Copertina
Autore Raymond Queneau
Titolo Zazie nel metro'
EdizioneEinaudi, Torino, 1960, Nuovi Coralli 308 , Isbn 88-06-52233-7
OriginaleZazie dans le metro [1959]
LettoreRenato di Stefano, 1989
Classe narrativa francese
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Copertina

... Zazie, ragazzina affidata da una madre poco raccomandabile allo zia Gabriel, che si guadagna la vita facendo la danzatrice in un night club, approda a Parigi con la ferma intenzione di fare un viaggio in metro'. Ma la metropolitana è bloccata da uno sciopero. Zazie scappa: sola nella grande città, passa da un incontro all'altro con disinvolta sicurezza, lucida, indiscreta, sempre un po' sprezzante. ...

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Pagina 51

Aspettando la mangiatoria, silenzio. Il tizio fuma pacifico. Arrivano le cozze, Zazie ci si butta su, si tuffa nella salsa, sguazza nel sugo, se ne sbrodola. I lamellibranchi che han resistito alla cottura vengono forzati dentro la loro conchiglia con merovingica ferocia. Poco ci manca che la fanciulla non se li sgranocchi tutti interi. E quando ha fatto fuori ogni cosa, eh, non dice di non alle patatine. Bene, dice quello. Lui si degusta la sua mistura a sorsetti, come fosse grappa calda. Arrivano le patatine. Straordinariamente bollenti. Zazie, vorace, si scotta le dita, non il becco.

Quando tutto è finito, si scola d'un fiato la sua mezza chiara, caccia tre piccoli rutti e si abbandona sulla sedia, sfinita. La faccia, dove corsero ombre pressoche' antropofagiche, le si schiarisce. Pensa soddisfatta che, almeno, quel che è dentro è dentro.

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Pagina 120

A un tavolino del Cafe' des Deux Palais, Gabriel, vuotando la sua quinta granatina, perorava davanti a una assemblea; la cui attenzione pareva tanto maggiore quanto più v'era dispersa la francofonia.

- Perchè, - diceva, - perchè non si dovrebbe sopportare la vita quando basta un nulla per togliervela? Un nulla la mena, un nulla l'emana, un nulla la mina, un nulla l'allontana. Chi altrimenti sopporterebbe i colpi della sorte e le umiliazioni d'una bella carriera, gli imbrogli dei droghieri, le tariffe dei macellai, l'acqua dei lattai, i nervi dei genitori, le furie dei professori, gli strilli dei sergenti, la turpitudine degli assicurati, i gemiti degli assassinati, il silenzio degli spazi infiniti, l'odore dei cavolfiori o la passività dei cavalli di legno, se non si sapesse che la malvagia e proliferante condotta di poche infime cellule (gesto) o la traiettoria di una pallottola tracciata da un anonimo involontario irresponsabile potrebbe venire inopinatamente a far si' che tutti quegli affanni svaporassero nell'azzurro del cielo? Io che vi parlo, molto spesso ho ponzato su qeusti problemi mentre senza più che un tutù mostro a talpe della vostra razza le mie cosce naturalmente assai pilose, devo pur dirlo, ma professionalmente depilate. Aggiungo che, se ne esprimerete il desiderio, ad uno spettacolo simile potrete assistere fin da questa sera.

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