Copertina
Autore Lorenzo Taiuti
Titolo Multimedia
SottotitoloL'incrocio dei linguaggi comunicativi
EdizioneMeltemi, Roma, 2005, Melusine 27 , pag. 192, ill., cop.fle., dim. 165x235x13 mm , Isbn 978-88-8353-366-2
LettoreFlo Bertelli, 2005
Classe comunicazione , arte , informatica: applicazioni
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Indice

  7 Introduzione
    Multimedialità.
    La trasformazione multimediale dei linguaggi comunicativi

    Capitolo primo
 19 L'immagine digitale.
    Immagine digitale, immagine fotografica e
    immagine manipolata

    Capitolo secondo
 37 Linguaggi audiovisivi.
    Dalla sperimentazione filmica alla video-arte e
    allo schermo digitale

    Capitolo terzo
 59 I dispositivi interattivi.
    Lo sviluppo dell'interattività nella comunicazione visiva

    Capitolo quarto
 65 Lo spettacolo tecnologico.
    Opera totale, multimedialità e confini sperimentali

    Capitolo quinto
 79 L'uso della multimedialità nello spazio pubblico.
    Multimedia, spazi pubblici, architettura, urban art,
    public art

    Capitolo sesto
 97 Musei-centri culturali.
    L'intervento multimediale nella cultura pubblica

    Capitolo settimo
113 Ambienti immersivi/sensibili.
    Lo sviluppo degli ambienti immersivi e interattivi dalla
    video-installazione all'ambiente intelligente e
    alla realtà virtuale

    Capitolo ottavo
137 La rete, comunicazioni e forme.
    Comunicazioni, funzioni e storia della rete

    Capitolo nono
157 Post-cinema e multimedialità.
    Dalla distribuzione digitale ai teatri dell'immagine e
    al "post-cinema" tecnologico

    Capitolo decimo
171 Tendenze emergenti. I nuovi segnali del digitale

187 Glossario

191 Bibliografia

 

 

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Pagina 7

Introduzione

Multimedialità. La trasformazione multimediale dei linguaggi comunicativi


Inizi

Mentre gli anni Ottanta e Novanta hanno rilanciato, attraverso la cultura digitale, utopie, esperimenti e previsioni con un'energia non uguagliata nel campo delle arti plastiche, oggi si presenta la necessità di analizzare, valutare, classificare, storicizzare e produrre strumenti d'uso per integrare i linguaggi digitali nella griglia linguistica che chiamiamo "multimedialità".

"La tecnologia dei media moderni ha prodotto nuove possibilità d'interazione (...). Ciò di cui abbiamo bisogno oggi è una più ampia visione dei risultati che si evidenziano nel patrimonio delle passate esperienze, proprietà e conoscenze" (Arnheim).

Arnheim indica la necessità d'integrare il patrimonio di esperienze marginali e sperimentali che hanno accompagnato le esperienze centrali dell'arte moderna e farle diventare fattore attivo nei nuovi sistemi culturali modificati dall'ingresso del digitale.

In Corpi Sognanti (Taiuti 2001) notavo che:

Ciò che produce la confusione linguistica e l'eclettismo dei codici di inizio secolo non è dovuto solamente alla perdita di definizione dei segni culturali e ideologici finora utilizzati, ma anche alla perdita di precisi contorni dei mezzi di comunicazione e alla loro conseguente perdita connotativa. Questa perdita di precisi contorni è il risultato di un "cross over" linguistico senza precedenti dovuto alla fusione dei vari linguaggi all'interno del medium digitale (...). I cross over linguistici sono anche cross over culturali poiché la presenza di un nuovo medium capace di concentrare la comunicazione avvicina forme culturali e codici insieme, li mischia e li muta (...). Gli specifici che si incrociano non perdono le loro caratteristiche iniziali, ne acquistano altre: la principale è senza dubbio la mobilità fra specifici attraverso il medium digitale che avvicina le funzioni comunicative senza farne saltare i codici.

Suono e immagine statica, segno e foto, immagine cinetica e immagine manipolata, testo letterario e segni comunicativi s'incontrano su un supporto non più materialmente differenziato ma adatto a infinite relazioni. Il termine "multimedialità" definisce comunque con immediatezza forte uno shock, lo shock dell'incontro-scontro dei linguaggi nel medium digitale.

"Multimedialità" sintetizza la possibilità di muoversi fra linguaggi attraverso un unico medium digitale e la possibilità di una nuova complessità comunicativa attraverso di essi, fino a negare la "forma compiuta" dei linguaggi espressivi e della narrazione lineare occidentale.

Manuel Castells-Kelly (1999) così definisce le ragioni d'essere della nuova situazione:

ormai accettato che nell'ultimo quarto del 20 secolo una rivoluzione tecnologica di proporzioni storiche ha preso forma. Questa ha due caratteristiche di base: a) focalizzata sui processi, come tutte le importanti rivoluzioni, anche se continuamente produce il rinnovo dei prodotti. Poiché è orientata ai prodotti (come era la rivoluzione industriale) i suoi effetti sono pervasivi, e trasversali a tutte le sfere delle attività umane. b) Il suo materiale di base è l'informazione così come il materiale di base della rivoluzione industriale era l'energia. In questo la rivoluzione della tecnologia informativa è separata dalle precedenti rivoluzioni. Mentre informazione e conoscenza sono stati sempre elementi essenziali di ogni scoperta scientifica, è la prima volta che ciò si applica alla produzione di conoscenza (...).

La struttura del digitale è quindi motore di una cultura diversa, e questa cultura è basata sulla possibilità d'incrocio dei diversi linguaggi.


Precedenti

Sviluppando i precedenti testi da me pubblicati questo volume indaga sui significati, sugli usi e sulle implicazioni del termine "multimedialità" e sugli scenari che si stanno definendo nelle trasformazioni linguistiche alla base dell'idea stessa di multimedialità. Partendo dal dato fondamentale della matrice numerica che integra e aggrega le altre forme comunicative il libro segue le forme della rappresentazione che cambiano insiene alle strutture della loro comunicazione.

Il libro analizza i mutamenti che il passaggio al digitale produce: le ibridazioni linguistiche e gli eclettismi di codici come l'immagine filmica e i linguaggi visivi in generale che utilizzano in modi crescenti i media digitali.

Questa crescita/implementazione produce un "cross-over" linguistico di dimensioni senza precedenti dovuto alla fusione dei vari linguaggi all'interno del medium digitale con conseguenti mutamenti culturali, dato che i cross over linguistici avvicinano, mischiano e mutano le forme della comunicazione e della creazione.


Multimedialità e sue conseguenze

Senso della profondità e senso della storia sono sicuramente soggetti in questi anni a profondi mutamenti. Lo è per la storia e lo è per l'arte. Io mi occupo dei linguaggi estetici dal punto di vista degli extramedia e della loro crescita all'interno o ai margini delle arti visive.

Questa extramedialità è cresciuta enormemente negli ultimi anni man mano che video digitale e linguaggi informatici entravano nel lessico della comunicazione visiva e di alcune aree dell'arte contemporanea. Multimedialità è alla base l'incontro su uno stesso supporto digitale dei linguaggi visivi e audio, statici o in movimento. Il Cd Rom è stato per alcuni anni l'oggetto simbolo di questo nuovo concetto, fino ad appiattirne il significato sul prodotto Cd Rom.

Arte e Media (1996) si poneva l'obiettivo di ricostruire la linea più volte spezzata o dimenticata del rapporto delle avanguardie con i linguaggi di comunicazione di massa e il conseguente uso di linguaggi extramedia, in quegli anni poco visibili soprattutto in Italia.

Corpi Sognanti (2001) metteva invece in evidenza che si era sviluppata una vasta area di esperienza estetica che interessava il centro operativo delle arti visive e che non era ancora stato analizzato o conosciuto a dovere.

Ad alcuni anni di distanza, il distacco fra nuovi media e area creativa si sta accorciando e da più parti nasce un interesse che coinvolge l'area didattica, il sistema museale ed espositivo.

In Italia inoltre viviamo oggi una fase di integrazione del digitale (in lieve ritardo rispetto al resto d'Europa). Questa integrazione si evidenzia nella crescita esponenziale dell'uso del computer e della rete, nel diffondersi professionale, a livello di studio e amatoriale di ogni possibile uso dei linguaggi digitali.

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Pagina 12

Multimedialità come Opera Totale

Il termine "multimedialità" troppo genericamente utilizzato va ridefinito alla luce delle forme sperimentali emergenti nel campo dell'arte e della comunicazione cercando di evidenziare le complessità e le caratteristiche che prendono i vari media comunicativi all'interno del "medium/tecnologia" digitale, scambiandosi caratteristiche e acquistandone o creandone di nuove, con una mobilità che trova le sue basi culturali alla radice del moderno.

Suono e immagine statica, segno e foto, immagine cinetica e immagine manipolata, testo letterario e testi comunicativi s'incontrano su un supporto non più materialmente differenziato ma adatto a infinite relazioni e trasformazioni e convergente oggi sulla comunicazione più complessa, la rete.

Ciò che rende nuovo oggi il termine multimedialità, come abbiamo detto, è l'inedita capacità del digitale di rappresentare su uno stesso medium le diverse forme comunicative.

L'avverarsi culturale nella multimedialità di uno dei concetti estetici più influenti nell'arte moderna, il concetto appunto di "Gesamkunstwerk" o "Opera Totale" formulato da Wagner nell'Ottocento prefigurando uno sviluppo ulteriore e circolare delle possibilità espressive e spettacolari che il teatro d'opera stava già sperimentando.

Il concetto forte della modernità (l'Opera Totale) è stato un vettore di molteplici progetti e di crescite inaspettate in tutta l'arte contemporanea.


Parola chiave multimedialità

Quanto detto in passato su altri testi diventa oggi urgenza di ricollocazione concreta, di trasformare i manifesti in materiale d'uso e mappizzare gli spazi di applicazioni possibili dei nuovi media.

Avendo ormai i nuovi media toccato tutti i livelli dell'area creativa e comunicativa si tratta oggi di vedere gli spazi comunicativi in cui si possono applicare; i nuovi media, da parte loro, sono stati usati da pratiche d'arte come da culture pop, network attivisti e anche il suono ha avuto un ruolo importantissimo.

Le discipline coinvolte sono molte: Storia dell'arte, Storia delle scienze e tecnologie, Film, Suono, Media comunicazione, Studi visivi e teatrali, Architettura, Design, Psicologia visiva ecc.

Si pone oggi il problema di documentare, curare, collezionare l'arte mediatica perché il sistema dell'arte viene sempre più in contatto con la tecno-arte ma non si è ancora attrezzato per collezionare sistematicamente o conservare.

Questo mette in dubbio (come è avvenuto per la video-arte) un'appropriata conservazione di molte opere ed esperienze.

Come risolvere questi problemi? Con quali strutture o con quali ulteriormente nuove tecnologie?


Percorsi linguistici

Questo libro si propone di fornire elementi di lettura e pratica dei fenomeni multimediali sia nelle aree estetiche e comunicative come Arti plastiche, Ricerca audiovisiva, Immagini creative, Comunicazione multimediale culturale, sia nelle aree didattiche che in modo crescente lavorano in questi campi.

Queste aree didattiche in espansione trattano l'applicazione dei nuovi media a diversi livelli (scuole d'arte, accademie, corsi universitari specializzati sulla multimedialità o sull'uso creativo di linguaggi informatici come Dams, Architettura, Scienze della Comunicazione ecc.) e in corrispondenza allo sviluppo e diffusione della pratica multimediale a ogni livello didattico e professionale.

Il problema è capire quali strumenti siano necessari per fornire insieme storia, documentazione, analisi e un quadro completo delle possibilità applicative della multimedialità.

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