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| << | < | > | >> |Indice
1. Premessa 9
2. Pre-figurazioni 11
3. Pre-visioni 19
LIBRO PRIMO: FINCHÉ SEPARAZIONE
4. Uno sguardo in purgatorio 23
5. Scacchi e peripatetiche 26
6. Uno dei più felici errori di natura 31
7. Non somigliava a un angelo 36
8. Il pensatoio 40
9. Il banchetto originale 43
1O. L'altro 51
LIBRO SECONDO: FINCHÉ MORTE
11. Raccontare una non-storia 59
12. Ilmetodo per acquisire 1'onniscienza 64
13. Maschere nude 67
14. La menzogna che ricreò Helena 73
15. Il secondo primo incontro 78
16. La legge al di sopra della legge 81
17. Annullamento della legge naturale 85
18. La legge ultima 88
LIBRO TERZO: IL RITORNO
19. Bottiglie vuote e giornali non letti 95
20. La fiaba della morte 99
21. La combinazione lineare quotidiana 103
22. Consacrato al dolore 110
23. La resurrezione 114
24. La restituzione 117
25. La riapparizione 120
26. Rinascita 123
LIBRO QUARTO: LUOMO CHE TORNÒ INDIETRO
27. Trasfonnare il mondo in sogno 129
28. Il vecchio pazzo 132
29. Riconquistare la vita 140
30. La casa senza tempo 146
31. L'unica 153
32. Anfitrione e il desiderio 158
33. Il gusto dell'acqua zuccherata 162
34. La città degli odori 165
LIBRO QUINTO: ALLA VITA
35. La sindrome dell'imperatore 173
36. Il terzo 178
37. Festa e bombe 185
38. La mente nuova dell'imperatore 190
39. La danza della vita 195
40. Ce n'è un'altra 199
41. Seno e bambino 207
42. Lettere dal passato 211
43. La bambina alla stazione 216
44. Entrare nel passato 221
45. Come un tiro di buoi 225
LIBRO SESTO: ALL'AMORE
46. Chi amerai come te stesso? 231
47. Un non giorno 237
48. La sola e unica 244
49. Una cosa divertente che diventa
terribile 248
50. Novella 253
51. Una cosa terribile che diventa
fantastica 257
52. Questo non è un racconto 260
LIBRO SETTIMO: ALLA GIOIA
53. Monologo a due 269
54. Trovare le parole 277
55. Salvata dal gong 282
56. Fare luce dentro 289
57. La nebbia mi è negata 295
58. In memoriam 299
59. Un suono di campane 305
LIBRO OTTAVO: AL DOLORE
60. Genesi 313
61. Una trama di biglietti volanti 319
62. Quando la sfinge vide se stessa 325
63. Il dolore 330
64. Sogni di comprensione 334
65. Il ritardo della luce 337
LIBRO NONO: LA DIGNITÀ DELL'UOMO
66. Fuori dalla tana 343
67. Luomo senza impulsi 348
68. Di nuovo alla mercé dei giornali 354
69. Il regalo più piccolo del mondo 357
70. Un'altra perla 363
71. Un uomo nuovo 368
72. Nello stesso spazio 371
73. Momenti di felicità 374
LIBRO DECIMO: COME IL VERO HELLED
74. L'eroe della bellezza 381
75. Un mondo di me 385
76. Alleata con il nemico 390
77. L'incidente 395
78. Io non vivrò in eterno 397
79. Il patto 401
80. Uscire dalla propria pelle 405
81. L'esperimento 408
82. L'aspettativa 414
83. Nel mondo 417
Bibliografia 421
Postfazione 423
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| << | < | > | >> |Pagina 9Questo libro si propone di spiegare qual è il senso vita. Inoltre vorrei dar conto della relazione esistente tra il bene e il male. Siamo liberi di sceglierci e di assumerci determinati valori, come molti sono propensi a credere? Oppure, come hanno sostenuto altri, esiste una legge più grande di noi? Nel rispondere a queste domande sarò obbligata a sfiorare e a risolvere diversi enigmi secondari, la cui soluzione può ugualmente avere un certo interesse comune. Penso in special modo al problema dell'identità: "Chi sono io?" come spesso viene formulato, e all'altrettanto frequentemente sollevato: "Esiste un Dio?" Prima che quest'ultimo punto venga chiarito, devo prendere posizione riguardo ai due corollari che ne discendono. Se sì: è un vantaggio per l'uomo? Se no: è una circostanza che dovrebbe modificare il nostro comportamento? Tuttavia, anche i problemi: "C'è vita dopo la morte? Cos'è la verità? Esiste il libero arbitrio o è tutto già stabilito a priori?" troveranno risposta, sebbene in minor dettaglio. Inoltre ho intenzione di far luce sull'annoso dibattito circa il rapporto tra realtà e fantasia. E di lì ovviamente: "Da dove viene l'ispirazione, la facoltà di trascendere ciò a cui sembriamo essere destinati?" Infine non mancherò di pronunciarmi sul fondamentale dilemma: "Possiamo sapere con certezza se esistano altri uomini oltre a noi?" Ed eventualmente: "Possiamo essere certi che siano dotati di coscienza? Come possiamo agire, in generale, al fine di conoscere il mondo?" Sono tutti interrogativi che hanno solleticato la curiosità di molti e attendono da lungo tempo una risposta. Di sicuro qualche persona impulsiva preferirebbe un immediato chiarimento di tali enigmi, ma tanto vale che si munisca di una buona dose di pazienza. Per comprendere le risposte e trarne pieno profitto, sarà necessario raccogliere alcuni elementi propedeutici. Sono convinta che il lettore giudicherà ben ripagati i suoi sforzi. | << | < | > | >> |Pagina 11La stanza in penombra odorava di pane troppo tostato. Just Helled sedeva al tavolo spostando qua e là frammenti di unghie tagliate. Rannicchiata nella poltrona, sua figlia sfogliava senza costrutto un libro di scuola. Fu allora che lo straniero entrò. Così magro da sfiorare il grottesco, con le maniche troppo lunghe della giacca penzolanti sulle mani, i pantaloni a fisarmonica che nascondevano metà delle scarpe. "Ciao Krystofiles", salutò l'uomo al tavolo, mentre regolava l'ultima unghia. "Ero qui che riflettevo sc-iul perché sc-ioffriamo." Il nuovo venuto osservò i frammenti di unghia sul tavolo, disposti a cinque a cinque in due archi, come se il proprietario se ne fosse appena distaccato. "Gli uomini e pure le be-sctie. Perché tutto è disposc-to in modo che sci-offriamo?" "Per darci modo di tirar via la mano dal fuoco con una quanta rapidità." "Una sc-erta rapidità, Krystofiles. Ma quando la mano è già bruciata del tutto? A cosa sc-erve allora? Lutto. Disc-perazione as-scioluta. É proprio necessario?" "Per spingerci a lottare. Svignarla da quello che duole. Forma l'impulso di supervivenza." | << | < | > | >> |Pagina 59Molti - non avrei esagerato se avessi scritto: Innumerevoli - hanno raccontato storie. Qui io dovrò invece presentare una non-storia. Perché l'azione che dovrebbe aver luogo sembra non voler arrivare, e il tempo sembra rifiutarsi di passare. Oggi - sono arrivata al 16 novembre del 1998 - nel giornale c'è un'intera pagina su un "Nuovo impulso per la terapia genetica" e su "I grandi dilemmi etici della tecnologia genetica". In prima pagina si parla di nuove minacce all'Irak da parte di USA e Inghilterra. Lo scatto quotidiano, segnato dal giornale, come pure il ticchettio regolare dell'orologio in salotto, mi dà una speranza che il flusso del passato possa riprendere a scorrere con regolarità. Ma finora la mia teoria dei ricordi non ha retto alla prova. Se fossi veramente nata da quello sguardo, come il destino avrebbe preferito, oggi sarei più vecchia di cinque o sei anni, e il tempo non sarebbe costretto a languire in acque stagnanti. Nessuno potrà più accertare se quella sera i due giovani si separarono immediatamente dopo il pranzo, nel rispetto del loro mutuo accordo - per riguardo al reciproco, fittizio fidanzato - o se riconobbero il messaggio del destino e si unirono fisicamente subito dopo le loro nozze spirituali.
Quel che è dato sapere si limita al diario intermittente di mia madre, la quale,
a Roma, cercava di mettersi all'opera con la pianificata tesi di laurea: la
visione dell'uomo nel romanzo
Uno, nessuno e centomila,
dello scrittore italiano Luigi Pirandello.
"11 ottobre. Forse stabilire un paragone con Calvino. Un sacco di somiglianze evidenti da tirar fuori. Quali? Quali? Quali? Spacconate. Millanterie. On ne peut écrire et penser qu'assis. Quante risate deve essersi fatto dentro di sé. Pallone gonfiato di una ragazzina. Arrossisco ancora adesso. Allora no. Ansiosa com'ero di dimostrare quanto colta, erudita. Fanculo Nietzsche, Flaubert e tutti gli altri. Perché non riesco mai a tenere il becco chiuso. Almeno ho detto qualcosa. J JUST S T
Cos'ho detto in effetti? Nemmeno una parola sensata. E quel che è peggio:
troppo poche insensate. Dimenticata?"
Il romanzo su cui Helena voleva scrivere inizia con il protagonista che si
accorge del proprio naso. O meglio: scopre che la moglie considera il suo naso
storto, cosa che lui stesso non aveva mai notato. La circostanza provoca una
serie di riflessioni. Luomo si rende conto che quello che gli altri vedono,
quando lo incontrano, non è lui. Quello che vedono è la loro immagine di lui,
del tutto diversa dalla sua. Il che conduce a un progressivo relativismo.
"14 ottobre. Perché inizia proprio con il naso? Questa parte ridicola del corpo? Naso molto utilizzato. Mollare P. e fare la tesi sui Nasi in letteratura??? Naturalmente il capolavoro, he he he: Gogol: Il Naso - che se ne va in giro da solo. E l'uomo dal Naso al di sopra di ogni altro n.: Cyrano! Una tesi molto erudita che ficca il naso dappertutto. Non c'era un racconto? Johan Borgen? Sì. Qualcosa del tipo: lui passeggia in santa pace in una serra, gli entra qualcosa nel naso. Una mosca? Proprio allora compare LEI - la lei dei suoi sogni - e lo pesca col dito infilato profondamente nella narice. Penoso quanto Qu'assis almeno. Ovidio Nasone - avrà qualcosa a che vedere con il naso? Uno studio naseologico. E procurarsi quel libro di cui Christl parla con tanto entusiasmo. L'uomo che sente gli odori. Certo può essere pesante leggere il tedesco. Süss-kind, dolce bambino, facile da ricordare. (Süskind, Il profumo.) I nasi, perché è la prima cosa che salta agli occhi, la più evidente, a meno che non ce l'abbia duro proprio in quel momento, ovvio. Tutte cavolate: la prima cosa sono gli occhi. E un sorriso, riconoscente. Dobbiamo fare del nostro meglio, per riguardo verso i nostri fidanzati. Un sorriso che non poteva mentire. Ma lui ha una fidanzata, senza dubbio piena di qualità come lui. Un discorso davvero brillante, lì per lì su due piedi, anzi su un culo seduto, come pensava anche Krystofiles... Anche se era in errore, il buon Just. Per quanto suonasse bene. Non era "l'Altro" a provocare il pensiero. É stata la gelosia. Quell'occhiata, quando chiacchieravo con Krystofiles mentre lui parlava. Occhi da Otello (erudita, la piccola). Avrà anche tutte le fidanzate che vuole, caro ispirato dalla gelosia. Non l'altro, perciò: ma il terzo uomo!! Devo ricordarmi di ventilargli l'idea quando... se... Ho gettato alle ortiche il suo pudore. Telefonargli! Sì, sì, per la miseria. ... Occupato, naturalmente. Ho scritto il "suo" pudore. Freud mi avrebbe amata: l'unica persona che potrebbe volermi bene. Pudende. Della cerchia di Helena nella Città Eterna è Chrisl, una compagna di studi, quella di cui parla più spesso. ("Chrisl con la sua voce crillastrina." Non è chiaro se intendesse cristallina o pollastrina.) Dal diario si può avere l'impressione che i sentimenti di Chrisl per lei fossero più intensi di quanto a Helena piacesse. Gli sviluppi del loro rapporto non vengono comunque ulteriormente seguiti. Chrisl divenne più tardi moglie di un ambasciatore. In una lettera cortese, meticolosa e impersonale, dice di ricordare perfettamente Helena al tempo dei suoi anni di studio a Roma. Quello che invece non ricorda è che Helena abbia mai nominato un suo ragazzo o fidanzato. Né ha memoria d'altro che possa essere d'aiuto a una figlia intenta a ricreare la propria madre, non parliamo interessare un pubblico più vasto.
Tra i più intimi amici di Helena, i libri, se ne distingueva uno in
particolare. Era un manuale di biologia piuttosto voluminoso che Helena aveva
preso in prestito da suo padre.
"24 ottobre. Paradosso. Lavoro: studiare cose belle, divertenti. Tempo libero: ammazzarmi sul libro di papà. Non ci capisco un tubo. Solo quando andiamo a passeggio in Campo dei Fiori - ogni giorno verso mezzogiorno - improvvisamente capisco tutto, con lui che mi racconta come ogni cosa sia collegata, in modo paziente, intelligente, divertente, istruttivo - innamorato come dovrebbe, come deve essere. Trucco di P., che Calvino sgraffigna: si prende il lettore per mano, lo si porta a spasso: 'Quando avete agito così? Ieri, oggi, un minuto fa? E ora? Ah, ora voi stesso siete disposto ad ammettere che forse avreste agito altrimenti. E perché? Oh Dio, voi impallidite. Riconoscete forse anche voi che un minuto fa voi eravate un altro? Ma sì, ma sì, mio caro, pensateci bene: un minuto fa, prima che vi capitasse questo caso, voi eravate un altro; non solo, ma voi eravate anche cento altri, centomila altri.' (In italiano nel diario, citato da Uno, nessuno e centomila.) Quando siamo nella piazza ti racconto di Giordano Bruno, in modo divertente e intelligente. Prima lo bruciano. Poi gli rendono omaggio costruendogli una statua nello stesso posto, così può anche essere contento. (Annuisci riconoscente per l'informazione, che sicuramente sapevi già. Ma ti rendi conto che devi lasciarmi un po' di vantaggio almeno in un campo.)
Poi è il tuo turno. Esegui un trapianto genetico su dei fagioli, me li
mostri: 'Non è difficile. Esiste una quarta anomalia che può condurre a una
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