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| << | < | > | >> |CopertinaLe aste sono quelle con cui i bambini empivano i quaderni della prima elementare, per allenarsi all'alfabeto. Dalle aste, si sa, è possibile passare all'ortografia e poi, attraverso passaggi sempre più ardui, al romanzo, alla politica, alla saggistica, alla cultura tout court. Diventare, per esempio, Italo Calvino. È quel che sogna Michele Astarita, membro negli Anni Sessanta del direttivo di una sezione del PCI, aspirante scrittore e destinatario di una lettera di Calvino che in verità Calvino non ha mai scritto. ...| << | < | > | >> |Pagina 177Potrei sostenere che ho scritto tre pagine spacciandomi per Calvino solo per amore del respiro di Anna. Lo so che sarebbe sufficiente, soce così è un piacere sentirsele raccontare. Del resto, ci sono periodi dell'esistenza in cui uno è disposto a qualsiasi bassezza, a qualsiasi follia, non per desiderio del corpo di una persona, ma solo del suo fiato. Perciò, per giustificarmi, mi basterebbe appellarmi a quest'aria calda dei polmoni e ricamare in belle lettere sul fatto che probabilmente è nient'altro che il soffio animatore dell'inanimato, il vento che feconda il caos, il respiro che fa vivere il fango e, se si mozza, da animale si rifà melma. Ma non direi tutta la verità. Perchè a decidermi invece, è stata questa domanda di Anna: "Sei capace?" "Capace di che?" ho pensato.| << | < | |