall'inizio del nostro rapporto epistolare: Stefano raccontava la sua scoperta di un Rodari ecopacifista e parlava anche di sé e del suo mondo, Stefano musicava le poesie di Gianni e scopriva un ritmo, una sonorità nuove che rendevano testi di quarant'anni fa ancora più vivi e attuali; ho visto crescere il libro fra entusiasmi e domande, nascite e (purtroppo) morti e ad ogni tassello Stefano raccontava un po' della sua storia che era, ad un tempo, storia di Gianni e storia nostra: i saggi e gli articoli qui pubblicati diranno con chiarezza che la tesi di un Rodari ecopacifista non è campata in aria (del pacifismo fin dalle sue "declinazioni" degli anni Cinquanta sapevamo, ma ignoravamo abbastanza l'esistenza di una componente ecologista qui posta in evidenza), ma ci parleranno anche dell'odierna "fruibilità" della sua opera. Per chi - come me - si è occupato in passato di "menù" rodariani e vi ha trovato "portate" leggere, ma sapide, non è stata una sorpresa trovare in "Un pranzo vegetariano con Gianni Rodari" piatti gustosi e provocatori, capaci di segnalarci che anche nell'alimentazione esistono processi di conformismo e omologazione che si possono combattere con un'educazione alle "diversità" gastronomiche e letterarie.

Il libro è articolato in svariate sezioni ("Chi era Gianni?"; "Un orecchio che serve per ascoltare"; "Fra i banchi con Gianni"; "Da Parco a Parco"; "Le canzoni dell'Orecchio Verde"; "Piccola antologia di ispirazione ecopacifista rodariana") che qualche "palato fine" (come si vede siamo sempre in ambito gastronomico) della critica potrebbe trovare perfino eccessive; è proprio dalla molteplicità delle sezioni che emerge - a parer mio - la ricchezza del lavoro di Panzarasa e, implicitamente, la ricchezza degli stimoli che partono dai testi di Gianni: Panzarasa dà voce anche a quei non "addetti ai lavori" che sono i bambini e questa a me sembra una salutare provocazione verso noi "adulti", studiosi di letteratura per l'infanzia, che troppo spesso parliamo in circoli chiusi e corriamo il rischio di perdere quel poco di "orecchio acerbo" che - dato il nostro "mestiere" - ancora ci rimane.

Grazie, dunque, Stefano di aver ospitato anche le belle ingenuità dei bambini: i bambini russi lo credevano altissimo - scrisse qualcuno nel 1980 -, il nostro Antonio Pascazi (quinta primaria nel 2010) definisce Rodari "un grande maestro [che] insegnava nelle scuole con un animo diverso...". Noi sappiamo che Gianni non era altissimo e aveva fatto il maestro per un tempo molto breve, ma non importa, perché i bambini russi e Antonio Pascazi ci hanno comunicato una fondamentale verità: quello che conta nei processi formativi non è tanto la banale, "oggettiva" (ma esiste un'oggettività pedagogica?) corrispondenza fra quello che si trasmette e che pedissequamente si "immagazzina" nella mente, quanto la personale rappresentazione di ciò che abbiamo appreso, le "figure" interiori - solo nostre - che siamo riusciti a creare, l'interpretazione "aperta" capace di portarci "più in là": "Sì", Rodari era "piccolo" di statura ma ugualmente era "altissimo"; "Sì", Rodari ha fatto poco il maestro, ma è stato ugualmente un Maestro che "con calma si metteva vicino [al lettore] che era in difficoltà così da non abbandonarlo" (Pascazi).

Un libro, questo, tutto da leggere e da ascoltare e, una volta arrivati al fondo, converrà ripetere fra noi la conclusione di C'era due volte il barone Lamberto: "Ogni lettore scontento del finale, può cambiarlo a suo piacere, aggiungendo al libro un capitolo o due. 0 anche tredici. Mai lasciarsi spaventare dalla parola FINE".

PINO BOERO

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Pagina 9

Premessa


Gianni Rodari è stato uno dei più grandi autori del Novecento italiano e le sue idee di pace, solidarietà, uguaglianza, amore per la natura e per l'infanzia, sono state espresse attraverso numerosissime poesie e filastrocche e anche racconti, a partire dagli anni Cinquanta e Sessanta, fino a tutti gli anni Settanta. Le sue opere, rivolte non solo al mondo dell'infanzia ma anche agli adulti, hanno precorso i tempi, indicando un sentiero di consapevolezza ecologica e di grande empatia con bambini e bambine di diverse generazioni, la vita, la natura e il nostro pianeta, e sono al giorno d'oggi sicuramente ancora di grande attualità per tutti coloro che si sentono vicini al pensiero ecopacifista.

L'idea di trattare Rodari come poeta, visionario, sognatore ed ecologista ante litteram, nasce da una personale ricerca di sue poesie e filastrocche che definisco ecopacifiste, iniziata quasi per caso quando, nel 2004, lessi e musicai la filastrocca "Un signore maturo con un orecchio acerbo", che normalmente chiamo la canzone dell'"Orecchio Verde", pubblicata l'anno prima della sua scomparsa, quasi un testamento ecologico di Gianni Rodari. La ricerca vera iniziò a Roma, quando andai alla Biblioteca Nazionale e alla Biblioteca Centrale dei Ragazzi per visionare tutti i libri di Rodari, trovare molte poesie e filastrocche interessanti dal punto di vista ecologista, musicarle e cominciare a studiarle.

Questo libro rappresenta anche la mia storia di questi ultimi anni, sia professionale e scolastica, sia della vita quotidiana di dove vivo e lavoro (la Bassa Sabina), rapportata allo studio e alla pratica delle idee rodariane ecopacifiste, la pratica della fantasia, come amo definirla, in omaggio al capolavoro di Rodari, Grammatica della fantasia.

stato anche importante aver musicato negli anni circa quaranta poesie e filastrocche, aver ragionato sui loro significati, averle cantate in tante occasioni e con migliaia di bambini e bambine, e, non per ultimo, nel corso di questi anni, aver avuto la fortuna di conoscere tante belle persone del mondo rodariano che hanno avuto il piacere di accompagnarmi nell'avventura di questo libro come autori. Cito una persona per tutti, Maria Teresa Ferretti, moglie di Gianni Rodari, una donna eccezionale, ormai una cara amica, che sin da quando le parlai la prima volta tanti anni fa un po' emozionato, e le spiegai che vedevo in Gianni Rodari un ecologista ante litteram, mi ha sempre incoraggiato in questo percorso di studio e di vita.

Le canzoni composte e cantate da me, sono state successivamente arrangiate e suonate da amici musicisti e tredici di queste, tra le più significative, sono confluite nel cd, Orecchioverde, inizialmente autoprodotto e che ora, grazie agli amici di Stampa Alternativa, si trova allegato al libro.

In omaggio all'attualità del messaggio rodariano sempre valido per tutte le età, gli arrangiamenti sono stati pensati e suonati volutamente in chiave moderna, ma anche con riferimenti alle epoche musicali in cui Rodari compose i testi (ricordo che Rodari stesso da giovane suonava il violino), e quindi spaziano dal genere folk, rock, punk, reggae, swing, e così via, per rendere le canzoni godibili e adatte a tutte le età.

Nel libro si trova anche un mio saggio che analizza tutti i tredici testi delle relative canzoni del cd Orecchioverde e le loro applicazioni in termini di esperienze pratiche come ecolaboratori di educazione ambientale rivolti alle scuole (per esempio il laboratorio del saper fare il pane, tratto dalla poesia-canzone "Il pane", una delle più care a Gianni Rodari stesso), ma anche come pratica di vita ecologica per tutti verso un "mondo migliore". Due parole a cui Rodari teneva molto e che ricorrono spesso nei suoi discorsi.

Quello che traccia Rodari, in senso ecologista profondo, è un sentiero che potrebbe portarci, se ce la faremo, proprio in un mondo migliore, ma non ci è dato sapere quando ci arriveremo, e se ci arriveremo noi o le future generazioni, perciò è importante la pratica quotidiana, una scelta di vita ecologicamente responsabile che ogni giorno nel luogo dove viviamo, a casa e persino a tavola, può dare un senso alla nostra vita. Ed ecco le sue poesie e filastrocche ispirarci tale pratica, ogni giorno, con i nostri cari, a scuola, con gli amici al lavoro, nel territorio dove viviamo, in armonia con la natura, le piante, gli animali, le montagne, i fiumi, i mari e il cielo, sentendoci come parte di una grande famiglia. Rodari stesso, nel finale del libro La storia degli uomini, afferma:

Il mondo di domani può essere migliore, più giusto e più libero. Un mondo senza prepotenze, senza fame, senza ignoranza. Un mondo più unito, più fraterno. Se questo mondo nascerà domani o tra cinquant'anni o cento, e che aspetto avrà, non sappiamo: ma che altro ci rimane da fare se non lavorare per il suo avvento, costruirlo giorno per giorno, in modo che corrisponda ai nostri sogni.

Questo libro, però, è soprattutto una riflessione corale di più autori di varie professioni, competenze ed età, compresi alunni e alunne delle scuole (omaggio alle numerose visite del poeta in tante scuole di tutta Italia), su un Gianni Rodari sempre più attuale e significativo per la crescita della coscienza ecologica comune.

Inoltre, il libro ospita alcuni contributi speciali di autori che si sono ispirati a Rodari, documenti scritti da Rodari stesso, conservati nell'Archivio del Centro Studi Rodari di Orvieto, poesie e filastrocche varie scritte da bambine, bambini e adulti, un piccolo ma significativo scritto di Marcello Argilli, e persino il finale inedito di un racconto, "La bambina dai capelli d'oro", che Rodari iniziò nella classe elementare dove insegnava Giorgio Diamanti, terminato, poi, dagli alunni stessi.

Anche Rodari sembra approvare la scelta di un libro scritto a più mani quando, nel finale della poesia "Proverbi" (Il libro degli errori), afferma: "Dice un proverbio con la muffa / Chi sta solo non fa baruffa / Questa, io dico, è una bugia / Se siamo in tanti, si fa allegria".

E allora posso solo sperare che chi leggerà il libro e ascolterà il cd, troverà tutto divertente...

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Pagina 128

ORECCHIO VERDE



Un giorno sul diretto Capranica-Viterbo
vidi salire un uomo con un orecchio acerbo.


Non era tanto giovane, anzi era maturato
tutto, tranne l'orecchio, che acerbo era restato.


Cambiai subito posto per essergli vicino
e potermi studiare il fenomeno per benino.


Signore, gli dissi dunque, lei ha una certa età
di quell'orecchio verde che cosa se ne fa?


Rispose gentilmente: Dica pure che sono vecchio
di giovane mi è rimasto soltanto quest'orecchio.


un orecchio bambino, mi serve per capire
le voci che i grandi non stanno mai a sentire.


Ascolto quel che dicono gli alberi, gli uccelli,
le nuvole che passano, i sassi, i ruscelli.


Capisco anche i bambini quando dicono cose
che a un orecchio maturo sembrano misteriose.


Così disse il signore con un orecchio acerbo
quel giorno, sul diretto Capranica-Viterbo.

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Pagina 129

GIROTONDO DI TUTTO IL MONDO



Filastrocca per tutti i bambini,
per gli italiani e per gli abissini,
per i russi e per gli inglesi,
gli americani e i francesi,
per quelli neri come il carbone,
per quelli rossi come il mattone,
per quelli gialli che stanno in Cina,
dove è sera se qui è mattina,
per quelli che stanno in mezzo ai ghiacci
e dormono dentro un sacco di stracci,
per quelli che stanno nella foresta,
dove le scimmie fan sempre festa,
per quelli che stanno di qua e di là,
in campagna od in città,
per i bambini di tutto il mondo
che fanno un grande girotondo
con le mani nelle mani
sui paralleli e sui meridiani.

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Pagina 131

LA LUNA BAMBINA



E adesso a chi la diamo
questa luna bambina
Che vola in un "amen"
dal Polo Nord alla Cina?


Se la diamo a un generale,
povera luna trottola,
la vorrà sparare
come una pallottola.


Se la diamo a un avaro
corre a metterla in banca:
non la vediamo più
né rossa né bianca.


Se la diamo a un calciatore
la luna pallone,
vorrà una paga lunare:
ogni calcio un trilione.


Il meglio da fare
è di darla ai bambini,
che non si fanno pagare
a giocare coi palloncini:


se ci salgono a cavalcioni
chissà che festa;
se la luna va in fretta,
non gli gira la testa,


anzi la sproneranno
la bella luna a dondolo,
lanciando grida di gioia
dall'uno all'altro mondo.


Della luna ippogrifo
reggendo le briglie,
faranno il giro del cielo
a caccia di meraviglie.

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Pagina 132

SULLA LUNA



Sulla luna per piacere
non mandate un generale
ne farebbe una caserma
con la tromba e il caporale.


Non mandateci una banchiere
sul satellite d'argento
o lo mette in cassaforte
per mostrarlo a pagamento.


Non mandateci un ministro
col suo seguito di uscieri
empirebbe di scartoffie
i lunatici crateri.


A da essere un poeta
sulla luna ad allunare
con la testa nella luna
lui da un pezzo ci sa stare.


A sognare i più bei sogni
è da un pezzo abituato
sa sperare l'impossibile
anche quando è disperato.


Or che i sogni e le speranze
si fan veri come fiori
sulla Luna e sulla Terra
fate largo ai sognatori.



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