"Prima Pagina" di novembre 2010

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Giusto, le aveva promesso un libro. Per lei non si poteva prendere in considerazione altro che un romanzo. Non che dai romanzi la mente tragga molto nutrimento. Il piacere che forse offrono lo si paga a carissimo prezzo: essi finiscono per guastare anche il carattere pi¨ solido. Ci si abitua a immedesimarsi in chicchessia. Si prende gusto al continuo mutare delle situazioni. Ci s'identifica con i personaggi che piacciono di pi¨. Si arriva a capire qualunque atteggiamento. Ci si lascia guidare docilmente verso le mete altrui e per lungo tempo si perdono di vista le proprie. I romanzi sono dei cunei che un attore con la penna in mano insinua nella compatta personalitÓ dei suoi lettori. Quanto pi¨ precisamente egli saprÓ calcolare la forza di penetrazione del cuneo e la resistenza che gli verrÓ opposta, tanto pi¨ ampia sarÓ la spaccatura che rimarrÓ nella personalitÓ del lettore. I romanzi dovrebbero essere proibiti per legge.

Elias Canetti, "Auto da fÚ", Adelphi, Milano, 1999