Copertina
Autore Zhou Qing
Titolo La sicurezza alimentare in Cina
EdizioneSpirali, Milano, 2008, l'alingua 293 , pag. 476, ill., cop.ril.sov., dim. 14,5x21,7x3,5 cm , Isbn 978-88-7770-836-6
OriginaleMin yi he shi wei tian. Zhongguo Shipin anquan xianzhuang diaocha
TraduttoreLu Huizhong
LettoreRiccardo Terzi, 2009
Classe alimentazione , paesi: Cina , salute , medicina
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Indice


INTRODUZIONE
Il destino dell'uomo è sulla bocca di tutti                   7


PARTE PRIMA
Dalla guerra dell'oppio a quella per la sicurezza alimentare 39


PARTE SECONDA
Come la carne magra è diventata un mostro in Cina            73

    I carnivori                                              81
    Come la carne magra in Cina è diventata un mostro
    che fa impallidire solo a nominarlo                      88
    I maiali gestiti collettivamente                        121

PARTE TERZA
Il cielo è andato in frantumi                               125

1.  La trasformazione del millenario xiaochi                130
    a) Le verdure fermentate del Sichuan, un biglietto
       da visita per questa regione
    b) La zuppa di pesce in agro del Guizhou
    c) Il pesce bollito e il granchio piccante fragrante
    d) La sfoglia di riso fredda dello Shanxi
    e) Gli zongzi della festa Duanwu (festa delle barche
       a forma di drago)
    f) Il tofu, delicatezza cinese tramandataci da millenni,
       come è potuto diventare un problema abnorme?

2.  I più recenti casi di problemi per la sicurezza
    alimentare                                              141
    a) Un terzo dei tumori è causato dal cibo
    b) L'uso di additivi vietati nella preparazione
       dei prodotti del cocco di Hainan
    c) I boccioli di giglio emerocallide avvelenati
       invadono la Cina
    d) Un alimento di uso quotidiano gravemente adulterato:
       il sale da cucina
    e) Casi diversificati d'intossicazione alimentare
    f) Storie di trattamenti di bellezza, di lifting e di
       ringiovanimento degli alimenti
3.  Indagine sull'attuale situazione alimentare di un ceto
    sociale debole: gli operai di origine contadina         162
4.  La vicenda del latte in polvere avvelenato della città
    di Fuyang nell'Anhui: la punta dell'iceberg             166

QUARTA PARTE
La nuova storia di Nwa che ripara il cielo                 201

Una mano, per quanto grande, non può coprire il cielo:
l'apertura dell'ambito della sicurezza alimentare ai
mass media è da considerarsi l'unico mezzo per migliorare
la situazione attuale                                       222
1.  Il problema principale è come proteggere i diritti
    dei giornalisti
2.  Combattere perché il giornalista Zi Beijia possa avere
    l'occasione di difendersi dall'accusa di avere diffuso
    la notizia falsa dei baozi ripieni di cartone di Pechino
3.  Avvertimento al Ministero della propaganda del governo
    centrale: evitate di provocare ulteriori scontri sociali
    per proteggere gli interessi di poche persone
4.  Zi Beijia non è colpevole. L'avvocato nutre seri dubbi
    sulle motivazioni della condanna relativa al caso dei
    baozi ripieni di cartone

POSTFAZIONE
Chi non ha il senso del dolore viene eliminato              247


INSERTO FOTOGRAFICO                                         257


APPENDICI

1.  Avvertenze alimentari per un visitatore in viaggio
    in Cina                                                 291
2.  Il Lettre Ulysses Award for the Art of Reportage        453
3.  Presentazione del libro alla giuria del Lettre Ulysses
    Award for the Art of Reportage dell'anno 2006           456

BIBLIOGRAFIA                                                466

 

 

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Pagina 7

INTRODUZIONE
Il destino dell'uomo è sulla bocca di tutti
Dimmi cosa mangi e ti dirò il tuo destino



            Il destino di un popolo è segnato da cosa mangia
            e da come mangia.
                                                  Dietologo francese


            In questo mondo si fa tanto male, e la natura dona poco.
            Si deve lavorare duramente per avere quello che si
            desidera, poiché tutti pensano a ingannarsi l'un l'altro.
            Le menti sono turbate, i corpi esausti, e bevono amarezza
            e mangiano sofferenza.
            E così sono preoccupati per le loro fatiche, e non
            trovano pace.
                                                 Sukhavativyuha Sutra



Notti infinitamente lunghe, una terra spoglia e deserta, il Polo Nord.

La morte dell'orso polare, il gigante che vive in questo ambiente, è fonte di riflessione per l'uomo perché, forse per benevolenza divina, l'orso polare ha pochi animali nemici nel suo territorio.

Anche per i cacciatori risulta molto difficile ucciderlo, perché è dotato di un mantello molto spesso e di riflessi rapidissimi; di frequente accade che i cacciatori vengano divorati mentre stanno per sparargli.

Tuttavia, gli uomini sono riusciti a ucciderlo: i cacciatori prima hanno ucciso una foca, hanno messo l'animale, con un coltello affilato conficcato nel corpo, in un mastello di legno con tutto il suo sangue; hanno sistemato il mastello sulla pista dove generalmente passa il gigante del Nord. Una volta individuato il cibo, che nel frattempo è diventato un enorme ghiacciolo, l'orso polare ha cominciato a mangiarlo fino a tagliarsi la lingua con il coltello e così è morto dissanguato, nutrendosi persino del proprio sangue.

Esiste una differenza sostanziale per quanto riguarda la causa delle guerre in Cina e in Occidente. In Occidente spesso si sono scatenate guerre per motivi religiosi o per le donne. Un esempio del primo caso è la guerra tra Israele e la Palestina; nel secondo caso, la bellissima Elena ha provocato una tra le guerre più memorabili dell'antica Grecia.

In Cina le guerre si sono scatenate per un solo motivo: mangiare.

La parola "mangiare", fin dall'antichità, è considerata una bacchetta magica che muove lo stato d'animo della popolazione cinese che, come una barca in un lago, a volte è stabile a volte è traballante. Facciamo un tuffo nel passato, tra i ricordi più dolorosi causati dalla "pancia vuota".

Nei più antichi e più diffusi proverbi cinesi, "mangiare" occupa una posizione preminente: si citano, ad esempio, le "sette cose immancabili in una casa: legna, riso, olio, sale, salsa di soia, aceto e tè", oppure le "cinque azioni fondamentali di una giornata: mangiare, bere, urinare, defecare e dormire". Che questi proverbi derivino dalla vita reale, lo si desume anche da frasi che possono sembrare barzellette. Quando due persone s'incontrano in un bagno pubblico, il loro colloquio inizia così: "Hai mangiato?". Persino in ambito sociale, la molestia di un uomo su una donna in alcune zone viene definita con l'espressione chi doufu, letteralmente "mangiare il tofu"; oppure la gelosia all'interno di una relazione sentimentale e interpersonale viene identificata dalla metafora chi cu, letteralmente "mangiare aceto".

Ho raccolto un esempio lampante che dimostra l'importanza del "mangiare" nel 1989, quando sono stato in carcere con altre trenta persone condannate a morte. Indipendentemente dal reato, molto spesso prima di morire queste persone usavano espressioni del tipo: anche da morto voglio essere uno spettro sazio; oppure: il dio della morte ti porti via in fretta, ma attenda finché tu abbia finito di mangiare.

Mangiare per il popolo cinese ha davvero un'importanza che non può essere sottovalutata, poiché il cibo e il cielo, per i cinesi, occupano la stessa posizione nella scala dei valori.

Fin dall'antichità il popolo ha utilizzato il termine "padrone del miglio" per definire lo stato perché, fin dai tempi più remoti, per i cinesi il miglio è il cereale più importante. Il Libro della tigre bianca lo definisce così: "Il miglio è il più importante dei cinque cereali, gli antichi lo utilizzavano durante i rituali".

Il Classico delle Odi comprende oltre trecento poesie, tra le quali più di cento trattano di cibo e complessivamente nominano quarantaquattro piante commestibili. La Bibbia ne menziona solo ventinove.

Secondo alcune testimonianze storiografiche, il discepolo prediletto di Confucio, Zi Gong, avendo accettato la carica di funzionario presso una località lontana, prima della partenza chiese a Confucio di svelargli il segreto per attendere alle cose di governo. Il Maestro rispose: "Il cibo, l'esercito e la fiducia del popolo".

In Lao Zi si legge: "Il metodo di governo del sovrano saggio consiste nel soddisfare le esigenze dello stomaco e non quelle degli occhi del suo popolo".

Durante il quarto anno della guerra tra lo stato di Chu e quello di Han, l'esercito di Han, comandato da Liu Bang, batté in ritirata nella zona Yinyang (l'odierna Xinyang, nella regione dello Henan). In quella zona, sulla montagna Ao, si conservava un magazzino di cereali lasciato dalle truppe della dinastia Qin. Nel momento in cui Liu, trovandosi circondato dai nemici comandati da XiangYu, decise di fare ritirare le sue truppe, il suo consigliere, Li Yiji, si oppose alla decisione dicendo: "La cosa più importante per un re è il suo popolo, la cosa più importante per il popolo è il cibo. Sulla montagna c'è un grande magazzino pieno di cereali, rinunciare a Yinyang significa rinunciare a quei cereali e questo è per noi un grosso danno". Cedendo alle parole del consigliere, Liu Bang richiamò le sue truppe al combattimento e riuscì infine a scacciare i nemici da Yinyang. Sempre seguendo i consigli di Li Yiji, Liu riuscì poi a sconfiggere definitivamente il nemico e diventò il primo imperatore della dinastia Han.

Anche il primo imperatore della più fiorente dinastia cinese, la dinastia Tang, sapeva che per un sovrano è importante la fedeltà del popolo. Nel Zizhitongjian viene riportato questo episodio: "Nel 628, ci fu un'invasione di cavallette nei pressi della città di Chang'an. L'imperatore Taizong andò nel giardino che si trovava a nord della porta Xianwu, vi trovò le cavallette e ne catturò alcune, esclamando con ira: 'Per il popolo il grano e i cereali rappresentano la vita, vi lascio mangiare i miei organi interni, purché non mangiate la fonte di sostentamento del mio popolo'. Mentre stava per mettere in bocca una cavalletta, un suo consigliere lo fermò dicendo: 'Rischiate di ammalarvi se mangiate una cosa tanto sporca'. Rispose l'imperatore: 'Non fermatemi, cerco solo di alleviare questa calamità per il mio popolo', e così dicendo ingoiò la cavalletta". Anche l'imperatore Taizong, della dinastia Tang, nel Wunongpian scrisse: "La necessità più grande per gli uomini è il cibo, i contadini sono la classe più importante per la nazione". In nome di questo principio, l'imperatore che aveva conquistato il trono uccidendo il proprio fratello maggiore e il padre, venne definito dai successori "sovrano saggio".

Il fondamento del metodo di governo dell'imperatore Qianlong della dinastia Qing era: "Il popolo è la base del regno e la cosa più importante per il popolo è il cibo" (da Poesie degli imperatori cinesi). Per questo motivo, nella storiografia della dinastia Qing, egli venne considerato un grande imperatore per la sua saggezza.

Un altro esempio è Sun Yat-sen, considerato il "Padre della Patria", che negli anni della sua gioventù scrisse nel Primo volume del libro di Li Hongzhang: "Lo stato si regge sul popolo, il cibo è il fondamento del popolo, se questo è insufficiente, come possiamo sostenere il popolo?".

Più di qualunque sovrano illuminato o di qualunque funzionario eroico della storia cinese, coloro che hanno capito fino in fondo l'importanza del cibo per il popolo sono stati i capi delle rivolte contadine.

Un esempio evidente a sostegno di questa teoria è la rivolta contadina capeggiata da Chen Sheng e Wu Guang, i quali, prima del sollevamento popolare, avevano fatto questa promessa: "Se un giorno diventeremo ricchi, non dimenticheremo i nostri fratelli poveri". A questo esempio si aggiunge anche quello di Li Zicheng, personaggio famosissimo vissuto verso la fine della dinastia Ming, che nel momento più acceso della sua rivolta si faceva chiamare "il re Ma"; guadagnò la stima del suo popolo e del suo esercito sostenendo: "Mangiamo il cibo degli altri, vestiamoci con i vestiti degli altri e apriamo le porte della città per far entrare il 're Ma', perché quando egli arriverà non dovremo più consegnare il nostro grano per pagare le tasse" (da Mingi Beilue, capitolo 23). Le parole "mangiamo il cibo degli altri" e "non consegniamo il nostro grano per pagare le tasse" tratte da una canzone popolare, sono espressioni semplici, capaci di fare vibrare le corde più sensibili dell'anima del popolo, la cui rivolta portò al suicidio dell'imperatore Chongshen, impiccatosi nel parco Jingshan a Pechino.

Anche se, pensandoci bene, tutti comprendono che nessun governo può dare cibo e benessere al proprio popolo senza chiedere tasse in cambio, il successo di questa menzogna è un'ulteriore prova dell'importanza del cibo per il popolo.

Il "re celeste" Hong, il capo della rivolta dei Taiping, nella sua legge di riforma agraria Distribuzione della terra del regno celeste, predicava: "Tutti devono avere terra da lavorare, cibo per mangiare, vestiti per proteggersi, soldi per le proprie necessità, e non devono esserci differenze, non devono esserci né fame né freddo". Questo sogno irrealistico di proprietà comune e di uguaglianza, per quanto grandioso, si è infranto nel momento in cui il "re celeste" Hong, conquistato qualche paese, ha cominciato subito una vita di piaceri con otto mogli e dieci concubine. L'utopia del "cibo e vestiti per tutti" ha tuttavia avuto effetti rilevanti sull'animo del popolo durante la marcia per la conquista di Nanchino.

Scorrendo la storia, il personaggio che più di tutti ha avvertito l'importanza del "problema di mangiare" è Mao Zedong che, pochi anni dopo avere subito da parte di suo padre Mao Shunsheng l'umiliazione di essere pubblicamente definito "scansafatiche e nullafacente", come affermò in un'intervista con Anna Louise Strong, scrisse questa frase nell'introduzione della rivista "Xi ngji ng pínglún": "Qual è il problema più grave a livello mondiale? Il problema del cibo". Questo dimostra che Mao, entrando nel mondo politico cinese, aveva già chiaro in mente quale fosse il problema più concreto che la società del suo paese stava affrontando e quali fossero le condizioni di vita e le preoccupazioni dei contadini. Per questo motivo, Mao è riuscito non solo a scacciare Jiang Jieshi a Taiwan, ma anche a vincere le successive battaglie ideologiche all'interno del Partito.

In conclusione, se è vero che da sempre e per tutti i popoli del mondo il cibo ha un'importanza fondamentale, nella storia cinese il "mangiare" o il "cibo" hanno guidato le vicende della popolazione. Ma al giorno d'oggi, in questo XXI secolo in cui il genere umano sta facendo esplorazioni su Marte, qual è la situazione della nostra sicurezza alimentare?

In Cina, nel campo alimentare, la gente segue la credenza che per nutrire una parte del proprio corpo sia necessario mangiare la corrispondente parte del corpo di un animale. Questa credenza è la più popolare a Canton. Ma ancora più popolare è l'idea che siano commestibili tutte le cose che hanno le gambe tranne il tavolo e tutte le cose che hanno le ali tranne l'aereo. I cantonesi mangiano qualsiasi cosa, dai piatti più insoliti alle creature marine più pregiate.

Un ristorante nella città di Haerbin ha aggiunto nel suo menu, con grande spiegamento di propaganda e di pubblicità, un alimento che secondo la tradizione ha effetti miracolosi: la placenta. Questo ha suscitato non poche polemiche da parte della popolazione locale. Quelli che dubitano della qualità dell'alimento dicono che questo è cannibalismo, una mostruosità. Le placente vengono fornite da un ospedale locale "secondo coscienza". Ogni placenta è dotata di apposita scheda medica certificante che il prodotto è immune da malattie contagiose, soprattutto epatite B. Secondo un ricercatore in campo ginecologico, i benefici della placenta sono solo frutto di credenze popolari; dal punto di vista medico non è mai stato pubblicato alcun risultato a riguardo. Una rivista di Pechino ha pubblicato un articolo firmato in cui si spiegava che gli eventuali benefici della placenta rappresentano una questione medica ancora irrisolta e, in ogni caso, dato che la placenta fa parte del corpo umano, non si può pensare che venga servita a tavola. L'episodio ha suscitato interrogativi tra la popolazione in varie aree, con posizioni molto negative nei confronti di questa convinzione popolare che giunge persino a ipotizzare il consumo di parti del corpo umano. Ha suscitato polemiche anche la misteriosa scomparsa di placente negli ospedali di città come Chongqing, Nanchino e in non pochi altri ospedali provinciali.

Recentemente nella città di Jiamusi, nella regione dello Heilongjiang, c'è stato il caso di un pazzo assassino che dimostra quanto l'asserzione di prima, secondo la quale per nutrire una parte del corpo bisogna mangiare la corrispondente parte di un altro corpo, possa essere portata alle estreme conseguenze. Un uomo condannato a otto anni di carcere per molestie sessuali, tre anni dopo l'uscita dal carcere va alla polizia dicendo di avere ucciso ventotto persone, per la maggior parte maschi minorenni. Questi ragazzi, tramite internet, erano stati attirati nella trappola di un incontro in un internet café chiamato Tianqi, per poi essere uccisi. A casa dell'assassino la polizia ha trovato quattro cadaveri, tutti irriconoscibili: alcuni senza orecchie, altri senza occhi e senza alcuni organi interni, ma tutti tassativamente privati dei genitali. In Cina c'è l'usanza di mangiare i genitali di un animale per nutrire i corrispondenti organi del consumatore. Spesso si possono vedere cartelloni esposti all'ingresso di piccoli ristoranti con il piatto del giorno: genitali di ariete arrosto, genitali di toro stufato e genitali di cane in brodo, ecc.

Forse ogni cosa ha la sua giusta conseguenza. La malattia che ha coinvolto milioni di persone, la Sars, è scoppiata dapprima nella regione del Guangdong a causa del consumo di zibetto mascherato, uno dei piatti preferiti dai cantonesi. Nel giro di sei mesi, la malattia ha colpito 29 paesi e circa 90 milioni di persone e ha causato più di 800 morti. I danni economici subiti in Asia sono stati di circa 40 miliardi di dollari, senza contare i danni morali e psicologici che questa malattia ha portato e porterà alle varie popolazioni. Nel 1997, sempre nel Guangdong, la regione con il più alto consumo di animali selvatici, è stata scoperta l'aviaria. Secondo una statistica parziale, nel 2007 sono stati 150 milioni gli animali, probabilmente malati di aviaria, abbattuti per salvare il genere umano.

Sempre dal Guangdong arriva una notizia più recente: si è calcolato che circa 10 milioni di abitanti hanno problemi cardiovascolari. Nella regione questa malattia occupa il primo posto nella lista delle cause di decesso, provocando ogni anno i 2/3 delle morti di tutta la popolazione regionale ed è in continuo aumento, con una velocità che è 3,6 volte maggiore rispetto alla media del resto della nazione. Non possiamo dire che questo non sia un avvertimento che Dio manda ai suoi discepoli più indisciplinati.

Quando Zhu Rongji era sindaco di Shanghai, per poco non moriva per l'eccessivo lavoro causatogli dalla vicenda dell'epatite A. Durante la primavera del 1988 la malattia ha messo in pericolo, per la prima volta, la sicurezza pubblica della grande città cinese. Nel mese di aprile di quell'anno si è raggiunto l'apice dei malati di epatite A: per sedici giorni consecutivi in quel mese sono stati registrati circa 10000 casi di malattia al giorno. Il "tifone dell'epatite A" ha coinvolto circa 400000 persone, a causa del consumo di un tipo di vongole (arcidae) molto amate dagli abitanti di Shanghai. Le scuole, le fabbriche e i negozi sono stati chiusi; secondo le stime, il "tifone delle vongole" ha causato danni economici pari a 3 miliardi di RMB. Durante il periodo della diffusione dell'epatite A, a Shanghai una confezione di un farmaco tradizionale cinese contro la malattia, che normalmente viene venduto a meno di 10 RMB, poteva essere barattato con un buon televisore. Durante il periodo della diffusione della Sars a Canton, una decina di anni dopo, una bottiglia di aceto bianco poteva costare 200 RMB! Nonostante tutto quello che è successo, oggi la richiesta di animali rari a Canton e di vongole a Shanghai non è per niente diminuita. Si ricorda la bontà del cibo, ma non le sue conseguenze: è un detto che usiamo spesso in modo derisorio riferendolo ai cani; ma in questo caso l'uomo, che si ritiene superiore a tutte le creature, quanto è più intelligente di loro?

Al giorno d'oggi, nell'epoca in cui gli uomini non riescono a fare a meno del computer, se si va su un qualsiasi sito cinese e si digita "cibo" o "mangiare", le parole che compaiono di più tra i risultati della ricerca sono "sicurezza" e "avvelenamento". Questa è un'umiliazione per il popolo cinese, un popolo famoso per la sua tradizione culinaria. "L'unica cosa in cui non siamo indietro rispetto al resto del mondo è la cucina" era una frase celebre del signor Sun Yat-sen, ma non credo che egli riposerebbe in pace se venisse a conoscenza della situazione attuale.

La causa della scomparsa in un tempo relativamente breve di uno dei più antichi e prosperi imperi, quello romano, ha sempre lasciato nel dubbio gli storici. Innumerevoli sono i risultati delle loro ricerche: non tutte le strade portano a Roma e non tutti questi studi giungono a una conclusione definitiva.

Un risultato importante è stato ottenuto in una campagna di scavi condotta nel sud dell'Inghilterra nel periodo 1969-1976 in un antico cimitero romano tra la fine del IV e l'inizio del V secolo. Esaminando 450 scheletri, gli archeologi hanno rilevato che la percentuale di piombo contenuto nelle loro ossa era 80 volte superiore rispetto a quella di un essere umano normale e la percentuale nei corpi dei bambini era ancora più alta: tutta questa gente è morta probabilmente per avvelenamento da piombo.

Gli antichi romani sono sempre stati orgogliosi del loro sistema di acquedotti e la loro acqua potabile veniva distribuita attraverso tubi di piombo. I romani bevevano in bicchieri di piombo, cucinavano in pentole di piombo, e spesso aggiungevano al vino ossido di piombo come dolcificante. Questa notevole quantità di piombo, accumulandosi nel corpo, portava a un indebolimento generale e a lungo termine causava la perdita della capacità riproduttiva. Nel tardo periodo dell'impero, data la diminuzione del tasso di natalità, gli imperatori incoraggiavano le coppie ad aumentare i componenti della famiglia, ma invano. Secondo la scienza moderna, l'assorbimento di una minima quantità di piombo può influenzare la capacità di riproduzione, perciò una delle probabili cause della fine dell'impero romano potrebbe essere trovata nella mancanza di discendenti dovuta a un consumo eccessivo di piombo.

Certo, l'avvelenamento da piombo non sarà l'unico motivo della fine dell'impero romano nel V secolo. Ma perché l'impero romano d'Oriente è continuato per mille anni dopo la scomparsa di quello d'Occidente? Anche se i motivi possono essere tanti, su uno possiamo fissare la nostra attenzione: le miniere di piombo presenti nelle regioni dell'impero romano d'Oriente erano meno numerose di quelle dell'impero romano d'Occidente, di conseguenza il popolo utilizzava prevalentemente utensili di terracotta e di ceramica.

"Il destino di un popolo è segnato da cosa mangia e da come mangia". Questa frase di un famoso dietologo francese potrà essere ampiamente dimostrata se successive ricerche e studi degli archeologi confermeranno l'ipotesi dell'avvelenamento da piombo come causa della fine dell'impero romano.

Nel 2006, mentre vige il mito della Cina come grande paese, l'80% delle tubature del sistema degli acquedotti è ancora fatto con l'impiego di stabilizzanti al piombo. Queste sostanze sono state già da tempo vietate negli Stati Uniti; nella stessa Europa sono state fatte leggi per limitarne l'uso. Negli Stati Uniti, la sostanza in questione è stata da tempo sostituita con stabilizzanti a base di stagno, ma in Cina si fa ancora uso di grandi quantità di stabilizzanti al piombo nella produzione di tubi per acqua in pvc, sia per il basso costo di produzione sia per motivi tecnici. Ancora oggi, circa 320 milioni di contadini bevono acqua non potabile, inoltre nell'acqua di alcuni villaggi è possibile trovare un'alta percentuale di fluoro e di arsenico, vari virus e persino sanguisughe. necessario chiarire che l'acqua potabile è un ulteriore indicatore del livello di sviluppo di un paese.

La sicurezza alimentare è diventata un problema politico dato che i terroristi, dopo l'11 settembre, hanno dichiarato che l'acqua e gli alimenti saranno uno degli obiettivi dei loro futuri attacchi. Ma in Cina l'argomento più discusso dal governo, dai media e dalla gente è un evento accaduto verso la fine del 2004. In quell'anno erano stati portati in ospedale numerosi bambini con problemi di precocità sessuale, ma la notizia era stata coperta dal governo che l'aveva dichiarata una diceria.

Attraverso conoscenze personali, sono riuscito a rintracciare una dottoressa di una famosa clinica ginecologica e mi è capitato questo episodio: una mattina, mentre aspettavo nell'ambulatorio della clinica, ho visto una signora di circa trent'anni, che aveva portato in ospedale sua figlia per delle cure. Non credevo ai miei occhi: quella bambina, che fisicamente poteva essere considerata una ragazza, aveva solo sette anni e mezzo!

In seguito, la dottoressa mi ha rivelato che durante la visita alla bambina aveva notato che in lei era già iniziato il ciclo mestruale e che lo sviluppo dei seni era ancora più anomalo erano già della grandezza di una pallina da ping-pong e le cosce e i glutei sembravano già quelli di una teenager. Quando ho chiesto la causa di tutto ciò la risposta è stata: ormai a Pechino, il fenomeno dei bambini con problemi di sessualità precoce non è più una novità. Tra questi piccoli pazienti quello più spaventoso era il caso di un bambino di sei anni che presentava la prima barba!

Tutto questo è causato dagli ormoni aggiunti negli alimenti per bambini. Sono alimenti che, per il loro sapore, risultano particolarmente graditi, ma contengono ormoni che, data la limitata capacità di assorbimento di un bambino, si accumulano nel corpo provocando il fenomeno della sessualità precoce. Ancora più nocivi sono i frutti di mare contenenti elementi chimici. Basta poco per anticipare l'età della prima mestruazione, dai quattordici anni delle ragazze degli anni venti ai dieci anni delle ragazze di oggi. Secondo alcune ricerche, anche il tasso di fertilità si è abbassato, al punto che una coppia su otto risulta sterile.

Dalla mia indagine risulta quindi che i prodotti marini, apprezzati dai cinesi per il loro valore nutritivo, non solo causano danni nei bambini, ma influenzano anche la fertilità degli adulti.

Facciamo un passo indietro ricordando questi prodotti: gli adulti comprano a prezzi altissimi anguille, tartarughe trionyx sinensis e altri alimenti simili per nutrirsi e diventare più "forti", e li comprano anche per i bambini, nella speranza di stimolare la crescita. Ma ciò che più spaventa è il fatto che, mangiando questi prodotti allevati con ormoni, gli adulti corrono il rischio d'infertilità e, cosa ancora più terribile, i bambini crescono con una velocità anomala.

Ho visto con i miei occhi, nelle regioni del Guangdong, dello Zhejiang, del Jiangxi e dello Shanxi, la scena seguente: verso la fine dell'anno gli allevatori di pesce, quando puliscono dal fango il fondo della vasca, depositano uno spesso strato di ciprofloxacina o di pillole anticoncezionali. La motivazione di questa operazione non è solo quella di evitare le malattie infettive tra gli animali, ma anche la volontà di accelerarne la crescita con gli ormoni contenuti in grande misura nei farmaci anticoncezionali.

Ecco perché gli allevatori di queste zone mi dicono: " evidente che noi non mangiamo i pesci allevati da noi o dai nostri colleghi". Più di una volta mi è capitato di vedere uno strato molto spesso di pillole anticoncezionali, ancora non completamente sciolte, sul fondo della vasca durante il cambio dell'acqua! Un altro motivo dell'utilizzo di queste pillole è la loro provenienza: vengono distribuite dal governo locale per il controllo demografico, quindi non rappresentano alcun costo per gli allevatori.

Che i prodotti del mare, sempre più costosi, non siano assolutamente affidabili è ormai un finto segreto tra i ristoratori di Pechino, e questo vale in modo particolare per le anguille e per le trionyx sinensis. Il periodo necessario a questa tartaruga per raggiungere il peso di un chilo è di circa due anni, ma adesso è di soli due o tre mesi!

Al giorno d'oggi la terra sta diventando sempre più simile a un villaggio globale, dove se uno ha l'influenza, l'altro comincia a starnutire.

La Cina, grande esportatrice di prodotti agricoli, è ormai diventata insensibile alle continue critiche da parte degli Stati Uniti, dell'Europa e degli stessi paesi asiatici per la scarsa qualità e per la pericolosità dei prodotti marini esportati. Una delle giustificazioni fornite da alcuni funzionari per spiegare in parte questi "incidenti" suona così: "Il veleno presente nei nostri prodotti marini è la conseguenza di una crema al cloramfenicolo spesso utilizzata dagli allevatori come rimedio per le ferite e per i tagli causati dai gamberi e dalle cozze".

Negli ultimi anni, sono centinaia di milioni le persone nel mondo che si ammalano a causa di acqua e di alimenti inquinati. La diarrea causata dagli alimenti è uno dei sintomi più frequenti tra i bambini, fino a diventare una delle cause principali di decesso anche nell'infanzia cinese. Secondo le indagini, poco meno di un miliardo sono i bambini al di sotto dei cinque anni che soffrono di diarrea causata da inquinamento.

Questo problema pesa sul genere umano, non solo dal punto di vista economico ma anche dal punto di vista sanitario e, in un paese considerato in via di sviluppo come la Cina, è ancora più oneroso. Ma in questi anni in tutto il mondo la causa della maggior parte delle intossicazioni o delle epidemie improvvise è da attribuirsi ai cambiamenti avvenuti nella produzione e nella distribuzione alimentare.

Per il governo cinese è una preoccupazione non da poco il fatto che il popolo arrivi a chiedersi cos'altro può mangiare, dopo la rilevazione di incidenti come la presenza di anabolizzanti nella carne suina, i residui di pesticidi nelle verdure, la presenza di formaldeide sulfossilato sodico nel tofu e di formaldeide nei prodotti del mare.

L'espressione corrente nella vita quotidiana e presente nella tradizione classica "Per il popolo il cibo equivale al cielo" definisce l'importanza del cibo per i cinesi fin dall'antichità. Quando il padre del mio amico Zhou studiava in Inghilterra nel lontano 1940, alla domanda posta dagli inglesi: "In che cosa credono i cinesi?" rispose in maniera chiara e decisa: "Nel mangiare".

Il discorso sulla sicurezza alimentare tenuto dal professor Zhong Nanshan, uno dei due medici di fama mondiale che hanno contribuito maggiormente durante il periodo della Sars nel 2003 a combattere la malattia, ha scosso l'intera popolazione ignara della gravità della situazione. Un popolo furioso e preoccupato si è chiesto: "Chi è il responsabile di tutto questo? A chi possiamo ancora credere? In cosa possiamo ancora credere?". In seguito alla tempesta sulla sicurezza alimentare scatenatasi a livello nazionale, il professor Zhong, con le ragioni della scienza e con la dignità di una persona che asserisce il vero, ha saputo fermare questo lento suicidio collettivo del popolo cinese.

Nella primavera del 2004, durante il congresso dell'Assemblea Nazionale del Popolo, il professor Zhong, in qualità di rappresentante della zona di Yuexiu della città di Canton, aveva dichiarato: "La sicurezza alimentare è in pericolo, tra cinquant'anni la maggior parte della popolazione del Guangdong perderà la capacità di riprodursi". In seguito a quell'evento, alcuni media sensibili ai problemi della salute pubblica avevano reso nota questa dichiarazione: "La sicurezza alimentare è un problema molto grave ed è strettamente correlata alla velocità con cui si stanno diffondendo le epidemie a Canton".

La velocità con cui cresce il numero di ammalati di cancro intestinale, di tumore del collo dell'utero e di tumore delle ovaie a Canton è strettamente correlata all'alto assorbimento di pesticidi, di additivi, di conservanti e di sostanze stimolanti della crescita.

A causa dei problemi alimentari sempre più gravi, è stata rilevata una variazione della densità degli spermatozoi umani. In passato era considerata normale la quantità tra 50 e 100 milioni, adesso è considerato normale un valore di 30 milioni. La densità degli spermatozoi dell'uomo di oggi è la metà di quella dell'uomo di quarant'anni fa; se non si trova una soluzione, tra cinquant'anni molte persone diventeranno sterili.

A livello mondiale, i gravi danni provocati a volte dai farmaci sono sotto gli occhi di tutti; nel libro Gli errori della medicina moderna, curato da Liu Jingtang e Zhu Zhengfang, se ne trovano alcuni esempi, tra cui quelli provocati dal talidomide che negli armi cinquanta causò una catastrofe. I figli nati dalle donne gravide curate con questo medicinale nascevano deformi, con le braccia attaccate al corpo, con aspetto simile alle foche, con una mortalità neonatale pari al 50%. Secondo una statistica incompleta, i neonati affetti da queste malformazioni sono stati 8000 in Germania e 1000 in Giappone.

In esperimenti successivi è stato somministrato talidomide a un certo numero di conigli e di scimmie con il risultato del 100% di cuccioli deformi! Spesso gli effetti collaterali dei farmaci non sono proporzionati alla quantità somministrata, per alcuni medicinali è sufficiente una quantità minima per causare una catastrofe. Il cloramfenicolo è proprio una di queste sostanze, balzata agli onori della cronaca nella "vicenda del granchio", verificatasi a Shanghai nel 2003.

Gli alimenti contaminati da qualche centinaio di anni rappresentano non solo una minaccia per la vita e per la salute delle persone comuni, ma non hanno risparmiato nemmeno personaggi importanti che hanno dato un grande contributo alla civiltà umana; alcuni di questi, oltre ad avere pagato con la vita, dopo la morte hanno anche dovuto subire l'oltraggio alla loro dignità che da vivi ritenevano così preziosa.

La vicenda di Beethoven, il geniale compositore che ha affascinato intere generazioni con la sinfonia n. 5 detta "del destino", ne è un tragico esempio: da sempre, gli storici hanno attribuito la morte di Beethoven alla sifilide, una malattia sessuale umiliante per qualsiasi uomo. Anche se molti lo hanno da sempre giustificato secondo il detto che i geni sono romantici, per oltre due secoli questa vicenda ha lasciato gli appassionati con una punta di amaro in bocca.

Fortunatamente, un'indagine svolta da un gruppo di studiosi di genetica, di lettere, di storia e di anatomopatologia ha lavato questa onta che per tanto tempo ha pesato sulla sua memoria. Il responsabile della ricerca ha affermato che non si è trattato di un semplice studio sulla malattia, ma di un'indagine scientifica molto importante, perché il segreto celato in quelle ossa ha un valore storico inimmaginabile. La ricerca in questione consiste nell'indagare sulle abitudini di vita e sulle cause di morte di 50 persone famose. Cosa mangiavano? Quali erano le loro abitudini? Quali le malattie da loro contratte? Gli scienziati sono in grado di trovare le risposte a tali quesiti attraverso studi genetici sui loro cadaveri.

Sulla morte di Beethoven, si sono avuti questi risultati: analizzando le ossa e i capelli del musicista custoditi per più di due secoli gli scienziati hanno scoperto che egli non aveva mai assunto dosi considerevoli di calmanti e di farmaci contenenti arsenico. Perché, dopo il decesso dell'artista, il suo segretario accusò l'ospedale di averne provocato la morte somministrandogli troppi medicinali? Inoltre, nei capelli di Beethoven non erano state riscontrate quantità rilevanti di mercurio, elemento che all'epoca veniva variamente usato per curare la sifilide. Quindi, è certo che l'artista non aveva contratto questa malattia come tutti avevano creduto.

Gli scienziati sono giunti alla conclusione che l'artista probabilmente morì avvelenato dopo avere mangiato per molto tempo i pesci del fiume Danubio inquinati da metalli pesanti. Questo potrebbe anche spiegare la perdita dell'udito. A questo riguardo, mi sono ulteriormente documentato sulla vita di Beethoven: nelle sue biografie si riferisce spesso che stava alla finestra a scherzare con il suo fornitore di pesce preferito, che era anche suo compagno di bevute. Amava bere, mangiare pesce e ammirare il Danubio. Sono proprio queste passioni ad avere condotto uno dei più grandi musicisti della storia a chinare la testa davanti a quel destino che aveva decantato con tutto se stesso. Da un altro punto di vista, possiamo dire che è stato il pesce a seppellirlo? Oppure che davvero il cielo era invidioso del suo genio?

Il professor Zhu Weijie, uno studioso che lavora insieme al dottor Zhong nel Centro d'Immunologia riproduttiva dell'università di Jinan, con i suoi esperimenti sugli steroidi anabolizzanti utilizzati per la carne di maiale da secoli cibo preferito dei cinesi ancora una volta ha dato un valido supporto scientifico alla scoperta del dottor Zhong sugli effetti collaterali a carico del cuore di un farmaco anabolizzante, il cui nome scientifico è clenbuterolo (un agonista beta-2 adrenergico), che veniva utilizzato per curare l'asma bronchiale. In seguito ne venne vietato l'uso. I farmaci anabolizzanti aggiunti ai mangimi per i maiali stimolano la produzione delle cellule di proteine della carne e diminuiscono l'accumulo di grassi, aumentando così la percentuale di carne magra dell'animale. Ma questa carne suina provoca nei consumatori giramenti di testa, nausea, tremolio di mani e piedi, aumento del battito cardiaco, arresto cardiaco fino a shock e morte. Perciò in tutto il mondo è stato vietato l'uso di questa sostanza come integratore del mangime per i maiali.

I risultati degli esperimenti svolti dal gruppo del professor Zhu confermano inoltre che una quantità minima di steroidi anabolizzanti provoca la nascita di cuccioli deformi nei topi da laboratorio e, se somministrata per un lungo periodo, è causa d'infertilità.

La scienza deve ancora stabilire se la stessa quantità di tale sostanza nel corpo umano provochi malformazioni nel feto. Chi può avere il coraggio di sperimentarla sul corpo umano se con i topi da laboratorio è stata un fallimento? Se una donna incinta, in particolare nei primi mesi di gravidanza, consumasse carne con residui di steroidi anabolizzanti, il feto correrebbe un grande rischio, poiché la sostanza non viene smaltita facilmente e di conseguenza il danno è maggiore, dato che si accumula nel corpo umano per un lungo periodo. Per il momento, la questione più importante è scoprire il suo legame con l'infertilità e, sul lungo periodo, con la comparsa di eventuali tumori.

Nel luglio 2004 sono andato a intervistare il dottor Zhao Hong, direttore della Zhongdedadi nel Jiangxi, azienda leader nei controlli della sicurezza alimentare. Il dottor Zhao è membro del Comitato Permanente della Conferenza Consultiva Politica del Popolo Cinese (CCPPC) e vicerettore dell'università di Nanchang nella regione del Jiangxi. Il dottor Zhao mi ha confermato di persona che nella loro azienda sono già in uso cartine impregnate con un indicatore chimico in grado di individuare, in brevissimo tempo, la presenza di anabolizzanti nella carne. stata inoltre aperta una linea di produzione di queste cartine; nel contempo sono stati sponsorizzati con successo corsi di tecnica di base applicata alla sicurezza alimentare e di tecnica applicata in quindici paesi. Quello che mi ha più colpito è la tesi sulla sicurezza alimentare che il dottor Zhao ripete durante tutte le riunioni alle quali partecipa: "Sulla questione del nutrire i maiali con steroidi anabolizzanti e le anguille con pillole anticoncezionali, va detto che alcune fabbriche di alimenti zootecnici utilizzano metodi definiti 'altamente tecnologici' per garantire la loro produzione, mettendo in secondo piano la salute del popolo. Nella città di Heyuan i casi d'intossicazione da anabolizzanti sono 484, nella città di Sunde sono 200 e adesso la storia degli steroidi mette in pericolo l'esistenza delle nostre generazioni future. I consumatori possono non mangiare carne per tre giorni, ma vogliono in cambio la tranquillità. Voi, dei settori competenti, avete qualche buona soluzione a questo problema?".

Il 20 maggio 2004, durante il programma Mezz'ora di economia del canale CCTV4, alla domanda del giornalista Ma Hongtao: "Hai qualche preoccupazione per il cibo?", rivolta a Zheng Xiaoyu, capo del comitato per l'indagine sulla cattiva qualità del latte in polvere di Fuyang e capo dell'Ufficio Nazionale di Supervisione degli Alimenti e dei Farmaci, la risposta è stata: "In questo periodo si sente spesso dire in giro: vedi, una volta dicono che ci sono problemi con i salumi, un'altra volta dicono la stessa cosa per la carne secca e dopo un po' è il turno dell'erba cipollina, non si sa più cosa mangiare. Io faccio parte del popolo e nutro le sue stesse preoccupazioni". Questo discorso che probabilmente appare semplice agli occhi del mondo occidentale, dal punto di vista cinese coinvolge così tanti settori che è difficile immaginarne la gravità.

La sera del 15 gennaio 2001, una sede della Questura nella zona Jinshan, alla periferia di Shanghai, aveva deciso di mandare 24 agenti a compiere un sequestro e prima della missione si erano riuniti tutti per la cena, a base di zampone arrosto con patate. Dopo la cena, gli agenti hanno iniziato ad avvertire tachicardia, formicolio e mancanza di forza negli arti. E così la missione è andata a monte.

Mi ha scioccato l'articolo Indagine sulle intossicazioni alimentari causate dagli steroidi nei cibi pubblicato sulla "Rivista militare di medicina preventiva" (volume 22.1, aprile 2003). Il 2 luglio 2002, in una caserma si è avuta un'intossicazione alimentare causata dai residui di steroidi anabolizzanti presenti nel fegato del maiale. Ottanta persone hanno consumato il pranzo in mensa. Dopo il pasto, venti di loro quindi il 25% hanno cominciato a presentare sintomi d'intossicazione a vari livelli. I primi sintomi sono stati tremolio muscolare, principalmente alle mani, successivamente sono comparsi capogiri, mal di testa, battito irregolare del cuore; il giorno dopo sono comparsi altri sintomi: dolore ai muscoli facciali, mancanza di forza negli arti inferiori, nausea, ma non vomito.

Secondo le indagini, la provenienza degli alimenti di questa mensa rispetta le regole prestabilite: gli alimenti provengono da un unico canale stabilito per tutti da un ente superiore. La preparazione in mensa del fegato di maiale consiste in una precottura in acqua bollente a cui segue la cottura in padella. Dopo avere sospeso il consumo di questo fegato, i sintomi sono scomparsi lentamente in tutti gli intossicati. Secondo lo studio dei sintomi da avvelenamento e le ricerche sulle malattie infettive è apparso sicuro che l'intossicazione è stata causata dal fegato di maiale; l'analisi di un campione del prodotto ha evidenziato la presenza di steroidi anabolizzanti di una certa rilevanza, per cui la conclusione è stata d'intossicazione alimentare causata da sostanze chimiche.

Ma questo incidente non è accaduto nelle campagne o in zone montane sperdute, non nelle strade sconosciute della città, ma nell'esercito, tra i militari, dove vige una gestione molto severa, in un ambiente iperprotetto, quello che noi fin da bambini abbiamo conosciuto sui libri di scuola come la "muraglia d'acciaio".

Nel settembre 2006, sempre a Shanghai, è scoppiato un grave caso d'intossicazione da steroidi anabolizzanti, che ha portato al ricovero di più di 200 persone. Un allevatore dello Zhejiang è sospettato di avere venduto al mercato all'ingrosso di Shanghai-Pudong un camion di circa 189 maiali che avevano qualche problema. Questi animali sono poi stati distribuiti in 60 mercati di Shanghai, e gli organi interni di questi animali hanno causato l'intossicazione di 366 persone in nove zone di Shanghai. Secondo una statistica non completa, dal 1998 sono stati registrati 18 episodi d'intossicazione da steroidi, per un totale di circa 1700 persone, di cui una è morta. Il responsabile del settore della sicurezza e del controllo degli alimenti dell'Ufficio Nazionale di Supervisione degli Alimenti e dei Farmaci di Shanghai ha detto che le leggi sul controllo delle carni di maiale applicate dai veterinari sono ancora quelle degli anni cinquanta-sessanta, e quindi non comprendono verifiche sui residui nelle carni di maiale dovuti all'uso di integratori nei mangimi.

E questo "piccolo difetto" si verifica nella nostra civiltà, che spende enormi capitali nella foga di costruire megapalazzi, come la torre della televisione di Shanghai, la "Perla d'Oriente" della città, che rappresenta il più alto modello di modernità in Cina.

Ma in un'intervista da me condotta nel 2004 in una ditta che produce apparecchiature di controllo sugli steroidi nelle carni, è risultato che il prodotto, venduto facilmente in tutta la Cina, non riesce a entrare nel mercato di Shanghai. Ho chiesto spiegazioni al responsabile delle vendite che, molto arrabbiato, mi ha risposto che gli incaricati dell'Ufficio di gestione del Comune di Shanghai chiedono una tangente così elevata che è impossibile ricavarne qualche profitto: "Hanno un cuore troppo nero, il loro prezzo è impensabile per noi!".

Ecco, qui di seguito, una carrellata dei casi più gravi relativi alla sicurezza alimentare accaduti nel periodo 2005-2006.

1. Il 28 gennaio 2005, dopo due ispezioni senza preavviso da parte del settore di controllo alimentare nel villaggio Handu, del paese Motou, della città di Rugao, nel Jiangsu, sono stati scoperti 108 casi di contraffazione di alcolici. Nella vicenda risultavano coinvolti 31 produttori, 67 magazzini clandestini, 10 venditori. Gli alcolici contraffatti comprendevano anche marche cinesi molto famose come Maotai, Wuliangye e Jingjiu.

2. Il 5 marzo 2005, secondo un rapporto urgente rilasciato ai media da parte del settore di controllo alimentare del Guangdong, nelle salse piccanti di marca Meiweiyuan, prodotte nella filiale di Canton della società Hengshin, sono state trovate tracce di Sudan Red. La ditta ha collaborato per i controlli ed è emerso che le salse adulterate erano state prodotte il 7 luglio 2003, per un totale di 6528 barattoli imballati in 272 scatoloni.

3. Il 14 marzo 2005, durante una conferenza stampa tenuta a Pechino dall'organizzazione internazionale Greenpeace, è stata denunciata la presenza di soia geneticamente modificata all'interno dei sandwich Lezhi, prodotti dall'azienda alimentare Kafu di Guangzhou. Inoltre è stato rilevato che la ditta ha utilizzato gli ingredienti geneticamente modificati senza rispettare le regole stabilite sia dal mercato europeo sia dal mercato cinese, secondo le quali sull'etichetta deve essere ben indicato che il prodotto contiene ingredienti ogm: questa è una violazione dei diritti dei consumatori.

4. Il 16 marzo 2005, una tra le maggiori catene di fast food al mondo, Kentucky Fried Chicken, ha dichiarato che tra gli ingredienti utilizzati per gli hamburger di pollo e per le ali di pollo fritte era presente Sudan Red, una sostanza cancerogena. Di conseguenza, per mantenere la promessa "di un consumo tranquillo", si è deciso di togliere questi prodotti dal banco e di sospenderne la vendita. Ma non era passata quell'ondata, che già un'altra era in arrivo. Il giorno successivo, la Kentucky Fried Chicken era ancora una volta sotto i riflettori dell'Ufficio di controllo, e il responsabile della catena ha fatto ricadere tutta la colpa sull'azienda fornitrice degli ingredienti. Da qui ha preso inizio un controllo totale su tutti i fast food nazionali.

5. Il 24 marzo 2005, i media americani hanno dato la notizia che a una signora di cinquantadue anni è stato rilevato un livello di fluoro superiore alla norma dopo il consumo di tè Lipton; in seguito a questa notizia, la consociata cinese Helihua si è rivolta a Pechino per far aprire un'inchiesta sul fatto che la presenza eccessiva di fluoruro nel tè solubile della Lipton sia dannosa alla struttura ossea umana.

6. Il 25 maggio 2005, la Camera di commercio dello Zhejiang ha denunciato la presenza eccessiva di iodio nel latte in polvere Crescita d'oro 3+ della Nestlè prodotto dalla filiale della ditta nella zona di Shuangcheng, regione dello Heilongjiang.

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PARTE PRIMA
Dalla guerra dell'oppio
a quella per la sicurezza alimentare



Sotto i raggi gentili del sole e con le brezze che increspano il mare, nell'allevamento di gamberi di una grossa azienda nell'arcipelago di Zhoushan della regione dello Zhejiang, un gruppo di ragazze in abiti estivi dai colori sgargianti e di poco prezzo chiacchiera mentre sguscia i gamberi appena presi. Capita di sentire, ogni tanto, un gridolino. Ancora una volta, una ragazza si è tagliata un dito con i gusci duri e taglienti dei gamberi.

Davanti a una nuova ferita e a tante ferite già vecchie ormai rimarginate, queste ragazze, dal volto annerito da anni e anni di lavoro sotto i raggi del sole, non si scompongono. Tirano fuori dalla tasca del vestito una confezione di pomata di cloramfenicolo, la applicano sulla ferita e, come se nulla fosse successo, tornano a lavorare chiacchierando con le amiche.

Ecco perché si dice che oggi la terra sta diventando sempre più simile a un villaggio globale, dove se uno ha l'influenza, l'altro comincia a starnutire.

Capodanno 2001, siamo a Vienna, nella capitale austriaca rinomata come città della musica, in tutt'altra atmosfera: davanti a un Carrefour normalmente poco frequentato, ci sono tantissime persone che protestano urlando e sbandierando, con tale energia da far sciogliere la neve sul tetto del supermercato. La protesta è stata organizzata dalla sezione locale di Greenpeace e a causarla è stato il risultato di un controllo svolto da un ente statale sui gamberi surgelati del supermercato, dopo che non pochi consumatori avevano denunciato sintomi di allergie a seguito del consumo di questo prodotto. Il controllo ha portato alla scoperta che la maggior parte dei gamberi, distribuiti dalla ditta tedesca Ristic, conteneva cloramfenicolo. Ulteriori indagini hanno chiarito che questi gamberi erano stati importati dall'arcipelago Zhoushan, in Cina.

"Non sappiamo cosa dire, purtroppo il livello d'istruzione delle donne nei nostri villaggi di pescatori è troppo basso. Proprio le medicine che queste donne usano da anni per curarsi le ferite causano l'inquinamento dei gamberetti nelle vasche di allevamento, e l'esportazione di questi gamberi surgelati ha causato un'ondata di proteste internazionali, che sono costate allo stato qualche miliardo di RMB".

Questa è stata la giustificazione fornita dai responsabili cinesi del settore di fronte ai cronisti provenienti da tutto il mondo per ottenere spiegazioni sull'accaduto. La dichiarazione era la classica risposta usata in vari ambienti per tappare la bocca agli interlocutori, una presa in giro allo scopo di coprire il più possibile la realtà che nei grandi allevamenti di prodotti ittici vengono impiegate elevate quantità di sostanze tossiche.

Ma i paesi europei non hanno creduto a queste spiegazioni "poetiche" e hanno immediatamente aumentato i controlli sui prodotti ittici provenienti dalla Cina. Fino al novembre 2001, sono stati trovati più di 90 carichi di prodotti ittici di provenienza cinese contenenti residui di cloramfenicolo e di altri farmaci al di sopra dei livelli consentiti. Tra le merci c'erano anguille provenienti dalla regione di Fujian e piccole aragoste d'acqua dolce provenienti dalla regione di Jiangsu.

possibile che questi funzionari non conoscessero nemmeno il semplice significato del detto: nella neve non si possono nascondere i cadaveri. I loro interlocutori rappresentavano l'Europa, abituata da secoli a giocare un ruolo importante nel mercato e nell'industria mondiale, non gente di campagna da imbrogliare a piacimento!

A cinque anni di distanza, questo atteggiamento incosciente assunto allora dalla Cina che ricorda il detto: non importa se l'acqua arriverà fino al cielo, purché io sia già passato oltre ha causato oggi una rapida diffusione di prodotti di mare cancerogeni, sia in Cina sia a Hong Kong.

Quasi tutte le vicende sulla sicurezza alimentare in Cina sono state scoperte a Hong Kong. In un certo senso, Hong Kong ha salvato la reputazione della Cina perché tutti i prodotti esportati da questa città sono considerati i migliori. Se non cambiamo questa situazione, quanti pericoli faremo correre al mondo!

A metà novembre 2006, un'indagine svolta dal settore di controllo sugli alimentari e sui medicinali di Shanghai ha rilevato che nei rombi venduti al mercato sono stati trovati, in tutti gli esemplari, residui di pesticidi molto superiori ai livelli previsti dalla normativa e di nitrofurano (sostanza cancerogena) metabolizzato. In alcuni campioni erano presenti anche residui di farmaci vietati nell'allevamento di pesci come: enrofloxacina, ciprofloxacina, cloramfenicolo, eritromicina e verde malachite, ecc. Il settore del controllo alimentare di Pechino ha fatto seguito immediatamente con un'indagine sui rombi in vendita sui mercati ittici della capitale. Alla fine del controllo si è dimostrata la presenza di sostanze vietate, di residui di pestidici per animali e di verde malachite.

Il 24 novembre 2006, il signor He Yuxian, membro del Dipartimento per la sicurezza alimentare di Hong Kong ha dichiarato: "Dal risultato di un controllo sulle uova e sui pesci d'acqua dolce è emerso che tra i 15 esemplari di pesce persico cinese esaminati, 11 contenevano verde malachite". I prodotti inquinati rappresentano i 3/4 del totale e la quantità della sostanza varia tra 0,0022 e 2,3 microgrammi.

A dicembre, quando non si era ancora conclusa la vicenda dei rombi e delle cernie, lo stesso settore di Hong Kong rilevava la sostanza cancerogena in tre tipi di pesci di mare: pesce castagna, cernia camuffata e cernia tigre.

Il 2 dicembre 2006, il Dipartimento per la sicurezza alimentare di Chengdu ha dichiarato che in 3 esemplari di cernia su 10 testati è stata riscontrata la presenza di pesticidi come cloramfenicolo e verde malachite. I pesci provenivano dalle regioni del Guangdong e dello Zhejiang. In seguito a questa comunicazione urgente il Dipartimento per il commercio di Chengdu ha emesso l'ordine di fermare la vendita delle cernie in tutta la città.

Il 14 dicembre 2006, al mercato di Hangzhou, sono stati trovati molti rombi con residui di vari medicinali. A seguito di una comunicazione sul divieto di commercio di questi pesci, emessa dalla città di Shanghai, è stato effettuato un controllo a livello nazionale sui prodotti ittici ed è stata rilevata la presenza di farmaci nei pesci presenti nei mercati di Pechino, Xi'an, Guangzhou, Hefei e Hangzhou. Immediatamente è stato emesso l'ordine di divieto di commercio dei prodotti.

Il problema dei residui tossici nei rombi ha provocato, da solo, la perdita di 2 miliardi di RMB agli allevatori dello Shandong, senza contare i danni causati dal diffondersi di una ventata di terrore e di sdegno sia in Cina sia all'estero.

Le vittime di questi episodi di sdegno a livello internazionale sono i cinesi "d'oltremare" che, seguendo la tradizione per cui la buona cucina è un dono lasciato ai cinesi dai loro antenati, ne hanno fatto una delle principali attività per vivere, come conferma il fatto che le chinatown di tutti i paesi del mondo continuano a riempirsi di ristoranti cinesi, piccoli e grandi. In genere, gli occidentali hanno il loro primo approccio con la Cina proprio attraverso questi ristoranti, e si crea così l'idea di una corrispondenza tra Cina e buona cucina. Per di più, essendo la Cina un grande paese esportatore di prodotti artigianali, qualunque vicenda spiacevole che coinvolga i prodotti e la ristorazione cinese provoca la reazione dei paesi dell'UE e delle organizzazioni internazionali, con inevitabili dispute commerciali tra paese e paese.

La salsa di soia inventata dai cinesi piace sempre di più agli occidentali, dopo che la ricerca ha dimostrato che le sue proprietà antiossidanti sono decine di volte superiori a quelle del vino rosso. Con il diffondersi della moda degli alimenti orientali, la vendita della salsa di soia in Inghilterra è salita del 10%, ed essa è diventata uno degli alimenti necessari nella spesa quotidiana degli inglesi.

Ma il Dipartimento per il controllo alimentare inglese ha recentemente lanciato un allarme, affermando che parte della salsa di soia venduta in Inghilterra contiene sostanze cancerogene. Di conseguenza, alcuni negozi di generi orientali hanno respinto la salsa di soia che non corrispondeva agli standard. Un articolo del "Times" riporta che su 100 campioni di salsa di soia controllati dal Dipartimento di controllo alimentare inglese, 22 presentavano un livello di una sostanza chimica cancerogena, il 3-MCPD, superiore alla norma fissata dall'Unione Europea. I 22 campioni incriminati provenivano tutti dalla Cina, da Hong Kong e da Taiwan.

L'export rappresenta per la Cina la possibilità di avere valuta pregiata occidentale, e quindi per l'esportazione vengono scelti i prodotti di migliore qualità; per questo sembrava irreale e frutto di fantasia la notizia dell'utilizzo dei capelli, acquistati presso i parrucchieri, per produrre amminoacidi (un liquido chiamato "acqua di capelli") da usare come ingredienti per la salsa di soia. Questa notizia ha provocato un senso di ripulsa nei consumatori occidentali, ormai abituati all'uso della salsa di soia in cucina, perché il consumo di questo prodotto può essere causa di tumori.

Questa "acqua di capelli" viene usata non solo in campo industriale, ma anche nella produzione di salsa di soia e di altri condimenti alimentari. Rispetto agli amminoacidi ottenuti dalla fermentazione di cereali o di soia, quelli ricavati dai capelli vengono prodotti con un costo molto più basso, raggiungendo comunque il livello qualitativo stabilito per la produzione della salsa di soia. La maggior parte dei capelli, nei negozi di parrucchiere delle zone nord e nordest della Cina, vengono venduti a 1 RMB al chilo. Dopo una prima selezione, vengono rivenduti al prezzo di 1,8 RMB al chilo nelle regioni di Shandong e Hebei, dove vengono utilizzati per produrre amminoacidi in forma liquida concentrata, per la vendita a livello nazionale. Alcuni piccoli produttori utilizzano questo liquido concentrato per fare "la salsa di soia di capelli" e per venderla a basso costo ai ristoranti e nei mercatini. La compravendita di capelli è così vivace nella regione di Hebei che nascono uno dopo l'altro i "villaggi dei capelli", dove si raccolgono i capelli provenienti da tutta la Cina e i negozi all'ingrosso di questa merce sono messi in fila uno dietro l'altro ai lati delle strade. Dopo un primo trattamento, la merce viene rivenduta in varie regioni e città, Hebei, Shandong, Sichuan, Chongqing. Questo concentrato liquido di amminoacidi ricavati dai capelli contiene elementi tossici come piombo e arsenico, che sono cancerogeni e provocano disturbi al fegato, ai reni, al sistema circolatorio e al sistema riproduttivo. Forse questa è la piccola vendetta dei cinesi, sepolti a causa delle guerre dell'oppio, contro gli inglesi.

La conclusione che si può trarre da tutte le guerre, da quelle dell'oppio fino a quella odierna sulla sicurezza alimentare, è che guerra equivale a denaro. Questa è l'idea della guerra che si è fatta il popolo, sia essa quella delle Isole Falkland, del Kosovo o dell'Afghanistan; ancora di più questo vale per la guerra degli americani in Iraq.

L'asserzione "guerra equivale a denaro" si può interpretare in due modi: si fa la guerra per denaro, oppure vince la guerra chi ha più denaro. La prima guerra dell'oppio (1839-1842), scatenata per il commercio dell'oppio, causa di profonda frustrazione per il popolo cinese, nel quale ha generato un senso d'inferiorità durato per secoli, si può interpretare nel primo modo.

Si narra di quel londinese, commerciante di pianoforti che, più di un secolo fa, al ritorno dal suo viaggio in Cina, per convincere i suoi soci ad aderire a una sua idea che lo aveva entusiasmato, fece questa riflessione: la Cina è un paese con un immenso territorio fertile, la gente vive vendendo tè e seta, conduce una vita agiata e inoltre i cinesi sono molto parsimoniosi. I cinesi sono così tanti che se solo una famiglia su dieci comprasse il mio pianoforte, sarebbe un mercato enorme per me! Quello che mando in Cina è un pianoforte, ma quello che mi ritorna è una nave di oro e di argento!

Questo commerciante era stato così abile da riuscire a convincere i suoi partner economici compatrioti a investire in Cina e a preparare l'equipaggio e tutto il necessario per il trasporto della merce verso il grande paese dell'Estremo Oriente. E in breve tempo, spinta dalla voglia di guadagno e dalla curiosità, una piccola flotta si trovò a fendere le alte onde del mare, verso il misterioso e affascinante impero orientale.

Si dice che solo uscendo dall'acqua puoi vedere il fango sulle tue gambe. Il commerciante con le sue navi e con tutti i pianoforti giunse in Cina, ma non più baciato dalla fortuna come quando a Londra preparava la sua mercanzia. Nonostante tutti i suoi sforzi, i cinesi abituati da millenni ai loro strumenti musicali tradizionali, flauti di bambù, liuto cinese e huqin (un tipo di strumento ad arco verticale), non mostrarono alcun interesse per quel mostruoso giocattolo proveniente dall'Occidente. Dopo alcuni mesi, fu venduto un unico pianoforte a un religioso occidentale e lo sfortunato commerciante fu costretto a ritornare nel suo paese con la nave carica di tutti i suoi strumenti. Ma al colmo della sfortuna, durante il viaggio di ritorno, le onde del mare "che opprimono i deboli e temono i forti" travolsero la nave e la affondarono insieme a lui e ai suoi pianoforti! Questo fu il risultato dei primi tentativi di scambi commerciali tra la Cina e l'Inghilterra, quando gli inglesi tentavano senza successo di introdurre in Cina i loro prodotti.

Nonostante il fallimento di questi tentativi commerciali tra due popoli così diversi tra loro, le possibilità di scambio tra Inghilterra e Cina bastavano ad accendere la fantasia. Sui giornali inglesi apparivano titoli come: Se riuscissimo a convincere i cinesi ad allungare di un pollice la falda della loro camicia, le nostre fabbriche tessili avrebbero lavoro per qualche decina di anni! Persino i membri del parlamento inglese si abbandonavano a discorsi simpatici e romantici: "Se tutti i cinesi utilizzassero la cuffia da notte, le nostre fabbriche di tessuti non basterebbero a produrne a sufficienza".

Ma la realtà di allora era che i cinesi si crogiolavano nella loro autosufficienza, sentendosi membri del Celeste Impero e non avvertivano alcun bisogno di tessuti o di macchine di qualsiasi tipo portate dagli inglesi da una distanza di diecimila chilometri. Il tè e la seta prodotti in Cina invece erano diventati indispensabili in Inghilterra, e la richiesta sempre più pressante di questi prodotti costituiva motivo di continua tensione per il governo inglese a causa del bilancio commerciale sfavorevole.

Dall'Inghilterra giungevano continuamente mercanti che, dopo aver affrontato un lungo viaggio e investito ingenti capitali, chiedevano di poter entrare nel paese per commerciare: la risposta dei nostri imperatori illuminati, Kangxi, Qianlong e Jiaqing, era: "Il Sovrano Supremo di un grande impero sovrintende a diecimila paesi ed estende la sua benevolenza su tutta la Cina; tutti coloro che stanno all'interno e al di fuori dei suoi confini fanno parte del popolo del Sovrano Supremo. Dall'Occidente provengono oggetti quali orologi e piume e, anche se non sono indispensabili per il popolo del grande impero, il Sovrano li lascia entrare nel proprio regno. Questo è un grande segno della benevolenza del Sovrano del Grande Impero".

"Il Celeste Impero permette a ogni paese di entrare e di fare commerci nel suo regno, per questo suo gesto i vari funzionari devono solo manifestare gratitudine e non approfittare della benevolenza".

"L'orologio, una grande meraviglia, non è indispensabile nel Grande Impero, invece il tè e la seta sono indispensabili nel vostro paese. Davanti a questo mio gesto di benevolenza, come osate dimostrarvi insoddisfatti?".

Lord William Pitt Amherst, giunto in Cina dopo un viaggio durato sei mesi e venti giorni, dopo essersi scontrato con i problemi del rituale della corte cinese, suggeriva all'Inghilterra tre metodi per affrontare la Cina: 1) imporre le regole commerciali con la Cina attraverso le armi; 2) assecondare in tutto e per tutto le regole della Cina; 3) abbandonare qualsiasi trattativa con la Cina (vedi Customs commissioner and historian of China di H.B. Morse, cap. 1, pag. 53).

L'impero inglese, da sempre propenso ad allargare con la forza i propri territori da cui ricavare risorse e tasse, tanto da essere definito l'impero sul quale non tramonta mai il sole, decise di attuare la prima delle opzioni descritte da Morse. Le navi inglesi partirono per la Cina cariche di oppio, i soldati infilarono le lampade da oppio sulle baionette, i cannoni aprirono i porti commerciali e sfondarono la volontà di difesa e il cuore del popolo cinese.

La Cina ricca e misteriosa e il suo fertile territorio diventarono finalmente un forziere d'oro da cui i colonizzatori inglesi potevano attingere a piene mani, un mercato dove potevano vendere liberamente i prodotti delle loro catene di produzione industriali. I rapporti commerciali tra Cina e Inghilterra subirono l'evoluzione di cui sappiamo dalla storia.

Una decina d'anni dopo le guerre dell'oppio, anche l'America, ancora giovane sulla scena internazionale, decise di rivolgersi al mercato cinese. Oltre ad aprirsi una rotta con le navi e i cannoni esattamente come gli inglesi, gli americani trovarono un metodo geniale molto più efficace per penetrare nel mercato cinese: una ditta americana di cherosene, immaginando la Cina come un enorme mercato per l'olio da illuminazione, cercò di piazzare il proprio prodotto, ma i cinesi, abituati da secoli all'uso di olio di pinolo indiano e di olio di tung, non lo accettarono, anche se all'inizio il suo prezzo era molto inferiore.

A un "esperto della Cina" di questa ditta venne l'idea che segnò il successo dell'impresa: conoscendo l'amore dei cinesi per il risparmio, per prima cosa fece produrre lampade di vetro riempite di cherosene e, mostrandole per le strade, insegnò ai cinesi a utilizzarle e poi le regalò. I cinesi scoprirono così che la lampada a cherosene illuminava molto più di quelle tradizionali ma, finito l'olio, non se la sentivano di buttare via una così bella lampada di vetro, così si vedevano "costretti" ad andare a comprare dell'altro olio americano. In breve tempo, il produttore americano fece una fortuna straordinaria.

Ho raccontato questa storia non per discutere di tecniche di commercio, bensì per spiegare come, con il passare del tempo e con il mutare della situazione internazionale, anche il modo di combattere le guerre commerciali comincia a cambiare: dalle guerre "vere" combattute con l'uso delle armi, si passa a quelle stile "guerra fredda". In queste nuove guerre, gli elementi che non cambiano sono i continui aumenti dei capitali e degli interessi dello stato più potente.

Nell'attuale situazione mondiale, è questa la ragione di base che regola i rapporti commerciali tra paesi.

Per la Cina, paese in via di sviluppo i cui principali prodotti per l'esportazione provengono dall'agricoltura, dalla pastorizia e dall'industria di trasformazione, i cambiamenti più eclatanti riguardano il tipo di armi usate dal nemico: in epoche passate si usavano armi vere, oggi si impiegano macchinari hi-tech per il controllo dei prodotti importati. Europa e Stati Uniti hanno edificato un muro di difesa contro gli alimenti cinesi proprio grazie a questi strumenti. Per prima cosa questi paesi fissano degli standard di qualità abbastanza alti per ogni prodotto, in modo che i prodotti importati difficilmente li possano raggiungere, contemporaneamente preparano degli strumenti hi-tech per la verifica degli standard. Un'ottima tattica per il controllo del commercio mondiale, dato che gli altri paesi non possiedono le tecnologie per effettuare queste verifiche.

La pubblicazione sulla rete internet cinese dell'articolo Rapporto sulla strategia degli alti standard tecnici in Cina ha suscitato reazioni da parte dei politici e degli operatori industriali: gli standard tecnici sono già diventati giochi a cui i nostri non possono partecipare? L'articolo sostiene che i paesi sviluppati hanno stabilito il livello di qualità dei prodotti basandosi sia sui loro interessi sia sulla tecnologia dei macchinari a loro disposizione. Sono regole poco visibili che pesano sul commercio mondiale, e così gli standard di qualità diventano uno strumento per il controllo della produzione e un'arma per vincere sugli avversari. Questo metodo lascia spazi di sviluppo sempre più grandi alle aziende che dettano regole e spazi di sopravvivenza sempre più limitati alle aziende che vi si devono adeguare. D'altra parte, gli standard di qualità rappresentano anche uno strumento che permette agli Stati che li hanno fissati di avere vantaggi sempre più evidenti. Perché "il diritto d'autore" di queste regole acquista sempre più valore, e allo stesso tempo fa lentamente scomparire il vantaggio che il basso costo di manodopera rappresenta per i paesi e per le aziende che devono rispettarle.

Alcuni istituti di ricerca americani e asiatici hanno di recente pubblicato un articolo al riguardo, sostenendo che i paesi che dettano le regole non solo sperano di reggere il gioco, ma auspicano anche che gli altri paesi li seguano sulla loro strada, invece di stabilire livelli di qualità alternativi. In quest'ultimo caso, i nuovi standard fissati dai paesi che non vogliono adeguarsi vengono considerati come un affronto alle regole già stabilite dai paesi dominanti.

Detto in altri termini, durante una partita a carte, la carta del re è perennemente nelle mani dei paesi possessori di tecnologia avanzata e questo potere rappresenta "la mano di Dio" all'interno della partita.

Il precedente Primo Ministro, Zhu Rongji è indubbiamente una persona che facilmente lascia trasparire le sue emozioni; nell'ultima riunione sulle trattative per l'entrata della Cina nella World Trade Organization (WTO) ha affermato: "Abbiamo parlato per quindici anni, quando è iniziata la trattativa avevamo i capelli neri, adesso sono diventati bianchi". L'ingresso della Cina nella WTO dal punto di vista umano rappresenta per noi un grande riconoscimento; dopo l'entrata nella WTO sono state eliminate le barriere doganali, tuttavia i paesi più sviluppati dell'Occidente hanno innalzato nuove barriere commerciali più morbide, che comunque dobbiamo affrontare; si apre così per la Cina un nuovo periodo di scontri nel commercio internazionale.

Queste "barriere morbide" vengono contrapposte alle "barriere dure" dei dazi doganali; i paesi occidentali, avanzati già da tempo, si sono preparati, in quanto, avendo maturato e rafforzato la loro esperienza di gestione di queste "barriere morbide" basate sui controlli, possono oggi permettersi di abbattere le "barriere dure". Ci sono tanti tipi di "barriere morbide": la protezione dell'ambiente, le tecniche di controllo sanitario per animali e vegetali, le leggi del mercato dei consumi, le leggi anti dumping per proteggere il proprio mercato. Alle regole comuni della WTO vengono aggiunte continuamente, da parte dei singoli paesi, altre barriere molto rigorose: la barriera verde (ecologica), la barriera di sicurezza, la barriera protezionistica per salvaguardare il prodotto e gli interessi interni, il rispetto delle regole generali della WTO. Insomma ogni paese usa le proprie tecniche, le proprie caratteristiche naturali, geografiche, climatiche per creare barriere speciali, e questa è la realtà che noi, come grande paese esportatore di prodotti artigianali, dobbiamo affrontare.

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APPENDICE 1
Avvertenze alimentari
per un visitatore in viaggio in Cina



DIECI RACCOMANDAZIONI PER LA SICUREZZA ALIMENTARE EMESSE DAL CENTRO INFORMATIVO PER LA NUTRIZIONE IN ASIA

1. Prestare la massima attenzione alle scadenze, "scadenza generale relativa alla conservabilità del prodotto" e "scadenza entro cui viene garantita la qualità": entro queste scadenze, se si rilevano problemi sulla qualità del prodotto, o si nota una rottura nella confezione, restituire il prodotto al negozio o fare una comunicazione al produttore.

2. Fare attenzione ai prodotti con marchi falsi o di qualità scadente; sono stati prodotti impiegando materie prime di basso costo per ingannare il consumatore e vincere la concorrenza.

3. Conservare gli alimenti crudi e freschi nel freezer, soprattutto carne, pesce, frutti di mare; se il cibo è già preparato deve essere conservato in frigorifero.

4. Non mettere cibo ancora caldo nel frigorifero, per non provocare variazioni improvvise di temperatura.

5. Tenere in luogo fresco e asciutto lattine, bottiglie, sacchetti, per evitare parassiti, topi, ecc.

6. Ricordarsi di lavare le mani prima di mangiare e prima di preparare il cibo.

7. Lavare accuratamente le stoviglie usate per la preparazione e il consumo di cibi crudi e per cucinare.

8. Scegliere con attenzione i cibi che si acquistano e il posto dove si va a mangiare.

9. I cibi caldi devono essere ben caldi, i cibi freddi devono essere ben freddi: evitare di consumare cibi tenuti a temperatura ambiente per più di due ore.

10. Se ci sono dubbi su frutta, verdura e cibi crudi, le regole d'oro sono: cuocerli, sbucciarli o buttarli.


METODO PER DISTINGUERE LE VERDURE NON CONTAMINATE

- Osservare l'aspetto. Tutte le verdure devono avere colore e luminosità, caratteristiche che dimostrano maturazione e freschezza.

- Annusare. La maggior parte delle verdure ha un proprio tipico odore, dolce, acido, piccante, ecc. Non devono avere odore di putrefazione o odori strani.

- Assaggiare. Le verdure devono avere per la maggior parte il loro buon sapore, pulito, dolce, agrodolce; pochissime hanno sapore acido, piccante, aspro.

- Guardare la forma. Le verdure devono mantenere la loro forma fresca. Se appassite, seccate, con colore mutato, ticchiolate, attaccate da parassiti o trattate con ormoni, assumeranno una forma alterata. Le verdure che presentano morsi di insetti non sono assolutamente da considerare biologiche, anzi, a volte possono contenere quantità di antiparassitari più alte.


LA FRUTTA BELLA NON SICURA

La frutta sicura presenta nessuna o una bassa quantità residua di fitofarmaci.

Qui, di seguito, suggeriamo alcune regole che vi possono guidare durante gli acquisti:

- Comprare possibilmente frutta di stagione; la frutta fuori stagione richiede l'uso di fitofarmaci per anticipare o ritardare il raccolto e la consegna al mercato.

- Non è necessario scegliere la frutta esternamente bella e senza difetti, qualche piccolo difetto estetico non ne diminuisce la qualità e le capacità nutritive, anzi, quella bellissima può contenere veleni in quantità maggiore.

- La frutta esternamente lucida e scivolosa trattiene meno i farmaci, quella porosa o con leggera peluria ne trattiene di più.

- La frutta protetta con sacchetti, di solito, contiene meno farmaci.

- bene evitare di comprare la frutta che presenta esternamente macchie provocate da farmaci o odore di sostanze chimiche.

- Acquistare il meno possibile frutta conservata troppo a lungo o proveniente dall'estero, perché normalmente vengono usati farmaci per prolungare il tempo di conservazione.

- Prima di mangiare la frutta è bene lavarla con abbondante acqua; non è detto che l'uso di acqua salata o con detergenti sia più efficace.

- Lavare la frutta prima di sbucciarla.

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MANGIARE PATATE DOLCI RIDUCE IL PESO ED EVITA IL CANCRO

L'OMS ha elencato sei tipi di cibi più sani e dieci tipi di cibi spazzatura. Tra i cibi sani, la patata dolce occupa il primo posto su tredici nel gruppo delle verdure. Secondo gli specialisti, la patata dolce non solo è un nutrimento bilanciato, ma ha anche effetti positivi nel mantenere salute e bellezza, ridurre il peso, combattere la formazione di tumori.

La patata dolce è ricca di fibre, carotene, vitamine A, B, C, E, potassio, ferro, rame, selenio, calcio, più di dieci sostanze minerali: ha un altissimo valore nutritivo; mangiando patate dolci non solo non si ingrassa, ma anzi si può dimagrire, mantenendo salute e bellezza, facilitando l'evacuazione e lo smaltimento di sostanze velenose, e soprattutto è molto efficace contro la stitichezza negli anziani.

Il consumo di patata dolce contribuisce al bilanciamento acido-basico nel corpo umano, abbassa il colesterolo, evita malattie circolatorie, contribuisce a mantenere un buono stato di salute.

Uno studio giapponese ha evidenziato l'attività antitumorale della patata dolce, più frequente per la patata cotta che non per quella cruda.

Le patate dolci devono essere consumate preferibilmente ben cotte, altrimenti sono difficili da digerire, la quantità deve essere moderata, così da evitare gonfiore, bruciore, acidità e dolore di stomaco.


DANNI DEL CIBO SPAllATURA

Cibo fritto. Se mangiato frequentemente porta a ingrassare. il cibo più pericoloso, perché porta all'infarto e a malattie causate da colesterolo e introduce un'elevata quantità di grasso nel sangue. Durante la cottura dei fritti si producono grandi quantità di sostanze cancerogene.

Cibo in scatola. La maggior parte delle sostanze nutritive viene distrutta, in particolare le vitamine sono quasi completamente eliminate, il potere nutritivo è gravemente ridotto. Molte lattine di frutta contengono alte quantità di zucchero, che possono causare elevati aumenti della glicemia, e aumentano il lavoro del pancreas. Inoltre, poiché sono molto caloriche, fanno ingrassare.

Cibo salato. Contiene sodio in quantità molto superiore al normale, costringe i reni a un surplus di lavoro e aumenta la possibilità di malattie come l'ipertensione. Questo tipo di cibo contiene anche grandi quantità di sostanze cancerogene come nitrosamine, che provocano frequentemente tumori maligni del naso e della gola. L'alta percentuale di sodio causa inoltre infiammazioni del sistema digerente e ulcere.

Carni insaccate (salamine, ecc.). Contengono una certa quantità di sali dell'acido nitrico, che possono causare tumori. L'aggiunta di antiossidanti, coloranti, nitriti o nitrati per conservare il colore aumenta il lavoro a carico del fegato, provoca inoltre sbalzi di pressione e danni ai reni.

Carni grasse e organi interni di animali. Contengono grandi quantità di colesterolo e grassi saturi, considerati le principali cause di malattie cardiache. documentato che il consumo in grandi quantità e per lungo tempo di organi di animali provoca malattie cardiocircolatorie e tumori maligni (tumore al seno e tumore intestinale).

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OCCORRE MANGIARE OGNI GIORNO VERDURE ANTIRADIAZIONI

Viviamo circondati da radiazioni elettromagnetiche: cellulare, microonde, computer, televisore, condizionatore emanano tutti onde elettromagnetiche. Difficile stare lontani da queste radiazioni, ma gli alimenti possono aiutarci con le loro proprietà antiradiazioni.

Il selenio è un elemento antiossidante e alcuni alimenti ne sono ricchi: sesamo, germogli di miglio e radice di astragalo; in misura minore è contenuto in gamberoni, astice, pesce tigre e tonno; alimenti che ne contengono ancora di meno sono fegato e reni degli animali; la frutta e la maggior parte delle verdure non contengono molto selenio, fatta eccezione per l'aglio e i funghi.

importante inoltre integrare con vitamine; le vitamine antiossidanti sono A, C e E. La vitamina C si scioglie nell'acqua; le verdure e soprattutto la frutta ne contengono in grande quantità, perciò mangiare frutta e verdura è un modo per rafforzare le difese contro le radiazioni. Le vitamine A e E si sciolgono nei grassi; in particolare la vitamina A è presente negli organi interni degli animali e in alcune verdure gialle, quindi è consigliabile cuocerli saltati in padella con l'olio per favorire lo scioglimento e la digestione. Gli organi interni degli animali, i legumi e le piante delle brassicaceae come brassica campestris, brassica chinesis, l'erba cornacchia, il cavolo e le carote sono tutti ricchi di vitamina E e sono efficaci nel proteggere la membrana cellulare.


I DIECI ALIMENTI CHE STIMOLANO LA FUNZIONE SESSUALE SPIEGATI DAGLI ESPERTI

Secondo la tradizione, questi dieci alimenti sono: ostriche, caviale, cioccolato, vino rosso, aglio, avocado, curry indiano, peperoncino, pomodoro e noci. Hanno davvero questa funzione? Ecco i risultati degli studi effettuati da alcuni esperti su questi alimenti. Le ostriche sono ricche di zinco, aiutano lo sviluppo di spermatozoi durante la fase di maturazione, ma mangiarne senza limiti può provocare l'innalzamento del colesterolo. Il caviale ha un valore nutritivo molto alto, ma anche un altissimo valore di colesterolo; è ancora da dimostrare scientificamente che stimoli la funzione sessuale. La caffeina ha una certa influenza sulla funzionalità sessuale, ma va consumata in quantità moderata, in dosi eccessive può provocare effetti negativi. Per quanto riguarda le spezie, il pomodoro e l'avocado, sono solo leggende, che mancano di prove scientifiche.


LA CLASSIFICA DELLE VERDURE ANTITUMORALI

Gli scienziati hanno stilato la classifica delle verdure antitumorali in ordine di efficacia: patata dolce cotta 98,7%; patata dolce cruda 94,4%; asparago 93,7%; broccoli 92,8%; cavolo 91,4%; cavolfiore 90,8%; cerfoglio selvatico 83,7%; buccia della melanzana 74%; peperone 55,5%; carota 46,5%; boccioli di giglio 37,6%; cavolo rapa 34,7%; capsella bursapastoris (borsa del pastore) 32,4%; senape cinese 29,8%; pomodoro 23,8%; porro 16,3%; aglio 15,9%; cetriolo 14,3%; cavolo cinese 7,4%.

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