Copertina
Autore José Saramago
Titolo Saggio sulla lucidità
EdizioneEinaudi, Torino, 2004, Supercoralli , pag. 292, cop.ril.sov., dim. 140x223x22 mm , Isbn 978-88-06-17043-1
OriginaleEnsaio sobre a Lucidez
EdizioneCaminho, Lisboa, 2004
TraduttoreRita Desti
LettoreRenato di Stefano, 2004
Classe narrativa portoghese
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Pagina 3 [ inizio libro ]

Tempo pessimo per votare, si lagnò il presidente di seggio della sezione elettorale quattordici dopo aver chiuso violentemente il parapioggia inzuppato ed essersi tolto un impermeabile che a ben poco gli era servito nell'affannato trotto di quaranta metri da dove aveva lasciato l'auto fino alla porta da cui, col cuore in gola, era appena entrato. Spero di non essere l'ultimo, disse al segretario che lo aspettava qualche passo indietro, al riparo dalle raffiche che, sospinte dal vento, allagavano il pavimento. Manca ancora il suo supplente, ma siamo in orario, tranquillizzò il segretario, Se continua a piovere cosi sarà una vera impresa se arriveremo tutti, disse il presidente mentre si trasferivano nella sala dove si sarebbe svolta la votazione. Salutò per primi i colleghi di seggio che avrebbero fatto gli scrutatori, poi i rappresentanti di lista e i loro rispettivi supplenti. Usò l'attenzione di adottare per tutti le stesse parole, non lasciando trasparire nel viso né nel tono della voce alcun indizio che consentisse di cogliere le sue personali tendenze politiche e ideologiche. Un presidente, sia pure di una sezione elettorale tanto normale come questa, dovrà regolarsi in tutte le situazioni secondo il piú rigoroso senso di indipendenza, o, in altre parole, mantenere le apparenze.

Oltre all'umidità che rendeva piú spessa l'atmosfera, già di per sé pesante in quella sala interna, con due sole finestrelle che davano su un cortile buio anche nei giorni di sole, l'inquietudine, per usare il paragone vernacolo, si tagliava con il coltello. Sarebbe stato preferibile rinviare le elezioni, disse il rappresentante del partito di mezzo, p.d.m., è da ieri che sta piovendo senza sosta, ci sono frane e allagamenti dappertutto, l'astensione, stavolta, avrà un'impennata. Il rappresentante del partito di destra, p.d.d., fece un cenno di assenso col capo, ma considerò che il suo contributo alla conversazione doveva assumere la forma di un commento prudente, Ovviamente, non minimizzo questo rischio, penso tuttavia che l'affinato spirito civico dei nostri concittadini, in tante altre occasioni dimostrato, sia creditore di tutta la nostra fiducia, loro sono consapevoli, oh sí, decisamente consapevoli della trascendente importanza di queste elezioni municipali per il futuro della capitale. Detto ciò, l'uno e l'altro, il rappresentante del p.d.m. e il rappresentante del p.d.d., con aria un po' scettica e un po' ironica, si rivolsero al rappresentante del partito di sinistra, p.d.s., curiosi di sapere che specie di opinione sarebbe stato capace di produrre costui. In quel preciso istante, schizzando acqua dappertutto, fece irruzione nella sala il supplente della presidenza e, come c'era da aspettarsi, visto che l'elenco del seggio della sezione veniva cosí completato, l'accoglienza fu, piu che cordiale, calorosa. Non siamo dunque giunti a conoscere il punto di vista del rappresentante del p.d.s., ma, a giudicare da alcuni precedenti noti, c'è da presumere che non avrebbe mancato di esprimersi sulla linea di un chiaro ottimismo storico, con una frase come questa, per esempio, I votanti del mio partito sono persone che non si intimoriscono per cosí poco, non è gente da restarsene a casa per quattro misere gocce d'acqua che cadono dalle nuvole. Per la verità, non erano quattro misere gocce, erano secchiate, erano brocche, erano nili, iguazús e iangtsés, ma la fede, sia essa per sempre benedetta, oltre a rimuovere le montagne dal cammino di coloro che del suo potere beneficiano, è fin capace di avventurarsi nelle acque piu torrenziali e venirne fuori asciutta.

Si costitul dunque il seggio, ciascuno nel posto che gli competeva, il presidente firmò il bando e ordinò al segretario di andare ad affiggerlo, come determina la legge, alla porta dell'edificio, ma questi, dando prova di una sensatezza elementare, fece notare che il foglio di carta non avrebbe resistito sul muro neanche un minuto, in due amen si sarebbe stinto l'inchiostro, al terzo se lo sarebbe portato via il vento. Allora lo metta dentro, dove la pioggia non ci arrivi, su questo particolare la legge è lacunosa, l'importante è che il bando sia affisso e bene in vista. Domandò ai colleghi se fossero d'accordo, tutti risposero di sí, con la riserva avanzata dal rappresentante del p.d.d. che la decisione fosse registrata agli atti per prevenire eventuali impugnazioni. Quando il segretario tornò dalla sua umida missione, il presidente domandò com'era il tempo e lui, stringendosi nelle spalle, rispose, Tale e quale, alluvionale, Neanche l'ombra. Il presidente si alzò e invitò i membri del seggio e i rappresentanti dei partiti ad accompagnarlo nell'ispezione della cabina di voto, che risultò scevra da elementi che potessero svisare la purezza delle scelte politiche che vi avrebbero avuto luogo durante il giorno. Compiuta la formalità, tornarono ai propri posti per esaminare i registri elettorali, che pure riscontrarono scevri da irregolarità, lacune e sospetti. Era giunto il momento grave in cui il presidente scoperchia ed esibisce l'urna agli elettori perché possano accertarsi che sia vuota, affinché un domani, se necessario, siano validi testimoni che nessuna azione delittuosa vi avesse introdotto, di soppiatto, i voti falsi che avrebbero corrotto la libera e sovrana volontà politica dei cittadini, che ancora una volta non si sarebbe ripetuta in questa occasione quella famosa frode cui si dà il pittoresco nome di broglio che, non dimentichiamolo, tanto si potrà commettere prima come durante o dopo l'atto, secondo l'occasione e l'efficienza dei suoi autori e complici. L'urna era vuota, pura, immacolata, ma nella sala non c'era un solo elettore, uno soltanto per campione, cui poterla esibire. Forse ce n'è qualcuno che vaga smarrito, alle prese con l'acquazzone, sotto le sferzate del vento, stringendosi al cuore il documento che lo accredita come cittadino in diritto di votare, ma, da come stanno le cose nel cielo, ci metterà un bel pezzo ad arrivare fin qua, a meno che alla fine non se ne torni a casa e lasci i destini della città nelle mani di quelli che un'automobile nera viene a lasciare davanti alla porta e davanti alla porta verrà poi a riprendere, compiuto il dovere civico di chi ne occupava il sedile posteriore.

Terminate le operazioni di ispezione dei vari materiali, detta la legge di questo paese che votino immediatamente il presidente, i membri del seggio e i rappresentanti di lista, nonché i rispettivi supplenti, purché, sia chiaro, siano iscritti nella sezione elettorale del cui seggio fanno parte, come in questo caso. Pur facendo fruttare il tempo, quattro minuti bastarono perché l'urna ricevesse i suoi primi undici voti. E l'attesa, non c'era altro da fare, cominciò. Non era ancora passata mezz'ora quando il presidente, preoccupato, suggeri a uno dei membri di andare a dare un'occhiata per vedere se veniva qualcuno, magari era comparso qualche elettore, ma si era ritrovato davanti alla porta che il vento aveva chiuso e quindi se n'era andato protestando, se le elezioni erano state rinviate, che almeno avessero la delicatezza di avvisare la popolazione per radio e per televisione, che per informazioni di tal fatta ancora servono. Disse il segretario, Lo sanno tutti che una porta che si chiude sbattuta dal vento fa un baccano di trentamila diavoli, e qui non si è udito niente. Il membro ebbe un attimo di esitazione, vado, non vado, ma il presidente insistette, Vada, mi faccia il favore, e stia attento, non si bagni. La porta era aperta, ben fissata con la sua zeppa. Il membro mise fuori la testa, un attimo fu sufficiente per guardare da un lato e dall'altro e ritirarla gocciolante come se l'avesse messa sotto una doccia. Desiderava comportarsi da bravo scrutatore, compiacere il suo presidente, e, visto che era la prima volta che veniva chiamato a tali funzioni, voleva farsi apprezzare per la rapidità e l'efficienza nei servizi che doveva prestare, con il tempo e l'esperienza, chissà, forse sarebbe arrivato il giorno in cui anche lui avrebbe presieduto una sezione elettorale, voli ben piu alti di questo hanno percorso il cielo della provvidenza e ormai non si stupisce nessuno. Quando rientrò nella sala, il presidente, fra il pensoso e il divertito, esclamò, Ehi, non c'era bisogno di bagnarsi in questo modo, Non ha importanza, signor presidente, disse il membro mentre si asciugava il mento con la manica della giacca, riuscito a vedere qualcuno, Fin dove è giunto il mio sguardo, nessuno, la strada è come un deserto d'acqua. Il presidente si alzò, fece qualche passo indeciso davanti al tavolo, arrivò fino alla cabina, guardò dentro e tornò indietro. Il rappresentante del p.d.m. prese la parola per rammentare il suo pronostico che l'astensione avrebbe avuto un'impennata, il rappresentante del p.d.d. suonò di nuovo la corda pacificatrice, gli elettori avevano tutto il giorno per votare, probabilmente stavano aspettando che il temporale scemasse. Mentre il rappresentante del p.d.s. preferi stare zitto, pensava alla figuraccia che avrebbe fatto in quel momento se si fosse lasciato sfuggire di bocca ciò che si accingeva a dire nel momento in cui il supplente del presidente era entrato nella sala, Quattro misere gocce d'acqua non è roba che basti per intimorire i votanti del mio partito. Il segretario, che tutti guardarono in attesa, optò per presentare un suggerimento pratico, Credo non sarebbe una cattiva idea telefonare al ministero chiedendo informazioni su come sta andando la tornata elettorale qui e nel resto del paese, scopriremmo se questa interruzione di energia civica è generale, o se siamo gli unici che gli elettori non sono venuti a illuminare coi loro voti. Indignato, il rappresentante del p.d.d. si alzò, Chiedo sia registrata agli atti la mia piu viva protesta, come rappresentante del partito di destra, contro i termini irrispettosi e contro l'inaccettabile tono di beffa con cui il segretario si è appena riferito agli elettori, quelli che sono i supremi difensori della democrazia, quelli senza i quali la tirannia, una qualunque di quante ne esistono nel mondo, e sono tante, si sarebbe già impossessata della patria che ci ha dato l'esistenza. Il segretario si strinse nelle spalle e domandò, Prendo nota della richiesta dell'esimio rappresentante del p.d.d., signor presidente, Ritengo non sia il caso, il fatto è che siamo nervosi, perplessi, sconcertati, e si sa che in uno stato d'animo cosi è facile dire cose che in realtà non pensiamo, sono certo che il segretario non voleva offendere nessuno, egli stesso è un elettore consapevole delle proprie responsabilità, prova ne sia che, come tutti noi che ci troviamo qui, ha sfidato le intemperie per venire dove il dovere lo chiamava, tuttavia, questo riconoscimento sincero non mi impedisce di pregare l'esimio segretario di attenersi al compimento rigoroso della missione che gli è stata affidata, astenendosi da qualsiasi commento che possa colpire la sensibilità personale e politica dei presenti. Il rappresentante del p.d.d. fece un gesto secco che il presidente preferi interpretare come di consenso, e il conflitto non andò oltre, alla qual cosa contribui fortemente che il rappresentante del p.d.m. avesse rammentato la proposta del segretario, Per la verità, aggiunse, siamo qui come naufraghi in mezzo all'oceano, senza vela e senza bussola, senza albero maestro e senza remi, e senza nafta nel serbatoio, Ha perfettamente ragione, disse il presidente, telefonerò al ministero. C'era un telefono su un tavolo un po' discosto e vi si diresse tenendo in mano il foglio di istruzioni che gli era stato consegnato giorni prima e dove si trovavano, fra altre indicazioni utili, i numeri telefonici del ministero dell'interno.

La comunicazione fu breve, Parla il presidente di seggio della sezione elettorale numero quattordici, sono molto preoccupato, qui sta accadendo qualcosa di francamente strano, fino a questo momento non si è presentato un unico elettore a votare, ormai è piu di un'ora che siamo aperti, e neanche un'anima, sí, certo, il temporale non c'è verso che smetta, pioggia, vento, allagamenti, sí, signore, continueremo a essere pazienti e a tener duro, certo, siamo qui apposta, non c'è neanche bisogno di dirlo. Da quel punto in poi il presidente contribuí al dialogo non piu che con qualche cenno del capo sempre consenziente, qualche interiezione soffocata e tre o quattro accenni di frase che non riuscí a terminare. Quando posò il ricevitore guardò i colleghi del seggio, ma in realtà non li vedeva, era come se avesse davanti a sé un paesaggio tutto fatto di sale vuote, di registri elettorali immacolati, con presidenti e segretari in attesa, rappresentanti di lista lí a sogguardarsi diffidenti l'un l'altro, facendo i conti su chi potrà vincere e chi potrà perdere con questa situazione, e, in disparte, un membro fradicio e premuroso di ritorno dall'ingresso con l'informazione che non c'è nessuno. Che hanno risposto dal ministero, domandò il rappresentante del p.d.m., Non sanno cosa pensare, è naturale che il cattivo tempo stia trattenendo tanta gente a casa, ma che in tutta la città stia succedendo praticamente la stessa cosa, per questo non trovano spiegazione, Perché dice praticamente, domandò il rappresentante del p.d.d., In alcune sezioni, ma poche, certo, si sono presentati alcuni elettori, ma l'affluenza è ridottissima, come non si è mai visto, E nel resto del paese, domandò il rappresentante del p.d.s., mica sta piovendo solo nella capitale, questo che sconcerta, ci sono posti dove piove tanto quanto qui e malgrado ciò le persone stanno votando, come è logico sono piu numerose nelle zone dove c'è bel tempo, e, a proposito, dicono che i servizi meteorologici prevedono un miglioramento per la tarda mattinata, Può anche accadere che vada di male in peggio, ricordatevi quel detto, se non rischiara di mezzodí, piove tutto il dí, avvertí il secondo membro, che sino ad allora non aveva ancora aperto bocca. Calò il silenzio. Il segretario, allora, infilò la mano in una delle tasche esterne della giacca, tirò fuori un telefonino e digitò un numero. Mentre aspettava che gli rispondessero, disse, piu o meno come si racconta della montagna e di maometto, giacché non possiamo domandare a elettori che non conosciamo per quale motivo non vengono a votare, domandiamolo alla famiglia, che è conosciuta, ehi, salve, sono io, sí, ancora lí, perché non sei venuta a votare, che sta piovendo lo so pure io, ho ancora l'orlo dei pantaloni bagnato, sí, è vero, scusa, mi sono dimenticato che mi avevi detto che saresti venuta dopo pranzo, certo, ti ho telefonato perché qui le cose si complicano, neanche te lo immagini, se ti dicessi che sino a ora non si è presentato nessuno a dare il voto magari non mi crederesti, bene, allora ti aspetto, un bacio. Chiuse la comunicazione e commentò, ironico, Almeno un voto è garantito, mia moglie verrà nel pomeriggio. Il presidente e gli altri membri del seggio si lanciarono un'occhiata, balzava agli occhi che bisognava seguire l'esempio, ma nondimeno che nessuno di loro voleva essere il primo, sarebbe stato come riconoscere che, quanto a rapidità di ragionamento e disinvoltura, chi la sa lunga in questa sezione elettorale è il segretario. Al membro che era andato alla porta a vedere se pioveva non gli ci volle granché a rendersi conto che aveva ancora da mangiare molto pane e molto sale prima di arrivare all'altezza di un segretario come quello che abbiamo qui, capace, con la piu grande spigliatezza del mondo, di cavar fuori un voto da un telefonino come un prestigiatore tirerebbe fuori un coniglio da un cilindro.

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Come gli altri presidenti di seggio nella città, questo della sezione elettorale numero quattordici aveva chiara coscienza che stava vivendo un momento storico unico. Quando, già avanti nella serata, dopo che il ministero dell'interno aveva prorogato di due ore la fine della votazione, periodo cui fu necessario aggiungere un'altra mezz'ora affinché gli elettori che si accalcavano dentro l'edificio potessero esercitare il diritto di voto, quando infine i membri del seggio e i rappresentanti di lista, estenuati e affamati, si ritrovarono davanti alla montagna di schede che erano state rovesciate fuori dalle due urne, la seconda requisita d'urgenza al ministero, la grandiosità del compito che avevano davanti li fece rabbrividire di un'emozione che non esiteremo a definire epica, o eroica, come se i mani della patria, redivivi, si fossero magicamente materializzati in quei fogli di carta. Uno era della moglie del presidente. Era venuta spinta da un impulso che l'aveva costretta a uscire dal cinema, aveva passato ore in una fila che avanzava con una lentezza da lumaca e quando, finalmente, si era trovata davanti al marito, quando lo aveva udito pronunciare il proprio nome, aveva sentito nel cuore qualcosa che forse era ancora l'ombra di un'antica felicità, non piú che l'ombra, ma, comunque, aveva pensato che solo per questo era valsa la pena di esser venuta. Era passata la mezzanotte quando lo scrutinio terminò. I voti validi non arrivavano al venticinque per cento, distribuiti fra il partito di destra, tredici per cento, il partito di mezzo, nove per cento, e il partito di sinistra, due e mezzo per cento. Pochissimi i voti nulli, pochissime le astensioni. Tutte le altre schede, piú del settanta per cento del totale, erano bianche.

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Il primo intervento fu del presidente della repubblica, Signori miei, disse, a mio avviso, e credo che in questo coincideremo tutti, stiamo vivendo il momento piú difficile e complesso da quando il primo atto elettorale ha rivelato l'esistenza di un movimento sovversivo di enorme portata che i servizi di sicurezza nazionale non avevano individuato, e non è che lo abbiamo scoperto noi, è lui che ha deciso di mostrarsi a faccia scoperta, il signor ministro dell'interno, la cui azione peraltro ha sempre contato sul mio appoggio personale e istituzionale, sarà certamente d'accordo con me, il peggio, però, è che fino a oggi non abbiamo fatto un solo passo avanti verso la soluzione del problema, e, forse molto piú grave, siamo stati obbligati ad assistere, impotenti, al geniale colpo tattico che è stato mettere i sediziosi ad aiutare i nostri votanti a riportare le masserizie a casa, questo, signori miei, solo un cervello machiavellico avrebbe potuto concepirlo, qualcuno che se ne sta nascosto dietro la tenda e manipola le marionette a suo piacimento, sappiamo tutti che rimandare indietro tutta quella gente è stata per noi una dolorosa necessità, ma ora dobbiamo prepararci a un piú che probabile scatenarsi di azioni che incentivino nuovi tentativi di ritirata, non già di famiglie intere, non già di spettacolari carovane di automobili, ma di persone isolate o gruppi ridotti, e non per le strade, ma attraverso i campi, il signor ministro della difesa mi dirà che ci sono pattuglie nel territorio, che ci sono sensori elettronici installati lungo la frontiera, e io non mi permetterò di dubitare dell'efficacia relativa di tali mezzi, però, è mio avviso che un contenimento che s'intenda totale si potrà ottenere solo con la costruzione di un muro tutt'intorno alla capitale, un muro insormontabile fatto con blocchi di cemento, stimo di circa otto metri di altezza, ovviamente supportato dal sistema di sensori elettronici già esistente e rafforzato da quante recinzioni di filo di ferro spinato si ritengano necessarie, sono fermamente convinto che cosí non passerà nessuno, e se non dico neanche una mosca, permettetemi la battuta di spirito, non è tanto perché le mosche non potrebbero passare, ma perché, a quanto posso dedurre dal loro comportamento abituale, non hanno alcun motivo per volare cosí alto. Il presidente della repubblica fece una pausa per schiarirsi la voce e concluse, Il signor primo ministro è al corrente della proposta che ho appena presentato e certo la sottoporrà quanto prima alla discussione del governo che, naturalmente, come gli compete, deciderà sulla convenienza e la fattibilità della sua realizzazione, quanto a me, e questo mi basta, non ho alcun dubbio che le dedicherete tutto il vostro sapere. Intorno al tavolo passò un mormorio diplomatico che il presidente della repubblica interpretò come tacita approvazione, un'idea che ovviamente avrebbe rettificato se si fosse accorto che il ministro delle finanze si era lasciato sfuggire fra i denti, E dov'è che andremmo a pescare i soldi che costerebbe una follia del genere.

Dopo avere accantonato, com'era suo costume, i documenti disposti davanti a sé, il primo ministro prese la parola, Il signor presidente della repubblica, con la brillantezza e il rigore cui da tempo ci ha abituati, ha appena tracciato il ritratto della difficile e complessa situazione in cui ci troviamo, quindi sarebbe pura ridondanza da parte mia aggiungere alla sua esposizione un certo numero di particolari che, in fin dei conti, servirebbero solo ad accentuare le ombre del disegno, detto ciò, e alla luce dei recenti accadimenti, considero che si renda necessario un cambiamento radicale di strategia, che dovrà prestare particolare attenzione, fra tutti gli altri fattori, alla possibilità che nella capitale sia nata e possa svilupparsi un'atmosfera di pacificazione sociale a seguito del gesto di inequivocabile solidarietà, indubbiamente machiavellico, indubbiamente determinato politicamente, di cui il paese intero è stato testimone nelle ultime ore, si leggano i commenti delle edizioni speciali, tutti elogiativi, di conseguenza, e in primo luogo, dovremo riconoscere che i tentativi per ricondurre alla ragione i contestatari sono falliti, uno dopo l'altro, clamorosamente, e che la causa del fallimento, è questa almeno la mia opinione, potrebbe essere stata la severità dei mezzi repressivi di cui ci siamo serviti, e in secondo luogo, se continueremo a perseverare nella strategia finora seguita, se intensificheremo l'escalation delle coazioni, e se la risposta dei contestatari continuerà a essere quella che è stata fino a ora, cioè, nessuna, dovremo forzosamente ricorrere a misure drastiche, di carattere dittatoriale, come sarebbe, per esempio, ritirare a tempo indeterminato i diritti civili alla popolazione della città, ivi compresi i nostri stessi votanti, per evitare favoritismi di identità ideologica, approvare perché sia applicata in tutto il paese, e al fine di evitare il dilagare dell'epidemia, una legge elettorale di eccezione secondo cui le schede bianche sarebbero equivalenti a schede nulle, e chissà che altro. Il primo ministro fece una pausa per bere un sorso d'acqua e prosegui, Ho parlato della necessità di un cambiamento di strategia, ma non ho detto di averla già definita e approntata per applicazione immediata, occorre dare tempo al tempo, lasciare che il frutto maturi e gli animi marciscano, anzi, devo confessare che, personalmente, preferirei puntare su un periodo di giusta distensione durante il quale lavoreremmo per trarre il maggior profitto possibile dai leggeri segnali di concordia che sembra stiano emergendo. Fece un'altra pausa, parve che avrebbe proseguito il discorso, ma disse solo, Ascolterò le vostre opinioni.

Il ministro dell'interno alzò la mano, Noto che il signor primo ministro confida nell'azione persuasiva che i nostri votanti potrebbero venire a esercitare sullo spirito di quelli che, con una certa stupefazione, lo confesso, ho udito menzionare come meri contestatari, ma non mi sembra che abbia parlato dell'eventualità contraria, quella che i partigiani della sovversione vengano a confondere con le loro teorie deleterie i cittadini rispettosi della legge, Ha ragione, effettivamente non rammento di avere alluso a tale eventualità, rispose il primo ministro, ma, immaginando che ciò si verificasse, non verrebbe a modificare niente di fondamentale, alla peggio potrebbe succedere che l'attuale ottanta per cento di persone che hanno votato scheda bianca passasse a cento, l'alterazione quantitativa introdotta nel problema non avrebbe alcuna influenza nella sua espressione qualitativa, salvo, ovviamente, per il fatto di stabilire l'unanimità. Che facciamo, allora, domandò il ministro della difesa, proprio per questo che siamo qui, per analizzare, ponderare e decidere, Compresa, suppongo, la proposta del signor presidente della repubblica, che fin da subito dichiaro di appoggiare con entusiasmo, La proposta del signor presidente, per la dimensione dell'impresa e la diversità delle sue implicazioni, richiede uno studio prolungato di cui dovrà farsi carico una commissione ad hoc che all'uopo occorrerà nominare, d'altro canto, credo sia alquanto evidente che l'erezione di un muro di separazione non risolverebbe, nell'immediato, nessuna delle nostre difficoltà e infallibilmente verrebbe a crearne delle altre, ella, signor presidente, conosce il mio pensiero sull'argomento, e la lealtà personale e istituzionale che le devo non mi consentirebbe di sottacerlo davanti al consiglio, il che non significa, torno a dirlo, che i lavori della commissione non debbano avere inizio il piu rapidamente possibile, non appena sia istituita, entro una settimana. Era visibile la contrarietà del presidente della repubblica, Io sono presidente, non sono papa, e dunque non ho la presunzione di alcun tipo di infallibilità, ma desidererei che la mia proposta fosse discussa con carattere di urgenza, Io stesso l'ho detto prima, signor presidente, soggiunse il primo ministro, le dò la mia parola che in meno di quanto immagina avrà notizie del lavoro della commissione, Intanto, ci muoveremo a tentoni, alla cieca, si lagnò il presidente. Il silenzio fu tale che avrebbe smussato la lama del piu affilato dei coltelli. Si, alla cieca, ripeté senza accorgersi del turbamento generale. Dal fondo della sala, si udí la voce tranquilla del ministro della cultura, Tale e quale a quattro anni fa. Paonazzo, come se fosse stato offeso da un'oscenità brutale, inammissibile, il ministro della difesa si alzò e, puntando un dito accusatore, disse, Lei ha appena infranto vergognosamente un patto nazionale di silenzio che tutti avevamo accettato, Che io sappia, non c'è stato nessun patto, e tanto meno nazionale, quattro anni fa io ero già piuttosto cresciuto e non ho il minimo ricordo che la popolazione sia stata chiamata a firmare una pergamena in cui si impegnasse a non pronunciare, mai, una sola parola sul fatto che per alcune settimane siamo stati tutti ciechi, Ha ragione, un patto nel senso formale non c'è stato, intervenne il primo ministro, ma tutti abbiamo pensato, senza che per ciò fosse stato necessario metterci d'accordo e scriverlo su un foglio di carta, che la terribile prova per cui eravamo passati avrebbe dovuto, per la salute del nostro spirito, esser considerata unicamente come un incubo abominevole, qualcosa che fosse esistito come sogno, non come realtà, In pubblico, è possibile, ma lei, signor primo ministro, non vorrà certo convincermi che nell'intimità della sua casa non si sia mai parlato dell'accaduto, Che se ne sia parlato, o no, poco importa, nell'intimità delle case succedono tante cose che non escono dalle quattro pareti e, se mi permette che glielo dica, l'allusione alla tragedia ancora oggi inspiegabile occorsa fra noi quattro anni fa è stata una manifestazione di cattivo gusto che da un ministro della cultura non mi sarei aspettato, Lo studio del cattivo gusto, signor primo ministro, dovrebbe essere un capitolo della storia delle culture, e tra i piu estesi e corposi, Non mi riferisco a quel genere di cattivo gusto, ma all'altro, quello cui siamo soliti dare anche il nome di mancanza di tatto, Ciò che lei crede, signor primo ministro, a quanto pare, è qualcosa di simile all'idea per cui ciò che fa si che la morte esista è il nome che ha, che le cose non hanno un'esistenza reale se non abbiamo un nome con cui designarle, Ci sono innumerevoli cose di cui ignoro il nome, animali, vegetali, strumenti e apparecchi di ogni forma e dimensione e per ogni uso, Ma lei sa che ce l'hanno, e questo le dà tranquillità, Ci stiamo allontanando dall'argomento, Sí, signor primo ministro, ci allontaniamo dall'argomento, io ho detto solo che quattro anni fa siamo stati ciechi e ora dico che probabilmente ciechi continuiamo a esserlo. L'indignazione fu generale, o quasi, le proteste scoppiavano, si sovrapponevano, tutti volevano intervenire, persino il ministro dei trasporti, il quale, avendo una voce stridula, in genere parlava poco, dava ora da fare alle corde vocali, Chiedo la parola, chiedo la parola. Il primo ministro guardò il presidente della repubblica come a chiedergli consiglio, ma si trattava solo di scena, il timido movimento del presidente, quale che fosse il suo significato all'origine, fu troncato dalla mano alzata del suo capo di governo, Tenendo conto del tono emotivo e appassionato che fanno prevedere le interrogazioni, il dibattito non servirebbe a niente, perciò non darò la parola a nessuno dei signori ministri, tanto piú che, forse senza rendersene conto, il signor ministro della cultura ha colto nel segno paragonando la piaga che stiamo soffrendo a una nuova forma di cecità, Io non ho fatto quel paragone, signor primo ministro, mi sono limitato a rammentare che siamo stati ciechi e che, probabilmente, ciechi continuiamo a essere, qualsiasi estrapolazione che non sia logicamente contenuta nella proposizione iniziale è illegittima, Cambiare di posto alle parole rappresenta, tante volte, cambiargli il significato, ma loro, le parole, ponderate una per una, continuano, fisicamente, se cosí posso esprimermi, a essere esattamente ciò che erano prima, e dunque, In tal caso, mi permetta di interromperla, signor primo ministro, voglio che sia ben chiaro che la responsabilità dei cambiamenti di posto e di significato delle mie è unicamente sua, io non ci ho messo né arte né parte, Diciamo che lei ci ha messo l'arte e io ho contribuito con la parte, e che l'arte e la parte insieme mi autorizzano ad affermare che votare scheda bianca è una manifestazione di cecità altrettanto distruttiva dell'altra, O di lucidità, disse il ministro della giustizia, Che cosa, domandò il ministro dell'interno, ritenendo di aver udito male, Ho detto che votare scheda bianca si potrebbe considerare come una manifestazione di lucidità da parte di chi l'ha fatto, Come osa, in pieno consiglio del governo, pronunciare una simile barbarità antidemocratica, dovrebbe vergognarsi, non sembra neanche un ministro della giustizia, sbottò quello della difesa, Mi domando se sono mai stato tanto ministro della giustizia, o di giustizia, come in questo momento, Ancora qualcosina e mi farà credere che ha votato scheda bianca, osservò il ministro dell'interno ironicamente, No, non ho votato scheda bianca, ma ci penserò alla prossima occasione. Quando il brusio scandalizzato che fece seguito a questa dichiarazione cominciò a scemare, una domanda del primo ministro lo fece cessare di colpo, consapevole di ciò che ha appena detto, Tanto consapevole che deposito nelle sue mani la carica che mi è stata affidata, presento le mie dimissioni, rispose quello che non era piú né ministro né della giustizia. Il presidente della repubblica era impallidito, sembrava un cencio che qualcuno avesse lasciato distrattamente sulla spalliera della sedia e poi dimenticato, Non ho mai immaginato che sarei vissuto per vedere il volto del tradimento, disse, e pensò che la storia non avrebbe mancato di registrare la frase, per il sí e per il no ci avrebbe pensato lui a fargliela ricordare. Quello che sino ad allora era stato ministro della giustizia si alzò, inclinò il capo verso il presidente e il primo ministro e uscí dalla sala. Il silenzio fu interrotto dal rumore improvviso di una sedia spostata, il ministro della cultura si era alzato e annunciava dal fondo con voce forte e chiara, Presento le mie dimissioni, Questa poi, non mi dica che, proprio come il suo amico ci ha appena promesso in un momento di lodevole franchezza, anche lei ci penserà alla prossima occasione, tentò di ironizzare il capo del governo, Non credo sarà necessario, ci avevo già pensato all'ultima, Questo significa, Solo quello che ha udito, niente di piú, La prego di ritirarsi, Stavo per farlo, signor primo ministro, se sono tornato indietro è stato solo per prendere congedo. La porta si apri, si chiuse, al tavolo rimasero due sedie vuote. Questa poi, esclamò il presidente della repubblica, non ci eravamo ancora riavuti dal primo colpo e ci siamo presi un nuovo schiaffo, Gli schiaffi sono ben altro, signor presidente, ministri che vengono e ministri che vanno, è cosa normale nella vita, disse il primo ministro, in ogni modo, se il governo è entrato qui dentro al completo, completo ne uscirà, il dicastero della giustizia lo assumo io e il signor ministro dei lavori pubblici si occuperà degli affari culturali, Temo mi manchi la competenza necessaria, osservò il chiamato in causa, Eccome se ce l'ha, anche la cultura, secondo quanto continuano a ripetermi alcuni che se ne intendono, è un lavoro pubblico, dunque sarà perfetta nelle sue mani. Suonò il campanello e ordinò all'usciere che comparve alla porta, Tolga quelle sedie, poi, rivolgendosi al governo, Faremo una pausa di quindici, venti minuti, il signor presidente e io saremo nella sala accanto.

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