Copertina
Autore Hugh Johnson
Titolo Il libro dei vini 2003
SottotitoloConoscere e scegliere il vino
EdizioneRosenberg & Sellier, Torino, 2002 , pag. 358, dim. 95x195x15 mm , Isbn 978-88-7011-814-8
OriginaleHugh Johnson's Pocket Wine Book 2003
EdizioneMitchell Beazley, London, 2002
TraduttoreLucia Panzieri
LettoreRiccardo Terzi, 2003
Classe alimentazione
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Indice

Appuntamenti per il 2003                      5
Come usare questa guida                       7
L'annata 2001                                 8
Il 2000: uno sguardo a distanza               9
La temperatura ideale                        11
Vitigni                                      12
Vini e piatti                                21
I piatti per i grandi vini                   34

Francia                                      36
Chàteaux del Bordeaux                        96
Italia                                      124
Germania e Lussemburgo                      159
Spagna e Portogallo                         184
Sherry, Porto e Madeira                     209
Svizzera                                    219
Austria                                     224
Europa centrale e sudorientale              232
    Ungheria                                234
    Bulgaria                                238
    Slovenia                                241
    Croazia                                 243
    Bosnia Erzegovina, Serbia e Monténegro  244
    Macedonia                               245
    Repubblica Ceca                         245
    Slovacchia                              246
    Romania                                 246
    Grecia                                  249
    Cipro                                   252
    Russia e Moldavia                       253
    Ucraina e Georgia                       254
Asia, Africa del Nord ed Estremo Oriente    255
Inghilterra e Galles                        259
America del Nord                            264
    California                              265
    Pacifico nordoccidentale                288
    A est delle Montagne Rocciose e Ontario 294
    Il Sudovest e le Montagne Rocciose      298
America Centrale e America del Sud          301
Australia                                   310
Nuova Zelanda                               328
Sudafrica                                   338

Alcuni termini tecnici                      351
    Come valutare un vino                   353
    La scala Johnson                        353
    Cosa bere oggi in un mondo ideale       354
    Tabelle delle annate                    356

 

 

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Pagina 5

Appuntamenti per il 2003



Rivedere questo libro (questa è la ventiseiesima edizione) è come tracciare la mappa del deserto del Sahara: sabbia che sfugge in ogni dove. Per fortuna, ogni volta che la sabbia si deposita riemergono qua e là alcune oasi. Ma tutto intorno le dune si sono spostate e il panorama, sebbene familiare, è ancora diverso.

Per dieci anni l'ordine del giorno è stato fissato dal Nuovo Mondo. Di fronte alle disinibite sperimentazioni di quei paesi, privi del bagaglio delle normative e della tradizione, le acrobazie delle denominazioni e le leggi che le mettono in atto sembrano patetiche. Per molti lo sforzo è del tutto inutile. 'Se coltivate Chardonnay, perché non chiamarlo con il suo nome?' è una domanda che sconcerta ancora oggi i viticoltori di Chablis o Meursault. C'è solo una risposta: la costante unicità di ciò che si imbottiglia. Sul nome da mettere in etichetta oggi ascoltiamo due argomentazioni opposte. C'è chi dice che la gente, in fondo, si interessa solamente delle grandi marche, ben pubblicizzate e vendute spesso in offerta. Altri sostengono che un po' di mistero fa parte dell'essenza stessa del vino: se ne sveliamo i segreti rimane solo un liquido da bere. I ristoranti con carte dei vini enciclopediche, che si allargano verso regioni sconosciute e sembrano svelare notizie riservate, riescono a trarne vantaggio. E i produttori che in un semplice marchio hanno trovato un'idea vincente di rado si accontentano di lasciarlo cosi come è. Anzi, ben presto ne complicano l'etichetta. Nel concetto stesso di Riesling australiano o di Cabernet della California vi già è l'idea di un Riesling di Clare Valley o un Cabernet di Napa: se si guarda più da vicino, il vino diventa migliore... poi si dà un nome al vigneto, si fanno le norme per l'etichettatura e, voilà, ecco una nuova denominazione.

Ma le vecchie denominazioni sono tutte buone? A lanciare la sfida è il movimento della produzione biologica. Se ciò che rende unico il Meursault (o il Margaux, o il Montalcino) è la sua terra, meglio non sciuparla. Tutto si accumula nel terreno e altera il sottile equilibrio biochimico del luogo. Proprio il famoso terroir. È una questione importante, a cui gli agricoltori cominciano a rispondere.

Cos'altro è all'ordine del giorno? Per quanto mi riguarda, certamente il crescente tenore alcolico di molti vini. Perché un vino è migliore se è molto forte? La risposta è semplice, dal punto di vista del critico professionista. Una gradazione più alta rende il vino più dolce, più prestigioso. I vini francesi che rappresentano da sempre un punto di riferimento riescono a raggiungere un equilibrio magico tra piena maturità dei sentori e moderata gradazione alcolica. Nei climi caldi, però, è facile ottenere gli zuccheri, ma molto meno facile avere tannini maturi. Attendere la piena maturazione delle uve significa che inevitabilmente il contenuto di zuccheri si trasforma in grandi quantità di alcol, e ciò accade ancor di più con i nuovi ceppi di lieviti. Il risultato, soprattutto nelle regioni dove è molto semplice avere tanti zuccheri (prima tra tutte la California), è che il nuovo modello di vino dà alla testa e ha livelli alcolici criminali. Sono questi i vini che vincono le degustazioni. La loro forza li rende morbidi e generosi. Ma a chi giova quell'attimo di inconsapevolezza? O la domanda è insensata?

Insensati sono diventati sicuramente gli esercizi di degustazione comparativa. L'esempio principe è la corsa ad arrivare per primi a giudicare ogni nuova annata del Bordeaux. Squadre di esperti arrivano a Bordeaux in primavera per assaggiare, nella speranza che siano rappresentativi, bicchieri di vini che non saranno da bere prima di dodici mesi, e pubblicano i loro risultati. Il successo di un'intera annata, e la redditività di molte aziende, possono dipendere dalle opinioni di un solo uomo. Idea di Robert Parker: lui e il suo sistema dei 100 punti hanno dato agli americani l'autorità che cercavano. Una soluzione facile per incasellare le mille sfaccettature del vino: diamogli un voto, come al liceo. (Se volete saperne di più, pag. XXX). Il resto del mondo è meno influenzabile, ma non può ignorare la forza che governa un mercato vasto come gli Stati Uniti. Il risultato, purtroppo, è che inevitabilmente gli enologi tendono a creare vini che possano piacere ai giornalisti americani: densi, dal sentore di rovere e con molto alcol. L'antitesi perfetta delle fondamenta e della storia del Bordeaux: il classico claret.

L'altra questione all'ordine del giorno è il tappo di sughero. Questo metodo per tappare le bottiglie di vino è un retaggio della tecnologia del '600. I tappi di sughero sviluppano una loro particolare muffa, in percentuali ormai preoccupanti. Alcuni stimano che le bottiglie che sanno più o meno di tappo siano tra il cinque e il dieci per cento della produzione. Se la gente si accorgesse anche solo per metà delle bottiglie cattive i produttori andrebbero in rovina. La poesia del sughero è sufficiente a giustificare la possibilità che il vino che bevete non sia più buono una volta su dieci? Decidete voi. E una volta deciso, per il consumo quotidiano acquistate bottiglie con tappi più moderni.

Infine ecco qualche consiglio su come utilizzare questa guida. Questa vuole essere una guida pratica, dove la teoria ha poco spazio e dove sono annotate in sintesi tutte le informazioni utili che non è possibile tenere a mente e che, come sempre, ho tratto da numerose fonti, da degustazioni, da visite e da una continua corrispondenza. Il processo di revisione dei dati è continuo. Questo libro vi sarà particolarmente utile al momento della scelta di una bottiglia. Prendete la guida quando andate al ristorante e, se siete intimiditi di fronte della carta dei vini, partendo dalle vivande che avete ordinato andate alla sezione 'Vini e piatti'. Oppure, davanti agli scaffali di un'enoteca straniera, cercate nel capitolo riguardante quel paese la regione dove vi trovate o i nomi del vino sulle etichette o le varietà d'uva che preferite. La rete dei rimandi vi aiuterà poi ad approfondire. Dopo ventisei edizioni, penso ancora di poter navigare per ore tra le pagine della mia guida...

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