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| << | < | > | >> |Indice
Dall'editore XIII
Prefazione XV
Struttura del volume XVII
Altri criteri utilizzati nelle scelte XVIII
Che cos'è uno standard tecnologico XIX
A che cosa serve definire uno standard XIX
L'importanza di riconoscere uno standard XXI
Standard "de jure" XXIII
La copia nel mondo pre-digitale XXIII
La conservazione delle informazioni XXIV
Standard "de facto" XXIV
Ciclo editoriale e tecnologie digitali:
software, formati e standard XXV
Introduzione XXIX
Ringraziamenti XXXIII
Capitolo 1 Un po' di storia 1
Dimmi come parli 1
Caro amico di matita 3
Stampa che ti passa 6
Gutenberg fa le pentole 8
La Bibbia B42 13
Manuzio i coperchi 15
Fin che la carta va 17
Dalla carta ai bit 21
Silenzio... parla Internet 29
Conclusioni 31
Capitolo 2 Testo, testo delle mie brame 37
Saper gestire il testo 37
Che carattere! 38
Lo stile non è acqua 48
La forma e l'inclinazione del carattere 50
La forza del carattere 52
Maiuscolo, minuscolo e maiuscoletto 53
Magiche font 60
Il corpo... del reato 65
Dimmi cosa scrivi 70
Dimmi cosa leggi 82
Capitolo 3 Tutto a posto, niente in ordine 93
La revisione del testo 93
Regoliamo le regole 110
Abbreviazioni 110
Accenti 118
Aggettivi da nomi stranieri 122
Apostrofo 122
Bibliografia 124
Nome e cognome dell'autore 124
Titolo dell'opera 124
Nome della casa editrice 125
Luogo e data di pubblicazione 125
Edizione 126
Pagine 126
Volumi 127
Collana 128
Bibliografia dal Web 128
Citazioni 129
Corsivo 131
La d eufonica 132
Date 133
Dediche 137
Didascalie 137
Etimologie 137
Firme 137
Indici analitici 138
Maiuscoletto 139
Maiuscolo 140
Minuscolo 144
Nomi geografici 146
Nomi propri di persona 147
Note 148
Numeri cardinali 148
Numeri ordinali 149
Parentesi 152
Parole e nomi stranieri 154
Plurale 155
Prefissi 157
Punteggiatura 158
Il punto 158
Il punto e virgola 159
I due punti 159
La virgola 160
Le parentesi 161
Le virgolette 161
Il trattino 164
I puntini di sospensione 165
Il punto interrogativo 166
Il punto esclamativo 167
L'asterisco 167
Rimandi 167
Sigle 168
Simboli 168
Tabelle 174
Testate di giornali e riviste 175
Titoli 176
Tondo 177
Traslitterazioni 179
I controlli per il Web 179
La correzione delle bozze 180
Simboli per la correzione di bozze 183
Capitolo 4 I "mondi" editoriali:
gli atomi o "della carta" 191
Il mondo si divide 191
Il prodotto di carta 192
I tipi di carta 192
Calcolo del peso della carta 194
Calcolo del costo della carta 194
La stampa 195
Sua maestà il libro 198
La struttura esterna del libro 199
La struttura interna del libro 202
Le pagine di servizio 202
Il testo dell'opera 207
Gli apparati e le appendici 207
La fabbrica del cioccolato 214
Il progetto grafico 215
La legatura 223
Avanti, si impagina! 225
Elementi fissi nelle pagine 231
La rivista e il giornale 239
La copertina 242
Il giornale 242
La struttura editoriale: il timone 247
Capitolo 5 I "mondi" editoriali:
i bit o "del digitale" 251
Le strutture editoriali:
il flowchart e lo storyboard 252
Il flowchart 252
Lo storyboard 253
Multimedia? Sì, grazie 255
Il prodotto offline 256
Il prodotto online 258
Un abbecedario per Internet 259
L'interfaccia 259
La navigazione 267
Organizzazione delle informazioni 267
Usabilità 268
I link 269
La home page 270
Le pagine lunghe 272
L'informazione 272
Capitolo 6 Un arcobaleno di colori,
un giardino di immagini 275
Il colore: tanto familiare, quanto sconosciuto 275
Il significato simbolico dei colori 276
I colori in... sintesi 281
La sintesi additiva 282
La sintesi sottrattiva 283
CMYK: i fantastici quattro 285
Il retino 286
La selezione 286
I colori Pantone 290
I segreti delle immagini 291
Le immagini vettoriali 292
Le immagini bitmap 293
Il riconoscimento delle fonti 308
I formati delle immagini 308
Capitolo 7 Dimmi cosa fai e ti dirò chi sei 313
Passato e presente tra carta e bit 313
Ieri 313
Oggi come ieri 319
Che figura! 322
Organizziamoci 328
L'archiviazione 342
Copie vietate 343
Appendice Meravigliosamente digitale 347
Ogni regola ha la sua eccezione 347
La revisione del testo con Word 348
La revisione del testo in formato PDF 357
Il PDF per la pubblicazione professionale 366
Conversione di un documento in formato PDF 366
Comunicare con l'Instant Messaging 369
Viaggio nella Rete 371
Bibliografia 377
Indice analitico 383
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| << | < | > | >> |Pagina XXIXIntroduzionePoco più che ventenne, e appena laureata, alle prime armi nel mondo del lavoro, ho avuto la possibilità di vivere un'esperienza unica nel suo genere: entrare in un mondo elitario, quello editoriale, cavalcando l'onda delle tecnologie digitali. Era il 1987. Le tecniche e le procedure tradizionali di lavorazione dei prodotti editoriali di lì a poco avrebbero passato il testimone a metodi e metodologie di tutt'altra natura. Il cambiamento che si stava profilando all'orizzonte avrebbe coinvolto la professionalità e il modo di lavorare di molte persone, e l'organizzazione di molte aziende. Proprio quelle persone e quelle aziende con le quali ho avuto la fortuna di interagire e dalle quali ho tratto insegnamenti preziosi. Regole della tradizione editoriale, trucchi del mestiere, procedure consolidate, tecniche di trattamento delle informazioni e altro ancora mi sono state consegnate per poterle tradurre in bit, in una sorta di scambio reciproco di conoscenze, dove tutto era in divenire e nulla era codificato. Poter apprendere l'arte della realizzazione di un libro, dalla sua progettazione fino ad arrivare al prodotto stampato, è stata la grande esperienza che mi ha aiutata a capire che nulla è casuale e che tutto deve essere studiato e programmato. Le conoscenze non si improvvisano. Deve esserci qualcuno che le tramanda. Fissare questi concetti e questa esperienza traducendoli in regole d'uso e consigli operativi è stato pertanto l'obiettivo di questo volume. Un volume che non vuole avere la pretesa di trattare l'"universo mondo" delle tecnologie digitali, degli strumenti e delle norme da applicare alla creazione di un prodotto editoriale, ma che, con semplicità e chiarezza, cerca di essere di ausilio a chi, per diletto o per scelta professionale, desidera avvicinarsi o confrontarsi con questo mondo. Conoscere i processi di lavorazione di un prodotto cartaceo è, e rimarrà sempre, una scuola importante, anche in un mondo dove le informazioni viaggiano sulla Rete o vengono "impacchettate" in supporti multimediali. È per questo motivo che nel testo viene dato ampio spazio all'oggetto di carta realizzato con le tecnologie digitali: le stesse utilizzate per la produzione di informazioni multimediali. Al fianco della produzione tradizionale, regole e suggerimenti vengono quindi tradotti per poter essere applicati anche ai nuovi mondi della comunicazione, dove i bit e l'elettronica sono diventati gli elementi con cui quotidianamente ci si confronta. Gli argomenti trattati spaziano dalla storia della stampa ai principi grafici e redazionali di trattamento del testo; dall'uso dei caratteri tipografici a quello delle font; dai controlli da effettuare prima di pubblicare sul Web a quelli necessari per portare i file in tipografia. E ancora. Da come si realizza un timone a come, invece, si deve lavorare con il flow-chart e lo storyboard; dalle variabili che possono influenzare un prodotto fruibile a video a quelle che possono condizionare il risultato ottenibile dalle moderne tecniche di stampa. Si entrerà nel merito dei criteri di impaginazione, di lettura e di navigazione dei diversi prodotti editoriali, di come le informazioni dovrebbero essere organizzate e di come l'utente interagisce con i diversi media. Particolare attenzione viene anche data alla gestione del colore, dall'RGB al CMYK al Pantone, dal trattamento delle immagini vettoriali a quelle bitmap, dagli scanner agli originali da riprendere, dagli interventi che possono migliorare il risultato finale a quelli che possono invece comprometterlo. È un intero universo quello che gravita attorno alla produzione di un qualsiasi oggetto editoriale, fatto di figure professionali, di efficienza, di regole di comportamento e di vincoli sui copyright. Esporre ed analizzare anche questi aspetti è stato un altro obiettivo di questo volume, unitamente all'analisi degli strumenti, digitali e no, che possono essere di aiuto a chi si relaziona con questo settore. Comunicare con chiarezza significa essere organizzati, ed essere organizzati significa conoscere le regole di creazione, di gestione e di archiviazione del materiale cartaceo e digitale. Tutti gli argomenti presenti nel volume sono stati trattati non solo dal punto di vista teorico, ma anche e soprattutto da quello della pratica, con suggerimenti e consigli che possono far risparmiare tempo e fatica e che, soprattutto, molto spesso rendono migliore il risultato finale. Esperienze del "passato" tradotte e applicate nella pratica quotidiana. | << | < | > | >> |Pagina 32
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Le tappe della comunicazione.
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Periodo Eventi
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ca 15000 a.C. L'uomo inventa i segni.
ca 3500 a.C. Nasce la scrittura.
ca 3100 a.C. Compaiono i numeri.
ca 3000 a.C. In Egitto nasce la scrittura geroglifica.
ca 2600 a.C. La scrittura sumera diventa cuneiforme.
ca 1500 a.C. Nasce l'alfabeto.
ca 400 a.C. Viene usato il papiro come supporto scrittorio.
ca. 200 a.C. Viene usata la pergamena come supporto scrittorio.
ca. 600 d.C. Nasce in Cina la tecnica xilografica, l'arte
di incisione a rilievo su legno, la più antica
tecnica di stampa conosciuta.
764 ca. Primo esempio di stampa da matrice di legno (Giappone).
868 Primo libro stampato noto (Cina).
1040 ca. Invenzione dei caratteri mobili (Cina).
1286 A Fabriano nasce la prima cartiera italiana.
1403 Si ha notizia di caratteri mobili colati nel bronzo
in Corea.
1447-1449 Johann Gutenberg inventa il processo di stampa
a caratteri mobili.
1453 Gutenberg inizia la stampa della Bibbia 42, il
primo libro prodotto con la tecnica dei caratteri mobili.
1462 Il Sacco di Magonza disperde in tutta Europa i
tipografi tedeschi.
1465 A Subiaco, nello Stato Pontificio, viene
impiantata la prima stamperia italiana da
Corrado Schweinheim e Arnoldo Pennaz.
1467 Prima stamperia a Roma.
1468 Prima stamperia a Parigi.
1476 Prima stamperia a Londra.
1499 Per la prima volta vengono numerate le pagine
di un libro.
1500 Aldo Manuzio inventa il carattere tipografico
corsivo e i libri economici e di formato ridotto.
[...]
1946 Nasce l'Eniac (Electronic Numerical Integrator
And Computer): considerato il primo computer.
Nasce il termine bit (binary digit = cifra binaria).
1958 Il primo computer a transistor apre la cosiddetta
"seconda generazione" dei computer.
1964 Il 7 aprile la IBM presenta il primo computer di
terza generazione: il Sistema/360.
Il 29 giugno la IBM presenta il primo word processor
(elaboratore di testi).
1969 Il 29 ottobre viene effettuato il primo collegamento
a distanza tra computer: è l'inizio di Internet.
1970 Diffusione della fotocomposizione in Italia.
1975 Bill Gates, insieme a Paul Allen e Steve Ballmer,
fonda la Microsoft.
1977 Entra in commercio il primo modem per computer.
Nasce l'Apple II, il primo personal computer
di successo.
1980 Nasce Osborne 1, il primo pc portatile.
1981 Il 12 agosto la IBM presenta il suo primo personal
computer.
1982 Philips e Sony lanciano sul mercato il compact disc
(CD).
Adobe System realizza il linguaggio PostScript.
1983 Il protocollo TCP/IP sancisce la creazione di una
Internet globale.
1984 La Apple commercializza il Macintosh, dando il via
all'era del desktop pubiíshing.
1985 Negli Usa entra in commercio il primo CD-Rom che può
contenere fino a 600 megabyte di dati.
1990 Nasce il WWW (World Wide Web).
[...]
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| << | < | > | >> |Pagina 313Capitolo 7
Dimmi cosa fai e ti dirò chi sei
Passato e presente tra carta e bit Una volta era "tradizionale", oggi è "DTP". Una volta il lavoro veniva svolto "manualmente", oggi tutto è "elettronico". Una volta era "analogico", oggi tutto è "digitale". Una volta era "ipertesto" oggi è "multimediale". Una volta esistevano i "flussi di produzione", oggi esistono i "flussi di produzione". Cambiano le cose, le tecnologie si evolvono, le professionalità si trasformano, ma l'organizzazione del lavoro continua a essere una priorità. Le sequenze e le fasi di produzione di oggi non sono molto diverse da quelle della produzione tradizionale. Ciò che in fondo è cambiato, tra ieri e oggi, sono soprattutto le metodologie di lavorazione, che hanno introdotto nuovi strumenti attraverso i quali vengono realizzate le diverse fasi di produzione e hanno ridisegnato i ruoli di chi lavora.
L'editoria, di qualsiasi tipo si tratti, si è sempre occupata
di organizzare contenuti, cioè di produrre documenti che
possano essere fruiti da chiunque e su qualsiasi supporto
(stampa, Web o supporti multimediali) in modo chiaro e
semplice per l'utente, preparati con accuratezza, competenza
e professionalità.
Ieri Quando l'invenzione della stampa trasformò il sapere in un oggetto commerciabile (il libro) nacque l'esigenza di un sistema organizzato non solo per la produzione, ma anche per la vendita e la distribuzione del bene. I primi stampatori svolgevano contemporaneamente tutta una serie di funzioni: erano nel contempo editori, produttori, distributori, librai. Successivamente, l'aumento della domanda di libri, il maggior impegno finanziario richiesto per gestire una tipografia e, non per ultima, un'organizzazione del lavoro adeguata, resero necessaria una maggiore divisione dei ruoli. La forza lavoro che veniva impiegata nella produzione dei testi stampati era organizzata secondo una gerarchia che contemplava figure come l' apprendista, l' operaio qualificato (che a sua volta si distingueva in compositore, correttore, incisore di caratteri di stampa, torcoliere, inchiostratore e così via), il maestro stampatore e, all'occorrenza, il correttore di bozze che, generalmente, veniva scelto tra studenti o letterati del posto. Tra tutte le figure presenti nel ciclo di produzione della stampa tradizionale, quella di maggior spicco era rappresentata dal compositore, colui che sapeva comporre il testo combinando i caratteri in righe, colonne e pagine. Tale ruolo era ricoperto da chi possedeva un certo grado di istruzione, che sapeva leggere, scrivere e che conosceva il latino. Riportiamo, a questo proposito, le parole con cui la prefazione alla seconda edizione introduce il manuale Tipografia — Lezioni di composizione scritto da Salvatore Landi per l'edizione di Ulrico Hoepli del 1917 (Figura 7.1). Si tratta di un manuale "che diffonde cultura" (come si autodefinisce) e che insegna l'arte della stampa agli studenti. Di questo Manuale di Tipografia, nella cui prima edizione il compianto maestro cav. Salvatore Landi tanta parte spese della sua energia e del suo acume, dimostrando tecnicamente agli allievi, lezione per lezione, tutto il concatenamento della nobile arte sua, di questo Manuale si torna oggi a fare una seconda edizione, immutata nella sostanza, poiché le norme fondamentali che regolano la vera disciplina tipografica, sono rimaste quali erano allora. Egli lottò durante tutta la sua esemplare ed operosissima vita, per la conservazione di molte regole tipografiche — che gl'innovatori volevano, più o meno opportunamente, cambiare — e ciò non soltanto in omaggio agl'insegnamenti degli antichi maestri, insegnamenti ai quali Egli informò la propria cultura, ma principalmente perché era convintissimo che certe norme per il decoro stesso dell'arte non si possono né si devono abbandonare. Non rifuggiva però dall'ammettere volentieri che il progresso ha le sue esigenze, e che alcuni dettami tipografici avevano fatto il loro tempo e dovevano essere riformati alle moderne discipline, cioè a quella modernità sana ed equilibrata che non si fonda sulle sfrenate bizzarrie, né si slancia nell'utopia, ma si raggiunge assennatamente a gradi senza distruzioni repentine e assolute. Nessuna variante perciò è stata fatta; ma nel ristampare queste pagine preziose, abbiamo tenuto conto di ciò che credevamo logico ed opportuno di aggiungere in seguito al grande sviluppo che ha fatto la Tipografia dal 1896 a oggi. Essere in grado di lavorare a un testo era quindi considerata, agli inizi del Novecento, una missione. Chi si cimentava nell'arte della composizione doveva dimostrare di possederne il "dono". La professione del compositore era considerata la chiave per la buona riuscita di un'opera, e diventare compositore non era certo cosa da poco, anzi, richiedeva una lunga gavetta, studi approfonditi ed esami di verifica delle capacità, anche e soprattutto manuali. [...] Oggi come ieri Sono passati quasi cento anni da queste pubblicazioni, ma che cosa recitano di tanto diverso rispetto alle problematiche che si riscontrano oggi nella realizzazione di un prodotto editoriale? Professionalità, organizzazione, conoscenze, regole, accuratezza, rispetto dei tempi... tutto si ripete all'infinito. Non ci si può improvvisare "operatori del settore", ci si deve arrivare per gradi, con costanza e con una preparazione adeguata. Oggi come allora, sebbene siano cambiati gli strumenti a disposizione, il lavoro si sia specializzato, nuove figure abbiano trovato un loro ruolo e i tempi siano stati compressi dalla tecnologia, la capacità di gestire le informazioni e l'organizzazione del lavoro (propria e altrui) rimangono il punto focale nella realizzazione di un qualsiasi prodotto editoriale. Dal più semplice al più complesso, la realizzazione dei prodotti editoriali nasconde un articolato processo, a carattere sequenziale, che si avvale del contributo di specifiche figure professionali alle quali sono affidate singole fasi di lavorazione. Queste figure lavorano in modo sinergico, ciascuna con propri compiti, conoscenze, competenze e responsabilità. Grafici, web designer, redattori, fotolitisti, ricercatori iconografici, impaginatori, disegnatori, content manager (o più italianamente redattori), sviluppatori ecc. sono figure fondamentali per la resa qualitativa di ciò che sarà offerto al pubblico. È molto importante che i membri di un team di lavoro: • comunichino tra di loro seguendo delle regole; • si trasmettano le informazioni in modo unico e inequivocabile; • conoscano i flussi del processo in cui sono coinvolti; • siano al corrente delle tipologie delle diverse fasi di lavorazione; • siano organizzati nel loro lavoro; • rispettino il ruolo di ognuno;
• facciano in modo che chi viene dopo di loro (nella filiera produttiva)
sia in grado di lavorare senza problemi affinché l'impegno di tutti consenta il
raggiungimento del fine comune.
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