"Prima Pagina" di gennaio 2015

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Il lettore compulsivo in effetti un vero conquistatore. E le terre stampate che gli si aprono davanti valgono quanto quelle conquistate da Alessandro, Gengis Khan, Tamerlano o Napoleone: sono altrettanto ricche e affascinanti, ma non richiedono tante inutili devastazioni n tanti atti cruenti.

Il nome di un libro letto (conquistato?) non ha niente a che vedere con ci che rappresentava prima; nella nostra memoria vive una vita tutta sua. Il pi delle volte cade nell'oblio, ma talvolta si sviluppa in modo autonomo; la trama si trasforma, la fine completamente diversa da quella scritta dall'autore, la lunghezza cambia radicalmente.

Jacques Bonnet, "I fantasmi delle biblioteche", Sellerio, Palermo, 2009