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| << | < | > | >> |Indice
7 Le proprietà degli alimenti freschi e crudi
alla luce della scienza moderna
7 Gli enzimi
9 L'enzima giusto per il cibo giusto
11 Le 'miniere' di enzimi
14 Gli inibitori di enzimi
17 Le vitamine
19 I sali minerali e gli oligoelementi
19 I micronutrienti
26 I possibili rischi per la salute
degli alimenti crudi e degli alimenti cotti
26 I rischi degli alimenti crudi
26 Alimenti di origine animale
27 Alimenti di origine vegetale
30 I rischi degli alimenti cotti
30 I metodi di cottura
34 Altri fattori negativi
35 I vantaggi dei cibi crudi
35 Le proprietà organolettiche
35 L'aspetto
37 La consistenza
37 Il sapore
37 Il profumo
38 Il contenuto
38 L'acqua
38 Le fibre
39 Le vitamine, i sali minerali e gli oligoelementi
39 Gli enzimi
39 La maggiore digeribilità
44 Le proprietà terapeutiche
44 Per la carie dentaria
44 Per il diabete
45 Per i tumori
45 Per l'ulcera allo stomaco
45 Per artrite, artrosi, reumatismi
45 Per infezioni e febbri
46 Per i problemi di peso
46 Per favorire la sessualità
46 Il crudo va bene per tutti?
46 Per i neonati e i bambini
48 Per gli anziani
48 Per atleti e sportivi
L'ARTE DEL CRUDO IN PRATICA
51 Farsi guidare dall'istinto
51 L'istinto e il cibo
52 Come riacquistare l'istinto
54 L'istinto dei bambini
55 L'istinto degli animali domestici
56 Quando la regola del crudo
può conoscere eccezioni
56 Alcuni tipi di vegetali
57 L'uovo
57 Il latte
58 I formaggi
58 Lo yogurt
58 La carne
60 Il pesce
61 Il pane e altri cereali
61 I fiocchi, un cibo 'quasi crudo'
62 Come 'convertirsi' al crudo
63 Andare per gradi
63 Come iniziare
66 La conservazione dei cibi crudi
66 Miele
66 Altri prodotti dell'arnia
67 Frutta
67 Verdura
68 La conservazione con olio o aceto
69 La conservazione con l'aria
70 Cereali
72 Carne
72 Pesce
RICETTE FACILI PER TANTE OCCASIONI
75 Per la prima colazione
79 Per il pranzo o la cena
79 Le verdure
82 Le minestre
85 I secondi piatti
89 Per le occasioni particolari
89 Lo spuntino
89 L'ora del tè
90 La merenda dei bambini
93 Un rinfresco
95 Altre occasioni ed eventi da festeggiare
97 I pranzi 'al sacco'
APPENDICE
103 Bibliografia
INDICE DELLE RICETTE
Primi piatti
83 Brodo di carote e sedano;
84 Crema di ceci;
84 Crema di cereali ai tartufi;
84 Crema di funghi;
96 Gazpacho;
84 Minestra di zucca;
83 Minestrone;
83 Zuppa di pomodoro
Secondi piatti
DI VERDURE
94 Cetrioli ripieni;
79 Melanzane crude;
94 Peperoni ripieni;
87 Polpettone di avocado
DI VERDURE CON LATTICINI E CEREALI
87 Fave e pecorino;
94 Melanzane ripiene;
94 Pomodori ripieni;
87 Sformato di germogli e fiocchi;
94 Zucchine ripiene
DI CARNE
86 Faraona alle olive nere;
86 Polpettine crude;
85 Polpettone
DI PESCE
88 Brodo di triglie;
99 Calamaretti crudi;
100 Gamberetti crudi;
87 Insalata di branzino e funghi;
99 Insalata di mare;
100 Pesce spada crudo;
88 Spiedini di tonno
Salse
81 Maionese;
82 Maionese 'senza uova';
80 Pesto;
81 Salsa al cren;
80 Salsa all'avocado;
80 Salsa di rapanelli;
80 Salsa piccante alle acciughe;
82 Salse a base di burro
Dolci, spuntini e merende
75 Bircher-muesli;
90 Crema di germe di grano e uvetta;
97 Crostata 'cruda';
76 Muesli di cereali macinati;
76 Muesli di germogli;
76 Il pane senza cottura;
90 Rotolo di fichi e uvetta;
92 Yogurt alla frutta
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| << | < | > | >> |Pagina 7Le proprietà degli alimenti freschi e crudi alla luce della scienza moderna
La differenza radicale tra cibi cotti e cibi crudi consiste nel fatto che
i cibi freschi e crudi sono ricchi di alcune sostanze preziose per la salute che
vengono disperse o diminuite dalla cottura: enzimi, vitamine, sali minerali e
altri micronutrienti. Prendiamo in esame le proprietà salutari di ciascuna di
esse.
Gli enzimi Gli enzimi sono composti di natura proteica che accelerano le reazioni chimiche. La scoperta degli enzimi è frutto delle ricerche del XX secolo. Gli enzimi (dapprima esaltati e poi dimenticati a favore di altre sostanze di importanza vitale venute alla ribalta nel frattempo) sono stati recentemente valorizzati da nuove analisi. Probabilmente ci riservano ancora molte sorprese: anche se ormai ne sono stati identificati migliaia, quanti altri attendono di essere conosciuti? Sappiamo comunque che ne esistono di diversi tipi. Gli enzimi digestivi, i primi a essere stati scoperti, sono in totale meno di due dozzine. I principali sono proteasi, amilasi e lipasi, cioè quelli addetti a scindere gli alimenti proteici, quelli amidacei e quelli lipidici. Meno conosciuti, anche se assai più numerosi, sono gli enzimi metabolici. In un primo momento gli enzimi furono considerati dei catalizzatori, sostanze cioè che agiscono su altre mediante la sola loro presenza, senza per questo combinarsi con esse, alterarsi o diminuire di quantità. Uno dei fatti nuovi e importanti è invece che essi agiscono anche e soprattutto a livello biologico. Anche se sinora non si è riusciti a misurare e a sintetizzare la loro energia vitale, questa è comunque stata dimostrata. C'è addirittura chi sostiene che il potenziale energetico dell'uomo sia legato alle sue riserve di enzimi. Queste ultime tenderebbero a esaurirsi in modo particolare con un tipo di alimentazione che richiede un loro forte consumo. Fautore di questa tesi è, fra gli altri, il medico statunitense Edward Howell.
E. Howell ha compiuto lunghi studi sull'attività enzimatica e ne ha
concluso che il trattamento termico (la cottura) non solo denatura le proteine
ma, uccidendo tutti gli enzimi naturalmente presenti nei cibi crudi,
richiederebbe un maggiore impegno da parte del nostro organismo nel fornire gli
enzimi necessari per la digestione (nell'uomo 'civilizzato' la produzione di
enzimi digestivi è fortissima). Questo superlavoro porterebbe, tra l'altro,
all'ingrossamento del pancreas. Secondo E. Howell, la durata della vita sarebbe
in proporzione inversa rispetto alla velocità metabolica e al
dispendio energetico.
L'enzima giusto per il cibo giusto Un fatto inconfutabile è che gli enzimi sono indispensabili a qualsiasi reazione chimica, all'interno del nostro organismo. Ci potremmo chiedere: «Come facciamo ad assicurarci, in mezzo a tanti tipi di enzimi, quello giusto per digerire bene un determinato cibo, considerando anche che ne consumiamo quotidianamente molti e diversi?» Fortunatamente, la natura ha già provveduto a tutto. Infatti molti alimenti, siano essi di origine vegetale o animale, contengono già parte degli enzimi indispensabili per la loro trasformazione e digestione. A un patto però: che l'alimento non venga denaturato, soprattutto che non venga esposto a temperature superiori ai 40°C. Gli enzimi sono infatti, senza eccezione, estremamente termolabili, cioè soggetti a decomposizione o alterazione per effetto del calore. Ogni cibo crudo contiene quindi, in misura abbondante, gli enzimi digestivi appropriati: • nei latticini, negli oli, nei semi e nelle noci, alimenti con un elevato contenuto in lipidi, troviamo l'enzima lipasi, utile a digerire i grassi; • nei carboidrati (come, per esempio, nei cereali) troviamo una preponderanza di amilasi e quantità relativamente minori di lipasi e proteasi; • le carni magre contengono molta proteasi sotto forma di catepsina, e poca amilasi; • frutta e verdura contengono poca proteasi e una maggiore quantità di amidasi. L'elenco potrebbe continuare. Quel che importa sapere è che la natura ha provvisto ogni organismo vivente di enzimi specifici, atti a poter dapprima costruirlo, poi a decomportlo (o a farlo digerire). | << | < | > | >> |Pagina 35I vantaggi dei cibi crudi
Abbiamo già intravisto i molti vantaggi degli alimenti crudi, ma
può essere utile riassumerli ed esaminarli tutti insieme.
Le proprietà organolettiche
Qualsiasi alimento si presenta di aspetto assai diverso quando è
cotto, rispetto a come appare quando è crudo.
L'aspetto Il cambiamento più vistoso avviene nel colore: le foglie da verde vivo diventano scure, smorzate, se non addirittura marroni; le carote da arancione brillante assumono una tonalità più spenta, a volte addirittura grigiastra, a seconda del grado di cottura; la frutta diventa più pallida o addirittura perde il colore; la carne da rosso vivo diventa dapprima grigia, poi marrone. Soltanto i cereali riescono a mantenere, in una certa misura, il loro colore originale: la polenta resta gialla, il riso bianco o bruno, a seconda della qualità, il miglio dorato. Poiché il colore svolge un ruolo importantissimo nello stimolare l'appetito, la perdita di colore, nel cibo cotto, equivale a una grave mancanza. Il solo vedere un piatto allettante infatti induce le ghiandole salivari a secernere il loro succo (la famosa 'acquolina in bocca') che a sua volta innesca tutta una serie di processi fisiologici atti a preparare l'organismo a ricevere e a digerire il cibo. Per rendere il cibo cotto di aspetto invogliante, gli chef devono ingegnarsi non poco, inventando forme particolari per i loro paté stracotti, creando piatti che facciano troneggiare il pavone, ovviamente cotto, in mezzo alle sue piume multicolori, e in mezzo a teneri, patetici ciuffetti di prezzemolo (finalmente crudo!), fettine di rapanelli e foglioline di insalata rossa o verde vivo... | << | < | > | >> |Pagina 85I secondi piattiAbbiamo visto una serie di ricette per i primi piatti. E come secondo? Qui di seguito forniamo alcuni consigli e ricette per preparare ottimi 'secondi'. • I volatili si prestano meglio di quanto si potrebbe pensare a essere mangiati crudi. La loro carne è chiara e in genere abbastanza tenera per poter essere elaborata a piacere. • La cucina con il pesce crudo è un campo ancora tutto da esplorare e da scoprire, almeno in Italia dove solitamente solo le acciughe si consumano al naturale. Molti tipi di pesce restano ancora in attesa di essere conosciuti dai buongustai. Da lungo tempo nei porti di mare si consumano cozze e ricci di mare, appena pescati e cosparsi di abbondante succo di limone. Solo l'inquinamento delle zone costiere ha ridotto questa abitudine, che si va sempre più delimitando a porticcioli più piccoli e più lontani dalle zone 'a rischio'. I crostacei sono squisiti al naturale, senza l'aggiunta di nulla, nemmeno del succo di limone, a patto che siano freschissimi, appena pescati. In occasione della cena offerta agli amici potete ricorrere a pesci più 'sicuri', come branzino, orata, dentici, sgombri, triglie, scorfani, tonno o altro, per quanto riguarda i pesci di mare. La trota salmonata va benissimo se volete invece servire pesce di acqua dolce. La preparazione è la stessa che per la carne: il pesce, sfilettato, viene tagliato a fettine (oppure tritato finemente). I bocconi possono però essere anche un po' più grossi di quelli della carne in quanto il pesce più tenero si impregna facilmente con il liquido di macerazione o con il condimento.
Di solito si lascia il pesce nel succo di limone per alcune ore. La
macerazione deve però durare almeno 10 minuti, sia per una questione di igiene
alimentare (il limone ha proprietà battericide) sia per il gusto fresco che il
limone conferisce. Alla fine il pesce viene sgocciolato oppure asciugato e
servito assieme alle sue salse. Può anche essere messo a marinare in una di
queste per un certo periodo di tempo.
Polpettone Ingredienti: carne bovina, tritata finemente e lasciata macerare per almeno 30-40 minuti con abbondante succo di limone: prosciutto crudo; tuorlo d'uovo; varie verdure tritate finemente, come sedano, carote, cipolla; sale marino integrale; peperoncino o pepe; qualche goccia d'olio extravergine d'oliva. • Preparazione: versate il composto in una tortiera oppure formate una 'salsiccia' con l'aiuto di un panno. Lasciate riposare in frigorifero per alcune ore. Solo quando è ben freddo, infatti, il polpettone si taglierà con facilità.
• Varianti: a seconda della consistenza delle verdure, si può aggiungere
all'impasto del polpettone pomodori o cetrioli centrifugati (se fosse troppo
denso) o fiocchi di cereali (per renderlo invece più sodo).
Polpettine crude
• Preparazione: la carne cruda macerata può essere mescolata
con scalogno o erba cipollina tritati e una punta di salsa di cren.
Chi non ama odori così forti può ricorrere ai pinoli, a scaglie di
formaggio grana, a verdure come sedano e carote finemente tritati (e anch'essi
macerati in aceto di mele o limone). Di grande effetto sono sempre le erbe
aromatiche, da usare in abbondanza.
Non utilizzate soltanto il rosmarino e la salvia, ma anche l'origano,
il timo, il dragoncello, la santoreggia, il prezzemolo, l'aneto e tutto ciò che
riuscite a trovare, fresco o secco
Faraona alle olive nere • Preparazione: macinate la carne cruda della faraona, lasciatela macerare per una notte in succo di limone e poi insaporitela con sale marino integrale, olive nere sminuzzate, prezzemolo, poco aglio, qualche goccia d'olio e timo. Lasciatela riposare in frigorifero per alcune ore e servite in coppe di cristallo. Decorate con foglie di insalata o di cavolo rosso
• Varianti: varianti interessanti possono essere ottenute con il pollo e
l'anatra. Potete aggiungere anche sapori più o meno marcati:
capperi, olive piccanti, peperoncino, acciughe pestate, eccetera. Il
gusto pieno si svilupperà solo dopo qualche ora di macerazione.
Fave e pecorino
• Preparazione: nell'Italia centrale si usava consumare il pecorino
accompagnato da fave fresche, tenere, appena sgusciate. Il sapore è alquanto
marcato per i nostri palati; lo si può mitigare in
questo modo: tagliate a fettine sottili le fave e a scaglie il pecorino.
Aggiungete un po' di sedano tritato e qualche altra verdura. Condite con una
salsa leggera a base di senape dietetica allungata con
olio. È un piatto 'ultraproteico' che però, in quantità moderata, è
molto gradevole.
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